LE ACCUSE DI CRISAFULLI A PAPÀ ENGLARO

Speravamo che sulla triste vicenda di Eluana Englaro calasse il silenzio e invece è stata pubblicata oggi sul sito di tgcom una lettera shock. L’autore è Pietro Crisafulli, fratello di Salvatore che nel 2005 si risvegliò dopo due anni di stato vegetativo. L’accusa a Beppino Englaro è grave: avrebbe mentito sostenendo che Eluana aveva spesso detto che non avrebbe voluto continuare a vivere se mai fosse caduta in uno stato di coma vegetativo. Dure parole, come macigni. Gesto meschino di chi avrebbe potuto parlare prima ma ha aspettato il momento giusto. Gesto ignobile di chi ha la consapevolezza di aggiungere dolore al dolore. Gesto inutile per Eluana che è, ancora una volta, la vittima inconsapevole della malignità gratuita. Lei non saprà mai che suo padre è stato accusato di essere un bugiardo; anche questa notizia non cambierà il suo stato ma forse prolungherà la sua attesa o forse le negherà per sempre quella che il padre chiama la sua “liberazione”.

Pubblico questa lettera senza commenti e aspettando quelli di chi mi legge, anche se non la pensa come me.

Le bugie del padre Beppino

In questi giorni di passione e sofferenza, nei quali stiamo seguendo con trepidazione il “viaggio della morte” di Eluana Englaro, non posso restare in silenzio di fronte a un evento così drammatico.

Era il maggio del 2005 quando per la prima volta ho conosciuto Beppino Englaro. Eravamo entrambi invitati alla trasmissione “Porta a Porta”. Da quel giorno siamo rimasti in contatto ed amici, ci siamo scambiati anche i numeri di telefono, per sentirci, parlare, condividere opinioni. Nel marzo del 2006 andai in Lombardia, a casa di Englaro, in compagnia di un conoscente.

Dopo l’appello a Welby da parte di Salvatore, Beppino capì che noi eravamo per la vita. Da quel momento le strade si divisero.

All’epoca anch’io ero favorevole all’eutanasia. Facemmo anche diverse foto insieme, e visitai la città di Lecco. Nella circostanza Beppino Englaro mi fece diverse confidenze, tra le quali che i rappresentanti nazionali del Partito Radicali erano suoi amici. Ma soprattutto, mentre eravamo a cena in un ristorante, in una piazza di Lecco, ammise una triste e drammatica verità.
Beppino Englaro si confidò a tal punto da confessarmi, in presenza di altre persone, che ‘non era vero niente che sua figlia avrebbe detto che, nel caso si fosse ridotta un vegetale, avrebbe voluto morire’. In effetti, Beppino, nella sua lunga confessione mi disse che alla fine, si era inventato tutto perché non ce la faceva più a vederla ridotta in quelle condizioni. Che non era più in grado di sopportare la sofferenza e che in tutti questi anni non aveva mai visto miglioramenti. Entrò anche nel dettaglio spiegandomi che i danni celebrali erano gravissimi e che l’unica soluzione ERA FARLA MORIRE e che proprio per il suo caso, voleva combattere fino in fondo in modo che fosse fatta una legge, proprio inerente al testamento biologico.

In quella circostanza anch’io ero favorevole all’eutanasia e gli risposi che l’unica soluzione poteva essere quella di portarla all’estero per farla morire, in Italia era impossibile in quanto avevamo il Vaticano che si opponeva fermamente.

Ma lui sembrava deciso, ostinato e insisteva per arrivare alla soluzione del testamento biologico, perché era convinto che con l’aiuto del partito dei Radicali ce l’avrebbe fatta. (…)

Questa è pura verità. Tutta la verità. Sono fatti reali che ho tenuto nascosto tutti questi anni nei quali comunque io e i miei familiari, vivendo giorno dopo giorno accanto a Salvatore, abbiamo fatto un percorso interiore e spirituale. Anni in cui abbiamo perso la voce a combattere, insieme a Salvatore, a cercare di dare una speranza a chi invece vuol vivere, vuol sperare e ha diritto a un’assistenza e cure adeguate. E non ci siamo mai fermati nonostante le immense difficoltà e momenti nei quali si perde tutto, anche le speranze.

