VERONICA E SILVIO: SILENZIO E BATTUTE

BERLUSCONI-LARIOVeronica Lario si è rifatta … sentire. Ha scelto, nuovamente, la carta stampata per manifestare il suo disappunto e il suo dolore. Disappunto perché si sente “infangata” dalle tante, troppe, cose dette sul suo matrimonio ormai inevitabilmente naufragato, per sua stessa volontà ma non colpa. Dolore per ciò che è stato detto senza tener conto dei suoi sentimenti.

Ha affidato il proprio sfogo alle pagine de Il Corriere della Sera, questa volta, con una lapidaria lettera che qui riporto:

In queste settimane ho assistito in silenzio, senza reagire mediaticamente, al brutale infangamento della mia persona, della mia dignità e della mia storia coniugale.
Certo è che la verità del rapporto tra me e mio marito non è neppure stata sfiorata, così come la ragione per cui ho dovuto ricorrere alla stampa per comunicare con lui.
Certo è che l’ho sempre amato e che ho impostato la mia vita in funzione del mio matrimonio e della mia famiglia
”.

Certo è, a parer mio, che la verità del rapporto con suo marito la sa solo lei; noi possiamo solo sentire delle voci, anche la sua e a me, onestamente, non sembrava quella di una donna innamorata. Ma se lei dice che “l’ha sempre amato”, sforziamoci di crederle.
Certo è, sempre secondo il mio modesto parere, che sa solo lei il motivo per cui ha “dovuto ricorrere alla stampa per comunicare con lui”. A me sembra, però, che più che costrizione sia stata una libera scelta. Ora, capisco che Silvio se ne sta sempre in giro, non vive nella casa coniugale, anche perché non c’è visto che la signora Lario se ne sta per conto suo a Macherio, e non è facilmente reperibile. Ma nell’era delle comunicazioni in tempo reale, a me pare che la signora Veronica abbia scelto la più difficile e la più scomoda: il marito, impegnato com’è, probabilmente non leggerebbe nemmeno le lettere della moglie se qualcuno non lo avvertisse che sulle pagine dei quotidiani c’è un messaggio per lui. Chessò, una telefonata, un fax, un’e-mai, un sms … non sarebbero stati più funzionali, oltre che maggiormente diretti? Sì, ma sarebbero rimasti inevitabilmente chiusi nello “scrigno” degli affari privati. E allora, signora Lario, a me pare che Lei cerchi la stampa proprio perché del suo matrimonio e degli affari privati ne vuol fare una questione pubblica. Tant’è, ormai ce ne siamo fatti una ragione.

Da parte sua il cavaliere, apparentemente indifferente agli sfoghi della moglie, che fa? Battute, come sempre. All’assemblea della Confartigianato, per giustificare la fretta e non sembrare maleducato, se n’è uscito con una delle sue:

«E adesso scusatemi ma devo scappare via perché sto combinando il matrimonio tra Noemi e quell’avvocato inglese, come si chiama…? Ah sì, Mills…». Non contento, ha poi aggiunto: «E naturalmente porterò in dono un’offerta di un viaggio di nozze sugli aerei di Stato. Naturalmente a gratis …».

Ma come possiamo dargli torto? Un po’ di spirito rende la vita meno amara. E la sua, fra attacchi pubblici e privati, lo dev’essere parecchio in questo periodo.

[FONTE: corriere.it, articoli dell’11 giugno 2009, non firmati]