17 giugno 2010

PARTE DA VERONA IL 20 GIUGNO IL TOUR DI “AMICI 2010”

Posted in adolescenti, Amici, canzoni, Maria De Filippi, spettacolo, talenti, televisione tagged , , , , , , , , a 4:00 pm di marisamoles

Ci siamo quasi: con il concerto di domenica 20 giugno, si apre il tour dei ragazzi che hanno partecipato alla nona edizione di “Amici” di Maria De Filippi. Lo spettacolo, completamente gratuito, avrà come scenario la splendida Piazza Bra, il salotto cittadino dove di giorno si passeggia o si sta seduti ai numerosi caffè, bar, ristoranti e pizzerie che, specialmente d’estate, attraggono i numerosi turisti che non rinunciano a visitare la città di Giulietta e dell’Arena.

Ma domenica sera, dalle ore 21, la piazza si accenderà di mille luci per accogliere il team di “Amici” che si esibirà in 100 minuti di spettacolo, riproponendo i balli preparati durante i cinque mesi di scuola: assoli, duetti, passi a due e performance di gruppo. I cantanti, alcuni dei quali come i tre finalisti Emma Marrone, Loredana Errore e Pierdavide Carone, sono già delle piccole stelle, avendo scalato le classifiche di vendita con i loro Ep, riproporranno i loro pezzi. Ma c’è da aspettarsi che con altrettanto entusiasmo sarà accolto il ritorno nella squadra di “Amici”, questa volta senza distinzione di colore, di Matteo Macchioni, reduce dal successo ottenuto sul palcoscenico del teatro Verdi di Salerno dove si è esibito ne L’Elisir d’Amore di Donizetti, interpretando il protagonista Nemorino (LINK).

Oltre allo spettacolo serale, molte sono le iniziative collaterali. Grazie a Sunsilk e Tezenis, partner del tour, i ragazzi del pubblico – purché maggiorenni – potranno esibirsi insieme al cast di Amici, sul palco, durante lo spettacolo serale. Presso il villaggio allestito in ogni tappa, fin dal pomeriggio, si terranno le audizioni e verranno individuati un “artista” per la categoria Musical e 3 ballerine per la categoria Danza. Tra queste una di loro sarà decretata la “migliore” al termine della serata. I due migliori riceveranno ulteriori riconoscimenti e ricordi dell’evento offerti dalle aziende partner: un videogioco ufficiale di Amici per Nintendo Ds™ e una console Nintendo Ds™.

Ma non è tutto: grazie alla Citroën (casa automobilistica che ha prodotto un’edizione speciale della C3, nei colori blu e bianco, ispirata alla trasmissione di Canale 5 e ai colori delle due squadre), altro partner del tour, chiunque vorrà potrà provare ad aggiudicarsi 5 minuti in macchina con uno dei ragazzi di Amici.

Un’altra iniziativa importante: nelle dieci piazze italiane meta del tour, partendo proprio da Verona, i volontari dell’associazione onlus “Network Italiano Persone Sieropositive“, presieduta da Rosaria Iardino, sarà presente per una campagna sociale di prevenzione contro le malattia sessualmente trasmissibili.
I volontari distribuiranno gratuitamente oltre 100 mila preservativi e 100 mila brochure informative.

Ogni tappa del tour, inoltre, sarà ripresa dalle telecamere di LA5, il nuovo canale Mediaset sul Digitale Terrestre, che trasmetterà delle selezioni da ciascun concerto, a partire dal 15 luglio.

Il tour proseguirà con altre tappe in tutta Italia, isole comprese (per le date e i luoghi questo è il LINK).

[fonti: cittàdiverona.it e verona.2night.it ]

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16 giugno 2010

ESPOSIZIONE SUI TABELLONI DEI VOTI POSITIVI DEGLI ALLIEVI CON “SOSPENSIONE DEL GIUDIZIO”: SÌ O NO?

Posted in adolescenti, famiglia, Mariastella Gelmini, scuola, valutazione studenti tagged , , , , , , , , a 10:47 am di marisamoles

L’anno scorso, al termine degli scrutini finali, si erano verificate delle incomprensioni tra le scuole e il ministro Mariastella Gelmini riguardo alla questione della comunicazione dei voti positivi agli allievi cui sia stato sospeso il giudizio. Allora in tal proposito erano stati assunti comportamenti differenti a seconda delle scuole e dei Dirigenti Scolastici: qualcuno ha interpretato alla lettera l’OM 92/2007, omettendo di riportare tutti i voti, anche quelli positivi, in quanto a tutti gli effetti il giudizio è sospeso e gli scrutini devono essere ripresi a settembre, dopo le verifiche del superamento del debito formativo; altri, invece, hanno comunicato alle famiglie, tramite la segreteria, i voti positivi; altri ancora hanno pubblicato sui tabelloni i risultati dello scrutinio, relativamente alle discipline in cui non sono state assegnate delle insufficienze.

Ma la normativa cosa prevede esattamente? Trattando la questione della “Sospensione del giudizio”, in ottemperanza al DM 80/2007 e all’OM 92/2007 , il Consiglio di Classe per gli studenti che, in sede di scrutinio finale, presentino in una o più discipline valutazioni insufficienti, procede ad una valutazione della possibilità dell’alunno di raggiungere gli obiettivi formativi e di contenuto propri delle discipline interessate entro il termine dell’anno scolastico, mediante lo studio personale svolto autonomamente o attraverso la frequenza di appositi interventi di recupero. In tal caso il consiglio di classe rinvia la formulazione del giudizio finale (OM 92/2007, art. 6 comma 3). Nel tabellone finale esposto verrà riportata solo la indicazione della “sospensione di giudizio (ibid., art. 7 comma 1). In seguito, saranno comunicate alle famiglie interessate, per iscritto, le decisioni assunte dal consiglio di classe: le singole carenze, i voti proposti nella o nelle materie insufficienti e gli interventi didattici finalizzati al recupero dei debiti contratti, con le modalità e i tempi delle relative verifiche (cfr. ibid. art. 7 comma 3).

Questo è quanto. Credo che ci siano pochi dubbi: le famiglie dovranno rassegnarsi ad attendere settembre per conoscere gli esiti dello scrutinio per tutte le materie. Nel frattempo, io fossi nei genitori degli allievi “rimandati” mi preoccuperei di farli studiare e magari di mandarli ai corsi di recupero che ogni scuola secondaria di II grado dovrebbe offrire, almeno per le materie in cui si sia verificato un alto numero di insufficienze. Per le altre discipline possono farcela anche da soli … almeno, questo è ciò che evidentemente pensa il ministro Gelmini, visto che i fondi per istituire le attività di recupero sono sempre molto esigui. O forse spera che, con la minaccia di una maggior severità della scuola del rigore che lei vorrebbe, i ragazzi si preoccupino maggiormente di un’eventuale bocciatura e studino di più durante l’anno?

ULTERIORI INFORMAZIONI POSSONO ESSERE RICHIESTE A QUESTO SITO DEL GARANTE PER LA PRIVACY.

SESSO E ADOLESCENTI: LA VERGINITÀ È ANCORA UN VALORE?