E non ho mai reso pubbliche queste confidenze, anche perché dopo aver scritto personalmente a Beppino Englaro, a nome di tutta la mia famiglia, per chiedere in ginocchio di non far morire Eluana, di concedere a lei la grazia, fermare questa sua battaglia per la morte, pensavo che si fermasse, pensavo che la sua coscienza gli facesse cambiare idea. Ma invece no. Lui era troppo interessato a quella legge, a quell’epilogo drammatico. La conferma arriva, quando invece di rispondermi Beppino Englaro, rispose il Radicale Marco Cappato, offendendo il Cardinale Barragan, ma in particolare tutta la mia famiglia. Troverete tutto nel sito internet http://www.salvatorecrisafulli.it

Noi tutti siamo senza parole e crediamo che il caso di Eluana Englaro sia l’inizio di un periodo disastroso per chi come noi, ogni giorno, combatte per la vita, per la speranza.
Per poter smuovere lo stato positivamente in modo che si attivi concretamente per far vivere l’individuo, non per ucciderlo.

Vorrei anche precisare che dopo quegli incontri e totalmente dal Giugno del 2006, fino a oggi, io e Beppino Englaro non ci siamo più sentiti nemmeno per telefono, nonostante ci siamo incontrati varie volte in altri programmi televisivi”
Pietro Crisafulli
Preciso che sono in possesso anche di fotografie che attestano i nostri vari incontri.

Catania, 04 Febbraio 2009

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53 pensieri riguardo “LE ACCUSE DI CRISAFULLI A PAPÀ ENGLARO

  1. A questo punto vogliamo la santa verità, non possiamo rimanere indifferenti. Credo abbastanza su quello che dice il Grisafulli. E’ stata chiara l’accusa, i due già si conoscevano, evidentemente il Sig. Englaro si confidò erroneamente con la persona sbagliata, costui è stato chiaro, dicendo anchio ero per l’eutanasia, poi invece quando si risvegliò il fratello, cambiò idea, ed oggi scopriamo un atroce e scioccante rivelazione. Le accuse si rivolgono anche sui Radicali. Pertanto credo che i Radicali abbiano fatto da carico alla vicenda.

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  2. Cara Paola,

    secondo me, arrivati a questo punto, conoscere la verità è ininfluente. Anch’io credo che Crisafulli non menta, tuttavia critico il suo gesto perché, se proprio voleva “sfogarsi”, poteva attendere la fine della vicenda. Ma ha colto il momento propizio sapendo che la sua rivelazione avrebbe rimesso in discussione quanto detto e fatto finora. Se è legittimo il sospetto che il signor Englaro abbia “strumentalizzato” il caso della figlia per attirare l’attenzione dell’opinione pubblica sulla necessità di una legge sul testamento biologico, non mi sento di biasimarlo di più rispetto a Crisafulli che in ogni caso partecipa a suo modo alla strumentalizzazione della vicenda. Vorrei dirgli, però, che se lui ha atteso “solo” due anni il risveglio del fratello, tutt’altra cosa è l’attesa di diciassette anni. Pur avendo fede, ai miracoli ci credo poco: se Dio avesse davvero voluto fare un miracolo, avrebbe fatto svegliare Eluana molti anni fa o, in extremis, l’avrebbe fatta morire di morte naturale a novembre dello scorso anno quando un’infezione aveva fatto temere che non riuscisse a “sopravvivere”.
    Insomma, io credo che anche supponendo che la “battaglia” di papà Englaro sia un puro atto egoistico, con il solo scopo di liberare se stesso e la sua famiglia da questo dolore che pare senza fine, non si dovrebbe dargli torto. Anche la pazienza – nel senso originario del termine, cioè sopportazione – ha un limite. Cos’altro dovrebbe attendere Englaro? Forse la sua morte.

