SINDACO DI DOLEGNA DEL COLLE CHIEDE DI ALZARE IL TASSO ALCOLEMICO PER GLI AUTOMOBILISTI

La crisi c’è, inutile girarci attorno. Investe ogni settore economico, in modo più o meno marcato. Andare al ristorante la domenica è diventato quasi un lusso e bere un aperitivo prima di cena quasi quasi costa quanto mangiarsi una pizza. E non parliamo degli scontrini sempre più “pesanti” del supermercato: quando faccio la spesa mi viene una rabbia, soprattutto pensando che alla fine, in famiglia, sono quella che mangia di meno. Sento come un senso di frustrazione ogni volta: capita quando si ha un marito e dei figli magrissimi la cui dieta è senza limiti.

A tavola, dunque, mangio poco e bevo solo acqua: sarà per questo che ogni volta che si va al ristorante mi viene il nervoso perché, dividendo il totale per il numero di persone, oltre a pagare quello che gli altri mangiano e io non posso, devo pure, in pratica, offrire da bere, litri e litri di birra o vino, pur essendo astemia? Oddio, non vorrei essere fraintesa: non è che frequento alcolisti, i “litri e litri” dipendono dal numero di commensali, ovviamente. Rimane il fatto che io sono astemia e, quando vedo gli altri bere a tavola, faccio le prediche perché poi non voglio guidare la macchina al ritorno, visto che non faccio pazzie per stare al volante.

Insomma, la crisi del settore vitivinicolo non mi sfiora nemmeno. Fosse per me, le aziende agricole del Collio friulano avrebbero chiuso i battenti da tempo. Ma si sa che questa è la terra del buon bere. Quando mi sono trasferita qui, i miei amici erano pronti a scommettere che la passione per il tai (letteralmente il “taglio”, ovvero il bicchiere di vino) mi avrebbe contagiata. E invece no, io riesco a vivere benissimo nel “Friuli vitivinicolo” senza essere tentata dal tai de vin. Non parliamo poi della birra e dei superalcolici: li evito come la peste, e pensare che quand’ero adolescente mi facevo il whisky&Coca in discoteca! Va be’, altri tempi, in gioventù si è sempre un po’ scemi perché ci si sente “grandi” e si vuol sembrare ancora più “grandi”. Ci fosse un modo per sembrare più giovani –a parte la chirurgia estetica, ovviamente-, ora come ora ne sarei felice. Ma alla fine è solo un dono di natura.

La crisi del settore vitivinicolo, dicevo, non mi sfiora nemmeno. D’altro avviso, però, pare essere il sindaco di Dolegna del Collio (provincia di Gorizia) che, in accordo con la sua Giunta, avrebbe richiesto al Governo di rivedere il limite del tasso alcolemico imposto dal Codice della Strada. Questa mattina ne ho sentito parlare a Buongiornoregione del Friuli-Venezia Giulia, poi ne ho letto qualcosina qui.
In pratica, vedendo inesorabilmente scendere il consumo del vino, ottimo ma pur sempre alcolico, i produttori e i ristoratori della zona si sono lamentati della norma restrittiva del Codice della Strada che considera “in stato di ebbrezza” chi si mette al volante dopo aver bevuto se il suo tasso alcolemico supera gli 0,50 grammi per litro. In pratica, il sindaco di Dolegna, Diego Bernardis, chiede che venga mantenuto il livello attuale per i giovani fino ai 29 anni, ma che per i più grandi possa essere innalzato fino allo 0,80. Evidentemente avrà pensato che arrivati ai trent’anni si sia in grado di tenere meglio l’alcol che si ha in corpo. Io nutro dei dubbi in proposito.

Da notare, però, che molti protestano proprio perché il limite attuale è considerato eccessivamente basso e assolutamente non in grado, se ci si avvicina, di causare degli effetti negativi su chi è alla guida di un’automobile. In altre parole, secondo alcuni con quel tasso lì mica si è ubriachi! E certo, tant’è che il Codice contempla la guida in stato di ebbrezza e non di ubriachezza, che non sono proprio dei sinonimi.
Io da astemia ritengo che, dopo tanti sforzi fatti per combattere l’eccesivo uso di alcol –e non sto parlando di alcolismo, perché può succedere che anche chi non beve mai troppo, in una particolare circostanza “alzi un po’ il gomito”, senza essere schiavo del vizio- per far sì che gli incidenti dovuti all’assunzione di qualche bicchiere in più diminuiscano, non sia proprio il caso di modificare delle norme che vanno bene così come sono. Anzi, ho sentito parlare di “tasso 0” per i neopatentati, il che sarebbe davvero auspicabile.

