3 marzo 2010

I 5 IN CONDOTTA AUMENTANO: I NUOVI PIERINI ALLA RISCOSSA

Posted in adolescenti, Mariastella Gelmini, MIUR, politica, riforma della scuola, scuola, valutazione studenti, voto di condotta tagged , , , , , , a 7:02 pm di marisamoles


In un Comunicato Stampa (questo il LINK ) il MIUR ha reso noti gli esiti degli scrutini del I quadrimestre nelle scuole secondarie italiane. I dati riguardano l’80% delle scuole di I e II grado e non sono per nulla confortanti: 63.525 allievi (su un totale di scrutinati pari a 3.875.987) hanno riportato l’insufficienza nel comportamento, 11.181 in più rispetto allo scorso anno.

La cosa che più fa riflettere è il numero di ragazzi insufficienti in condotta alla scuola media: 17.035, con un aumento esponenziale nel passaggio dalla prima classe alla terza. Il che autorizza a pensare che la situazione peggiori di anno in anno, nel passaggio alle superiori, dove, infatti, ben 46.490 allievi hanno avuto il 5 in condotta, con percentuali più alte ai professionali e le insufficienze diminuiscono passando ai tecnici ed arrivando ai licei. Qui, però, si assiste ad una diminuzione del numero degli indisciplinati man mano che si avvicina al quinto anno: si parte dalle 16.347 unità nella prima classe per arrivare ai “soli” 3844 allievi insufficienti in quinta. Come dire: più passano gli anni, più diventano saggi o semplicemente meno autolesionisti.

Sia alle medie che alle superiori, gli studenti che non mantengono un comportamento corretto nelle aule scolastiche sono più numerosi al sud e nelle isole e meno numerosi al nord. In entrambi gli ordini di scuola i più bravi sono gli studenti del nord est (1293 insufficienze alle medie e 2556 alle superiori). E i numeri non sono più confortanti per quanto riguarda il profitto: alle superiori, ad esempio, ben il 76% ha riportato almeno un’insufficienza in pagella, contro il 72% dello scorso anno. Le materie decisamente più ostiche sono risultate la matematica e le lingue straniere, specie l’inglese.

Di fronte a questi dati, il ministro del MIUR Mariastella Gelmini ha osservato, soddisfatta, che la nostra scuola è lontana dal 6 politico e, per quanto riguarda il voto di condotta, il comportamento è importante nella valutazione complessivo dei ragazzi, perché gli studenti sono titolari di diritti ma anche di doveri come il rispetto delle istituzioni scolastiche e dei compagni.

Certo, se trasformiamo in percentuali i dati relativi alle insufficienze in condotta, nella scuola secondaria di I grado si va dal massimo di un 2,1% ad un minimo dello 0,5%, il che fa sembrare la situazione meno preoccupante. Alle superiori, invece, la percentuale più alta di insufficienze in condotta si riscontra sempre al sud con il 4,1%, mentre i più bravi sono gli studenti del nord-est, solo lo 0,7%.

A questo punto, mi sento di fare un’osservazione: l’introduzione del 5 in condotta doveva servire da deterrente, ma così non è stato, visto l’aumento del numero di studenti insufficienti. Per fare un esempio, quando è stata introdotta la patente a punti, nell’arco di un anno sono diminuiti drasticamente gli incidenti (o comunque le vittime sulla strada) e le infrazioni in generale. Si può dire, quindi, che il provvedimento sia servito a dare una regolata al comportamento troppo dissennato al volante.
La stessa cosa non si può affermare sugli studenti che frequentano le aule scolastiche. È lecito pensare, quindi, che siamo di fronte a dei nuovi Pierini, assai diversi dal discolo e un po’ volgarotto Pierino dei film con Alvaro Vitali. I nuovi Pierini, infatti, non si limitano a fare le battutacce o gli scherzetti ai compagni più deboli o agli insegnanti più odiati. Niente più chewing-gum o colla sulla sedia del prof o ragni finti nello zaino delle ragazzine perbene. I nuovi Pierini sono tecnologicamente avanzati: armati di telefonino, fotografano i professori o i compagni, prendendo di mira i più deboli, incapaci di difendersi, e scaricano le scenette delle loro bravate su You tube. E se non hanno voglia di fare un compito in classe, non telefonano a scuola per dire che c’è una bomba (come accadeva ai miei tempi), tanto non ci crederebbe nessuno, ma entrano nottetempo nei locali dell’istituto e lo allagano. Se, poi, non vogliono riferire a casa i brutti voti delle interrogazioni o dei compiti, non si limitano a mentire ma, sempre nottetempo, penetrano negli edifici scolastici e danno fuoco non ai registri dei loro docenti, ma direttamente a tutta la sala insegnanti.
Se poi consideriamo che alla fine dell’anno scolastico spesso vengono graziati perché si deve pur sempre considerare lo sforzo per migliorare, allora comprendiamo bene che la maggior parte dei Pierini sono disposti a simulare un qualche pentimento, salvo prepararsi alla riscossa nel nuovo anno scolastico.

