ELUANA NON ERA PIÙ QUELLA: LA TESTIMONIANZA DELL’UNICA GIORNALISTA CHE L’HA VISTA

Marinella Chirico, giornalista della sede Rai di Trieste, anche grazie alla conoscenza che la lega alla famiglia Englaro, ha potuto vedere Eluana domenica pomeriggio. «Mi era stato chiesto di vedere Eluana – ha raccontato Marinella Chirico – anche perché si erano accese delle critiche ferocissime sul vero e reale stato di Eluana e questa polemica continuava a crescere e di ciò Beppino era profondamente ferito e angosciato per non essere creduto. E quindi mi hanno chiesto – come professionista dell’informazione, ma anche come persona di fiducia – che entrassi nella stanza dove c’era Eluana».
Visibilmente commossa, ai microfoni del TG3 (ma l’intervista è stata trasmessa anche dagli altri telegiornali), ha raccontato la sua esperienza. Ha passato tre ore circa nella camera di Eluana, alla casa di riposo “La quiete” di Udine, in compagnia dello zio della donna, Armando. Quando le è stato chiesto di descrivere ciò che ha visto, Marinella Chirico ha detto: “L’impatto è stato fortissimo e posso dire che Eluana è esattamente come si può immaginare possa essere una donna in stato vegetativo da 17 anni: irriconoscibile, assolutamente irriconoscibile rispetto alle foto che si vedono, una donna completamente immobile che gli infermieri e i sanitari erano costretti a spostare ogni due ore per evitare che il corpo si piagasse. Le orecchie però avevano delle lesioni in quanto unica parte che non si poteva tutelare.”
Quando alla giornalista è stato chiesto cosa ha provato, la risposta è stata: “Un’esperienza devastante, emotivamente molto forte”. Le stesse parole con cui si era espresso anche il dott. Amato De Monte, l’anestesista che ha seguito Eluana fino alla morte, che prima di quella sera piovosa del 2 febbraio, prima che il corpo di Eluana fosse caricato sull’ambulanza a Lecco, non aveva mai visto. Di lei, come tutti noi, aveva visto solo le foto che il padre aveva autorizzato a divulgare, quelle stesse foto che in un numero infinito di servizi tele giornalistici abbiamo viso sistemate nei portaritratti ben allineati su un mobile di casa Englaro. Quella stessa casa da cui Eluana era uscita il 17 gennaio 1992, per non tornare mai più.

Le uniche parole papà Beppino ha voluto dirle alla stessa giornalista. Ma non al microfono; ha preteso che l’intervista fosse ripresa lasciando le voci in sottofondo e che Marinella Chirico riferisse le sue parole montando il servizio successivamente. Un Beppino stanco, solo. Le uniche parole che si percepiscono nettamente sono: “Non parlo più non voglio più parlare. L’ho fatto per tutti questi anni per Eluana che era e resta il primo pensiero mio e di mia moglie.” Poi si è recato all’obitorio dove dalle 16 di questo pomeriggio si trova Eluana. Eluana, sì, non il suo corpo. Ho invertito apposta le due parole: finché ho parlato di lei viva, ho usato la parola “corpo”, perché quello e solo quello era Eluana; ora posso chiamarla per nome perché solo adesso, libera da quella immobile prigione, lei è viva. Non so dove, non so con chi, ma so che da qualche parte c’é.
Pochi minuti soltanto Beppino ha passato nella stanza in cui si trovava la figlia, in attesa dell’autopsia. Un atto dovuto, dicono. Intanto il dott. Amato De Monte è convocato dall’Ordine dei medici per giovedì mattina. Anche questo, dicono, è un atto dovuto. È la prassi. Ma c’è chi mormora, e anche chi lo dice a voce alta, che la morte di Eluana, arrivata così in fretta, così inattesa, proprio il giorno prima che si dibattesse il Disegno di Legge al Senato, è sospetta. Addirittura un frate della chiesa vicina alla casa di cura “La quiete”, un frate dico, ha insinuato che qualcuno forse ha accelerato la fine di Eluana, volutamente. C’è forse chi pensa ad un’iniezione letale, come quelle che si fanno ai condannati a morte in America. Per questo, precisano, bisogna fare anche gli esami tossicologici.

Sospetti, maldicenze, tutto come prima, tutto come quando Eluana era ancora ferma immobile nel letto, anche se respirava autonomamente, apriva e chiudeva gli occhi. Già, perché un cuore che batte fa di un corpo immobile un corpo vivo.
Dalla Procura di Trieste rassicurano che non c’è alcun procedimento in corso, tutto regolare. Anche le ispezioni volute dal Presidente della Regione Tondo pare abbiano avuto esito negativo. Nulla da nascondere, quindi. Anche la Presidente de “La Quiete” appare tranquilla. In un’intervista del TG3 Regione ha affermato che non si è pentita di aver ospitato Eluana, perché aveva bisogno di essere liberata dal suo stato. Quando le è stato chiesto dalla giornalista come avesse trovato Eluana, ha risposto: “Non l’ho mai vista, non l’ho voluta vedere” e la voce sembrava lì lì per spezzarsi dalla commozione.

Non ci sarà un funerale per Eluana, solo una benedizione. La salma sarà cremata e tumulata nel piccolo cimitero di Paluzza, paese carnico di cui è originario Beppino. Riposerà accanto al nonno Giobatta che l’adorava.

Concludo con la preghiera che Monsignor Pietro Brollo, arcivescovo di Udine, ha rivolto alla donna non appena saputo della sua morte:

«Ora la tua mano è diventata fredda, ma il Signore della vita la sta stringendo ancora con amore di Padre per condurti nella sua casa, perché tu possa godere la pienezza della vita. Vita che è suo dono di pace, di serenità, di felicità eterna. Lo stesso Signore conceda a noi un cuore capace di amare sempre la vita, di perdonare e di ritrovare la forza di vivere da fratelli».