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  3. io credo che, indipendentemente dalle valutazioni sulle persone, argomento che preferisco “glissare”, la testimonianza del Crisafulli potrebbe impedire un gesto che, se vera la testimonianza, sarebbe da considerarsi, secondo le vigenti leggi italiane, un omicidio.
    a poco vale il discorso della sofferenza del padre di Eluana, in quanto, se pur umanamente posso comprendere e compatire, sentendomene emotivamente vicino, pur tale motivazione è insufficente per decidere di sopprimere la vita innocente di Eluana Englaro.
    per quanto riguarda il Crisafulli, certo, poteva parlare prima, ma spero sia comunque in tempo per evitare che errori umani, non giudicabili e/o condannabili da chi non ha vissuto i loro rispettivi tormenti, abbiano la possibilità di compiere un crimine aberrante, in particolar modo riguardo al tipo di morte prevista e prescelta per la povera ragazza.
    senza entrare, ovviamente, nella valutazione di cose, come la decisione del Giudice, che non conosco nella sua interezza, non avendo avuto accesso alle carte del giudizio.
    ma umanamente, si, un parere mi sia concesso, senza critica o maldicenza alcuna, per semplice spirito di opinione, cui è parso non fosse, in alcuni momenti, legittimo rifarsi.
    grazie per la tolleranza dimostrata, e per la pazienza di voler ascoltare anche il mio modesto contributo alla questione.
    Agapeuno

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  4. Sono un prete e cercando la lettera di Crisafulli sono capitato su questo sito! Ma vergogantevi!!! E’ allucinante, allucinante, allucinante (3 e più volte!!!) quello che dite!!! Ma vi rendete conto??? Aho!!! Qui si AMMAZZA una persona raccontando BALLE e la colpa è di chi dice la VERITA’ (Crisafulli)!!! Ma siete IMPAZZITI?!? E’ incredibile l’ottusità ideologica che avete!!! Eluana in stato vegetale, ragiona meglio di voi!!! Salta fuori che c’è un processo SBAGLIATO, FALSO perché Beppino Englaro dice falsamente che sua figlia gli ha detto che ‘piuttosto che vivere così vuole morire’ e voi ve la prendete con uno che smaschera questo enorme imbroglio dicendo che fa ‘un gesto ignobile’? Ma più ignobili di voi chi c’é? Crisafulli ha sofferto davvero e non come voi (che chiacchierate sulla pelle degli altri!!): PORTATEGLI RISPETTO!!! Chi siete PER GIUDICARE CRISAFULLI?! Crisafulli prima ha scritto privatamente ad Englaro ed ora, visto che Beppino è andato avanti ed Eluana sta per morire, non può far altro che rendere pubblica la sua testimonianza!!! Eluana NON E’ VERO CHE vuole morire!!! Ed allora? Voi dite l’ammazziamo lo stesso, l’ammazziamo noi, perché è brutto vederla, insopportabile constatare questa sofferenza!!! Questo è un gesto davvero ignobile!!! Chi l’ha detto che ora Eluana soffre??? Certo che siete delicati: piuttosto che subire l’incredibile impatto con la sofferenza (che non c’è, almeno per ora non c’è ci sarà se le tolgono cibo ed acqua!), uccidete Eluana! Complimenti: non siamo noi i cattivi, è lei che soffre (della serie: non siamo noi razzisti, è loro che sono negri! Stesso ragionamento!). Gesto ignobile quello dei radicali che per un po’ di notorietà ed pugno di voti si prestano al gioco!!! Ma chi segue la menzogna, chi dice che Crisafulli fa un gesto ignobile, chi giustifica il padre che, contro il parere di Eluana (come sembra!!) la vuole ammazzare non è diverso da chi nega l’olocausto!!! Tutti a sostenere delle BALLE!!! INCREDIBILE!!! Ed ora tirate addosso al prete (il sottoscritto) che deve essere calmo, buono, sorridente, deve, capir: NO!! NON POSSO di fronte alla giustificazione dell’omicidio NON CAPISCO!! Tirate addosso al prete ed alla chiesa… che ha fatto le crociate (studiate la storia: se no ci fosse statta la battaglia di Lepanto anche voi portereste il burka!!!), che è contro la modernità, che fa politica, e fole del genere (li so a memoria questi luoghi comuni!). Ma da chi sostiene che, siccome Eluana è un tormento vederla (e se per qualcuno fosse un tormento vedere un handicappato, un barbone, od un nero lo uccidiamo??) lei deve essere uccisa di fame e di sete, è un ONORE essere insultato! Fate pure!

