GLI STUDENTI DEL FRIULI VENEZIA-GIULIA SONO I PIÙ BRAVI IN EUROPA

studenteQualche giorno fa, commentando un mio post, un lettore mi ha consigliato di cambiare “mestiere”. Beh, libero di darmi consigli, ma lo ringrazio e comunico che non ho ancora pensato di cambiare la mia professione … già, perché quello/a dell’insegnante non è un “mestiere” ma una professione, appunto. Comunque, senza perdere troppo tempo sulla questione, e cioé sul perché secondo il simpatico commentatore dovrei “ritirarmi”, una notizia pubblicata oggi sul Messaggero Veneto mi ha riconfortata. Pare, infatti, che gli studenti della mia regione, il Friuli Venezia – Giulia, siano i più bravi non solo d’Italia, ma addirittura d’Europa. La prima cosa che ho pensato, sinceramente, è stata “figuriamoci cosa sono gli altri”, ma subito dopo, cercando di vedere il lato positivo della questione e l’indubbio vantaggio che noi docenti friulano-giuliani abbiamo nel poter usufruire di un “materiale umano così prezioso”, ho lasciato da parte l’ironia e mi sono beata della situazione fortunata e del caso propizio in cui mi trovo a lavorare.

D’ora in poi, tuttavia, pretenderò che i miei studenti siano ancora più bravi, anche per alzare ulteriormente la media nazionale ed europea, sperando che anch’essi colgano l’opportunità di fare onore ad una posizione invidiabile. Così, forse, le malelingue la smetteranno di dar contro alla scuola italiana e ai docenti che, visti i fatti recenti, rischiano pure la vita nelle aule scolastiche e affrontano il lavoro quotidiano come fosse una singola battaglia facente parte di una guerra che dura nove mesi all’anno. Dopo la tregua estiva, si ricomincia, sempre più presto perché ci sono i debiti da saldare e mentre i più bravi se ne stanno ancora a prendere il sole, i meno bravi ricominciano a sudare sui libri, ma solo perché in effetti da qualche anno, stranamente, a settembre fa più caldo che ad agosto.

In attesa dei prossimi dati PISA-OCSE, riporto per i miei lettori l’articolo in questione:

TRIESTE. Gli studenti quindicenni del Friuli Venezia Giulia sono i più brillanti d’Italia e d’Europa. Lo rivela l’indagine internazionale Pisa 2006 (Programme for International Student Assessment) commissionata dall’OCSE (Organizzazione per lo Sviluppo e la Cooperazione economica).

L’indagine ha coinvolto in Friuli Venezia Giulia un campione di 61 istituti (27 licei, 18 istituti tecnici, 15 istituti professionali e una scuola media) e 1.578 studenti (71 sloveni) di quindici anni. La lettura, la matematica e le scienze: questi i banchi di prova sui quali si sono misurati gli studenti. Secondo l’indagine, gli studenti della regione primeggiano non solo nel Nordest e rispetto al resto del Paese – che invece arretra nella classifica – ma anche rispetto ai coetanei di Slovenia e Austria.

I risultati – ha annunciato ieri a Trieste l’assessore regionale alla Cultura, Roberto Molinaro – verranno presentati venerdí in un convegno a Udine. Il progetto – ha spiegato Bruno Forte, consulente della Regione – riflette la volontà da parte dei governi dei Paesi membri dell’Ocse di monitorare i risultati dei sistemi scolastici in termini di prestazioni degli studenti in un quadro di riferimento comune a livello internazionale.

«L’indagine – ha sottolineato Forte – non valuta tanto la padronanza di parti del curricolo scolastico quanto piuttosto la capacità di utilizzare conoscenze e abilità, apprese anche e soprattutto a scuola, per affrontare e risolvere problemi e compiti analoghi a quelli che si possono incontrare nella vita reale. La valutazione va dunque oltre la scuola, che viene valutata in relazione ad un criterio esterno ad essa, rappresentato dalla preparazione dei giovani per la vita».

Ma mentre l’Italia nel suo complesso perde posizioni, il Friuli Venezia Giulia non solo contribuisce a alzare la media, ma si pone al vertice della classifica. Il punteggio medio totalizzato dagli studenti della regione nelle scienze è di 534, mentre la media Ocse è di 500, quella del Nordest 520, dell’Italia 475. Guardando un Paese del Nord, la Finlandia, dove l’istruzione è a livelli di eccellenza, il punteggio medio è di 563 punti.

Nell’area della matematica, il punteggio medio degli studenti in Regione è di 513, quello in Italia 462 mentre la la media Ocse che è 498. Gli studenti friulgiuliani primeggiano anche se confrontati con i vicini di casa austriaci (punteggio medio 505) e sloveni (504). Nell’area della lettura, infine, il Friuli Venezia Giulia si posiziona al primo posto con 519 punti, rispetto alla media italiana di 469 punti e quella Ocse di 492. In Austria il punteggio medio è di 490 punti, in Slovenia di 494 punti e in Finlandia di 547.

