8 aprile 2009

BAMBINI IN FUGA … DALLA GELMINI!

Posted in bambini, maestro unico, Mariastella Gelmini, riforma della scuola, Trieste tagged , , , , , , a 9:20 pm di marisamoles

bambinic he corronoQuando ho letto l’articolo, su ilpiccolo.it (sito del quotidiano di Trieste), ammetto che non credevo ai miei occhi. La notizia mi sembra una revisione di una di quelle fiabe che hanno come protagonisti dei bambini e l’orco che se li mangia. In questo caso, trattandosi del ministro Mariastella Gelmini, l’orchessa …

In sintesi, la notizia è questa: la signora Cristina Canciani, che abita a Muggia, in provincia di Trieste, ha iscritto, per il prossimo anno scolastico, la propria figlia Stefania alla prima elementare in una scuola slovena, la “Pier Paolo Vergerio il Vecchio”. Si tratta di un istituto, con lingua d’insegnamento italiana, che si trova a Crevatini, distante solo sette chilometri dal centro di Muggia. Per la signora Canciani la distanza non è poi tanta, praticamente il percorso da casa a scuola sarebbe equivalente se la scelta fosse orientata verso la più vicina scuola primaria italiana.
Problemi logistici a parte, visto che poi non ci sono, perché questa decisione di mandare la bimba per un quinquennio oltre confine? La mamma di Stefania la giustifica in questi termini: “siamo stati convinti dalla disponibilità, dall’organizzazione e dalla chiarezza mostrataci da subito dal personale della scuola di Crevatini. È importante anche la possibilità di imparare una lingua in più come lo sloveno, un arricchimento ulteriore in un’ottica di un’Europa sempre più allargata.”. Niente da eccepire, il discorso fila liscio come l’olio. Ma è evidente che la molla è stata un’altra: l’incertezza legata ai provvedimenti firmati dal ministro Mariastella Gelmini e ai tagli del governo italiano, a confronto con l’efficienza riscontrata, almeno a parole, nella scuola d’oltre confine ha dissipato eventuali dubbi residui.

La fonte sostiene che la scuola “Vergerio” di Crevatini proponga un programma sostanzialmente di pari livello rispetto a quello delle vicine realtà del territorio muggesano. I libri di testo sono italiani, la lingua veicolare è sempre l’italiano. Accanto alle ore d’inglese, poi, s’impara, come già ha fatto notare la signora Canciani, lo sloveno, considerata “lingua dell’ambiente”. La responsabile della scuola in questione, una specie di succursale che ha la sede madre a Capodistria, spiega che solo queste materie presuppongono la presenza di docenti a parte, per il resto c’è «la maestra unica». Allora, mi chiedo, che cosa cambia rispetto all’offerta formativa della scuola italiana, se c’è la maestra unica? Posso solo ipotizzare che ci sia una presa di posizione nei confronti di un governo, o meglio del ministro Gelmini, “massacrato” ai tempi della mobilitazione studentesca dello scorso ottobre. Ciò dimostrerebbe che, a volte, quando si solleva un polverone su argomenti che non sono chiari – la “riforma”, infatti, è stata chiarita nei suoi molteplici aspetti solo a gennaio – si esercitano dei forti condizionamenti su persone che, trovandosi in una situazione di confusione, preferiscono non rischiare.

