COME SCRIVERE BENE … LA SEMPRE VERDE “BUSTINA” DI UMBERTO ECO

fiammiferi minervaLa bustina di Minerva è una rubrica, curata da Umberto Eco, iniziata sull’ultima pagina dell’Espresso nel marzo del 1985 e continuata con regolarità settimanale sino al marzo 1998, quando è diventata quindicinale. Le “Bustine” sono state selezionate e raccolte in un libro, La bustina di Minerva, Bompiani editore (collana I Lemuri) nel 2001. Si spazia da riflessioni sul mondo contemporaneo, alla società italiana, alla stampa, al destino del libro nell’era di Internet, sino ad alcune caute previsioni sul terzo Millennio e a una serie di “divertimenti” o raccontini. La raccolta dà il senso alla rubrica che, come vuole il titolo, intendeva raccogliere quegli appunti occasionali e spesso extravaganti che talora si annotano nella parte interna di quelle bustine di fiammiferi che si chiamano appunto Minerva.

Una delle più famose “bustine” è quella in cui lo scrittore dà dei consigli semiseri su come scrivere bene. Alla vigilia della prova scritta d’Italiano dell’Esame di Stato, non si sa mai che qualcuno di questi consigli possa essere utile.

1. Evita le allitterazioni, anche se allettano gli allocchi.
2. Non è che il congiuntivo va evitato, anzi, che lo si usa quando necessario.
3. Evita le frasi fatte: è minestra riscaldata.
4. Esprimiti siccome ti nutri.
5. Non usare sigle commerciali & abbreviazioni etc.
6. Ricorda (sempre) che la parentesi (anche quando pare indispensabile) interrompe il filo del discorso.
7. Stai attento a non fare… indigestione di puntini di sospensione.
8. Usa meno virgolette possibili: non è “fine”.
9. Non generalizzare mai.
10.Le parole straniere non fanno affatto bon ton.
11.Sii avaro di citazioni. Diceva giustamente Emerson: “Odio le citazioni. Dimmi solo quello che sai tu.”
12.I paragoni sono come le frasi fatte.
13.Non essere ridondante; non ripetere due volte la stessa cosa; ripetere è superfluo (per ridondanza s’intende la spiegazione inutile di qualcosa che il lettore ha già capito).
14.Solo gli stronzi usano parole volgari.
15.Sii sempre più o meno specifico.
16.L’iperbole è la più straordinaria delle tecniche espressive.
17.Non fare frasi di una sola parola. Eliminale.
18.Guardati dalle metafore troppo ardite: sono piume sulle scaglie di un serpente.
19.Metti, le virgole, al posto giusto.
20.Distingui tra la funzione del punto e virgola e quella dei due punti: anche se non è facile.
21.Se non trovi l’espressione italiana adatta non ricorrere mai all’espressione dialettale: peso e! tacòn del buso.
22.Non usare metafore incongruenti anche se ti paiono “cantare”: sono come un cigno che deraglia.
23.C’è davvero bisogno di domande retoriche?
24.Sii conciso, cerca di condensare i tuoi pensieri nel minor numero di parole possibile, evitando frasi lunghe — o spezzate da incisi che inevitabilmente confondono il lettore poco attento — affinché il tuo discorso non contribuisca a quell’inquinamento dell’informazione che è certamente (specie quando inutilmente farcito di precisazioni inutili, o almeno non indispensabili) una delle tragedie di questo nostro tempo dominato dal potere dei media.
25.Gli accenti non debbono essere né scorretti né inutili, perché chi lo fa sbaglia.
26.Non si apostrofa “un” articolo indeterminativo prima del sostantivo maschile.
27.Non essere enfatico! Sii parco con gli esclamativi!
28.Neppure i peggiori fans dei barbarismi pluralizzano i termini stranieri.
29.Scrivi in modo esatto i nomi stranieri, come Beaudelaire, Roosewelt, Niezsche, e simili.
30.Nomina direttamente autori e personaggi di cui parli, senza perifrasi. Così faceva il maggior scrittore lombardo del XIX secolo, l’autore del 5 maggio.
31.All’inizio del discorso usa la captatio benevolentiae, per ingraziarti il lettore (ma forse siete così stupidi da non capire neppure quello che vi sto dicendo).
32.Cura puntigliosamente l’ortografia.
33.Inutile dirti quanto sono stucchevoli le preterizioni.
34.Non andare troppo sovente a capo. Almeno, non quando non serve.
35.Non usare mai il plurale majestatis. Siamo convinti che faccia una pessima impressione.
36.Non confondere la causa con l’effetto: saresti in errore e dunque avresti sbagliato.
37.Non costruire frasi in cui la conclusione non segua logicamente dalle premesse: se tutti facessero così, allora le premesse conseguirebbero dalle conclusioni.
38.Non indulgere ad arcaismi, apax legomena o altri lessemi inusitati, nonché deep structures rizomatiche che, per quanto ti appaiano come altrettante epifanie della differanza grammatologica e inviti alla deriva decostruttiva – ma peggio ancora sarebbe se risultassero eccepibili allo scrutinio di chi legga con acribia ecdotica – eccedano comunque le competente cognitive del destinatario.
39.Non devi essere prolisso, ma neppure devi dire meno di quello che.
40. Una frase compiuta deve avere.