Eh no, cara Gelmini, non basta essere fieri di “una scuola del rigore e della severità”. La scuola deve recuperare la sua valenza educativa, deve lanciare precisi segnali per evitare che si manifestino i casi di bullismo e per venire incontro ai disagi psicologici che talvolta sono all’origine dei casi più eclatanti di comportamenti scorretti. Non solo, la scuola deve offrire ai docenti degli strumenti per arginare i fenomeni sopradescritti attraverso una seria formazione degli insegnanti (almeno nelle aree più a rischio), senza aspettare che gli stessi si muovano spinti da quella buona volontà che da anni caratterizza l’insegnamento, ma obbligandoli a corsi di aggiornamento ciclici. E poi, visto che negli ultimi anni si parla di azienda-scuola, di utenza, di offerta di un prodotto di qualità, bisognerebbe garantire a tutte le componenti -docenti, personale ATA, genitori e allievi- un supporto psicologico attraverso uno psicoterapeuta o la figura del counselor che in America è una realtà da decenni.
Per fare questo, però, ci vogliono dei fondi che il ministro non ha voglia di spendere, visto che la riforma della secondaria di II grado ha portato a dei tagli del personale per risparmiare sugli stipendi. Anche per venire incontro alle difficoltà prettamente scolastiche degli studenti, il ministro ha deciso di non investire grandi somme (in netto contrasto con la C.M. 6163 del 4 giugno 2008) e così potrà sempre dire che la “sua scuola” non regala niente a nessuno e che il solo modo per ottenere un buon profitto è quello di studiare e comportarsi bene.
Mettere sullo stesso piano i doveri della scuola, intesa come istituzione, e quelli degli studenti sarebbe un’idea. Non si può sempre ricordare a degli adolescenti che hanno dei doveri, dimenticandosi di quelli che competono allo Stato nei confronti dei suoi cittadini.

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3 commenti »

  1. frz40 said,

    Cara Marisa

    Ti stupisci per quei cinque di condotta e del fatto che sembrano non servire da deterrente.

    Io no.

    Purtroppo i mali della scuola vengono da lontano e oggi, tutta la scuola, è un bel carrozzone, che Dio solo sa se mai si rimetterà in quadro.

    Sostanzialmente il problema è che la scuola ha sempre rincorso i tempi e non li ha mai saputi anticipare.

    E’ stato così già ai miei tempi. Parlo degli anni ’50. Di colpo è stato il boom economico. Di colpo tutti “dovevano” studiare per avere quel pezzo di carta che poteva aprire le porte ad un impiego, lontano dalle catene di montaggio e dai pesanti lavori manuali.

    Ma gli insegnanti non c’erano e la scuola, che stava diventando scuola di massa, non ha potuto che imbarcare un gran numero di “insegnanti di massa”. Dalle elementari, alle medie, alle scuole superiori e fino all’Università.

    E siccome “tutti” avevano diritto “a non essere lasciati indietro” si è arrivati ad inventare i “6” e i “18” politici. Certo. Tutti avanti. Ma avanti come?

    Poi sono arrivati i computer. La preparazione della scuola di fronte alle nuove prospettive? Zero. Abbiamo continuato ad insegnare per anni come se non esistessero. Oltre a tutto la manualistica era tutta in Inglese. Già, proprio in Inglese, questo sconosciuto.

    Poi internet, ed anche qui, molti, ancor oggi, non sanno bene cosa sia e cosa farsene.

    Parlo ovviamente degli insegnanti e dei programmi scolastici e delle riforme e controriforme che per anni hanno continuato ad imbarcare zavorra.

    E siccome di zavorra è stato indispensabile, da una parte, e acchiappa voti, dall’altra, imbarcarne tanta, è stato necessario pagarla poco e farla lavorare un po’ tutta, senza alcun elemento di selezione e valutazione.

    Così oggi gli insegnanti sono tra i meno pagati d’Europa, ma probabilmente sono anche quelli meno preparati. E non è un caso che nei test PISA i nostri studenti ottengano, nei confronti internazionali, risultati mediocri. E non è nemmeno un caso che ai test INVALSI molti prof barino per nascondere la loro pochezza e far vedere che la loro classe è preparata.

    Spendere di più, tu dici e fare formazione. Giusto. Ma non mi sembra che la spesa italiana sia lontana da quella di altri paesi europei e il momento economico non è certo dei migliori. Forse bisognerebbe avere il coraggio di spender meglio. Via tanta zavorra e “voti” ai professori.

    E le famiglie? Di sicuro ci hanno messo del loro. Spesso non ci sono, sono zoppe, e, ancor più spesso, quando ci sono, “la mamma non ha tempo” per i troppi impegni sul lavoro. Già, le donne in carriera. E, di sicuro, non sono più i tempi di “noi che quando prendevamo un ceffone dalla maestra,
    la mamma a casa te ne dava due”. Oggi partono le denunce e si va in piazza. Molti dei casi di bullismo, di vandalismo, di menefreghismo e maleducazione che hai citato, dietro, hanno proprio il problema della famiglia.