La mamma della bambina, tuttavia, tiene a precisare che già una nipotina sta vivendo quest’esperienza nella scuola slovena. Allora, nel 2007, era stata avanzata regolare richiesta di autorizzazione alla scuola di riferimento (generalmente la più vicina) e l’esito era stato positivo. Da parte sua, il Dirigente Scolastico della scuola di Muggia, l’Istituto comprensivo «Giovanni Lucio», conferma che una scelta del genere può essere fatta: “Ho sottoposto la questione della residenza e quindi della competenza territoriale scolastica sui bambini di queste famiglie ai miei superiori. Mi hanno risposto come la scelta di optare per la scuola di Crevatini sia equiparabile a quella dell’istruzione parentale”. Così si esprime la dottoressa Marisa Semeraro. Tuttavia in Slovenia l’istruzione primaria ha un’articolazione diversa: c’è un triplice triennio che si chiude dopo nove anni, quindi il percorso di studio prosegue nella scuola superiore. Sostanzialmente elementari e medie rappresentano un unicum che, continuando con il paragone, dura un anno in più del corso di studi italiano. Ma i bambini italiani, che per il prossimo anno saranno addirittura sette su un totale di quattordici iscritti, si fermano al quinquennio, cioè riescono a completare un triennio e un biennio, poi proseguono gli studi alle medie in Italia. Ma allora a me viene un dubbio: e i programmi? Nell’articolo non sono fornite indicazioni specifiche né sono riuscita a rintracciare sul web i programmi relativi. Della scuola “Vergerio” ho reperito un ottimo lavoro, pubblicato in Pdf, che riguarda varie attività legate al folklore locale, ma nulla di specificamente didattico. Ad ogni modo, si legge che i programmi sono analoghi. Resta il fatto che un bambino venga calato in un contesto culturale diverso, sicuramente stimolante per quanto riguarda il confronto tra “identità” e “alterità”, e che dopo cinque anni sia costretto a fare i conti con un’altra realtà e con una preparazione magari diversificata rispetto ai coetanei. L’arricchimento a livello linguistico è innegabile e, considerata la vicinanza dei due Stati, Italia e Slovenia, sicuramente utile. Tuttavia non si può dire che lo sloveno sia una lingua veicolare diffusa, se non all’interno del territorio nazionale. Stesso discorso vale, comunque, anche per l’italiano. Ma perché fare tanta fatica, anche se per i bambini l’apprendimento delle lingue non è affatto difficile, per poi disporre di uno strumento linguistico utilizzabile solo in un’area limitata?

Insomma, nonostante le lodi rivolte alla scuola istriana, sulla cui efficienza e validità a livello di offerta formativa non ho motivo di dubitare, non conoscendone la realtà, nonostante le famiglie triestine giustifichino la scelta fatta sulla base di due diverse opportunità di pari dignità – quindi, meglio scegliere la scuola slovena perché s’impara una lingua in più – a me i dubbi rimangono. Questi piccoli pendolari transfrontalieri a me sembrano proprio in fuga dall’Orchessa Gelmini. E come accade nelle fiabe, dove la mamma raccomanda ai pargoli di non fidarsi di nessuno e di star lontani dai lupi cattivi nonché dagli orchi, i bimbi ubbidiscono. D’altra parte un detto istriano recita: El fio che no scolta rason, rompe el timon (Il figlio che non ascolta, manda a male il governo della casa), quindi, bambini, conviene proprio ubbidire … per l’incolumità della famiglia intera!

[fonte: ilpiccolo.it, articoli pubblicati il 3 e 4 aprile, a firma di Matteo Unterweger)

4 commenti »

  1. VENOLIA said,

    Mia cara Marisa, non so che mestiere tu faccia nella vita, ma io sono una mamma la cui bambina frequenta già la scuola di Crevatini ed abito a 500 mt.dalla scuola, in Italia. La scelta di mandare la mia bambina in una scuola italiana in Slovenia è stata dettata esclusivamente (al momento dell’iscrizione Maria Stella Gelmini non era ancora ministro….quindi) dalla voglia di andare a scuola in Europa, anche perchè a casa nostra si parla obbligatoriamente da sempre, italiano, tedesco e friuliano…ci sentiamo figli della regione Alpe Adria e finalmente imparando lo sloveno, potremmo consultare il sito internet della regione Friuli Venezia Giulia in tutte le lingue in cui viene proposto…non sarai mica contro la Filologica Friulana, no? La conclusione che vedono i nostri bimbi fuggire dall’orchessa Maria Stella è un’opinione tutta tua e del giornalista che ha voluto fare un articolo un po’ sensazionalista, aggirandosi per il giardino della scuola Vergerio aspettando le mamme italiane…senza presentarsi a nessuno…quasi stesse per perdere uno scoop…..La mia opinione è diversa….scrivimi via mail e raccontami di te…poi vedrai che capirai qualcosa in più di una realtà che non conosci. Inoltre, personalmente ammiro Maria Stella Gelmini perchè ha un compito non facile, la sua riforma non mi toccherà questa volta, ma tante altre riforme mi hanno toccato negli anni precedenti in riferimento ai figli più grandi…..comunque mai siamo fuggiti, perchè siamo abituati a condividere e a rispettare le regole e le leggi democraticamente votate dal nostro Parlamento. Crediamo nelle istituzioni, nazionali e sovranazionali, nella scuola e nelle opportunità che un piccolo angolo di mondo come Muggia può dare. Inoltre cosa c’è di più bello di permettere ai bambini italiani di conoscere come i bambini sloveni di lingua italiana vedono la nostra cultura e la nostra lingua? Alla prima riunione della I elementare io ho ringraziato commossa le insegnanti per il loro contributo a mantenere la purezza della lingua italiana, quando ho visto come erano state capaci di usare certi termini della lingua italiana, da noi dimenticati o mai appresi perché sostituiti da termini americaneggianti….Scrivimi, scrivimi, vedrai quante cose posso raccontarti….vedi, io sono una cultrice delle lingue, mi piacciono e le “smonto” per vedere quanto si assomigliano…la mia motivazione è tutt’altro che una fuga, è un inno alla conoscenza della diversità…di ciò che mi sta vicino e non conosco….non fare di tutta un’erba un fascio…io non mi sento di essere un filo d’erba del tuo fascio. Ora ho letto che vivi ed insegni a Udine, ma sai che io ho frequentato il liceo a Udine, pur essendo nata altrove? Ti volevo rassicurare sul fatto che i nostri bimbi non andranno alle medie in italia (la mia bambina di sicuro no), perché la scuola elementare in Slovenia prevede il ciclo novennale con gli ultimi 4 anni a Capodistria dove verranno accompagnati dal pulmino della scuola. Quindi puoi stare tranquilla, ma visto che sei un’insegnante di lettere (e io il latino l’ho sempre amato assieme alla matematica)…vorrei invitarti a conoscere la realtà scolastica slovena, prima di criticarla…non si può dire non mi piace se non si assaggia, no? Inoltre riguardo la fuga dall’orchessa, io credo che l’orchessa non sappia neanche dove si trovi Muggia….e comunque certi argomenti vengono scritti solo per strumentalizzare politicamente le notizie…scrivimi, mi farebbe piacere. ciao