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  5. Meschino, ignobile ed inutile. Così il post etichetta l’intervento di Crisafulli. Non ha il coraggio di definirlo non veritiero. Fosse veritiero, come definire il comportamento tenuto dal sign. Englaro, che per anni avrebbe mentito in tutti i consessi pubblici sapendo di mentire, che avrebbe utilizzato il corpo della figlia da scagliare nell’agorà della politica per giungere ad una norma giuridica ? Cosa direbbe la figlia, appunto, se sapesse di venire utilizzata per altri fini che non quello, inensistente, di rispettare la propria volontà mai espressa ? E’ incredibile che, pur accordando veridicità alle parole del sign Crisafulli, si continui a difendere la posizione, chiaramente indifendibile, del sign Englaro. Se la figlia non espresse alcuna volontà, il diritto di intervento del sign Englaro è pari a 0, lui esercita la patria potestà, ma non ha il diritto di vita e di morte sulla figlia.
    La parola strumentalizzazione andrebbe bandita, da una fazione come dall’altra, in primis dal signor Englaro che ha utilizzato l’intero apparato mediatico per portare avanti la sua battaglia ( la cui legittimità appare minata dalla sua vacillante credibilità). Che ora, a battaglia apparentemente vinta( un decreto governativo è dietro l’angolo), lui chieda il silenzio è umanamente comprensibile,ma ipocrita. Lui ha chiesto che in questo paese si dibattesse in tutte le sedi del caso di Eluana, lui ha preso parte ad un sacco di trasmissioni radiofoniche e televisive, ha scritto e publicizzato un libro, e questo significa che lui vuole che si parli delle sue ragioni.Ora non può pretendere di fischiare la fine.

    “Eluana che è, ancora una volta, la vittima inconsapevole della malignità gratuita”. Se le parole di Crisafulli sono vere, il maligno gratuito è suo padre. Cerchiamo di non ribaltare la verità. O mente l’uno, o mente l’altro, tertium non datur. Più dellatempistica conta chi ha detto che cosa a chi.

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  6. Nella legge sul testamento biologico sarà ammessa anche la sopressione, previa volontà delll’interessato,naturalmente, anche dei malati di Alzheimer ? Anche loro sono, per alcuni, morti che camminano, il loro cervello è spento per sempre, e ,alla luce degli attuali progressi scientifici, il loro viaggio non prevede ritorno. Se lo richiedono quando sono ancora in grado di intendere e di volere, interrompiamo l’alimentazione anche per loro ?
    Il testamento biologico è valido per chiunque cada affetto da una qualsiasi malattia, anche perfettamente guaribile, che privi il soggetto della capacità di intendere e di volere ? Es se io lascio scritto di non mettere in atto le cure qualora venga colpito da una sepsi perfettamente controllabile attraverso i normali presidi terapeutici, andrò curato contro la mia volontà oppure no ?Se mi si ferma il pacemaker lascio detto di lasciar stare, sollevando il personale sanitario dall’incombenza di DOVER intervenire ? O spetterà al medico l’ultima parola ? E se sì, perchè in questo caso sì, ma non nel caso di Eluana ?
    Prevale sempre e comunque la volontà del paziente, oppure la gravità/reversibilità della patologia ? Chi difende il principio dell’autodeterminazione non dovrebbe fare distinzione di sorta e consentire l’interruzione delle cure in ogni caso ,quale che sia la storia naturale della malattia.
    E poi come dice la rockstar Veronesi, nella sua visione finto libertaria di uno Stato Terapeutico oppressivo quando gli comoda ( niente grassi ! niente fumo! niente carne rossa e radicali liberi ! cardiofitness x tutti !) e Assassino quando gli comoda in un altro modo, i malati cronici costano. Basta mettersi d’accordo prof Veronesi : aboliamo il SSN ? Se ne può parlare. Se invece mi imponi di aderire tramite le tasse al sistema universalistico, allora non puoi presentarmi il conto.

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  7. Eccomi qua. Da buona padrona di casa cerco di rispondere a tutti e mi scuso per non averlo fatto prima; i miei obblighi di moglie, di madre e di insegnante mi hanno portata lontana per qualche ora dal mio blog.

