LA COPERTINA DI TV SORRISI E CANZONI: A SANREMO IL TRIONFO DEGLI “AMICI” VALERIO E ALESSANDRA


Quest’anno la copertina post-Sanremo di TV Sorrisi e Canzoni è davvero graziosa: niente leoni né smoking né coriandoli che cadono dal cielo. Semplicemente due “amici”: Valerio Scanu, trionfatore del 60esimo Festival della Canzone Italiana, e Alessandra Amoroso che ha duettato con lui sul palco dell’Ariston. Camicie a quadretti, bocche spalancate, linguaccia con piercing in vista … due giovani amici scanzonati. Quello che ci voleva per celebrare una vittoria così. Semplicemente.

STUDENTI DEL SUD MENO PREPARATI: UNA TASK FORCE DI DOCENTI DAL NORD SAREBBE UN’IDEA

Sul quotidiano La Stampa, la giornalista Flavia Amabile relaziona sul rapporto che la Fondazione Agnelli presenterà oggi in merito allo stato di salute della scuola italiana. L’indagine si basa sui dati Ocse-Pisa che si riferiscono ai quindicenni italiani: al sud sono “indietro”, mediamente, di un anno e mezzo rispetto agli studenti del nord Italia. Un dato poco confortante, considerato che “rovinano” la media nazionale, anche se certamente non per colpa loro.

Un quindicenne su tre di quelli che ogni giorno entrano nelle classi dalla Campania alla Calabria, isole comprese, non raggiunge la soglia minima delle conoscenze definita a livello internazionale, spiega l’Amabile. Sembra che le cause siano legate al contesto: anche un “genio” che dovesse essere inserito in una scuola superiore meridionale, non avrebbe le stesse chance rispetto ai coetanei che frequentano le scuole al Nord. Secondo il rapporto, mentre chi frequenta gli istituti superiori in Italia meridionale è destinato ad essere uno studente mediocre, al nord accade il contrario: in qualsiasi scuola ci si iscriva, si otterranno dei risultati comunque buoni. Questo, ovviamente, nel complesso, perché non si può dire che al nord non ci siano dei casi clamorosi di insuccessi scolastici, anche per chi dimostra delle buone potenzialità.

Ci sono, inoltre, delle differenze tra le regioni per quanto riguarda il livello di spesa: Al Sud si è sempre al di sopra del 4% del Pil con una punta del 6% in Calabria. Al Nord, invece, (almeno nelle regioni a statuto ordinario) la quota di Pil destinata all’istruzione scolastica è sempre inferiore al 3% con il minimo di spesa in Lombardia (2,2%) e in Emilia Romagna (2,3%). E’ da queste differenze tra regioni che dovrà dipendere anche ogni decisione futura sul federalismo scolastico, ricorda il rapporto, scrive la giornalista de La Stampa. Quindi, più si spende meno si rende, per dirla in rima. Questo è dovuto anche al fatto che le regioni meno popolate hanno dei plessi di minori dimensioni, ma è d’obbligo osservare che al nord c’è un maggiore investimento nella scuola a tempo pieno, meno richiesta al sud dove le donne sono in percentuale meno occupate nel mondo del lavoro.

Insomma, secondo me bisognerebbe razionalizzare l’utilizzo delle già misere risorse, ma soprattutto investire nella qualità dell’insegnamento. È ovvio che se il livello di preparazione degli studenti del sud è mediocre, anche gli insegnanti, laureati magari con 110 e lode, non saranno preparati tanto quanto i docenti del nord. È un semplice ragionamento e spero che nessuno si offenda. A questo stato di cose, tuttavia, c’è un rimedio: perché non organizzare una task force di docenti specializzati del nord da mandare per qualche anno al sud perché affianchino i colleghi meridionali? In fondo, ci sono gli insegnanti che lavorano all’estero guadagnando un bel po’ di soldi in più e ottenendo dei privilegi anche a livello di pensionamento (almeno fino a qualche anno fa ogni anno all’estero era calcolato come un biennio ai fini pensionistici). Io credo che con una spesa comunque contenuta si potrebbero ottenere dei risultati e si risolverebbe il problema dei precari che occuperebbero, nel frattempo, le cattedre lasciate vacanti dai colleghi in missione speciale nel profondo sud.

A me sembra una bella idea. Purtroppo, però, più che un’idea è un sogno ad occhi aperti.