    "Mi piace"

  2. marisamoles said,

    Gentile Venolia,

    ho letto il tuo commento solo all’una di notte –mi sono addormentata davanti alla TV! – quindi ti rispondo solo ora e mi scuso se non sono stata tempestiva.

    Innanzitutto mi ha fatto molto piacere ricevere il tuo post perché ho pubblicato il mio articolo tempo fa e, nonostante sia stato letto da un discreto numero di persone, finora nessuno aveva replicato. Tu hai “rotto il ghiaccio”, fornendomi l’occasione di chiarire alcune cose riguardo all’articolo.
    Mi capita qualche volta di andare alla ricerca di testi giornalistici relativi alla mia regione e quando li trovo meritevoli d’attenzione, ne scrivo un post. Solitamente, però, non mi limito a riportare l’articolo pari pari, come fanno altri blogger, perché a me piace esprimere il mio parere e, talvolta, manifestare i miei dubbi. Come in questo caso. È evidente, però, che rifacendomi ad un testo scritto da altri, non posso valutare la correttezza delle informazioni né la loro oggettività. Insomma, mi fido.
    Nel caso della scelta fatta dalla signora Canciani –ma anche da altre sei mamme che non hanno fatto sentire la loro voce – mi sono limitata a riportare i fatti, così come li ho appresi dalla fonte citata. Tuttavia, ho manifestato, anche se in forma palesemente provocatoria e ironica, quel dubbio che a molti, prima di tutti al giornalista de Il Piccolo, era venuto. Pur considerando plausibile la scelta della scuola di Crevatini fatta dalla signora Canciani per motivi logistici e pur condividendo l’opportunità di imparare una lingua straniera in più, lo sloveno, riguardo al quale ho solo fatto notare la marginalità a livello linguistico rispetto alla realtà europea, alcune parole della signora stessa mi hanno fatto riflettere: “siamo stati convinti dalla disponibilità, dall’organizzazione e dalla chiarezza mostrataci da subito dal personale della scuola di Crevatini”. Ho interpretato queste parole, forse a torto, come un’implicita accusa nei confronti della poca chiarezza con cui era stata descritta dal ministro Gelmini la “riforma della primaria” … da qui la trasformazione ironica della Gelmini in un’orchessa! Una provocazione, credimi, nulla di più.

