ELUANA ENGLARO, UN ANNO DOPO

Il 9 febbraio 2009, alle ore 19 e 45, presso la struttura di assistenza per anziani “La Quiete” di Udine, il cuore di Eluana Englaro ha cessato di battere. Sulla città friulana, sconvolta per l’attenzione mediatica sul caso di Eluana, è calato il silenzio. Un silenzio rispettoso, dopo una settimana di chiasso, alimentato da chi, su opposti fronti, difendeva il suo diritto di morire o si scagliava contro il padre, Beppino Englaro, che aveva deciso di porre fine all’esistenza della figlia, immobile in un letto da ben diciassette anni.

Il caso Englaro ha scosso l’opinione pubblica e ha posto all’attenzione di tutti il problema della fine vita, la possibilità di scegliere se continuare un’esistenza nello stato vegetativo o propendere per la morte, sospendendo le cure e l’alimentazione forzata. In altre parole, si è discusso sulla necessità di un testamento biologico che in Italia manca, sull’autodeterminazione dell’individuo che ha il diritto di scegliere. Ma, come sappiamo, subito dopo la scomparsa di Eluana il dibattito sul testamento biologico è passato al silenzio, mentre per Beppino Englaro e l’equipe medica che aveva assistito Eluana nell’ultimo viaggio si apriva un iter legale, dovuto, secondo i giudici, ma assolutamente inutile secondo chi aveva appoggiato il padre aiutandolo nell’applicazione della sentenza della Corte di Cassazione.

L’accusa di omicidio volontario ha impegnato la Procura di Udine per alcuni mesi. La perizia medico-legale eseguita sul corpo di Eluana ha posto fine ad ogni dubbio: Eluana non si sarebbe mai ripresa dal come. Alla fine, l’archiviazione della denuncia e il proscioglimento di Beppino, De Monte e gli altri indagati.

Nel frattempo, però, Englaro non è stato a guardare inattivo questo accanimento nei suoi confronti: i suoi legali, in particolare l’avvocato Massimiliano Campeis, hanno indagato a loro volta, cercato su migliaia di siti internet chi, commentando o scrivendo nei blog, aveva chiamato “assassino” il padre di Eluana. Alla fine, una trentina di persone sono state individuate e denunciate ed è stato dato il via, per la prima volta in Italia, ad una civil action sullo stile americano che, qualora avesse successo, potrebbe fruttare parecchi milioni di euro di risarcimento. Con quei soldi, ha promesso Beppino, verrebbe finanziata l’attività dell’Associazione “Per Eluana” (questo il SITO). In attesa dei riscontri legali, l’associazione è già una realtà: è stata, infatti, presentata oggi stesso a Udine. Sul sito si legge che è presieduta da Beppino Englaro, fondatore insieme ad Amato De Monte, Massimiliano Campeis, Ferruccio Saro, Gabriele Renzulli. Soci onorari sono tutti gli infermieri che hanno contribuito ad esaudire la volontà di Eluana. Come finalità, si propone di tutelare il diritto individuale a una scelta libera e consapevole riguardo l’accettazione od il rifiuto dei trattamenti sanitari; garantire il rispetto della libertà e dignità personale, così come previsto dalla nostra Costituzione; educare ed informare sulle possibilità di cura offerte dalla medicina, ma anche sui suoi limiti; sostenere il riconoscimento e la validità delle dichiarazioni anticipate di trattamento; promuovere la conoscenza delle cure palliative e del loro ruolo nel migliorare la qualità di vita dei pazienti, favorendo in tal modo la concreta attuazione del principio di autodeterminazione.

Domani, giorno del primo anniversario della scomparsa di Eluana, a Paluzza, paesino della Carnia di cui è originaria la famiglia e nel cui cimitero riposa la ragazza, sarà celebrata una messa di suffragio, alle 8 e 30. Beppino non ci sarà, così come non è stato presente alle esequie un anno fa. Giustifica così la sua assenza: Quando ci vado [sulla tomba di Eluana, Ndr] voglio essere sempre e solo con lei, per me questa è una condizione sacra. Solo così riesco ad avere un po’ di intimità con lei.

Questa mattina, ospite a Buongiornoregione (tg3 del Friuli Venezia-Giulia), intervistato da Marinella Chirico, la stessa giornalista che il giorno prima della morte era stata ammessa al capezzale di Eluana, Englaro ha detto di essere a posto con la sua coscienza. Ha tenuto a precisare: Rifarei tutto quanto fatto, senza cambiare una virgola. Perché nella trasparenza e nella legalità in cui abbiamo deciso di muoverci, non c’erano altre strade percorribili.
Quando Marinella Chirico gli ha chiesto come fosse Eluana, il padre ha risposto: La creatura più straordinaria mai incontrata nella mia vita.

[fonte: Messaggero Veneto]

PER LEGGERE TUTTI GLI ARTICOLI SU ELUANA ENGLARO CLICCA QUI

2 pensieri riguardo “ELUANA ENGLARO, UN ANNO DOPO

  1. E’ un argomento che mi sta molto a cuore, perciò vi do – qualora non lo aveste già- il link della consulta di bioetica, presieduta da Maurizio Mori ordinario di Bioetica all’Università di Torino:

    Ciao ciao
    Matteo

    "Mi piace"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...