“TEMA DI MATURITÀ”: POSSIBILI TRACCE E SPUNTI PER LO SVOLGIMENTO

studentiDa qualche tempo sul web è iniziato il toto-tema. Sulle possibili tracce si fanno delle congetture, alla ricerca degli argomenti più probabili. È chiaro che nulla è dato sapere fino all’apertura delle fatidiche “buste ministeriali”, che avverrà solo giovedì 25 giugno, pochi minuti prima dell’inizio della prova d’Italiano, tuttavia, dando uno sguardo alle tracce del passato e agli avvenimenti più rilevanti accaduti nel corso dell’anno, qualcosina si può ipotizzare.

Per quanto riguarda la Letteratura Italiana, negli ultimi dieci anni sono “usciti” soprattutto dei poeti: Ungaretti, Saba, Montale, Quasimodo, Cardarelli, Penna, Carducci, Sbarbaro, D’Annunzio, Dante, alcuni dei quali più volte e alcuni testi compresi anche nella tipologia B (ambito letterario). Altri autori, nei vari generi, sono stati Pavese, Foscolo, Manzoni, Pirandello. Insomma, facendo un calcolo, ci sono degli intellettuali che non sono mai “usciti”. Uno di questi è Italo Svevo.
Una plausibile traccia potrebbe riguardare Le donne di Svevo. In questo caso, l’analisi dovrebbe partire dall’Annetta di Una vita, passando attraverso Angiolina di Senilità (ma uno sguardo andrebbe dato anche ad Amalia), per arrivare alle donne di Zeno, Ada e Augusta in primis, ma senza dimenticare Carla.

Il teatro di Pirandello è talmente vasto che, anche se già nel passato una traccia è stata dedicata a Il piacere dell’onestà, è probabile che qualche altro pezzo capiti. Quello che bisogna mettere in risalto, parlando dell’autore siciliano, è il topos della follia e il confronto tra maschera e volto, binomio che compare praticamente in tutte le sue opere, romanzi compresi. Poco studiato, invece, è il Pirandello poeta. Una poesia che si sposa bene con il tema della “maschera e il volto” è La maschera, appunto. La poesia offre anche uno spunto per la trattazione dell’Umorismo, fondamentale per comprendere fino in fondo l’autore.

Un altro poeta che potrebbe “uscire” è D’Annunzio, ma la traccia potrebbe vertere sulla narrativa dannunziana, sempre un po’ trascurata. Fondamentale è il confronto tra il protagonista de Il piacere e i personaggi che animano i romanzi veristi. Parlando, in particolare, delle donne di D’Annunzio non si può scindere la sua opera dalla vita del poeta, caratterizzata da numerosi incontri con donne bellissime … d’altra parte era un esteta!

Considerando il centenario del Futurismo, è probabile anche che ci sia una traccia sull’argomento, inglobando sia la storia della letteratura sia quella dell’arte. Trattando l’argomento letterario, potrebbe essere richiesto il confronto con le altre poetiche del Novecento, seguendo il percorso che dai poeti decadenti porta ai crepuscolari e quindi ai futuristi.

Passando al tema di ordine generale, sono molti gli argomenti probabili. Vediamone alcuni.

