IL MINISTRO GELMINI IN CONFERENZA STAMPA: IL VOTO DI CONDOTTA FARÀ MEDIA

Ho letto alcuni articoli sulle novità riguardo il voto di condotta e mi sono resa conto che ancora per qualcuno la questione della “media” non è chiara. Anche fonti che considero autorevoli e strettamente specialistiche – cioé che si occupano dell’istruzione – propongono ancora l’ “interrogativo”: ma il voto di condotta farà media? Anzi, una di queste “fonti” smentisce con una certa sicurezza che la valutazione del comportamento farà media con gli altri voti.

Sinceramente non capisco come ancora possano sussistere dei dubbi: la Gelmini è stata chiara fin dall’inizio, a parer mio, ovvero fin da quando nel primo decreto- n° 5 del 16 gennaio 2009, articolo 2 comma 2 – si leggeva che “La valutazione, espressa in sede di scrutinio intermedio e finale, si riferisce a tutto il periodo di permanenza nella sede scolastica e comprende anche gli interventi e le attività di carattere educativo posti in essere al di fuori di essa. La valutazione in questione viene espressa collegialmente dal Consiglio di classe ai sensi della normativa vigente e, a partire dall’anno scolastico 2008-2009, concorre, unitamente alla valutazione degli apprendimenti, alla valutazione complessiva dello studente.”

Dopo la seduta del Consiglio dei Ministri del 13 marzo scorso, in una conferenza stampa il Ministro ha riepilogato quanto deciso (rimando alla lettura del mio precedente post “Nuovi criteri per il 5 in condotta: la Gelmini ci ripensa“) e ha detto chiaramente che il voto di condotta farà media. Perché c’è ancora qualcuno dubbioso? Forse perché ogni cosa detta dalla Gelmini per qualcuno manca di chiarezza. Ad ogni buon conto potete trovare il video della conferenza stampa sul sito del MIUR: spero che ogni dubbio sulla questione sia definitivamente fugato.

Il MIUR ha, inoltre, pubblicato sul proprio sito lo Schema di regolamento concernente il “Coordinamento delle norme vigenti per la valutazione degli alunni e ulteriori modalità applicative in materia, ai sensi degli articoli 2 e 3 del decreto legge 1° settembre 2008, n. 137, convertito con modificazioni dalla legge 30 ottobre 2008, n. 169”.

Si tratta di un accurato riepilogo di quanto detto e stabilito nei mesi precedenti ad opera del Ministro Mariastella Gelmini. In particolare viene dato rilievo al voto di condotta che, oltre a fare media, potrà compromettere l’esito dell’anno scolastico per quegli allievi che non otterranno la sufficienza. Meno restrittivi anche i nuovi criteri: non più sospensioni di almeno quindici giorni, come stabilito nella precedente Circolare Ministeriale (n°10, 23 gennaio 2009) ma, a discrezione dei docenti, sarà sufficiente una qualsiasi sanzione, anche una sola nota ma per fatti di una certa gravità – come ha chiaramente detto il Ministro in Conferenza Stampa – e comunque la decisione finale spetterà al Collegio dei Docenti. Sembra strano, tuttavia, agli addetti ai lavori che il “verdetto finale” sia attribuito al Collegio; personalmente credo che i docenti della scuola stabiliranno dei criteri comuni per evitare comportamenti difformi all’interno dei singoli Consigli di Classe.

Per i ragazzi che si preparano ad affrontare l’Esame di Stato della scuola Secondaria di II grado, queste sono le novità di rilievo:
– La valutazione del comportamento concorre alla determinazione dei crediti scolastici e dei punteggi utili per beneficiare delle provvidenze in materia di diritto allo studio. (articolo 4 comma 2 del citato regolamento)
– Gli alunni che, nello scrutinio finale, conseguono una votazione non inferiore a sei decimi in ciascuna disciplina o gruppo di discipline valutate con l’attribuzione di un unico voto secondo l’ordinamento vigente e un voto di comportamento non inferiore a sei decimi sono ammessi all’esame di Stato. (art. 6 comma 1)

C’è infine la possibilità per gli “ottisti” di sostenere l’Esame di Stato “saltando un anno, cioè direttamente alla fine della quarta, ma a determinate condizioni. All’articolo 6, comma 2 del citato Regolamento si legge: Sono ammessi, a domanda, direttamente agli esami di Stato conclusivi del ciclo gli alunni che hanno riportato, nello scrutinio finale della penultima classe, non meno di otto decimi in ciascuna disciplina o gruppo di discipline e non meno di otto decimi nel comportamento, che hanno seguito un regolare corso di studi di istruzione secondaria di secondo grado e che hanno riportato una votazione non inferiore a sette decimi in ciascuna disciplina o gruppo di discipline e non inferiore a otto decimi nel comportamento negli scrutini finali dei due anni antecedenti il penultimo, senza essere incorsi in ripetenze nei due anni predetti. Le votazioni suddette non si riferiscono all’insegnamento della religione cattolica”.