STEFANO CUCCHI: LA MORTE FA NOTIZIA, MA PERCHÉ QUELLE FOTO?

pace a stefano
Scrivo questo post non per parlare della morte del trentunenne Stefano Cucchi, ma per protestare contro la diffusione in rete delle foto del suo cadavere.
Ho letto che le fotografie in questione sono state diffuse dalla famiglia stessa, per denunciare la gravità delle circostanze che hanno condotto il loro congiunto alla morte. Ritengo tale decisione di cattivo, anzi pessimo gusto. Credo che sia doveroso far luce su questa morte assurda, ma non approvo la scelta di pubblicare quelle foto. Non aggiungono nulla alla notizia, già tragica in sé.

La morte non fa paura più a nessuno, nel senso che siamo talmente abituati a vedere immagini violente in televisione e al cinema, da non distinguere più la finzione dalla realtà. Ad esempio, quando è stato diffuso il video del recente omicidio di camorra avvenuto in Campania, pur essendo coscienti di essere di fronte alle immagini di una telecamera di sorveglianza, l’abbiamo osservato come se si trattasse di un film. Ma le fotografie di quel ragazzo ormai privo di vita sono un’altra cosa. Io non riesco a guardarle perché penso che non venga rispettata la dignità della morte.

Ritengo che sia un diritto della famiglia quello di scoprire la verità e un preciso dovere della magistratura indagare per individuare un colpevole. Quelle foto, come ho già detto, non aggiungono nulla alla notizia e non servono a sensibilizzare il lettore che già comprende la gravità del fatto. Non sempre il fine giustifica i mezzi e se la famiglia ha preso questa decisione, assai discutibile a parer mio, è giusto rispettarla. Chi si “diverte” a pubblicare quelle fotografie, però, lo fa solo per alimentare la morbosità del pubblico che dovrebbe, almeno per una volta, fare a meno di pensare che il diritto all’informazione possa travalicare i confini della decenza. Non stiamo parlando di gossip, di escort o di trans, stiamo parlando della morte.

[per l’immagine, vedi sito agneseginocchio.it]