1. Il caso di Eluana Englaro. Io onestamente non credo che possa “uscire” una traccia sul caso specifico; sono portata a pensare che possa essere trattato, piuttosto, l’argomento testamento biologico. In primo luogo bisogna sapere che cos’è, in secondo luogo, si deve conoscere la legge, ad esempio l’articolo 32 della Costituzione Italiana e informarsi sull’attuale stato dei lavori del Parlamento sulla legge ad hoc.
Come si sa, la proposta di legge esclude la possibilità di interrompere l’alimentazione e l’idratazione forzate, in quanto non ritenute “terapie”. Quindi, una morte come quella di Eluana Englaro non sarebbe legalmente possibile, qualora la proposta passasse. Questa considerazione potrebbe dare uno spunto alla riflessione sulla legittimazione, attraverso la Cassazione, di una morte che un’eventuale legge sul testamento biologico non renderebbe possibile.

2. Molte sono le ricorrenze che si festeggiano nel 2009: lo sbarco sulla luna, tema che potrebbe essere impostato sulle frontiere della scienza o sullo sviluppo delle tecnologie aerospaziali, che aprono la discussione sul turismo spaziale e sulla possibile colonizzazione dello spazio, non più in un’ottica puramente fantascientifica; i duecento anni dalla nascita di Darwin potrebbe ispirare una traccia sull’evoluzione della specie e quindi la trattazione potrebbe essere impostata sulla teoria darwiniana confrontata con la posizione della Chiesa, l’eterna diatriba tra fides et ratio di cui trattò anche papa Giovanni Paolo II nella sua famosa enciclica.

3. Uno degli eventi più importanti dell’ultimo anno è stata l’elezione di Barack Obama a presidente degli Stati Uniti d’America. L’argomento potrebbe offrire l’occasione per fare delle considerazioni sulla popolazione di colore per secoli discriminata. La traccia comporterebbe la necessità di avere delle conoscenze sulla storia americana che non sempre nelle nostre scuole viene approfondita.
Direttamente collegato con Obama è il discorso della crisi economica mondiale che potrebbe essere impostato sul confronto con il ’29 e la politica del New Deal. È evidente che l’argomento è complesso e richiede delle conoscenze specifiche, per di più aggiornate, che non sempre dei diciottenni possiedono. Ma con l’ausilio della documentazione, nell’ambito del “saggio breve”, direi che è fattibile.

Spero di avere dato degli spunti utili. Non mi resta che aggiungere un “in bocca al lupo” a tutti gli studenti.

Articolo correlato: un altro buon consiglio, anche se un po’ datato, qui .

“TEMA DI MATURITÀ”: TIPOLOGIE E CONSIGLI PER LO SVOLGIMENTO

studente esameGli studenti che, giovedì 25 giugno 2009, si accingono ad affrontare la prima prova scritta dell’Esame di Stato (Maturità, con la vecchia terminologia), dovrebbero essere stati abituati, nel corso del triennio, a sviluppare tutte le tipologie testuali previste dalle tracce ministeriali. Ad ogni buon conto, le riassumo brevemente:

  • TIPOLOGIA :  ANALISI DEL TESTO

Viene proposto un testo letterario in prosa o versi, presumibilmente di un autore studiato, corredato di varie attività: la parafrasi (se è una poesia) o un riassunto del passo (se è un testo in prosa), la contestualizzazione dell’autore e del testo all’interno della sua produzione letteraria, l’analisi del testo proposto, un’interpretazione critica e un approfondimento che verte, generalmente, sul confronto dell’autore in questione con altri autori contemporanei e non, o appartenenti alla stessa corrente letteraria o che in tempi diversi hanno trattato lo stesso tema.
Ad esempio, se il tema è “l’esilio” è possibile confrontare testi antichi, come l’Odissea di Omero, con opere appartenenti ad epoche differenti come quelle di Foscolo o Manzoni.