Complessivamente, ha sottolineato Forte, «in una scala di 6 livelli che gradua l’insufficenza fino all’eccellenza, il Friuli Venezia Giulia risulta spalmato nei livelli centrali. Insomma – ha osservato – rappresenta l’equità nella ricerca della sufficienza ma anche uno sforzo ridotto nel coltivare l’eccellenza». Quali le ragioni alla base di questo successo? «Nulla si improvvisa – ha spiegato Ugo Panetta, direttore dell’Ufficio scolastico regionale – la qualità della nostra scuola è alta. L’indagine serve a questo, ad indagare le ragioni di certi risultati per impostare le politiche conseguenti. Certo – ha sottolineato – a questo traguardo, a mio giudizio, contribuisce il contesto sociale in cui è maturato».

Dunque “il contesto pluriligue”, per Panetta, che ha ricordato il caso del Canada, anch’esso ottimamente posizionato in classifica, ma anche “l’eredità asburgica”, secondo Forte. Non a caso – ha ricordato Molinaro – il Friuli Venezia Giulia ha concordato con l’Invalsi, dove si trova il centro nazionale Pisa, un sovracampionamento sul territorio, per consentire un’analisi dei dati a livello regionale particolarmente approfondita e articolata, in grado di restituire una fotografia nitida della situazione.

Sonia Sicco
(18 febbraio 2009 – Messaggero Veneto.it)

FRANCESCO RENGA A SANREMO con “UOMO SENZA ETÀ” … IL RESTO NON CONTA. ECCO IL VIDEO

Lo ammetto: non sono tra i quindici milioni di persone che hanno visto la prima puntata del Festival di Sanremo. Da ragazzina non ne perdevo una; non solo attendevo l’evento con ansia, ma compravo il libretto con i testi delle canzoni (allora non era così facile recuperarli dal web o dalle riviste che trattano la TV) e le cantavo a squarciagola per mesi.

Poi sono cresciuta e il festival anche …. nel senso che allora veniva trasmessa una sola serata, rigorosamente di sabato, poi le serate hanno incominciato ad essere due, tre, quattro … insomma, non finisce mai e alla fine della settimana per uno che segue il festival non è del tutto impossibile aver già imparato tutti i testi a memoria. E poi non dimentichiamoci che una volta Sanremo era davvero il Festival della Canzone, ovvero la musica e i testi, le voci dei cantanti e la grande orchestra erano i soli protagonisti dell’evento. Ora, proprio per il dilungarsi della trasmissione, gli ospiti allontanano l’attenzione dei telespettatori dalla musica e dai cantanti, ora si aspetta il festival perché c’è Benigni o il video di Mina … magari l’avessimo vista, eppure ci avevano fatto credere che ci sarebbe stata, non solo la voce. Ma Bonolis, da gran parlatore qual è, ha girato e rigirato il discorso fino a darla a bere ai creduloni. Io non ho mai pensato che Mina si sarebbe abbassata a tanto: non ha bisogno della gloria, perché è un mito da sempre, né la stimo persona poco coerente, visto che da anni ha deciso di non esibirsi in pubblico e ha mantenuto la promessa. Mica come altri che parlano parlano, danno l’addio alle scene e poi ci ripensano e li rivedi sorridenti davanti alle telecamere perché, dicono, non potevano deludere i fans.

Quindi, non avendo visto il festival, non posso farvi la cronaca della prima serata. Ma ho sentito la canzone di Francesco Renga, solo quella e me ne sono innamorata a prima vista … anzi, a primo ascolto! Dai pronostici viene dato come vincitore: sarà così? Non so, ma sono sicura che la canzone sarà un successo in ogni caso. Lui, poi, il festival l’ha già vinto una volta con “Angelo”, quindi anche se non dovesse arrivare il bis, credo non se la prenderebbe più di tanto. Sanremo è una grande vetrina: basta esserci. Chi non ricorda l’ultimo posto di Zucchero con “Donne”? E c’è qualcuno che ha dimenticato la figura penosa di Vasco Rossi che ricordava metà delle parole del testo di “Una vita spericolata” e non si capiva bene se era più bevuto o fumato? Forse era solo emozionato ma, si sa, le malelingue non si arrestano mai.

Non so se vedrò le altre serate o magari solo la finale, ma ho ascoltato la canzone di Renga e mi basta.

Ecco il video di “Uomo senza età”:

… e quello del backstage:

A “grande richiesta”, anche il testo della canzone:

Quanta gente c’è
Ed aspetta me
Certo applaudirà
Ma perché io non so più
Trovo dentro l’anima
Un pensiero che
Mi riporta con il cuore a te
Ora in scena va
L’uomo senza età
Dilegua o notte
Per te canterò
Per te solo per te
Poi sorridere
A chi non lo sa
Quanto male fa
Ricordare di noi
Porto dentro l’anima
Questa pena che
Si confonde con la realtà
Ora in scena va
L’uomo senza età
Dilegua o notte
Per te canterò
Per te solo per te
Dilegua o notte
Per te canterò
Per te solo per te
Dilegua o notte
Per te canterò
Per te solo per te