30 ottobre 2009

“AMORE 14” DI FEDERICO MOCCIA IN USCITA AL CINEMA

Posted in adolescenti, adolescenza, Alessandra Amoroso, amicizia, amore, attualità, spettacolo tagged , , , , , a 11:26 pm di marisamoles

amore 14Ora Moccia non si ferma più. Per uno che ha dovuto distribuire gratuitamente le prime copie del libro d’esordio, l’ormai famosissimo Tre metri sopra il cielo, pubblicato la prima volta a proprie spese nel lontano 1992, il quarto film in uscita (ma il secondo in cui è anche regista), con la pubblicazione dei relativi libri, sembra quasi un record. Non solo, “Amore 14”, il cui omonimo romanzo è stato pubblicato un anno fa, anticipa l’uscita di un altro film, il sequel del libro Scusa ma ti chiamo amore intitolato Scusa ma ti voglio sposare, nelle sale cinematografiche dal 30 gennaio 2010, per la regia dello stesso Moccia.

Tema di fondo dei libri di Moccia è, come sempre, il mondo degli adolescenti, con le sue stravaganze, con quella voglia di trasgressione tipica dei ragazzi di oggi che vogliono scoprire il mondo a modo loro, ma sempre animato dai sentimenti che non cambiano, con il trascorrere delle generazioni: l’amore causa quell’intima e unica tempesta nell’animo di ragazzi e ragazze, sempre uguale nel suo manifestarsi spesso in modo inaspettato.

Con “Amore 14” Moccia affronta la tematica del primo amore, forse un po’ precoce e acerbo, sullo stile dell’ormai antico “tempo delle mele”. Ma si sa, i ragazzi moderni bruciano le tappe, scoprono presto il sesso anche se poi comprendono, meglio tardi che mai, che l’amore è tutt’altra cosa.
Nel film in uscita oggi, si racconta la storia di Carolina detta Caro, 14 anni, alle prese con i primi amori, il primo bacio, la prima volta, l’amicizia, le feste, la scuola, il rapporto spesso conflittuale con i genitori.
Ci sono le amiche del cuore, Alis e Clod, con le quali condividere i giorni e i sogni. Ci sono i primi baci rubati nella penombra del portone. C’è la scuola, due nonni meravigliosi che la sanno guardare in fondo all’anima e un fratello leggendario, Rusty James, che aiuta il suo cuore a sognare. E poi c’è l’amore, quello vero, che ha il nome di Massimiliano, incontrato in una libreria un pomeriggio di settembre.
“Amore 14” è un viaggio attraverso i sentimenti, l’entusiasmo che si ha nell’incontrare il primo amore, il dolore di un’improvvisa delusione, la prima, quella che ti lascia senza parole, è la perdita di una persona cara, è l’amicizia che credi non ti deluderà mai. È la storia di un amore unico e dolcissimo, quello tra i nonni di Carolina, capace di superare il tempo e lo spazio. È una storia di grandi passioni e forti emozioni, di un giovane scrittore, Rusty James, che per inseguire le proprie ambizioni ha il coraggio di andare contro tutti e tutto, di contraddire il padre e andare a vivere in un barcone sul Tevere dove finalmente riuscirà a realizzare il suo sogno.
“Amore 14” è l’amore, visto in tutte le sue innumerevoli sfaccettature, è l’amicizia, è il coraggio di credere nei propri sogni. [per la trama del film, questo è il LINK]

La protagonista, Carolina, è interpretata da un’attrice diciannovenne al suo esordio, Veronica Olivier. Lui, invece, è Giuseppe Maggio, come Veronica alla prima esperienza cinematografica, fascino tipico del bel tenebroso stile Scamarcio. Nel cast, tra tanti sconosciuti, spicca solo il nome di Pamela Villoresi, attrice prevalentemente teatrale, che a sua volta ha esordito giovanissima, appena diciottenne, nello sceneggiatoTV “Marco Visconti” al fianco di Gabriele Lavia.

Da non dimenticare: Moccia per la colonna sonora del film ha scelto la canzone “Estranei a partire da ieri” di Alessandra Amoroso, vincitrice della scorsa edizione di “Amici”. (per il VIDEO, clicca QUI )
Per il trailer del film e interviste ai protagonisti clicca QUI .

