“STIPENDIO” AGLI STUDENTI: FINO A 10000 EURO SE NON “MARINANO”

Studente marinaIn Francia, specie nelle scuole periferiche di Parigi, pare che l’assenteismo degli studenti sia un’emergenza: 438000 ragazzi, infatti, collezionano più di due assenze ingiustificate al mese. Come far fronte a questa “piaga”? Semplice: dando lo “stipendio” ai più ligi. Sembra un’assurdità e invece il ministero ci crede.

Più che stipendio si potrebbe chiamare bonus: 2000 euro a bimestre fino ad un massimo di 10000 euro in un anno. Destinatari di questa iniziativa sono, per ora, 150 studenti di tre licei situati in luoghi cosiddetti a “rischio dispersione”. Se dimostreranno di cambiare rotta, impegnandosi ad andare ogni giorno a scuola, saranno ripagati con una bella sommetta. Non è chiaro se per avere questa sorta di bonus sia sufficiente presentarsi in aula e “scaldare” il banco, oppure viene richiesto anche un certo impegno nello studio. Perché, nel primo caso, il gioco varrebbe la candela, ma nel secondo non è detto che a rimediare ci si arrivi, specie per quelli che sono stati abituati a frequentare in modo non assiduo.

La somma che ogni classe avrà ottenuto, alla fine dell’esperimento, sarà utilizzata per viaggi studio all’estero, corsi di preparazione all’esame della patente o altre attività pedagogiche. Se l’iniziativa avrà successo, sarà estesa a tutti (spero solo gli assenteisti!) nel prossimo anno scolastico.
Personalmente non credo che la soluzione sia compatibile con gli obiettivi educativi che ogni scuola dovrebbe prefissarsi: frequentare le lezioni, con tutti gli annessi e connessi (impegno nello studio, serietà, comportamento corretto ecc. ecc.), è un preciso dovere degli studenti. È vero che il “lavoro” di chi studia è l’unico non retribuito, ma premiare qualcuno non per i meriti bensì perché s’impegna a mantenere un “patto di presenza” che in teoria rientrerebbe negli obblighi formativi, secondo me è proprio diseducativo.

Finiti i tempi in cui ai figli bravi a scuola si diceva: hai fatto solo il tuo dovere, senza elargire i premi? Dall’altra parte, non ci sarà più bisogno di punire chi non fa il proprio dovere perché a premiarlo per nessun merito ci pensa la scuola? In Francia parrebbe di sì, e in Italia? Credo che una proposta del genere non verrebbe favorevolmente accolta dai docenti e forse anche dalle famiglie più coscienziose. Del resto sono convinta che una tal proposta non verrebbe mai fatta dal Ministro della Pubblica Istruzione: se non ha i soldi per pagare gli insegnanti, dove mai potrebbe trovare i fondi per elargire bonus agli studenti che s’impegnano a non marinare?

[fonte ANSA]