    Ora vorrei, se non ti dispiace, replicare puntualmente ad alcune tue osservazioni.
    1. “La scelta di mandare la mia bambina in una scuola italiana in Slovenia è stata dettata esclusivamente … dalla voglia di andare a scuola in Europa, anche perché a casa nostra si parla obbligatoriamente da sempre, italiano, tedesco e friuliano… non sarai mica contro la Filologica Friulana, no? ” Ho sempre pensato che il plurilinguismo sia una grande opportunità di arricchimento culturale, non solo linguistico. Quindi apprezzo la tua scelta e la condivido. Ho solo delle perplessità su quella che definisci “voglia di andare a scuola in Europa” visto che la Slovenia è un piccolo tassello di quel mosaico che è l’Europa Unita e che secondo me è unita solo a parole. Siamo ancora molto lontani dal sentirci cittadini europei, visto che non sappiamo convivere con gli “stranieri” senza rinunciare ai pregiudizi e preconcetti. Parlo in linea generale, non esprimo il mio parere. Se vuoi puoi leggere un altro mio articolo sull’argomento .
    Quanto alla Filologica Friulana, come posso non apprezzarne il lavoro e il contributo a livello di diffusione dell’idioma locale quando vivo a Udine e sono, per formazione a livello universitario, una linguista e una filologa? Ma la tua domanda è lecita, non potendo conoscere questo particolare di me.
    2. “scrivimi …poi vedrai che capirai qualcosa in più di una realtà che non conosci”. Qui ti sbagli, cara Venolia, perché la realtà cui ti riferisci la conosco benissimo. Sono nata a Trieste dove sono vissuta fino al mio matrimonio – ho sposato un triestino che, però, aveva trovato lavoro a Udine … e così, eccomi qua! -; conosco bene la terra giuliana, quella terra al confine con la Slovenia, una terra che si è assottigliata a causa di una politica incomprensibile ai più e che per lungo tempo è stata in lotta con l’ “usurpatore”, una terra bilingue dove però per anni all’idioma sloveno non è stata concessa pari dignità rispetto alla lingua italiana, una terra aperta all’Europa in cui da decenni si parla di “mittleuropa”, molto prima che il termine fosse utilizzato con la frequenza in uso ora, una terra dove per molti decenni la convivenza è stata difficile, l’integrazione quasi nulla – gli italiani alle scuole italiane, gli sloveni in quelle con lingua d’insegnamento slovena- e lo scambio culturale inesistente. Beh, ora credo e spero che le cose siano cambiate … ormai vivo a Udine da 23 anni. La tua scelta e quella di altre mamme mi sembra un passo avanti, un’apertura al “rovescio”, ma se questa apertura è stata possibile, allora credo che l’incomunicabilità sia superata e l’arricchimento culturale frutto dell’interscambio sia una realtà e non solo un’utopia. Lo spero sinceramente, anche perché ho dovuto provare in prima persona cosa significhi essere considerati diversi: io triestina in terra friulana … italiana a tutti gli effetti, non europea o extracomunitaria, ho dovuto “nascondere” a lungo la mia origine per allontanare i pregiudizi e i preconcetti. Sembra paradossale, ma è vero. Altro che scambio culturale! Ora le cose sono cambiate ma confesso che ancor oggi sento su di me lo sguardo sospettoso di chi, per ignoranza, non ha saputo o voluto rinunciare all’atteggiamento discriminante nei confronti dei giuliani migrati in terra friulana.
    3. “cosa c’è di più bello di permettere ai bambini italiani di conoscere come i bambini sloveni di lingua italiana vedono la nostra cultura e la nostra lingua? … io sono una cultrice delle lingue, mi piacciono e le “smonto” per vedere quanto si assomigliano…la mia motivazione è tutt’altro che una fuga, è un inno alla conoscenza della diversità…” . Condivido il tuo pensiero, anche perché, come ho già detto, sono anch’io una cultrice delle lingue e anche a me piace “smontarle per vedere quanto si somiglino” … è l’aspetto più affascinante per un’insegnante di latino, come me, che conosce altre lingue, neolatine e non, e che ha alle spalle studi filologici e linguistici. Quindi, come potrai constatare, non sto facendo di tutta l’erba un fascio, non solo nei tuoi confronti, perché non credo di aver trasmesso questo concetto nemmeno nell’articolo. Se così fosse, sono stata male interpretata. Rimango, tuttavia, dubbiosa sulla capacità per i bambini di operare questo tipo di confronto, se non a livello emotivo. In altre parole, non so quanto questa esperienza possa essere loro utile nel prosieguo degli studi, visto che poi le medie e le superiori le faranno in Italia.
    4. “i nostri bimbi non andranno alle medie in Italia”. Questo, a mio parere, significherebbe allontanarli ancora di più dalla realtà in cui a tutti gli effetti vivono e con la quale a quattordici anni dovranno fare i conti a livello scolastico. Mi spiego meglio: chi assicura che la qualità dell’insegnamento sia davvero pari a quello impartito dalle scuole in Italia? Chi può essere certo che, a livello strettamente didattico, nelle scuola slovene siano in grado di offrire agli alunni una formazione che rispetti gli obiettivi e lo sviluppo delle conoscenze, delle competenze e delle abilità previsti dalle scuole primarie e secondarie di I grado in Italia? Ovviamente non sto né giudicando né criticando, come erroneamente hai creduto tu leggendo il mio post, quando affermi “vorrei invitarti a conoscere la realtà scolastica slovena, prima di criticarla”. Sono un’insegnante e ragiono da insegnante, purtroppo. Quindi i miei timori – solo timori o dubbi, non giudizi e critiche – sono dovuti alla non conoscenza dei programmi scolastici sloveni, come ho chiaramente detto nell’articolo, e mi portano a considerare le possibili difficoltà cui i vostri bambini e ragazzi potrebbero trovarsi di fronte una volta inseriti nelle scuole italiane per continuare gli studi. Non bisogna sottovalutare, a mio avviso, le parole della dottoressa Marisa Semeraro, quando asserisce che “la scelta di optare per la scuola di Crevatini sia equiparabile a quella dell’istruzione parentale”. Non so se la mia interpretazione sia giusta, comunque la espongo: lo Stato italiano, dunque, non ha nulla da eccepire qualora cittadini residenti in Italia frequentino le scuole slovene, nell’ambito dell’obbligo scolastico. Ma considera questa scelta alla stessa stregua dell’ “istruzione parentale”, ovvero come se i genitori scegliessero di curare personalmente l’istruzione dei figli nell’ambito della scuola dell’obbligo. In questo caso, però, si assumerebbero pure l’obbligo di istruirli nel rispetto dei programmi, degli obiettivi didattici ed educativi previsti, portando i loro figli allo stesso livello di formazione cui gli alunni giungono nel corso degli studi “regolari” in Italia. Allora io chiedo, visto che non lo so: la scuola Crevatini assicura questo ai genitori italiani, visto che a tutti gli effetti dipende dal ministero sloveno?
    5. “certi argomenti vengono scritti solo per strumentalizzare politicamente le notizie…”. Anch’io sono di questo parere ma il mio intervento procedeva, almeno nelle intenzioni, in senso contrario: di solito accade che di fronte a notizie del genere si pensi “ecco, la Gelmini ‘sfascia’ la scuola italiana”, io invece ritengo che alcune “tendenziose” interpretazioni della riforma abbiano generato molti dubbi e sospetti. Insomma, come ho più volte sostenuto in altri articoli (LINK), prima di criticare bisognerebbe dare un giudizio a posteriori, mettendo sul piatto della bilancia il modello precedente (con i moduli) e quello futuro, ma attendendo i tempi giusti per poter procedere ad una valutazione oggettiva.

