AL VIA LA MERITOCRAZIA PER GLI INSEGNANTI?

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Riporto la sintesi dell’articolo apparso oggi, 13 maggio, su Il Messaggero di Roma.

ROMA Gli stipendi degli insegnanti, per la prima volta, saranno legati al merito e alle funzioni. La busta paga non avrà più aumenti dovuti solo all’anzianità di servizio. Il salario dipenderà dal “livello” raggiunto dal docente: «iniziale, ordinario, esperto», cui corrisponderà un diverso riconoscimento economico e giuridico, che non implicherà differenze gerarchiche. Il ddl alla Camera prevede anche sbocchi di carriera e una rigorosa valutazione del servizio scolastico e dei risultati ottenuti. Verrà superato anche il meccanismo delle graduatorie, che ha prodotto precariato e cicliche sanatorie. Con il rafforzamento dell’autonomia, inoltre, agli istituti verrà data la possibilità di scegliere i docenti. Contrari i sindacati.

L’articolo è in verità ben più ampio. Lo potete leggere per intero qui

E’ interessante anche perché riporta il confronto con gli stipendi degli insegnanti in altri Stati della UE. Purtroppo non ho il tempo di commentare, ma lo farò al più presto. Del resto sugli aumenti degli stipendi dei prof ho già espresso la mia opinione nel post “Cara Gelmini, quei soldi in più non li voglio più”. Lì ho davvero detto tutto quello che penso e non so se la Gelmini o Tremonti mi faranno cambiare idea.

ARTICOLI CORRELATI: “Cara Gelmini, i soldi in più non li voglio più” e “I voti ai prof? Mah!

LA “SIGNORINA” DI MARCO CARTA … CONQUISTA IL MIO CUORE

Non avrei mai pensato di essere conquistata da una canzone di Marco Carta. Non dopo averlo “massacrato” per bene negli articoli scritti in seguito alla sua vittoria al Festival di Sanremo. Su questo, però, non ho cambiato idea; cioé sul fatto che non meritasse di vincere la gara, considerato che la sua vittoria è stata determinata dai voti delle ragazzine … ma di questo ho già parlato, quindi è inutile che mi ripeta.

Ma com’è che Marco mi ha conquistata? È successo un po’ per caso. Non ascolto molto la musica, non ne ho il tempo. Ma mentre sono in auto mi piace ascoltare la radio, anche se, in verità, il tragitto è talmente breve che spesso non riesco a sentire nemmeno una canzone intera. Dipende dal traffico, ovviamente. Ieri pomeriggio la strada era libera e, proprio mentre infilavo il cancello di scuola, sento le note di una canzone orecchiabile e gradevole; parlava di una “signorina”, di brividi, di mani che si sforano, occhi azzurri … sarà che sono stressata, in questo periodo, dagli innumerevoli impegni di lavoro, ma quella canzone, mai sentita prima, mi ha fatto tornare indietro di parecchi anni. Quando si ha la mia età, ogni ricordo di “gioventù” diventa particolarmente commovente. Se poi ci aggiungiamo il fatto che è primavera, il sole comincia ad accarrezzarci il viso con i suoi raggi non più tiepidi ma decisamente caldi, sentiamo gli uccellini cinguettare, vediamo la natura risvegliarsi dal torpore invernale … insomma, tutto ciò in aggiunta alle gradevoli note di una canzone che sembra un pezzo della nostra storia, non può che commuoverci.

Tornando al brano musicale, non sapevo chi cantasse la canzone in questione, anche se da alcune tonalità avevo intuito che l’interprete potesse essere proprio Marco Carta. C’è da dire che, nonostante gli sforzi fatti dalla bravissima Fioretta Mari, insegnante di dizione ad “Amici”, le vocali “sardicheggianti” di Marco rimangono inconfondibili anche quando canta. Ma non volevo credere che fosse lui il cantante soprattutto perché la frequenza su cui ero sintonizzata era quella di RDS che, notoriamente, snobba gli “amici” di Maria De Filippi. In breve, gli impegni pomeridiani mi hanno del tutto allontanata da quel pensiero … non che meritasse tutta questa attenzione, ma comunque ne ho cancellato il ricordo. Almeno fino a questo pomeriggio.

In un attimo di pausa dal lavoro, ho acceso la radio e chi ti sento? Di nuovo lo stesso cantante e l’identica canzone. Visto che ero già connessa ad Internet ho soddisfatto subito la mia curiosità: meno male che c’è Google, lui ha sempre la risposta pronta. In breve ho scoperto che si tratta in effetti di una canzone di Marco Carta, conosciuta come la “sua signorina” anche se il titolo è un altro: “Dentro ad ogni brivido“. E bravo Marco! Questa volta i brividi me li hai proprio fatti venire. Anche se, devo ammettere, la melodia del ritornello mi ricorda qualche vecchia aria … ma come dice Vessicchio, “le canzoni italiane si fondano su luoghi comuni”. E come possiamo contraddirlo?

Ok, allora non è che ho proprio cambiato opinione su Marco; diciamo che la canzone mi piace. Stop. Magari in futuro mi capiterà di ascoltare un pezzo di Valerio Scanu, senza sapere che il cantante è lui, e mi conquisterà. Mi sembra improbabile, ma mai dire mai.

Per i fans di Marco o per chi, come me, semplicemente ama questa canzone anche se non il cantante, ecco il video:

LAPSUS FREUDIANO DEL TG1 SU MARCO CARTA … IL VIDEO

Dopo le basse insinuazioni relative alla sessualità di Marco Carta, in seguito alla diffusione di alcune foto osé, ora il TG1, ovvero i “sottotitolatori”, incappano in un vero e proprio lapsus freudiano. Il “povero” Marco, infatti, nel sottotitolo dell’intervista diventa “MARCA”. Che altro dire? Meglio guardarsi il video.