  • TIPOLOGIA B:  REDAZIONE DI UN “SAGGIO BREVE” O DI UN “ARTICOLO DI GIORNALE”
    1. AMBITO ARTISTICO – LETTERARIO
    2. AMBITO SOCIO – ECONOMICO
    3. AMBITO STORICO – POLITICO
    4. AMBITO TECNICO – SCIENTIFICO

N.B. Per questa tipologia, indipendentemente dall’ambito, bisogna fare attenzione alla premessa di carattere metodologico riportata di seguito:
Sviluppa l’argomento scelto o in forma di “saggio breve” o di “articolo di giornale“, utilizzando i documenti e i dati che lo corredano. Se scegli la forma del “saggio breve”, interpreta e confronta i documenti e i dati forniti e svolgi su questa base la tua trattazione, anche con opportuni riferimenti alle tue conoscenze ed esperienze di studio. Da’ al tuo saggio un titolo coerente e ipotizzane una destinazione editoriale (rivista specialistica, fascicolo scolastico di ricerca e documentazione, rassegna di argomento culturale, altro). Se scegli la forma dell'”articolo di giornale”, individua nei documenti e nei dati forniti uno o più elementi che ti sembrano rilevanti e costruisci su di essi il tuo ‘pezzo’. Da’ all’articolo un titolo appropriato ed indica il tipo di giornale sul quale ne ipotizzi la pubblicazione (quotidiano, rivista divulgativa, giornale scolastico, altro). Per attualizzare l’argomento, puoi riferirti a circostanze immaginarie o reali (mostre, anniversari, convegni o eventi di rilievo). Per entrambe le forme di scrittura non superare le quattro o cinque colonne di metà di foglio protocollo.”

Questa tipologia, accanto all’argomento proposto, prevede una raccolta di testi di vario genere (opere letterarie, saggi, articoli di giornale …), che devono essere utilizzati per la stesura dell’elaborato. Si potrebbe dire che “possono essere utilizzati”, ma se vengono proposti è evidente che sia meglio fare riferimento a tutti, sia per confermare la propria tesi, sia per individuare una possibile antitesi. In questo caso, si dirà: “non sono d’accordo con quanto afferma Tizio perché con le mie argomentazioni ho proposto una tesi diversa ….”. Questo è solo un esempio, ovviamente. Evitate comunque di fare troppe citazioni; meglio una sintesi del documento. È inoltre sconsigliabile iniziare il tema con una citazione presa dai testi che avete di fronte.
È bene riflettere sulla scelta dell’ambito perché, se non avete molte conoscenze in questo senso, rischiate di non sapere cosa scrivere o di produrre una specie di testo compilativo dei documenti riportati. Cosa che, com’è ovvio, è vivamente sconsigliata.
Ricordate, inoltre, di riportare il titolo e di ipotizzare la destinazione editoriale. Nel dubbio, “fascicolo scolastico di ricerca e documentazione” va sempre bene … o almeno non dovrebbe essere contestato.
Visto che la scelta è tra “saggio breve” e “articolo di giornale”, non conviene cimentarsi per la prima volta in una tipologia che non avete mai sperimentato. Secondo me, con il “saggio breve” non si sbaglia mai.

  • TIPOLOGIA C:  TEMA DI ARGOMENTO STORICO

Per questa tipologia troverete la classica traccia del tema d’italiano, senza documenti da analizzare. A parte le conoscenze del periodo e dell’evento proposto, che non dovrebbero mancare, bisogna fare attenzione alla qualità di ciò che si scrive. Mentre nella tipologia B la documentazione fornita offre uno spunto per lo svolgimento del tema, in questo caso, se non avete molte conoscenze, può capitare di scrivere banalità e quindi anche qualitativamente il tema sarà scadente.

  • TIPOLOGIA D:  TEMA DI ORDINE GENERALE

Anche per quest’ultima tipologia troverete solo la traccia con l’argomento da sviluppare. Apparentemente questa tipologia è la più facile e meno rischiosa, ma in effetti non è così. Se nel tema storico i contenuti appresi vi aiutano, in questo tema di “ordine generale” potreste trovarvi di fronte un argomento su cui siete poco preparati. Se la scelta di questa tipologia viene fatta per “disperazione”, ovvero dopo aver escluso tutte le altre tracce per mancanza di conoscenze, chi correggerà il vostro elaborato se ne renderà benissimo conto, perché avrete scritto delle banalità anche se, qualora siate particolarmente abili, avete fatto finta di avere delle idee brillanti.

Leggi anche l’ ARTICOLO CORRELATO qui e la PAGINA SPECIALE sull’Esame di Stato QUI.