    Bene, credo di aver chiarito molte cose, se non altro ne è venuto fuori un commento molto più lungo dell’articolo stesso. Ho preferito rispondere sul blog perché credo che l’argomento possa interessare a molti. Sono comunque sempre disponibile al confronto.

    Ciao e buona domenica. 😀

    "Mi piace"

  3. venolia said,

    ciao,
    scusa il mio silenzio, sono in ferie e non riesco a dedicare qualke ora al computer….ho un sacco di impegni. Da lunedì riprendo il lavoro e la solita routine, ti scrivo senz’altro. Volevo dirti ancora un paio di cosette. ciao e buona settimana.
    Venolia

    "Mi piace"

  4. marisamoles said,

    Buone ferie, allora … beata te!

    A presto. 🙂

    "Mi piace"


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

ANNA SCRIGNI

Storie di Viaggi e di Città

Scelti per voi

Selezione di post che hanno attirato la mia attenzione scelti per voi dalla blogsfera

wwayne

Just another WordPress.com site

Diario di Madre

Con note a margine di Figlia

Scrutatrice di Universi

Happiness is real only when shared.

Dottor Lupo Psicologo-Psicoterapeuta. Battipaglia (SA)

Psicologo Clinico, Terapeuta EMDR di livello II, Psicoterapeuta Cognitivo Comportamentale, Terapia Metacognitiva Interpersonale.

Scaffali da leggere

Consigli di letture, recensioni e frasi tratte dai libri.

Willyco

in alto, senza parere

Macaronea

Considerazioni sparse di una prof di lettere.

