OFFERTA SPECIALE: PROSTITUTE GRATIS PER UNA SETTIMANA

Per qualcuno la notizia potrebbe essere assai gradita, per me è semplicemente una notizia shock. Non vorrei sembrare moralista, perché non lo sono affatto. Parto dal presupposto che chiunque sia libero di fare ciò che gli pare, anche andare a prostitute se la cosa può dargli soddisfazione. Non mi permetto nemmeno di criticare o condannare le donne che scelgono il mestiere più antico del mondo, ma che lancino addirittura offerte speciali da supermercato, questo no, non lo ammetto.

La notizia è questa: Pia Covre, pordenonese nota, almeno in Friuli Venezia-Giulia, per aver fondato il primo sindacato delle prostitute, ha lanciato una campagna pubblicitaria che prevede prestazioni sessuali gratuite per un’intera settimana. Basta scaricare da un sito internet un buono-invito ed il gioco è fatto. Le sex-workers (così le chiama la Covre, evidentemente l’uso dell’idioma anglosassone dà più prestigio al lavoro delle puttane, classificate come workers, cioè lavoratrici a tutti gli effetti) sono pronte ad accogliere le richieste di uomini e donne, senza discriminazione alcuna. Certo, in un’epoca in cui basta poco per essere marchiati come razzisti, omofobi e così via, è meglio chiarirlo subito.

La sindacalista delle “lavoratrici del sesso” (traduco perché l’abuso dell’inglese mi infastidisce un pochino) ha dichiarato in un’intervista trasmessa durante l’edizione serale del TG 3 del Friuli Venezia-Giulia, che prostituirsi non è reato, se è una libera scelta della donna che esercita tale professione (direi “mestiere” ma non vorrei sembrare discriminante). I reati perseguibili sono, infatti, lo sfruttamento della prostituzione, la riduzione in schiavitù e l’adescamento. Secondo la Covre il 50% delle donne che offrono servizi sessuali a pagamento lo fa spontaneamente per molti motivi, primo fra tutti la difficoltà di trovare altri lavori. Io avrei dei dubbi in proposito, ma mi fido di ciò che asserisce l’esperta in questione. Le prostitute, quindi, devono essere tutelate e non criminalizzate come avviene spesso per quella che la Covre, fondatrice del Comitato per i Diritti Civili delle prostitute, chiama una doppia, ed implicitamente falsa, morale: tanti cercano i servizi delle sex workers ma si continua a fingere che questa sia una degenerazione. La stigmatizzazione e la criminalizzazione del lavoro sessuale purtroppo producono abusi e violenze contro chi esercita, ed è una situazione inaccettabile. Vogliamo con questa campagna sollecitare i molti uomini italiani clienti ad opporsi a tali crimini e ingiustizie, sia a livello nazionale che locale.

Ecco quindi l’idea di lavorare gratis per una settimana. Idea che mi convince poco: immagino che saranno molti ad approfittare di questa offerta speciale ma di certo non per riflettere sul tasto dolente toccato dall’autrice della propaganda. È un po’ come quando andiamo al supermercato e magari siamo convinti a non acquistare un certo prodotto perché sappiamo bene che le multinazionali sfruttano i lavoratori ed impediscono il decollo economico delle aree in via di sviluppo. Poi vediamo che proprio quel prodotto lì è in offerta e facciamo finta di dimenticarci tutti i buoni propositi e anche dello sfruttamento delle popolazioni che subiscono torti d’ogni genere.
In quel caso, però, possiamo rivolgere la nostra attenzione al commercio equo-solidale. L’iniziativa della Covre mi pare una cosa del genere solo che ha come obiettivo quello di incentivare la prostituzione che non è cacao solubile. Quale messaggio arriva ai più giovani, proprio quelli che non hanno mai provato questa forma di trasgressione? Non gli viene esattamente l’orticaria come quando si beve troppa cioccolata …

E che cosa possono pensare le ragazze? Che sia un lavoro come un altro contro cui non bisogna puntare il dito?
Molte forse si prostituiscono spontaneamente e magari ne traggono un buon profitto ma senza pensare che il vero sfruttamento non è quello che esercitano i protettori e che la schiavitù, per essere tale, non dev’essere per forza inflitta. Se solo si fermassero a riflettere, non sarebbero più tanto convinte della loro “libera” scelta.

In questa sorta di mercato che sta per diventare equo-solidale, a questo punto mi aspetto che la Covre escogiti un’altra offerta promozionale: il 3 x 2.

[fonet: Messaggero Veneto]