Posted in adolescenti, amore, scuola tagged , , , , , , a 12:01 am di marisamoles


Negli ultimi tempi si sono sentite notize allarmanti sull’età in cui i ragazzi d’oggi hanno il primo rapporto sessuale: si va dai 12-14 delle ragazze ai 13-16 dei maschietti. Ma la cosa che ci fa più orrore, almeno alle “vecchie” generazioni, è la noncuranza con cui ammettono, specie le femmine, di non cercare affatto l’amore, bensì di voler sperimentare il sesso quasi per curiosità o semplicemente per imitare gli amici, più grandi e non, che l’hanno già fatto. Insomma, pare che per gli adolescenti di oggi ci sia solo “sesso senza amore“.

Ancora più orrore ci fanno le notizie in cui si parla di ragazzine tredicenni o anche più giovani, che frequentano ancora la scuola media, pronte a vendere filmati hard, ripresi con il telefonino, per comprarsi una scheda telefonica o un capo d’abbigliamento firmato. Quindi, non solo cercano di affrettare il primo rapporto sessuale completo più per curiosità che per una vera e propria convinzione, ma si trasformano in lolite, baby prostitute alla caccia di polli da spennare.

Una recente indagine del Ministero della Salute, però, trasmette dei dati più confortanti. Oltre 10.000 questionari sono stati fatti compilare, nei mesi scorsi, agli studenti dell’ultimo anno delle superiori, in sei regioni italiane (Lazio, Veneto, Campania, Toscana, Marche, Puglia). Si tratta della campagna “Amico Andrologo” che fa parte del progetto “Prevenzione in andrologia” del Ministero della Salute, in collaborazione con il dipartimento di Fisiopatologia medica della Università Sapienza di Roma. Ed ecco la vera sorpresa: il 43% dichiara di essere ancora vergine. Un dato che, viste le premesse, ci lascia a bocca aperta, nel senso buono ovviamente. Ma quando leggiamo che tra quelli che hanno, invece, già scoperto il sesso solo il 13,3 % ha rapporti protetti, allora siamo un po’ meno rincuorati.

Il problema è serio, anche considerando che c’è ancora molta ignoranza sulla contraccezione: ad esempio, solo il 24% delle ragazze si affida alla pillola anticoncezionale, mentre sull’uso del preservativo ci sono ancora molte riserve. C’è chi chiede se il suo uso a rapporto già iniziato sia ugualmente efficace, e chi addirittura ritiene sia inutile, conoscendo la propria ragazza da tempo, e preferisce risparmiare perché i preservativi sono costosi.
Anche sulle malattie sessualmente trasmissibili le idee sono piuttosto confuse: gli intervistati si chiedono, ad esempio, se si possa prendere una malattia anche con un solo rapporto oppure qualcuno è convinto che, avendo rapporti esclusivamente con la propria ragazza, non possa prendersi nulla. Senza contare che c’è ancora qualcuno che ritiene l’HIV una malattia diffusa solo tra gli omosessuali.

Insomma, più del 50% dei diciottenni fa sesso con molti dubbi. Dobbiamo pensare che il 43% si mantenga ancora casto e puro solo perché i dubbi ce li ha ma non ha coraggio di rischiare, oppure la verginità è ritornata ad essere un valore come ai vecchi tempi?

[fonte: Tgcom; foto by isognidiaspasia]

14 giugno 2010

ERGASTOLO AL PADRE DI SANAA: GIUSTIZIA È FATTA

Posted in cronaca, figli, Legge, religione tagged , , , , , a 10:58 pm di marisamoles

Nonostante il rito abbreviato, nessuno sconto di pena per il padre di Sanaa, la ragazza di origine marocchina che è stata barbaramente uccisa il 15 settembre 2009 dal genitore. Troppo occidentale, fidanzata con un italiano … troppo difficile da accettare da parte di un musulmano.
Il Tribunale di Pordenone ha inflitto a El Kataoui Dafani, cuoco quarantacinquenne, il carcere a vita. Giustizia è fatta, almeno per ora: i legali del marocchino hanno, infatti, già annunciato il ricorso in Appello, come da prassi. Sono state riconosciute dal giudice Patrizia Botteri tutte le aggravanti: il rapporto di parentela, la premeditazione e l’efferatezza. Nessuna attenuante, mentre la difesa aveva chiesto quella culturale, come se essere musulmani significasse essere costretti ad uccidere.

Da parte sua, la difesa tenterà di smontare la premeditazione, mentre l’ex fidanzato di Sanaa, Massimo De Biasio, rimasto ferito nella stessa trappola mortale che ha visto vittima la povera ragazza, non ritiene che questa pena possa bastare per l’uomo che ha distrutto la sua vita e la felicità di due ragazzi innamorati: «L’ergastolo non è sufficiente – ha invece attaccato il fidanzato di Sanaa, Massimo De Biasio, assistito dall’avvocato Massimo Ranaldi –. In questi casi andrebbe introdotta la pena di morte».
La disperazione di Massimo è umanamente comprensibile ma non si accorge, il giovane, di mettersi allo stesso livello dell’omicida di Sanaa: per il padre di lei, infatti, la punizione nei confronti della figlia disubbidiente doveva essere la morte; Massimo pensa forse che la pena capitale, quindi il diritto di uccidere legalmente, sarebbe così diversa?

Più ragionevole la presidente dell’Associazione Donne Marocchine in Italia, parte civile al processo: «È stato un delitto in cui un padre uccide una figlia, credendo di poter assurdamente lavare un’onta inesistente col sangue di un’innocente. Questa condanna esemplare è una vittoria per tutta l’Italia e per tutte le donne e gli uomini italiani ed immigrati che amano il nostro Paese e che credono nei suoi valori fondanti».

[fonte e foto da Il Messaggero Veneto]

13 giugno 2010

MONDIALI DI CALCIO: MARADONA VESTITO DA SPOSO ESULTA PER LA SUA ARGENTINA

Posted in attualità, Satyricon, sport tagged , , , , a 12:50 pm di marisamoles


Se pensate di essere in procinto di leggere un post sulla partita di ieri, Argentina-Nigeria conclusasi con la vittoria della squadra allenata da Diego Armando Maradona, vi state sbagliando. A me il calcio non interessa, anche se seguirò, probabilmente, le partite dell’Italia.

Volevo, invece, fare una riflessione sulla mise del pibe de oro: più che a bordo campo sarebbe dovuto stare davanti all’altare, o almeno di fronte all’ufficiale di Stato Civile. Una tenuta degna di uno sposo, mica di un allenatore! Ma, si sa, Maradona è innamorato della sua Argentina … chissà se alla prossima partita, invece di cantare l’inno nazionale, s’intonerà la marcia nuziale? E magari se perde, canterà a squarciagola Don’t cry for me Argentina?

Maradona, Maradona, va be’ che sei innamorato, ma l’Argentina ti ama?