    @ Agapeuno

    La ringrazio per il tono pacato con cui ha espresso le Sue ragioni e soprattutto per aver distinto quello che è il Suo parere dettato da convinzioni etiche dal piano strettamente umano, quando sostiene che “a poco vale il discorso della sofferenza del padre di Eluana, in quanto, se pur umanamente posso comprendere e compatire, sentendomene emotivamente vicino, pur tale motivazione è insufficiente per decidere di sopprimere la vita innocente di Eluana Englaro”. Ciò è condivisibile e, comunque, ogni opinione merita rispetto. Questa è la Sua e ne prendo atto.

    @ don Francesco

    Leggo le Sue parole e mi stupisco. Non credevo che un sacerdote potesse esprimersi con toni così forti e accesi! Quelli che conosco e frequento sono più calmi. Ma, comunque, io non conosco Lei e Lei non conosce me e il bello, o il brutto, dei blog è quello di scambiarsi delle opinioni senza conoscersi. Certo è che se mi conoscesse, parlerebbe con tutt’altro tono.

    Per cominciare, ho deciso di scrivere sul caso di Eluana solo dopo che è stata trasferita qui a Udine, dove vivo. Se avesse letto gli altri post, saprebbe che insegno in un liceo che è proprio vicino alla casa di riposo “La quiete” dove attualmente la giovane si trova. La decisione di scrivere è stata dettata soprattutto dal fatto che provo disgusto per quel “circo mediatico” che si è creato attorno al caso: dovrebbe vedere i furgoni delle emittenti televisive parcheggiati ovunque … sembra un campeggio.
    Ho scritto che questa triste faccenda meriterebbe un po’ più di rispetto e silenzio. Poi, proprio quando Beppino Englaro ha invocato quel silenzio e quel rispetto, proprio mentre alcune emittenti hanno “levato le tende” (Rai3 del Friuli Venezia-Giulia, ad esempio, ha smantellato la sua postazione) ecco che spunta la lettera di Crisafulli. È questo fatto che mi ha indignato profondamente. La sua lettera, condivisibile o meno nei contenuti, ha ridestato la curiosità, ha risollevato il polverone che sembrava stesse calando. Mi è parso, quindi, un atto ben poco rispettoso nei confronti di persone che soffrono.

    Quello che Lei, caro don Francesco, non ha capito è che io non ho preso posizione sul caso Eluana: non ho mai detto che per me deve morire. Mi sono semplicemente immedesimata nel papà di Eluana e credo che la sua volontà, supportata da una sentenza della Cassazione, vada rispettata. Io non sono nessuno per giudicare. Tuttavia, vivendo in uno Stato laico ed essendoci una Magistratura autonoma dalla Sacra Rota, ritengo che la Legge vada rispettata e applicata. Chi tenta di ostacolare l’esecuzione di una sentenza – perché è di questo che si tratta – non è una persona civile, nel senso che non possiede un senso civico.

    Lei, don Francesco, scrive: “Qui si AMMAZZA una persona raccontando BALLE e la colpa è di chi dice la VERITA’ (Crisafulli)!!! ” Ma Crisafulli ha comunque violato il rispetto della privacy cui ha diritto il signor Englaro. E poi, se il papà di Eluana ha fatto una confidenza a Crisafulli è perché di lui si fidava, quindi ha tradito anche la sua fiducia. Inoltre, se proprio voleva rivelare questa Verità, perché non si è limitato a fare un esposto, come hanno fatto tanti cittadini comuni e associazioni? Il gesto plateale, quello di pubblicare su un sito giornalistico la lettera, mi pare sgradevole, se proprio non Le piace l’aggettivo “ignobile”, nonché indelicato. Ma, me lo lasci dire, soprattutto vile.

