RIORDINO LICEI, TECNICI E PROFESSIONALI: IL SÌ DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI

La riforma della Secondaria di Secondo grado è una realtà: oggi, 4 febbraio 2010, il Consiglio dei Ministri ha approvato i Regolamenti presentati dal MIUR nel giugno del 2009, già oggetto di discussione nelle Commissioni Cultura della Camera dei Deputati e del Senato, su cui anche il Consiglio di Stato ha dato parere favorevole, seppur richiedendo degli aggiustamenti. (rimando alla lettura di quest’altro post).

La cosiddetta riforma delle superiori partirà, come previsto, dall’anno scolastico 20010/2011, per le sole classi prime e non, come annunciato in precedenza, dall’intero biennio. La decisione del ministro Mariastella Gelmini è stata presa anche considerando le lamentele giunte dal mondo della scuola. Ora, però, dovrà fare i conti, nel vero senso della parola, con il mancato risparmio previsto dalla Legge 133 (art. 64) del 2008. L’unica eccezione è prevista per gli Istituti Tecnici e Professionali, dove la riduzione dell’orario riguarderà anche le classi successive alla prima.
Solo nella provincia di Bolzano, in virtù della specialità della regione Trentino-Alto Adige, l’avvio della riforma slitterà all’anno scolastico 2010/2011. Gli assessori altoatesini ritengono che il rinvio consenta di adeguare la riforma alle particolarità della realtà scolastica provinciale.

Il commento del premier Berlusconi: Credo che sia molto importante l’attenzione che abbiamo dato alla formazione dei nostri giovani che ancora oggi hanno dallo Stato qualcosa che viene ritenuto dagli organismi internazionali non in linea con i Paese europei più avanzati. La scuola superiore necessitava di una riforma perché, secondo quanto ci dichiarano tutte le imprese e le associazioni, la scuola attuale non sforna ragazzi con cognizioni adeguate alle richieste del mondo del lavoro.

Per la Gelmini si tratta di una svolta epocale: la scuola secondaria di II grado, infatti, non era mai stata riformata dalla legge Gentile del 1923. Non si prende, tuttavia, ogni merito, precisando che per elaborarla abbiamo attinto sia dalla riforma messa a punto a suo tempo dal ministro Moratti sia per l’istruzione tecnica e professionale da quanto realizzato dal precedente Governo. Soprattutto l’istruzione tecnica, secondo il ministro, non è più relegata al ruolo di serie B; la riforma, infatti, vuole essere una risposta alla crisi economica e ai problemi dell’occupazione giovanile cui stiamo assistendo oggigiorno.

Critica l’opposizione, ma la maggioranza di governo appoggia in toto il piano e ritiene che finalmente viene fatto un po’ d’ordine nel caos degli istituti superiori: meno frammentazioni, più approfondimento. Questa, in particolare, l’opinione di Maurizio Gasparri.

Per Anna Finocchiaro, capogruppo del PD, spacciare per riforma epocale della scuola superiore quella che altro non è che una serie di misure dettate da necessità di cassa ci sembra davvero una enormità. Ma il ministro controbatte, in conferenza stampa, che la riforma è il frutto di un lavoro approfondito, necessario e urgente. Dello stesso avviso Valentina Aprea, presidente della Commissione Istruzione della Camera, secondo la quale i regolamenti approvati oggi sono il frutto di un travagliato ma felice dibattito politico-istituzionale.
Anche l’ex ministro Giuseppe Fioroni non risparmia le critiche asserendo che fare della scuola il bancomat del governo”, ha detto, “approvando tagli di ore e di personale per fare cassa e camuffando tutto sotto la parola ‘riforma’ e’ solo un altro modo per umiliarla.

Da parte loro i sindacati sono sul piede di guerra: già annunciata la mobilitazione dell’FLC CGIL, che in un comunicato sul suo sito definisce la riforma l’ennesimo saccheggio della scuola pubblica, invitando ad aderire allo sciopero indetto per il 12 marzo, cui parteciperanno anche Gilda e Cobas.

Per i Regolamenti rimando a questi LINK: Riforma dei Licei e Riforma dell’Istruzione Tecnica e Professionale dal sito del MIUR. I QUADRI ORARI per i licei sono consultabili QUI, per i tecnici QUI e per i professionali QUI.

[FONTE: Il Messaggero e Tuttoscuola]