[foto by La repubblica.it]

11 giugno 2010

COMPITI PER LE VACANZE? UN MALE NECESSARIO

Posted in adolescenti, bambini, figli, Legge, Mariastella Gelmini, scuola tagged , , , , , , , , a 6:18 pm di marisamoles

Ultimo giorno di scuola: stamattina tenere fermi i ragazzi in classe è stata una vera impresa. Al suono dell’ultima campanella, per quest’anno scolastico, in perfetto sincronismo un urlo ha percorso i corridoi di tutti i piani dell’intero edificio scolastico. Mi aspettavo un lancio di libri e invece hanno preferito lanciare i soliti palloncini pieni d’acqua che, stando alle disposizioni del Dirigente Scolastico, dovrebbero essere banditi. Ma va be’, siamo alla fine, e poi i libri servono ancora … per cosa? Per i compiti delle vacanze, è ovvio.

Poteva mancare, nei Tg, il solito servizio sul tema? No, non poteva. Ed ecco che “Studio Aperto” ha intervistato il solito avvocato Roberto Arnoldi che, a quanto pare, da qualche anno sta più in televisione che nel suo studio professionale. Lui, paladino a difesa dei diritti dei consumatori, non si stanca mai, ogni estate, di ricordare che gli studenti hanno diritto al riposo e, quindi, non devono essere riempiti di compiti da svolgere durante le vacanze.

Da bravo avvocato, motiva questa sua convinzione scomodando la Legge, quella con la elle maiuscola. Prima di tutto, la Convenzione ONU dei Diritti dell’Infanzia che, all’articolo 31, recita:

Gli Stati parti riconoscono al fanciullo il diritto al riposo e al tempo libero, a dedicarsi al gioco e ad attività ricreative proprie della sua età e a partecipare liberamente alla vita culturale ed artistica.

Tale diritto è direttamente riconducibile, a detta dell’avvocato, all’ articolo 4 della Costituzione italiana, in cui si legge:

La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto.
Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società
.

E chi concorre, sempre secondo Arnoldi, per eccellenza al progresso della Nazione? Lo studente serio, quello che si è sempre impegnato e ha ottenuto la meritata promozione. Ergo: tale studente rientra a pieno diritto nella categoria dei lavoratori. E allora, come tutti i lavoratori lo studente serio ha diritto al riposo. Infatti, secondo l’articolo 36 (anche se Arnoldi ha preso un abbaglio citando l’articolo 39 che, però, riguarda le organizzazioni sindacali) della nostra Costituzione, il lavoratore ha diritto al riposo settimanale e a ferie annuali retribuite, e non può rinunziarvi”. Peccato, però, che si parli di retribuzione, che per gli studenti non è contemplata (vi immaginate la Gelmini che, dopo aver tagliato un bel po’ di posti di lavoro per il personale della scuola, propone lo stipendio per gli studenti?). Quindi, il “lavoro” degli studenti rientra nei “doveri” tipici del lavoratore ma senza avere alcun “diritto” alla retribuzione.

Detto questo, mi pare che Arnoldi abbia le idee confuse. Non che i ragazzi, dopo nove mesi di scuola, non abbiano diritto al riposo; ma è innegabile che non possano rivendicare alcun diritto legalmente riconosciuto ai lavoratori.
La proposta dell’avvocato, tuttavia, potrebbe apparire anche saggia: il docente serio deve assegnare agli studenti seri la giusta mole di compiti che essi possano svolgere negli ultimi quindici giorni di vacanza. È giusto, infatti, che dimentichino l’ambiente ludico delle vacanze e rientrino gradualmente in quello più faticoso della scuola.
Ok, la proposta potrebbe essere accettabile. Ma c’è un ma: vi pare che io, assegnando i compiti per le mie materie, abbia consultato tutti gli altri docenti per accertarmi di aver dato un numero equo di attività da svolgere? Prima di tutto i colleghi avrebbero probabilmente interpretato la mia come un’intrusione nella loro libertà didattica che è generalmente difesa, anche in nome della privacy, più dello stesso segreto istruttorio; ma anche supponendo che nessuno si sarebbe infastidito più di tanto, come avremmo potuto valutare se la complessiva mole di compiti assegnati possa essere equa e tale da essere svolta nei quindici giorni che precedono la ripresa delle lezioni? Avremmo dovuto, in teoria, ipotizzare i tempi di svolgimento dei compiti per ciascuna materia. E come? Supponendo che in media si stia tot tempo per ogni esercizio o lettura o traduzione? Ma ogni media non tiene conto dei tempi che occorrono a ciascuno studente: ad esempio, c’è chi una versione di latino la fa in un’ora e chi la fa in tre; quindi, i compiti sarebbero stati pochi per qualcuno ed inevitabilmente troppi per altri.

Insomma, io credo che l’avvocato dovrebbe fare il suo mestiere, senza parlare a vanvera, e lasciarci fare il nostro. Nessuno, dotato di un normale raziocinio, riempie di compiti gli studenti ma se parlate con loro, le attività sono sempre eccessive. Senza contare che di solito quelli che possono rientrare nella categoria “studenti seri che concorrono al progresso della Nazione” non si lamentano mai. E gli altri? Probabilmente dovranno fare molti compiti perché “rimandati a settembre”, quindi per loro i compiti sono un male necessario che, nonostante tutto, li impegnerà comunque per non più di quindici giorni … quelli che precedono gli “esami”. Per gli “studenti seri” sarà un modo per tenersi in allenamento senza per questo sentirsi frustrati a causa dell’insensibilità dei docenti che, a detta di Arnoldi, violano la Convenzione ONU e la Costituzione Italiana.

Come osserva Quintiliano che, nell’ambito dell’educazione, fu un vero maestro: I momenti di riposo tuttavia debbono avere una certa misura, per evitare che, se negati, suscitino avversione per lo studio oppure, se concessi in modo eccessivo, provochino una abitudine all’ozio.
Mi sembra che tre mesi di vacanza siano un po’ troppi come giusto riposo; quindici giorni, un po’ pochi. Come sempre e come i Romani ci hanno insegnato, est modus in rebus.

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ARTICOLO CORRELATO: Riecco l’estate e riesplode la polemica sui compiti per le vacanze

9 giugno 2010

STREPITOSO SUCCESSO DI MATTEO MACCHIONI – NEMORINO AL VERDI DI SALERNO

Posted in Amici, Maria De Filippi, Matteo Macchioni, spettacolo, talenti, televisione tagged , , , , , , a 6:11 pm di marisamoles


Quasi un miracolo: la lirica può incantare anche i giovanissimi fan di “Amici”. Matteo Macchioni, 26 anni, il primo tenore che abbia mai partecipato alla trasmissione di Maria De Filippi ha fatto il suo debutto ieri sera al Teatro Verdi di Salerno, diretto dal maestro Daniel Oren. Il giovane tenore di Sassuolo, nella veste di Nemorino dell’Elisir d’Amore di Donizetti, ha riempito il teatro, com’era prevedibile.

Entusiasti i fan, venuti anche da oltreconfine (come testimonia il servizio del Tg1 che riporto sotto nel video) e, c’è da immaginarselo, superfelice anche il direttore Oren che su Matteo aveva fatto una scommessa, sicuro di vincerla. E non aveva tutti i torti!

