PARTE DA VERONA IL 20 GIUGNO IL TOUR DI “AMICI 2010”

Ci siamo quasi: con il concerto di domenica 20 giugno, si apre il tour dei ragazzi che hanno partecipato alla nona edizione di “Amici” di Maria De Filippi. Lo spettacolo, completamente gratuito, avrà come scenario la splendida Piazza Bra, il salotto cittadino dove di giorno si passeggia o si sta seduti ai numerosi caffè, bar, ristoranti e pizzerie che, specialmente d’estate, attraggono i numerosi turisti che non rinunciano a visitare la città di Giulietta e dell’Arena.

Ma domenica sera, dalle ore 21, la piazza si accenderà di mille luci per accogliere il team di “Amici” che si esibirà in 100 minuti di spettacolo, riproponendo i balli preparati durante i cinque mesi di scuola: assoli, duetti, passi a due e performance di gruppo. I cantanti, alcuni dei quali come i tre finalisti Emma Marrone, Loredana Errore e Pierdavide Carone, sono già delle piccole stelle, avendo scalato le classifiche di vendita con i loro Ep, riproporranno i loro pezzi. Ma c’è da aspettarsi che con altrettanto entusiasmo sarà accolto il ritorno nella squadra di “Amici”, questa volta senza distinzione di colore, di Matteo Macchioni, reduce dal successo ottenuto sul palcoscenico del teatro Verdi di Salerno dove si è esibito ne L’Elisir d’Amore di Donizetti, interpretando il protagonista Nemorino (LINK).

Oltre allo spettacolo serale, molte sono le iniziative collaterali. Grazie a Sunsilk e Tezenis, partner del tour, i ragazzi del pubblico – purché maggiorenni – potranno esibirsi insieme al cast di Amici, sul palco, durante lo spettacolo serale. Presso il villaggio allestito in ogni tappa, fin dal pomeriggio, si terranno le audizioni e verranno individuati un “artista” per la categoria Musical e 3 ballerine per la categoria Danza. Tra queste una di loro sarà decretata la “migliore” al termine della serata. I due migliori riceveranno ulteriori riconoscimenti e ricordi dell’evento offerti dalle aziende partner: un videogioco ufficiale di Amici per Nintendo Ds™ e una console Nintendo Ds™.

Ma non è tutto: grazie alla Citroën (casa automobilistica che ha prodotto un’edizione speciale della C3, nei colori blu e bianco, ispirata alla trasmissione di Canale 5 e ai colori delle due squadre), altro partner del tour, chiunque vorrà potrà provare ad aggiudicarsi 5 minuti in macchina con uno dei ragazzi di Amici.

Un’altra iniziativa importante: nelle dieci piazze italiane meta del tour, partendo proprio da Verona, i volontari dell’associazione onlus “Network Italiano Persone Sieropositive“, presieduta da Rosaria Iardino, sarà presente per una campagna sociale di prevenzione contro le malattia sessualmente trasmissibili.
I volontari distribuiranno gratuitamente oltre 100 mila preservativi e 100 mila brochure informative.

Ogni tappa del tour, inoltre, sarà ripresa dalle telecamere di LA5, il nuovo canale Mediaset sul Digitale Terrestre, che trasmetterà delle selezioni da ciascun concerto, a partire dal 15 luglio.

Il tour proseguirà con altre tappe in tutta Italia, isole comprese (per le date e i luoghi questo è il LINK).

[fonti: cittàdiverona.it e verona.2night.it ]

ESPOSIZIONE SUI TABELLONI DEI VOTI POSITIVI DEGLI ALLIEVI CON “SOSPENSIONE DEL GIUDIZIO”: SÌ O NO?

L’anno scorso, al termine degli scrutini finali, si erano verificate delle incomprensioni tra le scuole e il ministro Mariastella Gelmini riguardo alla questione della comunicazione dei voti positivi agli allievi cui sia stato sospeso il giudizio. Allora in tal proposito erano stati assunti comportamenti differenti a seconda delle scuole e dei Dirigenti Scolastici: qualcuno ha interpretato alla lettera l’OM 92/2007, omettendo di riportare tutti i voti, anche quelli positivi, in quanto a tutti gli effetti il giudizio è sospeso e gli scrutini devono essere ripresi a settembre, dopo le verifiche del superamento del debito formativo; altri, invece, hanno comunicato alle famiglie, tramite la segreteria, i voti positivi; altri ancora hanno pubblicato sui tabelloni i risultati dello scrutinio, relativamente alle discipline in cui non sono state assegnate delle insufficienze.

