GELMINI, RIORDINO DEI LICEI: IL MISTERO DELLO SCIENTIFICO TECNOLOGICO SCOMPARSO

Ieri il Consiglio dei Ministri ha approvato i Regolamenti concernenti la “riforma” della Secondaria di II grado. Nella comunicazione pubblicata sul sito del MIUR, poche sono le novità rispetto alla precedente diffusa nel giugno dello scorso anno.

In particolare vorrei soffermarmi sul Liceo Scientifico, opzione Scientifico-Tecnologica. Nei mesi scorsi questa opzione ha fatto molto discutere il mondo dei licei scientifici, specie in considerazione del fatto che nell’attuale ordinamento non compare una sperimentazione tecnologica, almeno non all’interno dei piani di studio del liceo scientifico. Tuttavia, come si sa, il cosiddetto Liceo Tecnologico fa parte, da molti anni in fase sperimentale, dell’offerta formativa dell’ITIS.
All’indomani della pubblicazione della Bozza di Riordino dei Licei ci si è subito chiesti: a chi spetterà l’offerta relativa all’opzione del Liceo Scientifico Tecnologico? Il dubbio era legittimo: se, infatti, consideriamo l’opzione come facente parte del piano di studi dello scientifico, l’offerta dev’essere proposta da tale liceo; se, però, prendiamo in esame ciò che già c’è, ed è molto simile in termini d’offerta all’opzione in esame, siamo portati a ritenere che gli ITIS debbano continuare a proporre la sperimentazione già in atto, aggiungendo l’aggettivo “scientifico” al semplice Liceo Tecnologico.

Se leggiamo il comunicato del MIUR, però, ci accorgiamo di una differente proposta nell’ambito del Liceo Scientifico. Nella “vecchia bozza” (giugno 2009), infatti, si leggeva:

Liceo scientifico. Oltre al normale indirizzo scientifico le scuole potranno attivare l’opzione scientifico tecnologica che consentirà l’approfondimento della conoscenza di concetti, principi e teorie scientifiche e di processi tecnologici, anche attraverso esemplificazioni operative.

Nel comunicato attuale, diffuso contestualmente all’approvazione della Riforma da parte del Consiglio dei Ministri in data 4 febbraio 2009, la dicitura è un’altra:

Nel liceo scientifico tradizionale è aumentato il peso della matematica e delle discipline scientifiche. La nuova opzione delle “scienze applicate” raccoglie l’eredità della sperimentazione “scientifico-tecnologica”.

Ora, io sarò un po’ tonta, ma non capisco cosa s’intenda per eredità della sperimentazione “scientifico-tecnologica”. Infatti, se consideriamo come “eredità” il proseguimento della sperimentazione già in atto presso gli ITIS, l’aggettivo risulta essere un’aggiunta fantasiosa. D’altra parte, risulta difficile credere che per “eredità” ci si riferisca alla precedente bozza di riordino: che eredità è se, in realtà, la bozza è sempre stata solo un’ipotesi di riordino, che non ha mai visto applicazione? Sì, lo so, sulla lingua italiana sono un po’ pignola.
A questo punto, vado a vedere, sempre nel comunicato, ciò che si dice riguardo alle novità introdotte dalla riforma. Ad un certo punto leggo:

Sarà valorizzata la qualità degli apprendimenti piuttosto che la quantità delle materie. I quadri orari saranno adeguati a quelli dei Paesi che hanno raggiunto i migliori risultati nelle classifiche Ocse Pisa come la Finlandia (856 ore all’anno). Il quadro orario sarà annuale e non più settimanale, in modo da assegnare alle istituzioni scolastiche una ulteriore possibilità di flessibilità;
• Tutti i licei prevedranno 27 ore settimanali nel primo biennio e 30 nel secondo biennio e nel 5° anno con le seguenti eccezioni […]
• Entrano a regime le sperimentazioni che hanno coinvolto gli istituti d’arte, i percorsi musicali, i vecchi istituti magistrali e le sperimentazioni scientifico-tecnologiche e linguistiche, queste ultime nate dall’esperienza delle scuole non statali, private o degli enti locali.

Oibò! Ecco che ricompare la definizione “scientifico-tecnologiche” in riferimento alle “vecchie” sperimentazioni. Ne deduco che l’opzione del Liceo Scientifico Tecnologico ci sarà, forse cambierà solo nome e sarà definita “delle Scienze Applicate”.
E i quadri orari? Se confrontiamo quello proposto in bozza nel settembre 2009, relativo all’opzione tecnologica (LINK) e l’attuale quadro dell’opzione delle Scienze Applicate (LINK), ad un primo colpo d’occhio pare che si sia arrivati ad un compromesso: lasciamo perdere il “tecnologico” che, se non altro per definizione, si addice meglio ad un Istituto Tecnico, e recuperiamo qualcosa della vecchia sperimentazione PNI. Infatti, molti avevano protestato proprio per la scomparsa del PNI che spesso è stata un’opzione gradita rispetto al piano di studi ordinario. Eh, già. C’è, però, un piccolo particolare: nell’attuale PNI il Latino c’è, nell’opzione delle Scienze Applicate è scomparso. Ma d’altronde era già scomparso dall’opzione tecnologica. Ce ne faremo una ragione.

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