Nel suo blog, Matteo ha così commentato la sua “prima”:

MERCOLEDI’ 9 GIUGNO (DA SALERNO)
Una bellissima “Prima” qui a Salerno. Mi sono divertito tantissimo e gli applausi sono stati tanti….Molti ragazzi sono venuti a sentirmi e molti verranno nelle prossime due recite… . E’ stata una gioia immensa vedere tanti giovani come me a teatro, oltre a ricevere i complimenti del maestro Oren alla fine della recita. Indubbiamente siamo all’inizio di una nuova avventura. Nei prossimi mesi ci sarà grande lavoro per realizzare il mio primo lavoro discografico, dove si manifesteranno le molteplici anime artistiche che mi appartengono. Sono veramente felice e il più bel ringraziamento va a chi mi sostiene, al mio papà, alla mia mamma, a tutti coloro che sono accorsi per sentirmi anche da molto lontano e agli amici che ogni giorno animano il web tifando per me!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! Grazie Grazie Grazie!!!
Matteo

[fonte: Tgcom]

BRAVO MATTEO!

[nella foto: l’abbraccio tra il maestro Daniel Oren e Matteo, dalla pagina ufficiale di facebook di Matteo Macchioni]

8 giugno 2010

GLI ADOLESCENTI E L’AMORE: “COME CI SI INNAMORA?” BELLA DOMANDA

Posted in adolescenti, amore, donne, libri, scuola, Uomini e donne tagged , , , , , , , , a 1:54 pm di marisamoles


Parlare d’amore con gli adolescenti di oggi non è sempre facile, forse perché siamo portati a ritenerli aridi di sentimenti o troppo inesperti per fare un discorso serio. Parlar d’amore in un’aula scolastica, poi, diventa addirittura un’impresa ardua. Anche se si tentasse di dar vita ad un dibattito, alla fine ad intervenire sarebbero in pochi, i più spigliati, i più egocentrici o semplicemente i più ironici. Insomma, fare un discorso serio e coinvolgendo tutti sarebbe praticamente impossibile.

Quest’anno in terza abbiamo affrontato l’argomento amoroso attraverso le poesie: dalla lirica provenzale, dove i cavalieri davano voce al loro amore per le dame bellissime e quasi irraggiungibili, alla poesia italiana in cui l’amore diventa uno strumento di elevazione: basti pensare alla donna angelo della poesia stilnovistica, all’amore salvifico di Beatrice per Dante, al dissidio che Petrarca instaura tra il sentimento terreno per Laura e quello celeste per la Madonna. Per non parlare della letteratura latina: abbiamo letto i carmi di Catullo in cui il poeta canta l’amore disperato per Lesbia, misto al rancore che le serba per i suoi continui tradimenti.
Poesie, è vero, ma i sentimenti che poeti anche così lontani nel tempo riescono ad esprimere con i loro versi rappresentano, in qualche modo, il paradigma stesso del sentimento amoroso.

Le poesie, tuttavia, si leggono, si analizzano, si studiano, si commentano. Magari leggendo qualche verso ci si immedesima nelle diverse situazioni: l’amore pazzo, l’illusione e la disillusione, la speranza o la certezza di essere amati. Nulla di più. Non si parla d’amore, lo si legge.
Come fare, allora, per parlar d’amore in classe? Si può sempre proporre un tema in cui la traccia inviti gli allievi ad esprimere il proprio punto di vista sull’amore. Ma sul foglio protocollo bisogna metterci il nome e il cognome: qualsiasi cosa si scriva è riconducibile alla mente che l’ha concepita, quasi mai al cuore che l’ha ispirata. Quello che gli allievi scrivono sui temi è spesso “controllato”, costruito. Manca la spontaneità, la libertà vera di dire ciò che si prova.

Che fare, allora? Ho pensato di proporre un testo, una lettera d’amore, estrapolata dal romanzo in cui è contenuta, eliminando pure il mittente e il destinatario, anche se nell’originale c’erano solo degli pseudonimi. Una lettera d’amore bellissima, in cui si esprimono dei sentimenti, delle sensazioni che almeno una volta nella vita abbiamo provato tutti. I giovani no, non ancora. Qualcuno è già convinto di aver provato l’amore vero, quello con la A maiuscola, ma è pura illusione. Tuttavia gli effetti dell’amore, anche quando non si tratta del grande amore della vita, quelli sì, li hanno provati: il battito del cuore a mille, l’emozione che blocca il respiro, impedisce di parlare, la mente che non connette, un blackout assoluto. Ma non sempre è facile esprimere tutto ciò; il più delle volte ci si limita ad annuire quando qualcun altro ne parla: sì, anch’io mi sono sentito così, anch’io ho provato questo.

La lettera l’ho copiata dal romanzo di Cathleen Schine The love letter. È un romanzo bellissimo, una commedia degli equivoci, anche se i toni appaiono spesso drammatici. Tutto ruota attorno ad una lettera d’amore scovata per caso da una libraria quarantenne nel suo negozio. Rapita da quel testo anonimo, la donna inizia a chiedersi chi possa avergliela scritta, perché lei l’ha trovata, quindi non può essere destinata a nessun altro. In un vortice di emozioni, un misto tra immaginazione e realtà, Helen vive un amore impensato, mai nemmeno immaginato e allo stesso tempo temuto, per un giovane diciannovenne che ritiene possa essere il mittente di quella lettera. Poi anche lui scopre la lettera e pensa che gliel’abbia scritta lei, che non abbia il coraggio di consegnargliela e quindi fa il primo passo, sicuro di fare la cosa giusta. Eppure per Helen non c’è nulla di più sbagliato, a parte forse un altro amore che non avrebbe mai immaginato e che scopre solo alla fine del romanzo. L’unico riconducibile ai veri protagonisti della lettera: la Capra e il Montone assumono la fisionomia reale ed è talmente sconvolgente la scoperta da giungere alla conclusione che l’amore ha un linguaggio universale, che non conta l’età, né il sesso, né il momento in cui bussa alla porta del nostro cuore e ci rapisce, senza lasciarci alcuna via di fuga.

Cara Capra

come ci si innamora? Si casca? Si inciampa, si perde l’equilibrio e si cade sul marciapiedi, sbucciandosi un ginocchio, sbucciandosi il cuore? Ci si schianta per terra, sui sassi? O è come rimanere sospesi oltre l’orlo di un precipizio, per sempre?
So che ti amo quando ti vedo, lo so quando ho voglia di vederti. Non un muscolo si è mosso. Nessuna brezza agita le foglie. L’aria è ferma. Ho cominciato ad amarti senza fare un solo passo. Senza neanche un battito di ciglia. Non so neppure quando è successo.
Sto bruciando. E’ troppo banale per te? No, e lo sai.
Vedrai. E’ quello che capita, è quello che importa. Sto bruciando.
Non mangio più, mi dimentico di mangiare, mi sembra una cosa sciocca, che non c’entra. Se ci bado. Ma non bado a niente. I miei pensieri straripano furiosi, una casa piena di fratelli, legati dal sangue che si dilaniano in una faida:
“Mi sto innamorando”
“Tipica scelta stupida”
“Eppure….. l’amore mi tormenta come fosse dolore”
“Sì, continua così, manda a puttane la tua vita. E’ tutto sbagliato e lo sai. Svegliati. Guarda le cose in faccia”.
“C’è una faccia sola, l’unica che vedo, quando dormo e quando non dormo”.
Stanotte ho buttato il libro dalla finestra. Ho provato a dimenticare. Tu non vai bene per me, lo so, ma quello che penso non mi interessa più, a meno che non pensi a te. Quando sono accanto a te, davanti a te, sento i tuoi capelli che mi sfiorano la guancia anche se non è vero. Qualche volta guardo altrove. Poi ti guardo di nuovo.
Quando mi allaccio le scarpe, quando sbuccio un’arancia, quando guido la macchina, quando vado a dormire ogni notte senza di te, io resto come sempre

Montone

Ho chiesto ai miei ragazzi di scrivere su un foglietto qualunque i loro pensieri, quello che passava nella loro mente leggendo questa lettera. Un foglio a quadretti, a righe, bianco, non importa di quale dimensione. Un foglio anonimo perché quello che volevo scoprire era come avrebbero interpretato queste parole, quali congetture avrebbero fatto, eventualmente, sul mittente e il destinatario, non chi pensava cosa. Un quarto d’ora di tempo: non serve essere prolissi, l’importante è la sincerità, la spontaneità opportunamente tutelata dall’anonimato.
Poi ho raccolto i foglietti, li ho mescolati, come si fa prima di procedere all’estrazione per le interrogazioni programmate (in fondo sempre in un’aula scolastica mi trovavo!) e alla fine ne ho letto il contenuto, uno ad uno, con un’intonazione non sempre perfetta perché, nonostante le centinaia di compiti che ho corretto quest’anno, le loro grafie a volte sono illeggibili e non mi ci sono ancora abituata.
A casa, con calma, ho riscritto tutto al computer. Mentre battevo sui tasti mi immaginavo chi avesse potuto mettere per iscritto questo o quel pensiero. Non ho voluto indagare, confrontando la grafia con quella dei loro temi. Non sono curiosa, in fondo, né tanto abile da abbinare ogni tratto di penna ai loro volti, ai loro nomi.

Ho cercato, quindi, di estrapolare dai loro pensieri quel qualcosa di particolare che ognuno ha espresso, tradendo sentimenti sinceri, connotazioni personali a me sconosciute. Ecco quello che ne uscito.

C’È CHI HA TENTATO DI DELINEARE I TRATTI DEL MITTENTE, IMMAGINANDOLO VIA VIA DIVERSO A SECONDA DELLA PROPRIA PERCEZIONE:

Leggendo questa lettera mi sono fatto l’idea che l’autore provi nei confronti della donna amata dei sentimenti tormentati. E questo lo intuisco dalle espressioni del tipo “tipica scelta stupida”, “eppure l’amore ti tormenta come fosse dolore”. Sicuramente mi sembra che l’uomo non sappia controllare i suoi sentimenti e che la sua sia una lettera d’amore e contemporaneamente di sfogo.

UN UOMO, DUNQUE. MA POTREBBE ESSERE ANCHE UN RAGAZZO, MAGARI POCO ESPERTO D’AMORE:

Il ragazzo è fortemente innamorato di C. Penso sia un amore non ricambiato però il ragazzo riferisce i suoi pensieri, le sue emozioni e tutto ciò che gli appartiene.

Questo appare come il primo amore, un amore importante che ti “prende”, ti coinvolge, tanto da non pensare a nient’altro, nessun’altra persona, ma solamente a “lei”. Il ragazzo non riesce a dormire, si dimentica di mangiare, quando si allaccia le scarpe, quando sbuccia l’arancia, in ogni momento pensa a lei.

Io penso che questa persona sia innamorata persa dell’altra e che sia anche la prima volta che s’innamori. Per questo sente un sentimento così intenso.

Potrebbe essere la storia di un ragazzo un po’ insicuro che esprime a suo modo quello che prova.

Quello che traspare dalla lettura della lettera è che quello dello scrittore è un “amore adolescenziale”; infatti il mittente prova un forte amore nei confronti del destinatario ma è in parte incerto dei suoi sentimenti, delle sue azioni.

Secondo me questa lettera è stata scritta da un ragazzo che si è innamorato per la prima volta, che non ha mai provato questo sentimento, che è spaventato e non sa come comportarsi. Forse la ragazza in questione è più grande di lui, più esperta e quindi ha paura di fare brutta figura quando sta con lei.

Leggendo questa lettera, ritengo che sia sicuramente una composizione di un giovane teenager, indirizzata alla ragazza che egli ama, ma è ancora dubbioso riguardo a questo sentimento. Penso che i due siano distanti tra loro e la lontananza rende più forti come può, al contrario, rendere deboli e fragili.

In questa lettera il ragazzo M. si sente pervaso da un sentimento nuovo, l’amore, che lo travolge totalmente per la prima volta. Il ragazzo sente dentro di sé tante sensazioni contrapposte, il forte amore per la ragazza e la paura di affrontare questa nuova situazione.

MA DELL’AMORE, COME VIENE DESCRITTO IN QUESTA LETTERA, CHE COSA PENSANO?

Secondo me, come lo pensano anche altri, l’amore non sempre ha le caratteristiche positive, infatti si può anche stare male a causa dell’amore: quando finisce, quando non si trovano accordi o quando non è ricambiato. All’inizio tutto sembra bello, sei davvero felice ma non sempre è destinato a continuare.

L’amore non può essere banale, non può essere sbagliato e credo che questa lettera sia così facilmente condivisibile da ogni adolescente da poter essere apprezzata da chiunque.

Chiunque avesse letto questa lettera sarebbe capace di far traboccare dal proprio cuore giovane e palpitante di vita immagini di una schiettezza e sincera profondità, eppure, per poterne essere in grado, è necessario aver provato almeno una volta nella vita quell’oblio di sensi e bisogni un tempo primari che è l’amore.

Mente contro cuore. La storia più antica del mondo. Nella lettera si nota con chiarezza il contrasto tra un sentimento incomprensibile e la fredda ragione che non capisce cosa voglia dire provare sentimenti così forti.

Questa lettera è molto triste ma anche molto bella, secondo me, struggente, potrei dire, ti fa capire come sia facile innamorarsi ma anche quanto è facile cadere nel dolore e non riuscire a pensare ad altro che all’amato/a.

Cos’è l’amore? Io proprio non lo so. È davvero così facile inciampare oppure no? Sono questi sentimenti e sensazioni che mettono in allarme una persona? In questa lettera evidentemente sì. M. sembra davvero innamorato. Mi domando come sia la persona che ha suscitato in lui/lei questi sentimenti: sicuramente è fantastica. Oppure è la persona più semplice del mondo? Come bisogna essere davvero per una persona? Troppi interrogativi. Ma di una cosa cono certa: sembra un sentimento bellissimo e allo stesso tempo doloroso.

Non so quanto l’Amore sia positivo però … l’Amore può essere anche una tortura, una continua ricerca nel desiderio di possedere la persona amata, che alla fine fallisce. L’Amore ha distrutto persone, famiglie, amicizie, stati e nazioni. Eppure viene sempre paragonato a qualcosa di bello.

INSOMMA, SEMBRA CHE QUESTA LETTERA LI ABBIA CONQUISTATI! QUALCUNO, PERÒ, L’HA LETTA CON OCCHI DECISAMENTE DISINCANTATI (e non sono tutti maschi!).

Penso che in questa lettera siano stati espressi dei sentimenti bellissimi e davvero molto intensi, anche se questo genere di cose non fa per me. Credo che per scrivere questa lettera il mittente abbia avuto molto coraggio; io sicuramente non farei nulla di simile in quanto sono timida.

Non è che abbia molto senso. Sono le solite frasi da film in cui c’è il solito povero ragazzo a cui piace una ragazza ma non glielo dice e soffre bla bla bla, lei nella prima parte del film non vuole andare con lui e alla fine come al solito c’è la mega scena romantica e il film finisce lì, anche se magari dopo dieci giorni la ragazza molla il povero ragazzo-poeta per andare con un altro di 20 anni più grande tutto muscoloso con la moto. Ecco la fine di tutto il romanticismo della lettera.

L’amore è una sfida a carte con il nostro cuore: in tutti i casi il nostro avversario ne esce vincitore: se perdiamo, infatti, ci disperiamo cercando di dimenticare; se dovessimo vincere è il cuore stesso che si complimenta con noi, anche se alla fine è lui che riceverà la medaglia.

Quello che descrive il ragazzo è tutto un gonfiare di parole per rendere quel suo sentimento agli occhi della destinataria pietoso in tutti i sensi: “Non dormo più, non mangio più”.

Chiunque provi questo tipo di sentimento farà la fine del filosofo Talete: isolato dalla realtà materiale, diverrà oggetto di derisione da parte delle altre persone (nonostante si renda conto dello sbaglio che commette amando una certa persona).

Scommetto che questa è la tipica situazione in cui si trovano i giovani d’oggi, incapaci di trovare ciò che è positivo in un rapporto, ritenendo la relazione come qualcosa “usa e getta”, incapaci di ascoltare veramente il proprio cuore.

Dallo stile della lettera la ragazza che l’ha scritta deve avere sui 18 anni e oltre e se fosse così, trovo tutte le sue parole inutili e senza senso perché l’amore umano è più dolore che piacere.

L’AMORE DI MONTONE È TORMENTATO: I RAGAZZI D’OGGI HANNO PAURA DI SOFFRIRE?

Come ci si innamora? Bella domanda … Quando tutto passa in secondo piano, quando ci si dimentica di mangiare, quando si rimane svegli la notte a pensare a lui, quando ogni singola cosa è ricollegabile a quella persona … sì, quella persona in cui nessuno crede, forse così sbagliata da non rendersi nemmeno conto che sono più le notti in cui ci si addormenta piangendo che quelle in cui si chiude gli occhi con un sorriso stampato nel cuore …
Poi alla fine si comprende che quel benessere era solo apparente, che si diventa nemici di sé stessi … che si sta morendo dentro cercando di accontentarsi dei piccoli gesti, così piccoli che a volte solo tu vedi … Non credo ci sia una persona giusta o sbagliata, credo piuttosto che ci sia una persona più adulta delle altre, che prima o poi si incontrerà

Si soffre, si fanno paranoie, ma alla fine si tralasciano pure queste sciocchezze. Innamorarsi è bello … vero.

BE’, FORSE UN PO’ SÌ, MA NON TANTO DA RINUNCIARE A SCOPRIRE QUESTO SENTIMENTO COSÌ ALTALENANTE:

Che sia l’amore di un ragazzo frequentante le scuole superiori, di una scrittrice affermata o di un poeta duecentesco, ogni sensazione ha un suo riscontro e ad un certo punto si afferma la certezza che questo sentimento, intriso di gioia e dolore, sia comprensibile allo stesso modo da chiunque abbia avuto la fortuna e la sfortuna di conoscerlo, e nel medesimo tempo sembri incomprensibile a tutti coloro che invece non hanno ancora amato.

L’amore è altalenante, non è mai “rose e fiori” e lo stesso sentimento comporta felicità e dolore allo stesso tempo. Soprattutto quando sai che la persona di cui ti stai innamorando non è giusta per te o sai che non ricambierà, da una parte non puoi frenare i tuoi sentimenti che ti avvolgono e si abbattono su di te, dall’altra la consapevolezza di non poterla avere per motivi svariati provoca ancora più sofferenza.

Cos’è l’amore? Me lo sono sempre chiesta. Questa lettera in qualche modo sembra dare una risposta. Rappresenta un sentimento bellissimo e allo stesso tempo doloroso. Questi pensieri, sensazioni, contrasti descritti mi rievocano le immagini di amiche e amici che vivono la medesima situazione. Ho sempre visto l’amore attraverso le loro parole, i loro sguardi o semplicemente attraverso i loro gesti. Ebbene è questo l’amore? Me lo chiedo spesso.

C’È PURE CHI SENTE UNA GRANDE PARTECIPAZIONE ALL’ESPERIENZA DESCRITTA, ANCHE SE NON SEMPRE GIÀ SPERIMENTATA:

La mia mente si perde nella lettura di questa lettera, questo frammento di anima dispersa nei propri sentimenti, naufraga del proprio pensiero a volte contraddittorio, a volte coerente nella pazzia davanti all’amore. Le immagini descritte sono talmente reali e immediate da confondere la mia ragione di lettrice, non perché vadano al di là della mia comprensione, tutt’altro, ma piuttosto per la mia capacità di relazionarle a qualcosa di metaforico o melodrammatico. Queste parole sono vere, talmente reali che sembrano appartenermi, come se io stessa fossi l’artefice del loro dolce, tormentoso, passionale, nervoso, ammaliante suono. […] Chiunque abbia scritto, ideato, creato, forgiato, plasmato una simile esperienza merita e meriterà sempre il rispetto dovuto a chi nel mistero del proprio cuore ama, sogna, spera e vive di solo amore, anche se solo per un momento.

Non riesco a capire perché dei sentimenti così, che dovrebbero essere belli, vengono così spesso paragonati al dolore, in questo caso ad una caduta. Provo un po’ d’invidia per i sentimenti che questa persona è riuscita a provare e ad esprimere, forse perché non ne ho mai provati, soprattutto così forti. Provo anche un po’ di compassione nei confronti del mittente perché non sempre un amore così forte, che addirittura gli fa perdere la razionalità, è corrisposto alla stessa maniera.

Così come le parole di Catullo o di Petrarca, questa lettera mi sorprende, mi attira, mi tortura … e tutte le parole, dalla prima all’ultima, che compongono la lettera, le sento mie, le comprendo, come un idioma che ho appreso improvvisamente nel momento in cui anche il mio cuore ha cominciato a bruciare

Questa lettera descrive i sentimenti di una persona. Leggendola mi sembra di provare le stesse cose che prova il mittente. Descrive il lato positivo e quello negativo dell’amore e come questo sentimento prevenga su tutto il resto.