Diemme - La strada è lunga, ma la sto percorrendo

Non è vero che sono invincibile, mi rompo in mille pezzi anche io...è solo che ho imparato a non fare rumore. *** Amami quando meno lo merito, che è quando ne ho più bisogno (Catullo) - Non sprecate tempo a cercare gli ostacoli: potrebbero non essercene. Franz Kafka —- Non è ciò che tu sei che ti frena, ma ciò che tu pensi di non essere. Denis Waitley -- Non c'è schiaffo più violento di una carezza negata

viaggioperviandantipazienti

My life in books. The books of my life

oןısɐ,ןןɐ ɐɯ ɐןonɔs ɐ opɐʌ uou

pagina a traffico illimitato, con facoltà di polemica, di critica, di autocritica, di insulti, di ritrattazioni, di sciocchezze e sciocchezzai, di scuola e scuole, buone e cattive, di temi originali e copiati, di studenti curiosi e indifferenti, autodidatti e eterodidatti, di nonni geniali e zie ancora giovani (e vogliose), di bandiere al vento e mutande stese, di cani morti e gatti affamati (e assetati)

Marirò

"L'esistenza è uno spazio che ci hanno regalato e che dobbiamo riempire di senso, sempre e comunque"

PindaricaMente

C'è una misura in ogni cosa, tutto sta nel capirlo (Pindaro)

Il mestiere di scrivere

CORSI DI SCRITTURA CREATIVA, ATTUALITA' EDITORIALE, DIDATTICA E STRUMENTI PER LA SCRITTURA

dodicirighe

...di più equivale a straparlare.

marialetiziablog

salviamolascuolaprimadisubito.com site

Studio di Psicoterapia Dr.ssa Chiara Patruno

Psicologa - Psicoterapeuta - Criminologa - Dottore di Ricerca Università Sapienza

Le Parole Segrete dei Libri

Una stanza senza libri è come un corpo senz'anima.

onesiphoros

[...] ἀλλ᾽ ὥσπερ ἄνθρωπος, φαμέν, ἐλεύθερος ὁ αὑτοῦ ἕνεκα καὶ μὴ ἄλλου ὤν, οὕτω καὶ αὐτὴν ὡς μόνην οὖσαν ἐλευθέραν τῶν ἐπιστημῶν: μόνη γὰρ αὕτη αὑτῆς ἕνεκέν ἐστιν. Aristot. Met. 1.982b, 25

Il ragazzo del '46

Settanta: mancano solo 984 anni al 3000.

Insegnanti 2.0

Insegnare nell'era digitale

la mutazione nella connessione

Prove di pensiero di GIOVANNI BOCCIA ARTIERI

Psicologia per Famiglia

Miglioriamo le relazioni in famiglia, nella coppia, con i figli.

Studia Humanitatis - παιδεία

«Oὕτως ἀταλαίπωρος τοῖς πολλοῖς ἡ ζήτησις τῆς ἀληθείας, καὶ ἐπὶ τὰ ἑτοῖμα μᾶλλον τρέπονται.» «Così poco faticosa è per i più la ricerca della verità, e a tal punto i più si volgono di preferenza verso ciò che è più a portata di mano». (Tucidide, Storie, I 20, 3)

unpodichimica

Non tutto ciò che luccica è oro, ma almeno contiene elettroni liberi G.D. Bernal

scuolafinita

Un insegnante decente (CON IL DOTTOR DI MATTEO)

la fine soltanto

un blog e un libro di emiliano dominici (per ingrandire la pagina premi ctrl +)

ACCENDI LA VITA

Pensieri, parole and every day life

CRITICA IMPURA

LETTERATURA, FILOSOFIA, ARTE E CRITICA GLOBALE

Laurin42

puoi tutto quello che vuoi ( whatever you want you can)

LE LUNE DI SIBILLA

"Due strade trovai nel bosco, io scelsi la meno battuta, per questo sono diverso"(R.Frost)

Il mondo di Ifigenia

Svegliati ogni mattina con un sogno da realizzare!

Ombreflessuose

L'innocenza non ha ombre

Into The Wild

Happiness is real only when shared

Alius et Idem

No sabía qué ponerme y me puse feliz.

A dieta...

...ma con una forte passione per il cibo e le rotondità!

Le Ricette di Cle

Ricette collaudate per ogni occasione

Messaggi in Bottiglia

Il diario di Cle

OHMYBLOG | PAOLOSTELLA

just an other actor's blog

espress451

"In ogni cosa c'è un'incrinatura. Lì entra la luce" - Leonard Cohen

La Torre di Babele

Il blog di Pino Scaccia

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: