ANCHE “GELMINI A MORTE” SU FACEBOOK

facebook-img-logoIl gruppo che fino a ieri si chiamava “Uccidiamo Berlusconi”, da oggi cambia nome: “Berlusconi ora che abbiamo la tua attenzione rispondi alle nostre domande”. Questa, però, non è una novità. D’altra parte, le menti degenerate sono particolarmente fertili e ne trovano una o più al giorno. E mentre il ministro Maroni attende, dai responsabili di Facebook della California, notizie circa la sua richiesta che il sito in questione venga oscurato, si diffondono notizie inquietanti riguardo alle numerose “vittime” dei gruppi di aspiranti omicidi nati su Facebook. Ce n’è un po’ per tutti: calciatori, scrittori (come Federico Moccia), giornalisti (ad esempio Giampiero Mughini), l’ex sindaco di Napoli e attualmente Presidente della Regione Campania Antonio Bassolino, politici come Cappezzone e la Moratti.

Poteva mancare la Mariastella nazionale? Certamente no. Ed ecco che sul social network più famoso del mondo troviamo vari gruppi di aspiranti omicidi mediatici: si va da “Gelmini a morte” (112 membri), “A morte la Gelmini” (a parte la scarsa fantasia, conta ben 241 iscritti), “Ammazziamo la Gelmini” (solo 43 fanatici) e “Ammazziamo la Gelmini????” (un modesto numero di indecisi, 64 in tutto).
Fatti i conti, i nemici del ministro dell’Istruzione sono solo 460. Immagino che Mariastella se ne faccia un baffo: che sarà mai qualche centinaio di aspiranti assassini se confrontati alle parecchie migliaia che, invece, mirano a sopprimere il premier? O forse al momento è rosa dall’invidia perché, nonostante si dia un gran daffare per rendersi antipatica a studenti e docenti, non è arrivata ad eguagliare il primato di Berlusconi. Non lo sapremo mai.

C’è poi qualcuno che insinua che la Gelmini si stia adoperando per “tappare la bocca” ai nemici internauti. Sarebbe una bugia, visto che, sempre su Facebook, è nato un gruppo denominato “NON e’ vero che la Gelmini sta bloccando Msn e Facebook! E’ una Bufala!” (LINK).

Quanto a Facebook, io personalmente non lo sopporto e mi chiedo: non era nato per cercare ex amici o ex compagni di scuola sparsi nel mondo di cui si sono perse le tracce? Credo che lo spirito iniziale non fosse di seminare odio. È l’ennesimo esempio di quanto uno strumento mediatico, messo nelle mani di degenerati, finisca con il perdere lo spirito di amicizia e solidarietà per cui, almeno nelle buone intenzioni degli inventori, era stato creato.

[fonte: Tuttoscuola]