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7 commenti »

  1. elisabetta said,

    Ho letto lo scorso anno “Amore 14” di Federico Moccia: una bellissima, giovane, fresca, pulita storia d’amore.
    Raccontata con tanto sentimento e che, a parer mio, cela personali coinvolgimenti ed esperienze vissute.

    Nonostante non abbia più l’età per vivere quel tipo di storia ho trovato che il romanzo e i suoi protagonisti provano le stesse emozioni, gli stessi entusiasmi, lo stesso batticuore, le stesse delusioni e lo stesso dolore che hanno provato quelli della mia generazione….

    Se col suo romanzo Moccia ha colto la verità di questa nuova generazione che a volte mi sembra deluderci, allora possiamo ancora stare tranquilli: la parola Amore ha sempre lo stesso significato e l’adolescenza lo vive con gli stessi sentimenti di sempre….

    Ma è proprio così????

    Oppure anche Moccia è un romantico sognatore????

    Bello, comunque: il libro è una lunga poesia e va comunque letto da tutti….
    Figli, genitori e nonni….
    Spero che il film e i suoi protagonisti, siano fedeli alle impressione che il libro ha impresso nei suoi lettori.

    eli

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  2. marisamoles said,

    Cara Eli,

    io di Federico Moccia ho letto solo i primi due romanzi: Tre metri sopra il cielo e Ho voglia di te. Di fronte alle mie proposte di letture estive, i miei allievi avevano fatto un patto con me: noi leggiamo i “suoi” calssici ma Lei legge i libri di Moccia. Ok, affare fatto. Così li ho letti: li ho trovati gradevoli, molto realistici (evidentemente l’ormai “maturo” Moccia aveva serbato ricordi, sensazioni ed esperienze della sua adolescenza e li ha saputi attualizzare calandoli in un contesto più “moderno”), anche se la qualità della scrittura lascia molto a desiderare. Ma io sono molto critica nei confronti delle nuove generazioni di scittori: penso sempre che, leggendoli, i ragazzi non abbiano molto da imparare a livello espressivo. Tuttavia credo anche che la lettura di romanzi del genere non possa nuocere.

    Il tuo commento, però, mi ha incuriosita, anche perché non sei “di parte”, nel senso che non devi per forza tifare per Moccia come le mie allieve adolescenti. Leggerò “Amore 14” e forse riscoprirò le sensazioni provate al tempo del mio primo amore. Chissà!

    Credo che il film rispecchi il libro, se non altro perché Moccia stesso ne è registra e sceneggiatore. Io normalmente preferisco prima vedere il film e poi leggere illibro, anche se poi si rimane sempre delusi, anche quando si legge prima di vedere.

    A presto. 🙂

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  3. elisabetta said,

    Capisco, Marisa, che, per una insegnante di lettere, la lettura di un romanzo come “amore14” non sia nella lista dei preferiti o più esattamente, delle più coerenti letture.

    Io non ho titoli di studio tantomeno studi letterari, quindi trovo piacevole tutto ciò che mi ispira, purchè sia scritto bene e mi trasmetta sentimenti, qualunque sentimento: curiosità, amore, spirito di giustizia e anche, perché no, rabbia.

    Non faccio nessuna distinzione fra gli autori, siano essi noti, meno noti, o addirittura sconosciuti.
    Mi piacciono i libri scritti con un linguaggio semplice ma efficace perciò la mia autrice contemporanea preferita è Isabelle Allende: nei suoi libri trovo sempre un fondo di autobiografia anche se ci riportano sempre ai problemi cileni, ritrovo in essi molti intimi sentimenti descritti tanto bene che a volte sembrano rispecchiare i miei stessi sentimenti ed emozioni vissute.

    Un’autrice che mi piace molto anche se non è per nulla conosciuta, anzi, potrei dire che i suoi libri (pochi) siano soprattutto stati letti dai parenti, da amici e (come è successo a me), solo casualmente: mi riferisco a Zella Corona, anche lei insegnante di lettere e filosofia, nata a Cagliari, ma vissuta principalmente a Ferrara dove ha insegnato letteratura e filosofia in un liceo locale..

