OGGI SPOSI … NO, FORSE DOMANI


Dalle fredde statistiche dell’Istat arrivano notizie, riguardanti i nostri giovani, che scaldano il cuore: via da casa solo per sposarsi, o quasi. Sembra, quindi, ci sia una controtendenza rispetto agli ultimi decenni, e un ritorno al passato. Il motivo? Certamente non morale, anche se la differenza tra il nord e il sud del Paese parla chiaro: il 20% dei giovani settentrionali (più il 17,7% di quelli che abitano al centro) scelgono la convivenza che invece per i meridionali praticamente non è da prendere nemmeno in considerazione. Escludendo, quindi, che la motivazione sia dettata, almeno non per la totalità delle coppie che propende per il matrimonio, da questioni morali (anche perché nell’indagine non si specifica quanti propendano per il matrimonio religioso e quanti per il rito civile, ma comunque la flessione del rito in chiesa è un dato di fatto), si può dedurre che un’unione formale sia da preferire per le maggiori garanzie che offre rispetto alla convivenza, causa anche l’insufficiente tutela legale delle coppie di fatto.

Un fatto è certo: si lascia la famiglia di origine sempre più tardi e con grande difficoltà. Anche quando c’è l’intenzione di andarsene, pochi realmente ce la fanno a lasciare mamma e papà. Sempre secondo l’Istat, tra il 2003 e il 2007 in totale solo il 20,8% dei giovani italiani hanno lasciato la casa dei genitori. Solo il 53,4% di quanti nel 2003 erano certi di riuscire a “tagliare il cordone ombelicale” ce l’hanno fatta. Tra gli incerti, il 24,2% ha in realtà abbandonato la famiglia di origine.

Dati alla mano, il motivo principale per cui si tarda ad abbandonare il nido familiare è di tipo economico: tra i giovani appartenenti ad entrambi i sessi, di un’età compresa tra i 18 e i 39 anni, il 47,8% dichiara che il motivo per cui vive con la famiglia di origine è la presenza di problemi economici, il 44,8% sta bene così mantenendo comunque la sua libertà e il 23,8% sta ancora studiando. Va detto, però, che le motivazioni cambiano a seconda dell’età: ad esempio, i più giovani continuano a vivere in famiglia perché studiano o comunque non hanno un lavoro stabile e un reddito fisso; la fascia d’età più critica sembra essere quella tra i 25 e i 29 anni, con il 57,1% degli uomini e il 51,3% delle donne che dichiarano difficoltà di tipo economico, indipendentemente dall’occupazione (45,7%) e la disoccupazione (51,3%).

Fra le donne “più in età” (dai 34 anni in su), poi, è ragguardevole la percentuale, il 49,7%, che decide di non lasciare la casa paterna e di rinunciare all’indipendenza per prendersi cura dei genitori. Questo dato mi impone di fare una considerazione: se si mettono al mondo i figli sempre più tardi, ben oltre i 40 anni, è ovvio che alla fine si costringerà sempre più le figlie a rimanere a casa, rinunciando al matrimonio o comunque ad una vita propria. Mi viene in mente uno splendido romanzo di Laura Esquivel, Dolce come il cioccolato, in cui la protagonista, Tita, è l’ultimogenita di una donna autoritaria, rimasta vedova, e viene costretta dalla madre a rinunciare al matrimonio per seguire la tradizione messicana che voleva che la figlia minore rimanesse in casa per assistere la genitrice fino alla sua morte. Ciò accadeva in Messico agli inizi del Novecento: stai a vedere che, invece di andare avanti, qui si torna indietro di un secolo!

[LINK per leggere l’articolo originale pubblicato su Il Corriere]

7 pensieri riguardo “OGGI SPOSI … NO, FORSE DOMANI

  1. Tenere in piedi un matrimonio, nella società d’oggi, davvero cosa problematica.

    E anche le convivenze spesso hanno poco futuro.

    E’ la ‘famiglia’ che si sfascia e, purtroppo, è un grande valore che se ne va.

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  2. @ frz

    Oggi sposarsi, o comunque convivere, non è per sempre. Anche se penso che i giovani in fondo ci credano. Il fatto è che poi non s’impegnano molto per far durare un legame e, al primo contrasto, mollano. Ci vorrebbe un vaccino … 🙂

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  3. @ Eli

    Forse l’ha detto Liz Taylor?!? Non so quante volte si è sposata con Richard Burton …
    Personalmente credo che errare sia umano ma perseverare diabolico! 🙂

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  4. Il matrimonio è un combattimento ad oltranza, prima del quale gli sposi domandano al cielo la sua benedizione. (Honorè De Balzac)

    Il matrimonio ci insegna molte cose. Soprattutto che potevamo farne a meno. (Roberto Gervaso)

    🙂 C’è del vero…..

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