TRA MOGLIE E MARITO … COSSIGA CI METTE IL GOSSIP

berlusconi_cossigaAlle “picconate” di Francesco Cossiga c’eravamo abituati. Certo, si può essere d’accordo con lui o meno, ma bisogna portargli rispetto. È sempre, in fondo, un ex Presidente della Repubblica nonché un Senatore a vita, seppur non per meriti ma per diritto. Tuttavia, qualche osservazione sulle sue uscite, più o meno opportune, mi azzardo a farle.

Sulla questione del divorzio Lario-Berlusconi il Presidente Cossiga aveva già espresso il suo parere. Nessuno stupore, nessuna condanna. Berlusconi è Berlusconi ma è pur sempre un uomo come tanti e ha diritto pure a divorziare. Nella sua veste di premier, però, il divorzio chiesto dalla moglie, per colpe vere o presunte, non sta a me giudicare, può suscitare reazioni politiche. Non dovrebbe, ma può. Cossiga aveva già appoggiato il cavaliere considerando che, a parte il fatto che nella sua vita privata è libero di fare ciò che vuole, il divorzio non avrebbe cambiato i suoi rapporti con la Chiesa. Il rischio che tali rapporti s’incrinassero, in effetti c’era. Perché, dal momento in cui il Vaticano sta sul territorio italiano, ha sempre creato dei problemi “politici”. Ma il Senatore a vita ha fin da subito considerato che tale faccenda privata non avrebbe avuto conseguenze in tal senso. Ai giornalisti che lo intervistarono all’indomani della notizia shoc della lettera di Veronica Lario pubblicata su Repubblica, dichiarò, infatti, che «alla Chiesa importa molto dei comportamenti privati, ma tra un devoto monogamo che contesta certe sue direttive ed uno sciupafemmine che le dà invece una mano concreta, la Chiesa dice bravo allo sciupafemmine. Sant’ Ambrogio disse non a caso “Ecclesia casta et meretrix“». [vedi editoriale di Eugenio Scalfari su Repubblica.it del 11 maggio 2009].

Se allora le sue parole potevano costituire l’espressione di un semplice punto di vista da parte di chi esprime, nel suo solito modo pungente, la solidarietà con il premier, ora le ultime dichiarazioni mi hanno lasciato di stucco. Più che dichiarazioni appaiono, in verità, puro gossip, pettegolezzo da corridoi, che non ci aspetta provengano da quelli di Palazzo Madama però. Nel senso che si pensa, forse a torto, o lo penso solo io, che in quei corridoi si parli di cose più serie. Ma la moda del pettegolezzo, evidentemente, ha contagiato tutti, senza distinzioni di classe, professione, ruolo pubblico o privato che sia.

Che dice, dunque, ora Francesco Cossiga sul divorzio più famoso del momento, forse destinato a rimanere scritto perpetuamente nelle pagine di storia del presente secolo? Queste le sue parole riportate in un’intervista che ho letto sul quotidiano Epolis Friuli:

Ora Berlusconi dovrà regolare i suoi rapporti con Veronica. Quando sono andato da lui, l’ho trovato addolorato per quello che la moglie gli aveva fatto. Adesso pare che, con la leggera flessione del voto elettorale [alle europee, NdR], sia incavolato nero e non gli [ma se è riferito a Veronica, non è corretto le? Non capisco se sia il giornalista o Cossiga a non conoscere la grammatica] voglia dare più nulla. Potrei dare anche cifre, ma … ho saputo da uno dei banchieri di Berlusconi quello che Veronica gli ha chiesto …”

Alla giornalista Silvia Zingaropoli, incuriosita dal gossip –in fondo è anche il suo mestiere, mentre non lo è per nulla quello di Cossiga- che insiste per avere dei dettagli in più, il Senatore a vita replica:

Un miliardo di euro. Lui adesso è furibondo … per la questione dei voti cattolici”.

Resosi, forse, conto di aver esagerato, cerca di glissare l’argomento “indennità per Veronica” spostando l’attenzione sul voto, che poi è più corretto, politicamente almeno. Alla domanda della giornalista: “Il gossip ha influito sul voto?”, l’ex Presidente risponde:

Certamente ha influito su una fascia di elettorato cattolico, specie quello femminile del Sud, che è emigrato o nell’astensione o nell’Udc. Ma la Chiesa come istituzione preferisce uno sciupa femmine che segue le sue direttive, piuttosto che non un marito pio e devoto come Franceschini che gli [di nuovo l’errore; se è riferito alla Chiesa, il pronome dovrebbe essere femminile. Ora il dubbio è che sia proprio Cossiga a non conoscere la grammatica italiana] fa la guerra su ogni cosa.”.

A questo punto il gossip è: la Lario ha chiesto al marito un miliardo di euro. Sarà vero? Anche se, secondo i dati divulgati da Forbes, nel 2005 il patrimonio di Berlusconi ammontava a 12 miliardi di euro, il reddito dichiarato, però, nel 2007 era di “soli” 14.532.538 euro. Sarà che a me un miliardo di euro sembra una cifra da extraterrestri piuttosto che da umani, ma la richiesta mi pare esosa comunque, considerando anche il fatto che il patrimonio non è certo costituito da somme liquide. Mi sa che il cavaliere si dovrà vendere qualcosa …

Maria Latella, autrice del libro Tendenza Veronica pubblicato nel 2004, sostiene che la Lario, in caso di separazione, rinuncerebbe, come erede, al 25% del patrimonio del marito che invece le spetterebbe se rimanesse sposata con lui. Ora, anche se i conti in tasca del premer non li so proprio fare perché nelle sue tasche mi ci perdo, mi viene il dubbio che Veronica voglia per il divorzio un miliardo di euro per decurtargli fin d’ora il patrimonio. Mossa strategica? Ma lui, Silvio, tutti questi soldi glieli darà? Considerato anche il fatto che, come dice Cossiga, “è incavolato nero” per la flessione dei voti alle europee? È pronto, il premier, a una battaglia legale contro chi gli è stato accanto fedele per tanti anni? Certo, lo stuolo di avvocati è già al lavoro e presumo che siano lautamente pagati, il che dovrebbe portarli a fare un buon lavoro, nonostante di questi tempi il divorzio non sia l’unico problema legale del Presidente del Consiglio. Insomma, un bel tour de force per i “poveri” avvocati!

Quanto alla posizione della Chiesa descritta da Cossiga, sarei fondamentalmente d’accordo. Molto meglio un presunto fedifrago e sciupa femmine come Berlusconi, che al potere c’è già, rispetto ad un monogamo qualunque che il potere lo vorrebbe ma, per lo meno ancora, non ce l’ha. E il potere, come sostiene quella “vecchia volpe” di Andreotti, logora proprio chi non ce l’ha.

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