Sono perfettamente cosciente che anche bevendo un bicchiere in più non ci si ubriachi, che il buon senso prevalga nella maggior parte dei casi, che una prolungata permanenza a tavola senza bere può essere una strategia utile ad evitare che ci si metta al volante “ebbri”, che ci siano molti altri fattori –droga, psicofarmaci, anche innocui farmaci come gli antistaminici- che rallentano i riflessi al volante, ma modificare una giusta norma per salvaguardare la produzione delle aziende vinicole non mi pare un’idea acuta. E pazienza se il mercato vitivinicolo ne soffre. La salute è più importante e la sicurezza è un bene che nessuno può ignorare. Poi, ognuno è libero di bersi quanti tai vuole … a casa propria.

15 MARZO 2010: GIORNATA MONDIALE DELLA LENTEZZA


Oh, finalmente ci voleva! Una giornata in cui si può fare tutto senza correre, dimenticando, almeno per 24 ore, lo scorrere veloce del tempo che rende frenetica la nostra vita.
L’iniziativa è nata tre anni fa e interessa molte città del mondo … non tutte! Nella mia regione nemmeno una, ma sono solidale con il resto del mondo, quindi me la prenderò con calma questa giornata. Le iniziative sono molte e le più svariate, alcune parecchio divertenti: ad esempio, a Milano i “Vigili della Lentezza” fermeranno i passanti che vanno di corsa. Vi rimando alla lettura del blog L’arte del vivere con lentezza, dove troverete altre informazioni.
E già, prendere le cose con calma è una vera e propria arte per cui non tutti sono tagliati. Io, ad esempio, vado sempre di corsa, addirittura penso talmente tanto in fretta a più cose in una volta sola che poi me le dimentico tutte! Insomma, nel mio cervello ci sono frequenti corti circuiti. Ma oggi ho deciso: farò le cose con calma. Ho già stirato due ore con calma, farò le pulizie del lunedì con calma (oggi, per fortuna, è il mio giorno libero, altrimenti avrei dovuto fare pure lezione con calma!), più tardi con altrettanta calma preparerò il pranzo e nel pomeriggio moooooolto lentamente correggerò i compiti che attendono in pile ordinate sulla scrivania.

Questo post, però, lo sto scrivendo di fretta (unica eccezione, lo prometto!) altrimenti tutto il resto non lo posso davvero fare con lentezza.
Ai miei lettori, che spero leggano il mio blog con tranquillità e non abbandonino velocemente queste pagine, dedico una poesia bellissima: non ne conosco l’autore (quindi se qualcuno lo sa me lo scriva!), me l’ha mandata via e-mail un amico un po’ di tempo fa. Mi raccomando, leggetela con … lentezza!

DANZA LENTA

Hai mai guardato i bambini in un girotondo?
O ascoltato il rumore della pioggia
quando cade a terra?
O seguito mai lo svolazzare
irregolare di una farfalla?
O osservato il sole allo
svanire della notte?
Faresti meglio a rallentare.
Non danzare così veloce.
Il tempo è breve.
La musica non durerà.
Percorri ogni giorno in volo?
Quando dici “Come stai?”
ascolti la risposta?

Quando la giornata è finita
ti stendi sul tuo letto
con centinaia di questioni successive
che ti passano per la testa?
Faresti meglio a rallentare.
Non danzare così veloce
Il tempo è breve.
La musica non durerà.
Hai mai detto a tuo figlio,
“lo faremo domani?”
senza notare nella fretta,
il suo dispiacere?
Mai perso il contatto,
con una buona amicizia
che poi finita perché
tu non avevi mai avuto tempo
di chiamare e dire “Ciao”?

Faresti meglio a rallentare.
Non danzare così veloce
Il tempo è breve.
La musica non durerà.
Quando corri così veloce
per giungere da qualche parte
ti perdi la metà del piacere di andarci.
Quando ti preoccupi e corri tutto
il giorno, come un regalo mai aperto . . .
gettato via.
La vita non è una corsa.
Prendila piano.
Ascolta la musica.

BUONA GIORNATA DELLA LENTEZZA A TUTTI! 🙂

[l’immagine è tratta da questo sito]