    Di lei ho letto solo tre libri: “Portoni dipinti”, “Il quinto moro” e “Fascicolo 23”:

    “Portoni dipinti”.
    E’ stato il primo dei tre ed è quello che mi ha poi spinto a voler conoscere meglio l’autrice.
    Ho trovato in esso, oltre che la squisita semplicità espressiva anche un interessante quadro della società borghese-contadina del “feudalismo straccione” (come definito dalla Corona) della Sardegna.
    Ci sono al suo interno brani con sentimenti così ben descritti che mi hanno talmente coinvolto e emozionato, da indurmi a copiarli e serbarli in una cartella del mio PC, per tenerli più in evidenza qualora volessi andare a rileggerli.

    “Il quinto moro”.
    Nella bandiera della Sardegna sono raffigurati 4 mori bendati, essi rappresentano le 4 sconfitte subite dai mori del conquistatore dell’isola Al-Mugiahid molti secoli fa.
    Zella a questi 4 mori ne aggiunge un 5° che vuole significare la 5° invasione …. quella forse più insidiosa e subdola del nostro secolo “la droga”….
    Anche in questo libro l’autrice tocca il problema con molta umanità ed è un’altra rivelazione della sensibilità del suo animo.

    Infine “Fascicolo23”.
    E’ la storia di un uomo e del suo calvario giudiziario dove tra gli atti degli archivi, la sua vita, il suo caso, la sua intimità personale è racchiusa in un banale fascicolo contrassegnato solamente da un numero, appunto il numero 23.

    Sono quelli di Zella Corona libri che sarà difficile trovare ancora nelle librerie, essi non hanno avuto quella divulgazione e popolarità che forse meritavano, ma (e mi scuso di aver approfittato del tuo blog) vorrei tanto che questo mio ricordo possa suscitare curiosità e interesse per questa autrice, oramai scomparsa e riportare ancora in vita i suoi sentimenti.

    Grazie Marisa per questa occasione
    eli

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  4. marisamoles said,

    Cara Eli,

    non ho nulla contro la nuova generazione di romanzieri, tuttavia trovo che molti non sappiano scrivere e pensino di poter attirare l’attenzione del pubblico parlando esplicitamente di sesso ed esprimendosi in gergo, ricorrendo ad un linguaggio volgare quando non addirittura al turpiloquio. Si potrebbe chiamare “realismo” ma certamente non ricondurre questo tipo di romanzi a dei modelli letterari. Anche nel romanzo di Elsa Morante La storia troviamo parolacce (pirtroppo anche bestemmie) ma il valore artistico dell’autrice e dei suoi romanzi è innegabile e riconducibile alla produzione “classica” italiana.

    Quanto a Federico Moccia, certamente il suo livello artistico non è dei più alti, tuttavia trovo i suoi romanzi gradevoli e ben scritti, anche se non mancano descrizioni fin troppo realistiche e i suoi personaggi si esprimono con un linguaggio vicino a quello dei giovani, che poi sono protagonisti dei suoi libri, talvolta tendente al turpiloquio. Ma per piacere ai giovani, ahimè, bisogna scendere ai compromessi.

    Isabel Allende è una delle miei autrici straniere preferite. Hai letto Il mio paese inventato? Bellissimo. Racconta il suo Cile e descrive il Paese e i suoi abitanti, nonché la sua condizione di esule, con un lirismo commovente.

    Grazie per avermi segnalato Zella Corona: vedrò se riesco a trovare qualcuno dei libri che citi.

    Il mio blog è sempre aperto ai tuoi commenti così appassionati. 🙂

    Mi piace

  5. […] il suo maestro Raimondo Todaro. L’attrice ventenne, scelta da Federico Moccia per il suo film Amore 14, ha sbaragliato gli altri concorrenti ammessi alla finale, con la sua freschezza e l’indubbia […]

    Mi piace

  6. sara said,

    e bellissimo amore 14 ma ho una domanda ci sarà il continuo?

    Mi piace

  7. marisamoles said,

    @ Sara

    Onestamente non ne ho idea. Non mi pare che Moccia abbia scritto un seguito del romanzo.

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