RAZ DEGAN LASCIA “BALLANDO CON LE STELLE” PER PROBLEMI ALLA SCHIENA. VINCE L’EDIZIONE 2010 VERONICA OLIVIER

Mentre si sta svolgendo la finale di “Ballando con le stelle”, Raz Degan lascia la gara per seri problemi alla schiena. Alla Carlucci preme sottolineare che l’attore di origine israeliana è stato ricoverato in una clinica specializzata che cura gli sportivi, rimettendoli “in piedi” il più presto possibile. Ha dovuto sottoporsi a delle infiltrazioni direttamente nella colonna vertebrale per poter essere presente alla serata della finalissima.
Nonostante i dolori, Raz vuole ballare un paso doble con la sua maestra Samantha Togni; ma appena finita la sua esibizione informa di volersi ritirare. Fra le lacrime ringrazia tutti quelli che l’hanno sostenuto e si dichiara vincitore comunque per essere riuscito a riunire i suoi genitori, che non si vedevano da 37 anni, presenti in sala per assistere allo spettacolo.

Sinceramente dispiaciuti tutti, a cominciare da Milly Carlucci; anche i giurati si rammaricano e qualcuno osserva che il busto alla schiena gli ha permesso di mantenere una postura ottimale per il paso doble. Guillermo Mariotto, visibilmente commosso, donando a Raz la sua sciarpa arancione, esclama: “Ha vinto l’anima”, mentre più sarcastico Ivan Zazzaroni gli assegna il “premio della giuria” per non essersi mai lamentato dei voti assegnatigli.
Presente in sala anche la compagna di Degan, la soubrette italiana Paola Barale, che accoglie la notizia del ritiro con le lacrime agli occhi.

La coppia Degan-Togni viene, quindi, rimpiazzata dall’ultimo escluso dalla competizione la scorsa settimana: Stefano Masciolini con la sua mestra Alessandra Mason. I due sono evidentemente fuori allenamento e la maestra porta ancora una vistosa fasciatura ad un piede, causa un’infrazione ad un dito che si era procurata qualche settimana fa. Ma, come dice anche la presidente della giuria Carolyn Smith, anche con una gamba rotta, si va in pista.
La gara continua: ora che il principale rivale dell’invidioso nonché ritirato Lorenzo Crespi è out, che mai potrà succedere a Ron Moss? Il vincitore annunciato da Crespi, che aveva addirittura accusato gli autori di averlo “fatto fuori” perché, se avesse continuato la gara, avrebbe oscurato Moss che invece doveva vincere, ce la farà o dovrà lasciare lo scettro a qualcun altro?

Raz Degan non è il solo acciaccato in questa finalissima che sembra una gara a chi sta più male: Barbara De Rossi, infatti, si lamenta per una costola rotta ma stoicamente decide di continuare a ballare. Nelle performance appare un tantino rigida e il suo sorriso sembra alquanto stentato, tuttavia se la cava egregiamente fino al termine della gara: nell’ultima sfida per l’assegnazione del terzo posto stravince sulla più giovane e scattante Benedetta Valanzano. Con il trofeo in mano, raggiante ma comunque sofferente, Barbara può finalmente ammettere di aver passato la serata con l’impressione di avere una spada conficcata nel fianco (o qualcosa del genere). Brava comunque e soprattutto ammiratissima: in tutte le puntate i giurati hanno speso parole di encomio nei confronti dell’attrice quarantanovenne che, oltre ad aver conquistato tutti con la sua grazia e signorilità, è stata particolarmente lodata per il suo impegno che l’ha portata, nell’arco dei tre mesi e grazie alle otto ore di sala prove al giorno, a dimagrire in modo notevole. Un esempio per tutte le donne che, avvicinandosi ai cinquant’anni, si lasciano un po’ andare. La De Rossi, entusiasta per questa esperienza, ha dichiarato che non smetterà di ballare perché è una cura per il corpo e lo spirito.

Un momento particolarmente intenso della puntata vede protagonista la bella e brava Natalia Titova, rimasta senza ballerino dopo il ritiro di Lorenzo Crespi. Un ospite meraviglioso le fa da cavaliere in due balli: l’étoile Giuseppe Picone, trascina Natalia in due balli che rappresentano la fusione tra ballo classico e danza latina. Una meraviglia!
Anche quando i ballerini professionisti scendono in pista ballando fra di loro, lo spettacolo è entusiasmante. Guardarli volteggiare, intenti in mille acrobazie e prese, fa comprendere quale abisso ci sia tra i veri ballerini e i vip in gara. Certo, l’impegno delle “stelle” è da premiare, ma per essere definiti ballerini ci vorrebbero anni e anni di allenamento.

Arriviamo alla fase finale della serata: lo scontro tra Ron Moss, famosissimo attore americano interprete della fortunata nonché infinita soap opera Beautiful, dato per vincitore da tutti, o quasi, e la sconosciuta ai più Veronica Olivier. Il televoto, a sorpresa, premia la giovanissima attrice in coppia con il suo maestro Raimondo Todaro. La ventenne Veronica Olivier, scelta da Federico Moccia per il suo film Amore 14, ha sbaragliato gli altri concorrenti ammessi alla finale, con la sua freschezza e l’indubbia bravura. Ma Ron Moss merita i complimenti se non altro per aver affrontato, a 57 anni, una vera e propria maratona di ballo, fino alle ultime battute. E se qualcuno ha da ridire sull’esoso compenso di 900 mila euro, per me se li è sudati proprio tutti.