    Poi, Lei scrive: “Chi siete PER GIUDICARE CRISAFULLI?!”. E io Le chiedo: Chi è Lei per giudicare Beppino Englaro? Chi, o cosa, è la Chiesa per giudicare una sentenza della Cassazione? Lo Stato è Stato, la Chiesa è la Chiesa. Gesù stesso disse: “Date a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio”. Se viviamo in uno Stato di diritto ci dobbiamo affidare alla Legge e la Chiesa deve accettare questo fatto; sarà poi la coscienza di ognuno a decidere se una Legge è accettabile o meno nei suoi risvolti morali. Quando è stata approvata la Legge sull’aborto la Chiesa ne ha preso atto, o no? Ha manifestato la sua contrarietà, com’è legittimo, ma non ha potuto far altro che accettare una legge che, a pare mio, legittima un omicidio, sperando che la morale, i valori che Essa trasmette non faccia compiere ai cattolici un atto così spregevole.

    Quando ho letto le Sue parole: “chi giustifica il padre che, contro il parere di Eluana (come sembra!!) la vuole ammazzare non è diverso da chi nega l’olocausto!!!” mi è scappato un sorriso. Strano paragone da fare di questi tempi, proprio quando il Papa ha deciso di revocare la scomunica ai quattro vescovi lefebvriani, tra cui il noto Williamson. Non aggiungo altro ma La invito a leggere un altro mio articolo.

    Lei dice di Eluana: “è brutto vederla … è un tormento vederla” ma il fatto è che NON VEDIAMO Eluana, o per lo meno non quella che sta su un letto d’ospedale da 17 anni, senza muoversi, senza parlare, senza ridere, senza sentire gli odori o assaporare i cibi, senza stringere la mano di chi le vuol bene … noi vediamo un’altra Eluana, quella delle foto scattate prima dell’incidente, quella che sorride e guarda lontano con i suoi occhi grandi e scuri. Il tormento, quello vero, è proprio sapere che lei non è più quella da molti anni.

    Strano, caro don Francesco, il Suo invito: “ora tirate addosso al prete (il sottoscritto) … Tirate addosso al prete ed alla chiesa… che ha fatto le crociate (studiate la storia … ” Lei ha espresso una Sua opinione, anche se molto prevedibile, in verità, e come quella di tutti condivisibile o meno, ma degna di rispetto. E io la rispetto, né le “tiro addosso” alcunché, né a Lei né alla Chiesa. Perché dovrei prendermela con Lei o con la Chiesa? Semmai è Lei che se l’è presa con me, senza ragione o semplicemente perché ha frainteso le mie parole. La invito a leggere anche gli altri articoli che ho scritto sul caso di Eluana. Uno raccoglie il pensiero di alcuni miei allievi: glielo consiglio particolarmente. Sono un’educatrice e proprio perché sto molto attenta ad affrontare in classe argomenti delicati, ho preferito far svolgere ai ragazzi un tema, senza dar vita ad una discussione. Qui sul mio blog, però, mi sento libera di esprimermi ed è ciò che faccio, con la consapevolezza che qualcuno può non condividere il mio pensiero o fraintendere le mie parole. Spero, quindi, di aver fatto chiarezza.

    Quanto alla STORIA, non ho bisogno di studiarla perché la insegno. Se vogliamo parlare di Crociate, però, ne avrei di cose da dire! Dirò solo questo: si parla tanto della jiad islamica ma le Crociate cos’erano se non una guerra santa?

    I link degli altri articoli sono.
    Caso Eluana Englaro: la parola ai miei studenti

    L’ultimo viaggio di Eluana Englaro verso la “quiete”

    Un altro no per Eluana Englaro

    @ lanfranco

    Non capisco perché mai dovrei trovare il CORAGGIO per definire la lettera di Crisafulli NON VERITIERA. Qui il coraggio non c’entra nulla, semplicemente non ho gli strumenti per analizzare un testo che chiunque avrebbe potuto scrivere. Quindi non ho difficoltà a dire che mi sembra credibile. Se poi il testo contiene solo fandonie, sarà lo stesso Englaro a smentire o comunque a difendersi querelando il signor Crisafulli.
    Ciò non toglie che l’indignazione resti, soprattutto per il modo utilizzato da Crisafulli … ma questo l’ho già spiegato a don Francesco quindi Le chiedo, Lanfranco, la cortesia di leggere anche la risposta precedente.
    Poi Lei scrive: “Lui ha chiesto che in questo paese si dibattesse in tutte le sedi del caso di Eluana, lui ha preso parte ad un sacco di trasmissioni radiofoniche e televisive, ha scritto e pubblicizzato un libro, e questo significa che lui vuole che si parli delle sue ragioni. Ora non può pretendere di fischiare la fine.”. Su questo sono parzialmente d’accordo: è chiaro che Beppino ha cercato l’attenzione del Paese sul suo caso, ma è più che legittimo che ora pretenda il silenzio. Ma si rende conto, caro Lanfranco, dello stress psicologico cui è stato sottoposto per tanto tempo? Riesce a comprendere che dopo uno stress del genere, la possibilità di trasferire la figlia a Udine sia apparsa all’uomo come una boccata d’ossigeno dopo aver rischiato di soffocare? Ma ora che poteva respirare, ecco che gli piomba addosso la lettera di Crisafulli … e lo stress ricomincia. Insomma, io non difendo Beppino, cerco solo di capire cosa può provare e mi dispiace se non riesco ad immedesimarmi in Eluana … ma lei non sente nulla, non soffre, tutto ciò che accade le è indifferente.

    “Se le parole di Crisafulli sono vere, il maligno gratuito è suo padre.” Eh no, mi dispiace. Una bugia detta anni fa, non importa se a fin di bene o meno, non ha portato dolore a nessuno. Le parole di Crisafulli, invece, appaiono come un estremo tentativo di danneggiare il papà di Eluana che ha dalla sua parte, come ho più volte ripetuto, la Legge. Questa è l’unica verità che conta. Se è vero che ha mentito, farà i conti con la sua coscienza.

    Personalmente non so che cosa prevederà la Legge sul Testamento biologico, né so se ci sarà. Ma conosco la Costituzione Italiana: l’Art. 32 recita “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti. Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana.”

    È chiaro che Eluana non può decidere ma suo padre, tutore legale, sì. Lui ha fatto una richiesta e la Cassazione gliel’ha accordata. Ora io mi chiedo: siamo in uno Stato di diritto, abbiamo una Magistratura e un Esecutivo; come fa una Sentenza della Cassazione – cioè della Magistratura – ad essere bloccata da un eventuale Decreto – cioè dell’Esecutivo? Mi sembra davvero poco coerente e il Presidente Napolitano ha subito espresso i suoi dubbi, rifiutandosi di firmare il Decreto. Almeno per ora. D’altra parte penso che i vari tribunali abbiano raccolto una documentazione prima di esprimersi: ora spuntano testimonianze a destra e a manca, possibile che la Magistratura non abbia fatto gli opportuni accertamenti? Pare logico che si sarebbe esposta così se avesse avuto dei dubbi o dei sospetti che Englaro mentisse?

    L’ironia che ha espresso nei confronti di Veronesi può anche essere condivisibile ma non credo che lo scopo di un eventuale Testamento Biologico potrebbe risolversi in un mero fatto economico.

    Mi scuso con tutti per l’estrema prolissità ma amo fare chiarezza senza economia di parole quando penso di non essere stata capita.

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  8. torno a rispondere sulla questione, causa un non condiviso atteggiamento nei confronto di Crisafulli.
    La ringrazio dell’apprezzamento della mia precedente, cui spero seguirà uguale sorte l’attuale considerazione.
    non ritengo, invero, un atto vile quello del Crisafulli, ma un atto dovuto.
    il preferire di agire in un modo “eclatante” potrebbe essere esclusivamente perchè, rendendosi conto della tempistica, poteva temere di arrivare in ritardo.
    mi sia consentito, inoltre, rivolgere il pensiero, oltre al padre della ragazza, anche alla madre, che mai si è pronunciata conformemente al marito.
    anche il suo dolore è, a mio avviso, importante nella questione.
    gli esposti, in italia, vengono gestiti “in piena e totale autonomia” da chi lo riceve, nè lo stesso è obbligato in alcun modo a renderne edotta la Magistratura.
    quindi, presentare un esposto è solo una possibilità che la cosa arrivi dove è necessario che arrivi (chiedo scusa della spiegazione “fumosa” di quanto da me argomentato, ma preferirei non incorrere in reati e/o dichiarazioni da potersi ritenere offensive da alcuno).
    il Crisafulli, quindi, ha probabilmente solo voluto evitare che chi riceveva il suo esposto valutasse personalmente se la notizia doveva arrivare al Giudice oppure essere archiviata (e quì, contrariamente a quanto affermato pocanzi, mi sono forse comunque involontariamente esposto).
    un ultimo appello, cui vorrei la Sua cortese attenzione, riguarda i toni, talvolta accesi, che questa discussione comporta.
    considerando che tale argomento, comunque lo si veda, investe fortemente il sentire di ciascuno di noi, mi appare alquanto evidente che alcuni possano sentirsi coinvolti in maggior intensità rispetto ad altri, e fose questo li porta ad andare un po “sopra le righe”, ma, se guardiamo al di là delle parole a volte crude, possiamo trovare sofferenze non meno importanti di tutte quelle descritte sinora (la sofferenza è sofferenza quando a soffrire è Giuseppe, Antonio, Pasquale, Anna, Teobaldo o Sofronisba).