Ma la normativa cosa prevede esattamente? Trattando la questione della “Sospensione del giudizio”, in ottemperanza al DM 80/2007 e all’OM 92/2007 , il Consiglio di Classe per gli studenti che, in sede di scrutinio finale, presentino in una o più discipline valutazioni insufficienti, procede ad una valutazione della possibilità dell’alunno di raggiungere gli obiettivi formativi e di contenuto propri delle discipline interessate entro il termine dell’anno scolastico, mediante lo studio personale svolto autonomamente o attraverso la frequenza di appositi interventi di recupero. In tal caso il consiglio di classe rinvia la formulazione del giudizio finale (OM 92/2007, art. 6 comma 3). Nel tabellone finale esposto verrà riportata solo la indicazione della “sospensione di giudizio (ibid., art. 7 comma 1). In seguito, saranno comunicate alle famiglie interessate, per iscritto, le decisioni assunte dal consiglio di classe: le singole carenze, i voti proposti nella o nelle materie insufficienti e gli interventi didattici finalizzati al recupero dei debiti contratti, con le modalità e i tempi delle relative verifiche (cfr. ibid. art. 7 comma 3).

Questo è quanto. Credo che ci siano pochi dubbi: le famiglie dovranno rassegnarsi ad attendere settembre per conoscere gli esiti dello scrutinio per tutte le materie. Nel frattempo, io fossi nei genitori degli allievi “rimandati” mi preoccuperei di farli studiare e magari di mandarli ai corsi di recupero che ogni scuola secondaria di II grado dovrebbe offrire, almeno per le materie in cui si sia verificato un alto numero di insufficienze. Per le altre discipline possono farcela anche da soli … almeno, questo è ciò che evidentemente pensa il ministro Gelmini, visto che i fondi per istituire le attività di recupero sono sempre molto esigui. O forse spera che, con la minaccia di una maggior severità della scuola del rigore che lei vorrebbe, i ragazzi si preoccupino maggiormente di un’eventuale bocciatura e studino di più durante l’anno?

ULTERIORI INFORMAZIONI POSSONO ESSERE RICHIESTE A QUESTO SITO DEL GARANTE PER LA PRIVACY.

SESSO E ADOLESCENTI: LA VERGINITÀ È ANCORA UN VALORE?


Negli ultimi tempi si sono sentite notize allarmanti sull’età in cui i ragazzi d’oggi hanno il primo rapporto sessuale: si va dai 12-14 delle ragazze ai 13-16 dei maschietti. Ma la cosa che ci fa più orrore, almeno alle “vecchie” generazioni, è la noncuranza con cui ammettono, specie le femmine, di non cercare affatto l’amore, bensì di voler sperimentare il sesso quasi per curiosità o semplicemente per imitare gli amici, più grandi e non, che l’hanno già fatto. Insomma, pare che per gli adolescenti di oggi ci sia solo “sesso senza amore“.

Ancora più orrore ci fanno le notizie in cui si parla di ragazzine tredicenni o anche più giovani, che frequentano ancora la scuola media, pronte a vendere filmati hard, ripresi con il telefonino, per comprarsi una scheda telefonica o un capo d’abbigliamento firmato. Quindi, non solo cercano di affrettare il primo rapporto sessuale completo più per curiosità che per una vera e propria convinzione, ma si trasformano in lolite, baby prostitute alla caccia di polli da spennare.

Una recente indagine del Ministero della Salute, però, trasmette dei dati più confortanti. Oltre 10.000 questionari sono stati fatti compilare, nei mesi scorsi, agli studenti dell’ultimo anno delle superiori, in sei regioni italiane (Lazio, Veneto, Campania, Toscana, Marche, Puglia). Si tratta della campagna “Amico Andrologo” che fa parte del progetto “Prevenzione in andrologia” del Ministero della Salute, in collaborazione con il dipartimento di Fisiopatologia medica della Università Sapienza di Roma. Ed ecco la vera sorpresa: il 43% dichiara di essere ancora vergine. Un dato che, viste le premesse, ci lascia a bocca aperta, nel senso buono ovviamente. Ma quando leggiamo che tra quelli che hanno, invece, già scoperto il sesso solo il 13,3 % ha rapporti protetti, allora siamo un po’ meno rincuorati.