Che dire infine di Raimondo Todaro? Il giovane ballerino (ha solo ventitrè anni!) è alla sua quinta edizione di “Ballando con le stelle”. Nel 2005, al suo debutto, vince in coppia con la Miss Italia 2004 Cristina Chiabotto; nel 2006 partecipa nuovamente e porta alla vittoria anche la campionessa di salto in lungo Fiona May; quella attuale è la sua terza vittoria nell’arco di cinque edizioni.
A parte l’indubbia bravura (nonostante la giovanissima età, è stato diciotto volte campione italiano in varie categorie e specialità), non sarà anche la sua bellezza ad attirare l’attenzione delle ragazze che votano più lui che le “stelle”? Il dubbio è lecito e poi quest’anno la sua presunta storia d’amore con la sua allieva ballerina ha alimentato il gossip per tre mesi. Sono giovani e carini, hanno tutta la vita davanti, amore o non amore, la coppa di “Ballando” rimarrà sempre nei loro cuori e nella memoria del pubblico affezionato alla trasmissione.

[foto di Veronica Olivier da chronica.it]

È PRIMAVERA


Guardando fuori dalla finestra non sembrerebbe, ma la primavera ha inizio oggi (anche se tradizionalmente la data dovrebbe essere il 21 marzo). Il tempo è incerto, una lieve foschia mi impedisce di allungare, come sono solita fare, lo sguardo fino in fondo, attraversando la pianura, quasi a raggiungere il mare. Forse più tardi pioverà, ma si sa che il mese di marzo è un po’ pazzerello: ti illude che la nuova stagione sia alle porte, ma poi ti riserva delle sorprese poco gradevoli, a volte persino la neve, l’ultima della fredda stagione che ci lasciamo alle spalle.

La primavera non è la mia stagione preferita: io amo l’estate, non solo perché associo ad essa il periodo delle vacanze; amo il mare, i tuffi nell’acqua, la spiaggia con la sua sabbia dorata, il sole che brucia sulla pelle scaldando anche l’animo.
Ma la primavera da sempre è sinonimo di rinnovamento: la lunga stagione grigia, in cui la natura sembra addormentata, è terminata. A breve rivedremo gli alberi fiorire, l’erba verdeggiare sui cigli delle strade, i campi arati pronti ad accogliere i nuovi semi. Il seme della vita rinasce. I nostri pensieri si fanno meno tristi, dopo la forzata chiusura nella cupezza dell’inverno. Nuove speranze vengono accolte e cullate nei nostri cuori, e poco importa se poi irrimediabilmente l’attesa verrà delusa e la nostra vita scorrerà sempre uguale a se stessa, nel medesimo vortice frenetico di cui siamo prigionieri.

La primavera è anche la stagione dei buoni propositi, primo fra tutti quello di mettersi a dieta. Ci guardiamo allo specchio e ci chiediamo se mai troveremo il coraggio di infilare il bikini la prossima estate, a meno che non ci decidiamo a smaltire i chili di troppo, generoso e mai gradito regalo dell’inverno ormai passato. La primavera dura solo tre mesi, in fondo; i propositi non possono rimanere tali a lungo, quindi non conviene rimandare.
Quando, poi, pensiamo che con la bella stagione il movimento ci aiuterà a raggiungere con un certo successo e celerità il peso forma, ecco che l’effetto-primavera non si fa attendere. Quella incontenibile voglia di rimanere a letto più a lungo è esattamente il primo ostacolo ai buoni propositi. La sveglia suona sempre alla stessa ora ma mentre durante l’inverno eravamo pronti a scattare, ora vorremmo buttare quell’aggeggio insopportabilmente strillante fuori dalla finestra. D’altra parte, la maggior durata delle ore di luce ci consola: una passeggiata verso sera si potrà sempre fare.

La primavera è soprattutto il periodo degli amori, specie per i più giovani che confidano nella complicità del tempo favorevole allo sbocciare di sentimenti a volte ancora sconosciuti, quasi rispondendo ad un perpetuo desiderio di cambiamento. I vecchi amori rifioriscono, rallegrati da quella tavolozza multicolore che è la primavera e rinvigoriti dai raggi del sole che ritorna a splendere. Un nuovo slancio porterà i cuori sopiti a chiedere ed ottenere una nuova vita. Chi l’amore l’ha perduto può nutrire la speranza di un nuovo incontro: i battiti del cuore ritorneranno a correre veloci, dopo il lungo letargo invernale.

La primavera, insomma, è un inno alla vita. Per celebrare la nuova stagione ed il suo arrivo silenzioso, preannunciato da un venticello tiepido che ci accarezza dolcemente, mi piace ricordare i versi di un poeta lontano, Guglielmo d’Aquitania (esponente della poesia provenzale del XII secolo) che con la sua Come il ramo del biancospino celebra la dolcezza della primavera e in cuor suo si augura che l’amore ritorni a fiorire come il ramo del biancospino riprende vita allo sciogliersi del gelo, scaldato dai raggi del sole mattutino:

COME IL RAMO DEL BIANCOSPINO

Nella dolcezza della primavera
i boschi rinverdiscono, e gli uccelli
cantano, ciascheduno in sua favella,
giusta la melodia del nuovo canto.
E’ tempo, dunque, che ognuno si tragga
presso a quel che più brama.

Dall’essere che più mi giova e piace
messaggero non vedo, né sigillo:
perciò non ho riposo né allegrezza,
né ardisco farmi innanzi
finché non sappia di certo se l’esito
sarà quale domando.

Del nostro amore accade
come del ramo del biancospino,
che sta sulla pianta tremando
la notte alla pioggia e al gelo,
fino a domani, che il sole s’effonde
infra le foglie verdi sulle fronde.

Ancora mi rimembra d’un mattino
che facemmo la pace tra noi due ,
e che mi diede un dono così grande:
il suo amore e il suo anello.
Dio mi conceda ancor tanto di vita
che il suo mantello copra le mie mani
!

(traduzione di A. Roncaglia)