27 gennaio 2010

PORDENONE: VIETATO BACIARSI A SCUOLA

Posted in adolescenti, amore, legalità, scuola, voto di condotta tagged , , , , , , , , a 5:10 pm di marisamoles

In questi giorni qui nel nord-est d’Italia il clima è piuttosto rigido. Cosa c’è di meglio di un affettuoso abbraccio o di un bacio fra innamorati per scaldarsi un po’? Nulla, ma a scuola non si può.
Il Dirigente Scolastico dell’Istituto Tecnico Commerciale “Mattiussi” di Pordenone, Vinicio Grimaldi, ha, infatti, vietato baci ed effusioni tra studenti nei locali della scuola. Gli insegnanti, di conseguenza, hanno l’obbligo di vigilare sul rispetto del divieto e sul comportamento corretto dei ragazzi. È una questione di buon gusto, innanzitutto, nonché di buona educazione. Le sanzioni previste, a seconda della gravità, possono includere anche la sospensione. E di questi tempi, con il nuovo regolamento sul comportamento degli studenti emanato dal ministro Gelmini, non c’è da scherzare: con il 5 in condotta si perde l’anno, anche se il profitto è positivo. Insomma, meglio rigar dritto e, oltre ad evitare le effusioni, gli studenti dovranno rinunciare alle sigarette, visto che non si può fumare nemmeno in cortile, dovranno prestare attenzione al linguaggio, evitando parolacce e bestemmie, nonché astenersi da qualsiasi atto di bullismo.

Il Dirigente precisa che non ci sono stati fatti specifici che ci hanno indotto a far seguire alla lettera il regolamento che già esiste, ma la volontà di chiarire alcuni atteggiamenti che devono essere in linea con un comportamento decoroso. In questo senso ritengo che all’interno della scuola il bacio tra studenti nei corridoi non può essere considerato un fatto normale. Come dargli torto?

Ricordo che ai tempi in cui frequentavo il liceo, le coppie di innamorati, se osavano tenersi per mano durante l’intervallo, si staccavano con grande sollecitudine non appena vedevano, anche da lontano, arrivare un professore. Scambiarsi dei baci, poi, era semplicemente impensabile. Quando ripenso ai “miei tempi”, lo confesso, mi sento mille anni luce lontana dai giovani d’oggi. Ogni volta che nei corridoi incrocio qualche coppietta, o faccio finta di niente o tutt’al più mi schiarisco la voce per farmi notare. Vorrei essere capace di sbraitare che queste cose non si fanno, che le andassero a fare a casa loro … non ne sono capace. In fondo le cosiddette “effusioni”, quando non oltrepassano il limite della decenza, ovviamente, fanno tenerezza. Se d’istinto provocano in me una reazione di disappunto, alla fine mi rendo conto che disappunto non è, è proprio invidia. C’è qualcuno che, arrivato alla mia età, non proverebbe un po’ d’invidia nei confronti di questi quindicenni in preda alla tempesta ormonale tipica della loro età? Poi però subentra in me la coscienza del mio ruolo istituzionale e faccio violenza alla parte sentimentale di me che vorrebbe lasciarli teneramente abbracciati. I baci, no, però. Quelli danno fastidio anche a me.

Sulle parolacce, bestemmie, bullismo e altro sono completamente d’accordo con il preside Grimaldi. Gli innamorati mi fanno tenerezza ma i maleducati vorrei prenderli a schiaffi. In quei frangenti non faccio finta di niente e li rimprovero aspramente ma, se non sono allievi miei, l’unico risultato che ottengo è uno sguardo fulminante che sottintende “Che ca**o vuoi? Fatti gli affari tuoi che non sei neanche una mia prof”. Allora mi sento impotente perché, al di là delle circolari che, una volta lette, vengono cestinate e di certo non s’imparano a memoria, ci vorrebbe più severità e soprattutto una comunione d’intenti: preside e insegnanti tutti pronti a vigilare, davvero, sugli studenti e a punire le trasgressioni. Ma senza dire “se ti vedo (o ti sento) la prossima volta …”, perché i ragazzi fanno presto a capire che ogni volta sarà la prossima e non succederà mai niente.
Quanto al fumo, da fumatrice mi fa comodo poter fumare almeno negli spazi aperti ma, se dovesse uscire nella mia scuola una circolare che imponesse il divieto di fumo anche all’aperto, mi adatterei. In fondo, ho rinunciato a fumare al ristorante o al bar e posso stare tre ore in classe senza accendere la sigaretta. Che problema c’è?

In conclusione, sono favorevole alla presa di posizione del Dirigente del “Mattiussi”, anche se qualcuno potrebbe pensare che alcuni dei divieti siano un po’ rigidi. I ragazzi hanno bisogno di regole: se non gliele diamo e non le facciamo rispettare, non impareranno mai a vivere.

[fonte: Il Gazzettino]

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6 commenti »

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  2. frz40 said,

    Trovo giusto che ci siano delle regole di comportamento che bandiscano bullismo, bestemmie, parolacce ed eccessive effusioni di innamorati, ma qualche bacetto innocente, dai…. lasciamogielo dare.

    Ci son baci e baci….. Forse danno fastidio a noi vecchi bacucchi, ma non certo ai ragazzi tra loro.

    Sarei più severo sul fumo. Insegnanti compresi, anche in cortile.

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  3. marisamoles said,

    @ frz

    Io l’ho detto: faccio finta di non vedere, basta che non siano effusioni oltre il limite accettabile.
    Ricordo anni fa un preside che aveva punito due innamorati un po’ focosi con lo studio a memoria del V canto dell’Inferno dantesco, quello di Paolo e Francesca. Come dire: vedete, poi, cosa vi può capitare! Non sarebbe una cattiva idea. 🙂

    Quanto al fumo, mi adatterei. L’ho scritto a chiare lettere.

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  4. frz40 said,

    Guardali e sorridi. C’è bisogno d’amore.

    Quanto allo studio del V canto dell’Inferno, devo dire che mi sembra una punizione molto più intelligente di un cinque in condotta, Bravo, gli stringo la mano.

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  5. occhiaperti said,

    L’edificio della mia scuola è diviso in due ali, collegate da un ampio corridoio. Ogni volta che lo attraverso incontro sempre qualche coppietta, beati loro che non provano il minimo imbarazzo, io ai loro tempi mi sarei sotterrata, questi invece sono proprio tranquilli, niente li scuote.
    Però a me in fondo non disturbano, certo se dovessi assistere a delle scene boccaccesche sarebbe diverso..
    Invece mi disturba molto di più vederli sempre col telefonino in mano, oltre che negli anditi, spesso anche in classe… (bella voglia di spedirli dal Preside ecc…)
    mi disturba vedere che continuano a fumare nei bagni anche se è proibito, che nonostante le circolari e il Regolamento d’Istituto preveda che le porte d’ingresso debbano restare chiuse, sono sempre aperte (così quando esci nei corridoi sembra di attraversare la galleria del vento) e loro sempre belli tranquilli che fumano.
    Insomma le regole sembra che ci siano proprio per essere infrante e, alla faccia dei possibili 5 in condotta, se ne infischino allegramente perché tanto difficilmente saranno puniti severamente, almeno da noi…

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  6. marisamoles said,

    @ occhiaperti

    Le coppiette, in fondo, fanno tenerezza. Ma la trasgressione alle regole, specie per quanto riguarda il fumo, va punita. Come ho scritto nel post, ci vorrebbe una vera comunione d’intenti. Il problema è che c’è sempre qualche docente che se ne infischia proprio come qualche allievo. 😦

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