UNA POESIA PER PASQUA: “GESU’” DI GIOVANNI PASCOLI

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GESU’

E Gesù rivedeva, oltre il Giordano,
campagne sotto il mietitor rimorte,
il suo giorno non molto era lontano.
E stettero le donne in sulle porte
delle case, dicendo: Ave, Profeta!
Egli pensava al giorno di sua morte.
Egli si assise, all’ombra d’una mèta
di grano, e disse: Se non è chi celi
sotterra il seme, non sarà chi mieta.
Egli parlava di granai ne’ Cieli:
e voi, fanciulli, intorno lui correste
con nelle teste brune aridi steli.
Egli stringeva al seno quelle teste
brune; e Cefa parlò: Se costì siedi,
temo per l’inconsutile tua veste;
Egli abbracciava i suoi piccoli eredi:
-Il figlio – Giuda bisbigliò veloce-
d’un ladro, o Rabbi, t’è costì tra ‘piedi:
Barabba ha nome il padre suo, che in croce
morirà.- Ma il Profeta, alzando gli occhi
-No-, mormorò con l’ombra nella voce,
e prese il bimbo sopra i suoi ginocchi.

Non è una delle poesie di Pascoli più conosciute ma in essa si può riconoscere la religiosità del poeta che immagina il Salvatore nei giorni che precedono la Sua morte.
Fa da sfondo alla poesia quel mondo contadino assai caro a Pascoli, lo stesso di tante poesie in cui, attraverso l’umanità del pensiero più che lo sguardo dell’uomo, il poeta riesce ad esprimere la gioia e il dolore.

All’inizio della poesia, come spesso accade nelle sue liriche, una congiunzione, quella “e” che sembra voler continuare un discorso interrotto. Poi il protagonista del canto: Gesù, un Gesù che “rivede” il Suo Giordano, che riporta i suoi passi laddove aveva ricevuto il battesimo da Giovanni. Quando ormai il “suo giorno” è vicino, Gesù ritorna dal lungo peregrinare per portare la parola del Padre Suo al popolo, fatto di mietitori e di donne che lo accolgono con quel saluto romano che riporta l’attenzione del lettore alla provincia dell’impero che nel suo governatore, Pilato, vedrà l’iniquo giudice.
Le campagne cui vien tolta la vita dai mietitori, l’ombra prodotta dalle pile di grano accatastate dai contadini porta il Messia ad una considerazione: se il seme non viene sotterrato da alcuno, nessun lavoro verrà concesso ai mietitori. Ma ci sono anche dei granai speciali, quelli che non necessitano del lavoro dell’uomo e che fanno dono di se stessi a chi li merita: sono i granai dei Cieli. Gesù ne parla ai bimbi che si affollano intorno a Lui; uno di essi, Cefa, gli si rivolge esprimendo il timore che la Sua “inconsutile” veste possa rovinarsi sedendosi sull’arida terra. Ma quella veste è speciale; quella tunica senza cuciture che assurge a simbolo dell’indivisibilità della Chiesa, non teme nulla. Altri i timori di Gesù. E quando il piccolo Giuda lo mette in guardia dal figlio di un ladro, quel Barabba che morirà sulla croce, Gesù lo rassicura: no, non morirà. Conosce il Suo destino, il figlio di Dio, già sa che il popolo sceglierà di liberare Barabba, pur di non concedergli la grazia. Sa che la Sua morte è necessaria, così come la sentenza che verrà dal popolo miscredente. Il profeta alza lo sguardo al cielo come a voler la conferma dal Padre, mentre la voce si fa incerta. L’espressione “l’ombra nella voce” rende così umano il timore di Gesù che ancora non è Dio e che, da uomo, prende in braccio il bimbo, quasi in un gesto di protezione. Il “giorno” è vicino ma non incombe ancora. Ora è la vita che prende il sopravvento: quella dei suoi piccoli “eredi” cui Gesù non avrà predicato invano.

BUONA PASQUA A TUTTI

15 pensieri riguardo “UNA POESIA PER PASQUA: “GESU’” DI GIOVANNI PASCOLI

  1. SONO FELICE K LA PASQUA E ARRIVATA CON DOLCI E SORPRESE CI HA ASPETTATA,CON MOLTI OVETTI DI TUTTI I COLORI K NOI REGALIAMO A MOLTI CUORI,
    PERSONE SPECIALI A CUI TENIAMO,AMICHE E AMICI A CUI RENDIAMO,MOLTI SORRISI E MOLTE SORPRESE,1BACIO A TUTTI CON MOLTE SORPRESE…

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  2. Ragazze e amici mamme e bambini buona pasqua,auguro a tutti i bambini 1 buona pasqua piena di ovetti d cioccolato con tanto amore v mando 1 grosso bacio…..by bia e ank 1 cosa siate felici lpasqua nn e fatta s di regali m ank t tanto amore s k siate daccordoc me!!!!bia

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  3. Ce la farò a studiare questa poesia per domani?
    Però devo dire che questa poesia è molto bella!!!!!!!!!!!!!!!!
    DAL DON BOSCO VB

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  4. @ Kikka

    Per impararla a memoria, non è troppo difficile. Più complesso è capirne il senso. Per una quinta elementare proporrei qualcosa di più “musicale”, magari una di Gianni Rodari. Prova a vedere QUA.

    Buona Pasqua! 🙂

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  5. __________________________________________________

    BUONA PASQUA
    A TUTTI

    – – – – – – – – – – – – – -ERIKA

    __________________________________________________

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  6. e una poesia veramente bella e facile da imparare x il7 aprile AVANTI KE NN VOGLIO RESTARMENE A CASA X FAE I COMPITI… quindi RIMBOKKIAMOCI LE MANI

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