ABITARE A TRIESTE E SPEDIRE LA POSTA … DALLA SLOVENIA

Il Friuli – Venezia Giulia, si sa, è una terra di confine. Ma parlare di confini nazionali, ora come ora, non ha poi molto senso. Siamo o non siamo nella UE? Ci siamo ci siamo, e anche la Slovenia lo è, seppur da tempi più recenti. Ma pare che per l’Italia, e in particolare per la regione Friuli – Venezia Giulia, essere transfrontalieri costituisca, talvolta, un problema.

Quando ancora non esisteva Schengen e il territorio di confine era diviso fra Zona A (Trieste) e B (Slovenia) la prima merce conveniente da acquistare nella cosiddetta Zona B fu la benzina: quand’ero piccola, fare il pieno in Jugoslavia (allora era ancora un’unica nazione) era la missione speciale del sabato pomeriggio. Naturalmente si faceva un giro e magari si comprava anche la carne, sempre molto meno cara e decisamente di qualità migliore rispetto a quella venduta in Italia.
C’era il dinaro e bisognava fare il cambio delle lire, ma questo non è mai stato un problema.

Poi sono stati aperti i Duty Free Shop … via tutti a comprare le sigarette, i profumi e altri prodotti a prezzi stracciati: si risparmiava più o meno il 40%. E siccome eravamo là per comprare le sigarette, si approfittava per passare al supermercato e acquistare la carne. La benzina no, quella si faceva in Italia perché, grazie alla tessera regionale con gli sconti (il privilegio di vivere in una “zona franca”!), fare il pieno diventò più conveniente rimanendo nel territorio italiano.

Da un po’, però, gli sconti per la benzina sono diventati decisamente ridicoli ed ecco, quindi, che il sabato pomeriggio si va di nuovo in missione speciale in Slovenia: si fa il pieno, si comprano le sigarette, si acquista pure la carne … tutto come prima, insomma. Eh no! Ora siamo nelle UE e, grazie a Schengen, non c’è nemmeno bisogno di fare lunghe file al confine di Stato, cambiare i soldi perché fortunatamente (!) c’è l’euro, rinnovare il passaporto o procurarsi la propusniza che era uno speciale documento che avevamo solo noi. Io, che ero piccola, stavo su quella di mia mamma o di mio papà e la cosa non mi andava tanto giù perché volevo avere anch’io la mia foto sul documento. Ero vanitosa, a quei tempi. Ora vorrei che le foto sui documenti non fossero un obbligo!
Dicevo, ora siamo nella UE e le cose sono cambiate, anche se poi si va ugualmente in Slovenia a fare le stesse cose che si facevano un tempo. Chissà mai perché?!?

Leggo oggi, sul quotidiano Il Piccolo, che ci sono altre cose che si possono fare per risparmiare, abitando nelle terre di confine: ad esempio spedire la posta. In Slovenia, infatti, spedire una lettera costa molto di meno, quasi la metà: 35 centesimi contro la tariffa italiana che ne prevede 60. E così qualche azienda ha pensato bene di spedire pacchi di posta dalla Slovenia … in Italia!

I politici, che non perdono mai occasione per mettersi in mostra, gridano allo scandalo e propongono un’interrogazione al Presidente della Regione Renzo Tondo (sarà preparato?).
Molto più tranquilli, invece, quelli di Poste Italiane: «Esiste una legge che vieta a quanti risiedono all’interno dei nostri confini di spedire attraverso la posta estera quantità rilevanti di corrispondenza indirizzata al nostro stesso territorio. Se uno si sposta oltre confine per spedire dalla Slovenia, insomma, non può farlo. In ogni caso, per la posta massiva i nostri prodotti propongono degli sconti e rispettano i prezzi calibrati in base alle indicazioni fornite dall’Unione europea, arrivando attorno alla cifra di 35 centesimi per la singola unità, proprio come in Slovenia», si affretta a precisare il suo ufficio di Comunicazione.

Insomma, no se pol, e basta! E questo vi pare che sia sufficiente a scoraggiare i mittenti fraudolenti? No. Fatta la legge, trovato l’inganno: troooopa roba, vado a far el pien de benza e cicche, spedisso anonimo le lettere, voio veder chi che me beca, se no i verzi le letere che xe proibido me par, se no fazzo un joint- venture co ‘na dita slovena e li frego tuti. […] Alternativa :sbasse’ i prezziiiiiiiiiii (che bello! Vado a fare il pieno di benzina e di sigarette, spedisco le lettere senza indicare il mittente, voglio vedere chi riesce a trovarmi, se non aprono le lettere, cosa che mi pare sia proibito; altrimenti faccio una joint-venture con una ditta slovena e così li prendo tutti per i fondelli. […] Alternativa: abbassate i prezzi!!!!!), commenta una simpatica signora o signorina su Il Piccolo.

In conclusione: il Trattato di Schengen prevede la libera circolazione, nel territorio della UE, di persone e merci … la posta, no!

8 pensieri riguardo “ABITARE A TRIESTE E SPEDIRE LA POSTA … DALLA SLOVENIA

  1. Poste Italiane ha già sottolineato che «per la posta massiva i nostri prodotti propongono degli sconti e rispettano i prezzi calibrati in base alle indicazioni fornite dall’Unione europea, arrivando attorno alla cifra di 35 centesimi per la singola unità, proprio come in Slovenia».

    Forse solo adesso questa cosa è resa nota: chissà perché? 😦

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  2. me par che quej dela posta italica i ga i bàcoli in testa: cossa, no poso andar in “zonabi2 e spedir quel che vojo? e poi, ma mi facciano il piacere: per poter pagare 35 centesimi di euri ed inviare “posta massiva” (in italiano si può dire certo qualcosa di più elegante..), quante centinaia, pardon… migliaia di lettere devo spedire? intanto la posta slovena funziona bene, è economica e l’ ufficio postale di Capodistria, quello vicino alla stazione) sembra un grand hotel, che i sigg.ri delle poste italiche imparino 😉

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  3. @ Enrico Bonaiti

    Non so che dire! Certamente davanti alle cassette della posta in Slovenia non ci saranno telecamere né poliziotti italiani … almeno si spera! 😉

    Comunque, al di là delle battute, mi pare di aver capito che il “divieto” vale solo per una grande quantità di posta, quindi per le aziende che, a quanto si legge, possono comunque avere uno sconto per la “posta massiva” (in effetti, non è che sia il massimo come espressione!).

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  4. Io ho un’altra domanda invece, e aprire una casella postale per RICEVERE posta in Slovenia? La dogana italiana ormai è inconcepibile, i pacchi dall’estero vengono bloccati, persi e spesso tassati esageratamente (non parlo del 20% di iva, ma di ulteriori diritti doganali non comprensibili), al punto che molti venditori si rifiutano di spedire pacchi in Italia. Qualcuno ha informazioni a riguardo?
    Grazie 🙂

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