NON SEMPRE, PERÒ, SCRIVERE DI GETTO, ANCHE SE LE PAROLE SONO DETTATE DAL CUORE, È LA SCELTA GIUSTA:

quando ci innamoriamo e quell’amore viene corrisposto, iniziamo a contare i giorni, i mesi finché scopriamo che tutto quello che abbiamo provato è stato solo un sogno e credo che se il ragazzo o la ragazza rileggesse quello che ha scritto riderebbe di se stesso.

ABBANDONARSI AI SENTIMENTI TRAVOLGENTI, POI, È ANCHE MOLTO RISCHIOSO … PER LA SALUTE MENTALE:

L’Amore porta alla pazzia e la pazzia … beh, quella ci porta ovunque ed Ovunque guarda caso non è mai bene … Quindi prima di innamorarti pensaci bene. Personalmente credo che ci si innamori sempre della persona sbagliata.

NON È DETTO, INOLTRE, CHE A SOFFRIRE DI PIÙ PER AMORE SIANO LE DONNE:

Di solito si considera la donna quella che più soffre per amore, che è più sensibile; in realtà, come in questo caso, molto spesso è l’uomo che soffre per quello che gli accade perché non sa cosa fare.

… PERCHÉ ORMAI ANCHE IN AMORE È STATA CONQUISTATA LA PARITÀ DEI SESSI:

Fino alla fine avrei detto che a scrivere fosse una donna, impressione confutata da quel “Cara” all’inizio della lettera, tuttavia c’è da capire quanto, nonostante tutto, questo sentimento, se puro, sia allo stesso modo per i maschi e le femmine.

FORSE SI SOFFRE ANCHE PER UN’INSOSPETTABILE “COLPA SOCIALE”:

Il sentimento espresso dallo scrittore/scrittrice è senza dubbio forte e trova poche manifestazioni nella realtà odierna dove una dimensione troppo materialistica dei sentimenti sta permeando l’anima della gente, rendendo l’amore slegato dall’amore stesso.

… O MAGARI L’AMORE È IN AGGUATO E CI SORPRENDE QUANDO MENO CE L’ASPETTIAMO:

Secondo me M. e C. sono due amici e un giorno M. si è accorto di essere innamorato di C., non riesce neanche a capire come ma ne è sicuro, il volto di lei è infatti l’unica cosa che vede.

MA UNA LETTERA COME QUESTA, LA VORREBBERO RICEVERE?

Una lettera del genere, ammetto non sarei mai in grado di scriverla, ma riceverla mi farebbe davvero contenta (ovvio se è il ragazzo che mi piace).

Non riuscirei a provare un amore così, però mi farebbe piacere ricevere una lettera del genere.

Mi avrebbe fatto piacere ricevere una lettera del genere anche se sarei rimasta un po’ spiazzata e avrei avuto difficoltà a rispondere.

Mi farebbe piacere ricevere una lettera del genere perché mi rispecchio molto nelle parole di questo ragazzo.

Se la lettera fosse arrivata a me, credo che mi sarebbe “sgorgato” dall’anima un urlo e di seguito un pianto lamentoso … e penso che ciò farebbe male al mio cuore, sarebbe senz’altro quel senso di tira-molla, quell’attimo di decisione che un secondo dopo lascia spazio al dubbio, all’incertezza. E poi, le espressioni utilizzate, credo che sarei ancora più sconcertata.

CONCLUDENDO, ALLA DOMANDA “COME CI SI INNAMORA?”, LA RISPOSTA C’È O NON C’È?

Come ci si innamora? Nessuno lo sa

P.S. Con i ragazzi abbiamo poi visto il film tratto dal romanzo di Cathleen Schine. La scoperta dei veri protagonisti di questa storia d’amore ha lasciato un po’ tutti spiazzati. Un po’ meno la relazione tra la libraia quarantenne e il ragazzo diciannovenne. Ma, come ha scritto qualcuno dei miei allievi, dopotutto l’importante è credere nell’amore, perché una vita senza amore non vale la pena di essere vissuta e allora via … con il cuore diviso in tanti pezzettini, ci si incammina verso un nuovo sentiero. Ma per quanto sia dura rialzarsi, è impossibile non farlo perché l’amore è una forza enorme, ottimista, innamorata della vita

LO SO, È UN POST LUNGHISSIMO E SPERO ABBIATE LA COSTANZA E LA FORZA DI LEGGERLO. NON SI PUÒ DIRE CHE NON SIA STATO SCRITTO CON IL … CUORE! 🙂

[fonti delle immagini: cuore glitter, lettera d’amore, coppia di innamorati, cuore Lolly flowers, cuore trafitto, lettera e cuori e Il Bacio di Hayez]

7 giugno 2010

TUO FIGLIO SARÀ BOCCIATO? NON PRENDERTELA CON GLI INSEGNANTI: RISCHI UNA QUERELA

Posted in adolescenti, Cassazione, famiglia, figli, Legge, scuola, valutazione studenti tagged , , , , a 3:47 pm di marisamoles

Leggo su Tuttoscuola.com una notizia che fa ben sperare in un ritorno del rispetto dovuto nei confronti degli insegnanti. La Cassazione, respingendo il ricorso di una mamma contro la sentenza del Tribunale che l’aveva condannata per ingiuria nei confronti dell’insegnante del figlio, ha stabilito che nella sentenza impugnata è ben sottolineato il carattere lesivo del decoro e della professionalità della persona offesa, nonché la portata offensiva dell’impiego dell’avverbio ‘sapientemente’, riferito alla mancata valorizzazione dei pretesi progressi del ragazzo, siccome volto a insinuare una volontà di ingiusto trattamento dell’alunno.

La signora, infatti, aveva inviato una lettera alla docente lamentandosi, con un tono piuttosto sarcastico, del fatto che aveva sapientemente dimenticato di tener conto dei progressi del ragazzo, del quale non era “degna” di essere l’insegnante.

Quando un figlio viene bocciato, nella maggior parte dei casi le famiglie non si chiedono, come dovrebbero, “Ma a scuola tutto l’anno cos’hai fatto?; piuttosto la domanda è “Ma gli insegnanti a scuola cosa fanno?”.
Eh, già. È facile prendersela con i docenti quando un figlio non ce l’ha fatta. Magari quando per tutto l’anno quegli stessi genitori non si sono mai fatti vedere, non hanno firmato i voti sul libretto e si sono bevuti tutte le balle che i figli hanno raccontato loro.
E poi, anche se l’allievo dimostra un certo progresso, magari impegnandosi, in maniera opportunistica, durante l’ultimo periodo, proprio per non rischiare la bocciatura, non è detto che abbia colmato le lacune in modo da affrontare con le competenze e le conoscenze minime lo studio di quella determinata materia (ma anche di altre, dato che è molto difficile bocciare per l’insufficienza in una sola materia, anche se grave) nell’anno scolastico successivo.