    Poi ci si è messa anche la TV. Non solo per i prodotti che pubblicizza e che tutti vogliono, dagli zainetti delle prima classi elementari ai giubbotti e alla cinture firmate dei 13-14 anni. E poi? Hai un bel paio di gambe e un bel sorriso: bastano. Al sedere e alle tette ci pensa il chirurgo e le vie del successo sembrano tutte dietro l’angolo. Lo studio a che serve? A nulla. Guarda il Grande Fratello e mille altri personaggi della TV. E così molte ragazzine incominciano a prostituirsi a 13 anni per una ricarica telefonica o per una cintura firmata. E i maschietti imparano a fare i “papponcelli” procurando nomi e appuntamenti. Altre fanno le cubiste nelle discoteche il Sabato pomeriggio e i maschietti “svegli” diventano “pierre” assatanati.

    E così gli sport, ma almeno quelli fanno bene alla salute. Non sempre, perà. Lì girano gli anabolizzanti e gli stress da superallenamento che portano agli attacchi di panico.

    E la droga? Già. La droga.

    E di quei 5 di condotta chi se ne frega. Secondo me c’è da stupirsi che qualcuno studi ancora.

    Che fare? C’è una soluzione? Non credo. Ci vogliono troppe cose e troppo tempo. Ma è sbagliato non fare nulla.

    Ognuno faccia un po’, eper la propria parte. E forse tra 20 anni….

    Forse.

    PS. Riporto questo commento anche sul mio blog, che segnalo a chi volesse dare uno sguardo alle altre cose che ho scritto sulla scuola.

    Mi piace

  2. cristina said,

    Scusate, sono straniera e ho un figlio di 13 anni. Nel paese di origine facevo la maestra . Ho letto le vostre opinioni e sono piu che valide ,i ragazzi sono come sono e vanno pugniti quando sbagliano! Ma,secondo me, vanno anche aiutati a migliorare! Sembra che ad alcuni insegnanti piace solo la prima parte….la secconda e troppo impegnativa….e poi,sono pagati pocco….Si lamentano che le famiglie non collaborano,ma quando si chiede un colloquio vanno sempre di fretta e…” va tutto bene”! Non so se e uguale quando sei convocato!
    Mio figlio alla valutazione di condotta intermedia ha preso 6 di condotta perche 4 volte non ha consegnato i compiti ,ognitanto parla con il compagno di banco e durante la lezione di musica ha disturbato con il flauto…
    Lo stesso 6 ha preso un altro suo compagno perche ha offeso gli insegnanti in maniera pesante, si e pichiato con i compagni ,salta le lezioni,etc.
    Convocati i genitori..”.hanno risolto”…il ragazo ha chiesto come al solito scusa ,si e messo a piangere e dopo un paio di giorni ha ricominciato..
    Personalmente sono andata a scuola per avere piu informazioni per quanto riguarda il comportamento di mio figlio ,dubitando di lui!
    Sorpresa !!! La risposta e stata qualcosa tipo…”a qualcuno suo figlio non piace tanto… e poi ..lo abbiamo fatto in maniera preventiva in quanto un giorno a oltrepassato i limiti…”
    Allora…noi genitori,cosa dobbiamo spiegare ai nostri figli ?
    Fai quello che ti pare e poi piangi per non essere pugnito…
    Tutti i sbagli hanno la stessa valenza?
    Tanto…meno di 6 non prenderai…
    Sinceramente non so come mi devo comportare in quanto la coordinatrice mi dice che nello studio va tutto bene , anche nel comportamento….” ce un bon dialogo ,solo che ognitanto oltrepassa i limiti” e che comunque il sei e un voto positivo!
    Cosa devo capire?
    Scusate l’italiano difettuoso….

    Mi piace

  3. marisamoles said,

    @ Cristina

    Il tuo commento fa capire molto bene quale sia l’enorme lacuna che riguarda l’attribuzione del voto di condotta: la mancanza di una griglia di valutazione seria, oggettiva, attraverso la quale si possa assegnare un voto, che fa media con gli altri, senza possibilità di interpretazioni personali. Giustificazioni del tipo “a qualcuno suo figlio non piace” oppure “un giorno ha oltrepassato i limiti”, oltre ad essere soggettive, non contemplano tutte le variabili di un comportamento rispettoso. Mi spiego: prima di tutto bisognerebbe sapere COME ci si deve comportare, poi bisognerebbe capire, attraverso dei descrittori, quanto lontano sia il comportamento dell’allievo rispetto agli obiettivi. Il 6, di per sé, è una sufficienza, quindi lascia intendere che gli obiettivi sono stati raggiunti in modo sufficiente e che il comportamento di tuo figlio può migliorare ma non è necessariamente negativo.

    Quanto alla disponibilità degli insegnanti al colloquio con le famiglie, chiarisco che nel contratto di lavoro non è stabilito né il modo né il tempo da dedicare a questo scambio reciproco che dev’essere il primo strumento da prendere in considerazione per un miglioramento della situazione. Sta, dunque, al singolo docente dimostrarsi disponibile o meno, ma se non lo è, per l’allievo potrà derivarne solo un danno e poca chiarezza per la famiglia. I tuoi dubbi ne sono la piena testimonianza.

    Buona fortuna! 🙂

    Mi piace


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