D’ALEMA E SALLUSTI A BALLARO’: VOLANO GLI INSULTI

Dibattito acceso quello di ieri sera a “Ballarò“, trasmissione di Rai 3 condotta da Giovanni Floris, tra Massimo D’Alema e il vicedirettore de Il Giornale Alessandro Sallusti. Motivo del contendere? La casa … quella che D’Alema avrebbe occupato a Roma pagando un affitto irrisorio secondo il Sallusti, ad equo canone secondo il diretto interessato.

Sono giorni che si stente parlare di questo favoloso appartamento romano, con tanto di vista sul Colosseo, che l’ormai ex ministro Scajola avrebbe acquistato per una cifra di gran lunga inferiore al valore effettivo. In tutta questa vicenda mi ha particolarmente colpito il candore con cui Scajola ha affermato di non sapere chi abbia pagato quella casa (magari capitasse anche a noi, comuni mortali, che qualcuno ci comprasse una casa a nostra insaputa!), di non essere a conoscenza di assegni circolari ecc. ecc. E mentre D’Alema e Sallusti si insultavano su Rai 3, Vespa intervistava l’ex ministro su Rai 1. Un’intervista pacata, senza toni accesi o sarcasmo di sorta. Una semplice intervista in cui Scajola spiegava di essersi dimesso per potersi difendere, nonostante non sia stato formalmente accusato di alcunchè.

Tornando a “Ballarò”, alle accuse di Sallusti, D’Alema ha risposto con gli insulti del tipo «Vada a farsi fottere lei è un bugiardo e un mascalzone» oppure «la pagano per venire qui a fare il difensore d’ufficio del governo» e ancora «Lei si guadagna lo stipendio dicendo mascalzonate». Un bell’esempio di civiltà, non c’è che dire. Ma il clou è stato il riferimento alle “signorine“, quelle che, secondo i detrattori, frequentano le ville di Berlusconi: «Le manderanno qualche signorina per ringraziarla del suo lavoro» dice a Sallusti e aggiunge «lei è un bugiardo un provocatore. «Le signorine le usano i suoi amici in Puglia per corrompere» ribatte il condirettore de Il Giornale.

Questa è, dunque, la TV di oggi. Una Tv in cui non c’è rispetto per nulla e nessuno, tanto meno per i telespettatori che vorrebbero ascoltare dei dibattiti civili senza doversi tappare le orecchie. Questa è la Tv che, insieme alla carta stampa, fa i processi mediatici, quei processi in cui si condannano le persone prima ancora di avere delle prove certe, senza dare la possibilità ai diretti interessati di difendersi. Una Tv in cui gli avversari politici si attaccano reciprocamente a colpi di gossip.

A me questa Tv fa schifo e mi viene voglia di dire, imitando il ben poco educativo esempio di D’Alema: andassero a farsi fottere tutti quanti! Quando ce vo’, ce vo’.

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