La domanda che io personalmente mi pongo è questa: perché i genitori credono che i loro figli vadano sempre difesi? Perché, invece, non tengono conto del fatto che è proprio l’esperienza dell’insegnante, nonché la sua professionalità, a determinare la decisione di respingere o promuovere gli allievi?
Certi genitori, e di conseguenza certi allievi, credono che i docenti siano nemici giurati dei loro studenti. Ma non è così, almeno non lo è nella maggioranza dei casi. E proprio quando attribuiscono la bocciatura del figlio alla scarsa competenza del docente, non sanno, i genitori, quanto si sbagliano: i docenti con la coda di paglia, quelli che “non insegnano”, o quantomeno lo fanno in modo approssimativo, sono portati a promuovere i propri allievi, proprio perché hanno la coscienza poco pulita e temono le proteste delle famiglie.

La giurisprudenza, quindi, sta facendo dei passi avanti, anche se c’è da dire che, nei numerosi ricorsi al Tar, la valutazione dei docenti non è messa in discussione. Semmai i giudici trovano dei vizi formali, ma l’insegnante viene ritenuto competente in ambito docimologico, anche perché nessun giudice potrebbe a sua volta esserlo.

Come osserva l’autore dell’articolo apparso su Tuttoscuola.com, ritorna il rispetto per gli insegnanti e, di conseguenza, viene riconosciuta la loro autorevolezza. Di questi tempi, almeno un punto fermo tra tante incertezze e quella sensazione di precarietà che sta investendo il mondo della scuola.

[l’immagine è presa da questo sito, ma non è un esempio da seguire!]

3 giugno 2010

MONICA SETTA FUORI DALLA RAI

Posted in attualità, Satyricon, televisione tagged , , a 11:48 pm di marisamoles

La notizia sembra quasi incredibile: la giornalista Monica Setta, conduttrice del programma pomeridiano giornaliero “Il fatto del Giorno” (Rai 2) è stata esclusa dai palinsesti della Rai per la prossima stagione televisiva.
Strano, perché al termine della programmazione de “Il fatto del giorno“, ha salutato i suoi telespettatori dicendo: “Sicuramente anche durante la prossima stagione ‘Il Fatto del Giorno’ ci sarà. Arrivederci in autunno”. Non solo, appena qualche giorno fa, intervistata, la Setta, che ha pure condotto il programma “Peccati“, il giovedì sera in seconda serata, ha osservato che le due trasmissioni costano poco e rendono molto.

Pare, tuttavia, che la giornalista sia stata silurata proprio perché il suo compenso è stato considerato troppo esoso. Ma avendo un contratto biennale, la Setta se ne starà a casa con lo stipendio minimo che, anche se non sarà di 1000 euro al giorno com’è stato durante la stagione televisiva appena conclusa, c’è da scommetterci che non sarà poi così scarso.
Pare, comunque, che la vera ragione del suo “esonero” sia da attribuire alla scarsa professionalità dimostrata.

Mal digerite infatti, sono state alcune sue uscite: tra queste, lo scoop in stagione (a Il fatto del giorno) di un presunto vecchio flirt tra Massimo Giletti e Carla Bruni. Sembra si sia addirittura mossa l’ambasciata di Francia con una telefonata al vetriolo alla Direzione Generale di viale Mazzini (per scongiurare un caso diplomatico). E ancora, l’intervista in studio a un trans nella giornata dei transessuali vittime di violenza: la Setta apostrofò l’ospite come prostituta, tale Bambola Perversa, cosa non vera e che rischiò di finire con una causa milionaria. (fonte: Leggo).

Be’, così saprà cosa vuol dire essere protagonista del … fatto del giorno!

DI MONICA SETTA HO SCRITTO ANCHE QUA E QUA

AGGIORNAMENTO DEL POST, 4 GIUGNO 2010

Pare che qualche paladino in difesa della silurata Monica Setta ci sia. Ci sono anche i politici, quelli che spesso sono stati suoi ospiti nel salotto pomeridiano di Rai 2, adattandosi a condividere le “poltrone” con opinioniste assai discutibili, ex Miss Italia e showgirl cadute nel dimenticatoio, giusto per non fare nomi ma per rendere l’idea. Questa scelta, che sarà stata senz’altro a buon mercato e volta a favorire il contenimento dei costi della trasmissione (appena 70mila euro a puntata, contro i 100mila e più dell’”Era Glaciale” della Bignardi, anch’ella in fuga verso altri lidi, anche se per sua espressa volontà), a me è apparsa, sinceramente, assai discutibile. Vox populi, tuttavia.

Fra i politici indignati per l’allontanamento dallo schermo Tv della Setta, Debora Serracchaini del PD:

Se dovesse corrispondere al vero, la chiusura del ‘Fatto del giorno’ sarebbe una brutta notizia’. Sono stata ospite un paio di volte al Fatto del giorno e ho trovato una produzione attenta e volontà di fare informazione. Forse non c’era l’aplomb della Bbc, ma c’era senz’altro la capacità di tradurre nella lingua di ogni giorno questioni delicate e complesse. Inoltre per quanto ne so, al costo di 7mila euro a puntata [qui o si è persa uno zero la Serracchiani o la fonte, NdR], in quello studio si faceva approfondimento e share.

Ma anche Matteo Colannino, sempre del Pd, ha voluto esprimere il suo rammarico, definendo il programma della Setta «brillante e mordace» e, anche se ritiene di non aver alcun titolo per intervenire sulle scelte della Tv di Stato, dice che come utente da un lato e ‘attore’ dall’altro sarei assai rammaricato per la perdita di una professionalità e di un prodotto, talvolta aggressivo, ma certamente di valore.

Anche Giorgio Merlo (Pd), vicepresidente della Commissione Vigilanza Rai e più volte ospite del programma di Rai2, sconcertato nell’apprendere la notizia, ritiene curiosa la scelta di cancellare la trasmissione della Setta dal palinsesto Rai:

Nella definizione del prossimo palinsesto pare che su Rai2 vengano cancellate trasmissioni come “Il fatto del giorno” di Monica Setta e “l’Italia sul due” di Milo Infante e Lorena Bianchetti. La curiosità della notizia, se confermata, e’ dovuta al fatto che sono trasmissioni che hanno registrato in questi mesi significativi ascolti e con un basso costo di produzione. Sempre secondo indiscrezioni, il tutto dovrebbe essere sostituito da un contenitore curato, pare, da un professionista in arrivo da Mediaset. Se il tutto dovesse rispondere al vero, sarebbe altrettanto curioso conoscere le ragioni editoriali, economiche e finanziarie che portano l’azienda a penalizzare format di successo in termini di ascolti e di budget con altre esperienze che, ne siamo certi, avrebbero costi di gran lunga superiore. È questa la strada per contenere i costi e rilanciare la qualità nell’azienda di servizio pubblico?

A questi nomi si aggiungono quelli di altri affezionati ospiti de “Il fatto del giorno” che hanno espresso solidarietà alla conduttrice, come ad esempio Daniele Capezzone del PdL e del Presidente della Regione Campania Stefano Caldoro.
Hai visto mai che mamma Rai ci ripensi? In tempi di crisi, non conviene cancellare programmi così “economici”!

[fonte: davidemaggio.it]

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