Il problema è serio, anche considerando che c’è ancora molta ignoranza sulla contraccezione: ad esempio, solo il 24% delle ragazze si affida alla pillola anticoncezionale, mentre sull’uso del preservativo ci sono ancora molte riserve. C’è chi chiede se il suo uso a rapporto già iniziato sia ugualmente efficace, e chi addirittura ritiene sia inutile, conoscendo la propria ragazza da tempo, e preferisce risparmiare perché i preservativi sono costosi.
Anche sulle malattie sessualmente trasmissibili le idee sono piuttosto confuse: gli intervistati si chiedono, ad esempio, se si possa prendere una malattia anche con un solo rapporto oppure qualcuno è convinto che, avendo rapporti esclusivamente con la propria ragazza, non possa prendersi nulla. Senza contare che c’è ancora qualcuno che ritiene l’HIV una malattia diffusa solo tra gli omosessuali.

Insomma, più del 50% dei diciottenni fa sesso con molti dubbi. Dobbiamo pensare che il 43% si mantenga ancora casto e puro solo perché i dubbi ce li ha ma non ha coraggio di rischiare, oppure la verginità è ritornata ad essere un valore come ai vecchi tempi?

[fonte: Tgcom; foto by isognidiaspasia]

ERGASTOLO AL PADRE DI SANAA: GIUSTIZIA È FATTA

Nonostante il rito abbreviato, nessuno sconto di pena per il padre di Sanaa, la ragazza di origine marocchina che è stata barbaramente uccisa il 15 settembre 2009 dal genitore. Troppo occidentale, fidanzata con un italiano … troppo difficile da accettare da parte di un musulmano.
Il Tribunale di Pordenone ha inflitto a El Kataoui Dafani, cuoco quarantacinquenne, il carcere a vita. Giustizia è fatta, almeno per ora: i legali del marocchino hanno, infatti, già annunciato il ricorso in Appello, come da prassi. Sono state riconosciute dal giudice Patrizia Botteri tutte le aggravanti: il rapporto di parentela, la premeditazione e l’efferatezza. Nessuna attenuante, mentre la difesa aveva chiesto quella culturale, come se essere musulmani significasse essere costretti ad uccidere.

Da parte sua, la difesa tenterà di smontare la premeditazione, mentre l’ex fidanzato di Sanaa, Massimo De Biasio, rimasto ferito nella stessa trappola mortale che ha visto vittima la povera ragazza, non ritiene che questa pena possa bastare per l’uomo che ha distrutto la sua vita e la felicità di due ragazzi innamorati: «L’ergastolo non è sufficiente – ha invece attaccato il fidanzato di Sanaa, Massimo De Biasio, assistito dall’avvocato Massimo Ranaldi –. In questi casi andrebbe introdotta la pena di morte».
La disperazione di Massimo è umanamente comprensibile ma non si accorge, il giovane, di mettersi allo stesso livello dell’omicida di Sanaa: per il padre di lei, infatti, la punizione nei confronti della figlia disubbidiente doveva essere la morte; Massimo pensa forse che la pena capitale, quindi il diritto di uccidere legalmente, sarebbe così diversa?

Più ragionevole la presidente dell’Associazione Donne Marocchine in Italia, parte civile al processo: «È stato un delitto in cui un padre uccide una figlia, credendo di poter assurdamente lavare un’onta inesistente col sangue di un’innocente. Questa condanna esemplare è una vittoria per tutta l’Italia e per tutte le donne e gli uomini italiani ed immigrati che amano il nostro Paese e che credono nei suoi valori fondanti».

[fonte e foto da Il Messaggero Veneto]

MONDIALI DI CALCIO: MARADONA VESTITO DA SPOSO ESULTA PER LA SUA ARGENTINA


Se pensate di essere in procinto di leggere un post sulla partita di ieri, Argentina-Nigeria conclusasi con la vittoria della squadra allenata da Diego Armando Maradona, vi state sbagliando. A me il calcio non interessa, anche se seguirò, probabilmente, le partite dell’Italia.

