BAMBINI RUMOROSI ZITTITI DAL GIUDICE

vietato giocareIn un piccolo paese della provincia di Pavia, un condominio riesce a vincere la causa contro un … asilo nido. Il Giudice di Pace cui i condomini, che abitano a due passi dalla struttura per l’infanzia, si sono rivolti, ha dato ragione agli adulti brontoloni e ha intimato ai bimbi, di età compresa tra i due e i quattro anni, di giocare in silenzio. Non solo, le maestre devono vigilare attentamente e “tappare la bocca”, per modo di dire, ai bimbi che pare giochino in giardino facendo un po’ troppo rumore.

Nel leggere questa curiosa notizia, mi è venuto in mente un epigramma di Marziale, poeta latino vissuto a Roma nel I secolo d.C., famoso appunto per i suoi epigrammi, che elesse spesso vittima delle sue frecciatine il ludi magister, ovvero il maestro di scuola. Allora il maestro era tenuto in scarsa considerazione, malpagato e spesso insoddisfatto del suo mestiere. I ricchi lo snobbavano perché gli preferivano il pedagogo, un istitutore privato, con l’indubbio vantaggio di non dover portare i figli a “scuola”e, non essendoci scuole pubbliche, l’unica soluzione per il ludi magister era quella di tenersi in casa i fanciulli da istruire e vivere delle modeste somme che le famiglie pagavano per le lezioni.
In uno dei suoi testi Marziale si esprime così nei confronti del magister:

Cosa hai a che fare con noi, oh disgraziato maestro,
uomo odioso ai bambini e alle bambine?
I galli con la cresta non hanno ancora rotto il silenzio:
già tu tuoni con orribile strepito e con le frustrate.
I bronzi percossi sulle incudini risuonano in modo tanto molesto,
quando il fabbro sistema sul dorso di un cavallo la statua di un avvocato;
più mite infuria il clamore nel grande anfiteatro,
quando la folla acclama il suo gladiatore vincente
Noi vicini reclamiamo il sonno – non per tutta la notte -:
infatti stare svegli è tollerabile,
ma stare continuamente svegli è insopportabile.
Lascia andare i tuoi scolari. Vuoi, chiacchierone, ricevere
per stare zitto quanto ricevi per gridare?

I tempi cambiano ma pare che l’intolleranza dei vicini di casa non abbia limiti. Nell’epigramma di Marziale, però, la situazione è capovolta: nell’antica Roma, infatti, la quiete del vicinato era disturbata dal maestro che gridava e frustrava gli allievi fin dalle prime ore del mattino. Allora l’idea geniale fu: pagare il maestro per farlo tacere, con il conseguente congedo degli allievi.

Tornando alla vicenda dell’asilo pavese, la situazione è simile per quanto riguarda la retribuzione delle maestre, ma il giudice non chiede di mandare via i bambini rumorosi né le maestre “incapaci” di zittirli; tanto meno propone ai condomini di pagare gli stipendi delle insegnanti facendo chiudere l’asilo. Certo, al posto del Giudice di Pace io avrei trovato un’altra soluzione: far cambiar casa ai brontoloni, non prima di averli costretti a tenere per un mese intero nei propri appartamenti, naturalmente a turno, i vivaci pargoli. E le maestre? Libere di andare a fare shopping, senza rischiare le sanzioni del ministro Brunetta … ah, dimenticavo, si tratta di un asilo privato!

TEMA DI MATURITÀ 2009: LE TRACCE USCITE

gelminiEccomi qui, appena tornata da scuola dove i miei allievi di quinta sono stati impegnati, fino alle tre di pomeriggio, nello svolgimento del tema d’italiano. Le tracce uscite non hanno smentito alcuni pronostici: c’era Svevo, come avevo previsto anch’io, per quanto riguarda la tipologia A (analisi del testo), l’anniversario della caduta del Muro di Berlino, mancava il Futurismo, anche se nell’ambito del saggio breve c’era una traccia sull’innovazione e la creatività. Delusione anche per chi si aspettava una traccia su Obama e sul caso di Elauna Englaro. Snobbata, per così dire, anche la crisi economica ma, onestamente, mi pare un tema assai difficile per dei diciottenni.
Gli altri argomenti erano attinenti al mondo giovanile: “Origine e sviluppi della cultura giovanile” e “Social Network, Internet, New Media”. Quest’ultimo tema deve’essere stato caldeggiato dal ministro in persona visto che si è buttata sul web, con i suoi interventi su You tube. Inaspettato il tema d’argomento storico: 150 anni dell’unità d’Italia, che però si festeggeranno nel … 2011. Per me non ha senso, però qualcuno l’ha scelto. De gustibus ….

Quando sono arrivata a scuola stamattina, prima delle otto, ho detto ai miei ragazzi: Se esce Svevo, propongo di urlare ‘Gelmini santa subito’. In effetti li ho stressati abbastanza con Svevo: mio concittadino, oltre che uno dei miei autori preferiti, non avrei potuto non “trattarlo a dovere”. Avevo anche, con un gran senso di colpa, trascurato i poeti del Novecento, compreso il “mio” Saba, ma n’è valsa la pena. Era un tema fattibilissimo, su cui erano preparatissimi … peccato che l’abbiano scelto in pochi! La maggior parte si è orientata sul Social network, tema sicuramente non tra i miei preferiti, ma in compenso qualcuno ha svolto il saggio breve sull’innamoramento e l’amore … molto romantico, non vedo l’ora di leggerli.

Naturalmente non sono mancate le solite fughe di notizie. Leggo sul Corriere.it che in un primo momento sul sito di Studenti.it erano uscite, prima delle 8 e 30, quindi in anticipo sull’apertura delle buste, delle tracce credibili ma assolutamente di fantasia. Ma dopo la “bufala” la fuga c’è stata davvero:

Alle 10 però eccoli i titoli veri: fotografati con un telefonino (rigorosamente vietato nelle aule) di ultima generazione e inviati a Skuola.net, che li pubblica sulla home page. Qualcun altro scrive direttamente ai siti. Una giovane di Caserta alle 8.44 invia un sms a Skuola.net e chiede aiuto per la prova di italiano. Anche su Studenti.it i testi per intero dei temi arrivano poco dopo le 10.«Si ripete anche quest’anno l’ormai consueta fuga di notizie dalle scuole dopo l’apertura delle buste.

A parte questo fenomeno che pare si ripeta ogni anno, si può dire che agli studenti non sia andata poi così male. Stamattina la Gelmini, ai microfoni dei vari TG, aveva promesso: tracce più semplici e brevi. Beh, almeno ha mantenuto la promessa. Però, quando ho letto la prima traccia e ho visto che trattava Svevo non ho urlato “Santa subito”, anche se ho fatto un gesto eloquente che voleva significare “e vai!!!!”. Credo che il ministro dovrà lavorare ancora molto per la beatificazione, soprattutto perché molti anziché con un’aureola sulla testa la vorrebbero vedere … su un rogo.