BEPPINO ENGLARO QUERELA CHI L’HA CHIAMATO “ASSASSINO”

beppino englaroLa pazienza ha un limite. Era evidente che prima o poi anche quella di Beppino Englaro dovesse finire. Sulla vicenda di Eluana, sulla sua giusta o ingiusta fine aveva chiesto, implorato il silenzio senza essere ascoltato e aveva promesso di tacere. E infatti ha dato voce ai suoi avvocati che annunciano querele su querele, per calunnia e diffamazione, senza guardare in faccia nessuno, né prelati, né politici, né associazioni di sorta. Non solo a titolo personale, per giunta, ma anche a nome di tutti coloro che hanno accompagnato Eluana nell’ultimo viaggio, medici e personale paramedico, ora indagati per omicidio volontario grazie ai numerosi esposti giunti alla Procura di Udine.

Ma anche Beppino avrà una sua associazione, nel nome di Eluana, ed è proprio a quella che ha intenzione di devolvere i soldi che otterrà dal risarcimento richiesto per i danni subiti. Una civil action sullo stile americano, come chiarisce l’avvocato Massimiliano Campeis, figlio del noto Giorgio, che colpirà molte persone, tutte quelle che in vari modi, in varie forme con diversi mezzi hanno diffamato la famiglia Englaro. “Tutti i soldi che riceveremo per i danni subiti dal signor Englaro e dal primario Amato De Monte – spiega l’avvocato – saranno trasferiti all’associazione ‘Per Eluana, che sta per nascere”. I fondi sarebbero stimati in parecchi milioni di euro che attraverso l’associazione finanzieranno anche la lotta per ottenere una giusta legge sul Testamento Biologico, ipotizzando anche la proposta di un referendum qualora il Parlamento dovesse avvallare la richiesta già avanzata dalla maggioranza di non ammettere lo stop all’alimentazione e idratazione. L’idea dei legali di Englaro è quella di un “meccanismo di legittimazione congiunta” utilizzato negli Stati Uniti e colpirà chiunque abbia, anche in forma anonima o utilizzando un nickname, diffamato Beppino sul web. Senza dimenticare, ovviamente, tutti gli esposti che saranno debitamente esaminati.

Pare una guerra, dunque. Lo studio legale rende noto che “le prime raccomandate sono già state spedite: si tratta di diffide preventive a vendere case e beni fino a quando il giudice non avrà deciso”. Insomma, sembra che facciano sul serio.

Nei numerosi articoli che ho scritto sul caso di Eluana ho sempre difeso le ragioni di Beppino, sottolineando che nessuno può permettersi di giudicarlo. Mi sono scontrata con tanti commentatori che hanno chiamato “omicidio” la morte della giovane donna, sono stata accusata di prendere le difese di un assassino. Ora quei commentatori devono fare attenzione: non ho alcuna intenzione di cancellare i commenti e si sa che per degli esperti informatici il web non ha segreti …

[fonte principale Messaggero Veneto]

AGGIORNAMENTO del 7 SETTEMBRE 2009 – LA PROCURA DI LECCO INDAGA

Ha mantenuto la promessa il signor Englaro: grazie all’instancabile lavoro dell’avvocato Campeis che negli ultimi sette mesi ha “sfogliato” migliaia di siti e blogs, alla fine già una trentina sono gli indagati dalla procura di Lecco.
Ne dà notizia il quotidiano friulano Messaggero Veneto, dove, tra le altre cose, si legge:

Da quanto appreso, tra le trentina di responsabili di siti e bolg ci sono anche esponenti del mondo cattolico. Tra le persone denunciate e sulle quali si sta indagando, inoltre, c’è anche il responsabile del Movimento politico cattolico “Azione e tradizione”, Gianvito Armenise, come reso noto dall’ufficio stampa dello stesso movimento. Al momento non sono trapelati altri nomi e quindi non è nemmeno possibile sapere se tra gli indagati ci siano anche friulani, perchè, come detto, è la Procura di Lecco a portare avanti le indagini e sarà il Pm a dover individuare tutti gli autori degli articoli incriminati e riportati nell’esposto, compresi quelli “nascosti” da pesudonimi.