Volevo, invece, fare una riflessione sulla mise del pibe de oro: più che a bordo campo sarebbe dovuto stare davanti all’altare, o almeno di fronte all’ufficiale di Stato Civile. Una tenuta degna di uno sposo, mica di un allenatore! Ma, si sa, Maradona è innamorato della sua Argentina … chissà se alla prossima partita, invece di cantare l’inno nazionale, s’intonerà la marcia nuziale? E magari se perde, canterà a squarciagola Don’t cry for me Argentina?

Maradona, Maradona, va be’ che sei innamorato, ma l’Argentina ti ama?

[foto by La repubblica.it]

COMPITI PER LE VACANZE? UN MALE NECESSARIO

Ultimo giorno di scuola: stamattina tenere fermi i ragazzi in classe è stata una vera impresa. Al suono dell’ultima campanella, per quest’anno scolastico, in perfetto sincronismo un urlo ha percorso i corridoi di tutti i piani dell’intero edificio scolastico. Mi aspettavo un lancio di libri e invece hanno preferito lanciare i soliti palloncini pieni d’acqua che, stando alle disposizioni del Dirigente Scolastico, dovrebbero essere banditi. Ma va be’, siamo alla fine, e poi i libri servono ancora … per cosa? Per i compiti delle vacanze, è ovvio.

Poteva mancare, nei Tg, il solito servizio sul tema? No, non poteva. Ed ecco che “Studio Aperto” ha intervistato il solito avvocato Roberto Arnoldi che, a quanto pare, da qualche anno sta più in televisione che nel suo studio professionale. Lui, paladino a difesa dei diritti dei consumatori, non si stanca mai, ogni estate, di ricordare che gli studenti hanno diritto al riposo e, quindi, non devono essere riempiti di compiti da svolgere durante le vacanze.

Da bravo avvocato, motiva questa sua convinzione scomodando la Legge, quella con la elle maiuscola. Prima di tutto, la Convenzione ONU dei Diritti dell’Infanzia che, all’articolo 31, recita:

Gli Stati parti riconoscono al fanciullo il diritto al riposo e al tempo libero, a dedicarsi al gioco e ad attività ricreative proprie della sua età e a partecipare liberamente alla vita culturale ed artistica.

Tale diritto è direttamente riconducibile, a detta dell’avvocato, all’ articolo 4 della Costituzione italiana, in cui si legge:

La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto.
Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società
.

E chi concorre, sempre secondo Arnoldi, per eccellenza al progresso della Nazione? Lo studente serio, quello che si è sempre impegnato e ha ottenuto la meritata promozione. Ergo: tale studente rientra a pieno diritto nella categoria dei lavoratori. E allora, come tutti i lavoratori lo studente serio ha diritto al riposo. Infatti, secondo l’articolo 36 (anche se Arnoldi ha preso un abbaglio citando l’articolo 39 che, però, riguarda le organizzazioni sindacali) della nostra Costituzione, il lavoratore ha diritto al riposo settimanale e a ferie annuali retribuite, e non può rinunziarvi”. Peccato, però, che si parli di retribuzione, che per gli studenti non è contemplata (vi immaginate la Gelmini che, dopo aver tagliato un bel po’ di posti di lavoro per il personale della scuola, propone lo stipendio per gli studenti?). Quindi, il “lavoro” degli studenti rientra nei “doveri” tipici del lavoratore ma senza avere alcun “diritto” alla retribuzione.

Detto questo, mi pare che Arnoldi abbia le idee confuse. Non che i ragazzi, dopo nove mesi di scuola, non abbiano diritto al riposo; ma è innegabile che non possano rivendicare alcun diritto legalmente riconosciuto ai lavoratori.
La proposta dell’avvocato, tuttavia, potrebbe apparire anche saggia: il docente serio deve assegnare agli studenti seri la giusta mole di compiti che essi possano svolgere negli ultimi quindici giorni di vacanza. È giusto, infatti, che dimentichino l’ambiente ludico delle vacanze e rientrino gradualmente in quello più faticoso della scuola.
Ok, la proposta potrebbe essere accettabile. Ma c’è un ma: vi pare che io, assegnando i compiti per le mie materie, abbia consultato tutti gli altri docenti per accertarmi di aver dato un numero equo di attività da svolgere? Prima di tutto i colleghi avrebbero probabilmente interpretato la mia come un’intrusione nella loro libertà didattica che è generalmente difesa, anche in nome della privacy, più dello stesso segreto istruttorio; ma anche supponendo che nessuno si sarebbe infastidito più di tanto, come avremmo potuto valutare se la complessiva mole di compiti assegnati possa essere equa e tale da essere svolta nei quindici giorni che precedono la ripresa delle lezioni? Avremmo dovuto, in teoria, ipotizzare i tempi di svolgimento dei compiti per ciascuna materia. E come? Supponendo che in media si stia tot tempo per ogni esercizio o lettura o traduzione? Ma ogni media non tiene conto dei tempi che occorrono a ciascuno studente: ad esempio, c’è chi una versione di latino la fa in un’ora e chi la fa in tre; quindi, i compiti sarebbero stati pochi per qualcuno ed inevitabilmente troppi per altri.

Insomma, io credo che l’avvocato dovrebbe fare il suo mestiere, senza parlare a vanvera, e lasciarci fare il nostro. Nessuno, dotato di un normale raziocinio, riempie di compiti gli studenti ma se parlate con loro, le attività sono sempre eccessive. Senza contare che di solito quelli che possono rientrare nella categoria “studenti seri che concorrono al progresso della Nazione” non si lamentano mai. E gli altri? Probabilmente dovranno fare molti compiti perché “rimandati a settembre”, quindi per loro i compiti sono un male necessario che, nonostante tutto, li impegnerà comunque per non più di quindici giorni … quelli che precedono gli “esami”. Per gli “studenti seri” sarà un modo per tenersi in allenamento senza per questo sentirsi frustrati a causa dell’insensibilità dei docenti che, a detta di Arnoldi, violano la Convenzione ONU e la Costituzione Italiana.

Come osserva Quintiliano che, nell’ambito dell’educazione, fu un vero maestro: I momenti di riposo tuttavia debbono avere una certa misura, per evitare che, se negati, suscitino avversione per lo studio oppure, se concessi in modo eccessivo, provochino una abitudine all’ozio.
Mi sembra che tre mesi di vacanza siano un po’ troppi come giusto riposo; quindici giorni, un po’ pochi. Come sempre e come i Romani ci hanno insegnato, est modus in rebus.

PER VEDERE IL SERVIZIO DI “STUDIO APERTO” CLICCA QUI.

ARTICOLO CORRELATO: Riecco l’estate e riesplode la polemica sui compiti per le vacanze

STREPITOSO SUCCESSO DI MATTEO MACCHIONI – NEMORINO AL VERDI DI SALERNO


Quasi un miracolo: la lirica può incantare anche i giovanissimi fan di “Amici”. Matteo Macchioni, 26 anni, il primo tenore che abbia mai partecipato alla trasmissione di Maria De Filippi ha fatto il suo debutto ieri sera al Teatro Verdi di Salerno, diretto dal maestro Daniel Oren. Il giovane tenore di Sassuolo, nella veste di Nemorino dell’Elisir d’Amore di Donizetti, ha riempito il teatro, com’era prevedibile.

Entusiasti i fan, venuti anche da oltreconfine (come testimonia il servizio del Tg1 che riporto sotto nel video) e, c’è da immaginarselo, superfelice anche il direttore Oren che su Matteo aveva fatto una scommessa, sicuro di vincerla. E non aveva tutti i torti!

Nel suo blog, Matteo ha così commentato la sua “prima”:

MERCOLEDI’ 9 GIUGNO (DA SALERNO)
Una bellissima “Prima” qui a Salerno. Mi sono divertito tantissimo e gli applausi sono stati tanti….Molti ragazzi sono venuti a sentirmi e molti verranno nelle prossime due recite… . E’ stata una gioia immensa vedere tanti giovani come me a teatro, oltre a ricevere i complimenti del maestro Oren alla fine della recita. Indubbiamente siamo all’inizio di una nuova avventura. Nei prossimi mesi ci sarà grande lavoro per realizzare il mio primo lavoro discografico, dove si manifesteranno le molteplici anime artistiche che mi appartengono. Sono veramente felice e il più bel ringraziamento va a chi mi sostiene, al mio papà, alla mia mamma, a tutti coloro che sono accorsi per sentirmi anche da molto lontano e agli amici che ogni giorno animano il web tifando per me!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! Grazie Grazie Grazie!!!
Matteo

[fonte: Tgcom]

BRAVO MATTEO!

[nella foto: l’abbraccio tra il maestro Daniel Oren e Matteo, dalla pagina ufficiale di facebook di Matteo Macchioni]