    ultima considerazione: Lei afferma che ha deciso di parlare solo quando è stata investita la Sua città, e questo mi sembra temporalmente corretto.
    ma non le sembra che il caso abbia voluto che, sempre da un punto di vista temporale, la Sua rispettabilissima posizione abbia avuto luogo anche quando un personaggio (il Crisafulli) ha agito in modo da tentare di evitare che si giungesse a compimento su una questione della quale, spero intenda continuare a consentirmelo, la vediamo in maniera diametralmente opposta?
    nel ringraziarLa per la Sua cortesia e pazienza, Le porgo i miei più cordiali saluti
    Agapeuno

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  9. Perdonatemi, anche io sono capitato per caso su questo post cercando qualche approfondimento sulla questione del Sig. Crisafulli. Vorrei quindi tornare ad argomentare sulla questione principale, con una nota introduttiva: qui parliamo di tradurre una volontà singola (o anche plurale, ma non certo condivisa da _tutti_ quelli che si trovano nella medesima situazione) in un diritto universale, ossia in un fatto legislativo che attiene ad una sfera normativa molto distante dalla singola volontà o da quella dell’opinione (per pubblica che essa sia). Ora, visto che si parla di “diritto” e di “legislazione” (perché è per questo che il Sig. Englaro combatte: per ottenere una legge che gli consenta di rispettare una “volontà – vera o presunta tale – della figlia), vorrei anche ricordare che il fine dello Stato di Diritto NON E’ quello di rispondere a tutte le singole istanze dei cittadini, bensì quello di regolamentare tali istanze o di respingerle, e pertanto _anche_ quello di negare tali istanze per proteggerli. Se necessario anche da loro stessi. In questo senso, quindi, lo stato può obbligarmi a mettermi la cintura di sicurezza in auto, o il casco in moto. Perché? Perché non posso decidere di mettere a repentaglio la mia personale vita quando e come voglio sulla strada?, ma posso dover essere in grado di disporre di quella stessa vita non appena le “condizioni” siano per me “insopportabili”? Giuridicamente, o la vita è mia o non è mia: se non è mia, non posso disporne con un testamento “biologico” tanto quanto non posso disporne all’atto di infilare la cintura o il casco. Se invece la vita è mia, allora la questione diventa unicamente quantitativa, e non più qualitativa. Ossia, si tratta di stabilire un limite quantitativo alla “sopportabilità delle condizioni”, ammettendo che a un certo punto esistano delle condizioni che rendono la mia vita non più sopportabile; ma questo nel tempo creerà dei problemi gravi. Mi spiego. Oggi, lo stato dirà: ok, fissiamo il limite della sopportabilità a 100 (malattia “grave”, “grave” disabilità, ecc. ecc.), ma essendo questo un limite “quantitativo” (qualcuno dirà “perché 100 sì e 99 no? Forse chi sta male 99 o 98, o 95 non ha diritto? E allora 80?”) si potrà abbassare a seconda delle correnti e delle ideologie dominanti. Paradossalmente, un fanatico della linea potrebbe decidere che quei dieci chili di troppo sono “intollerabili” e rifiutare la cura di una dieta considerandola un inutile accanimento terapeutico. Un esempio “estremo”, ma estremo solo dal punto di vista quantitatvo (cioè nella “distanza” dal caso reale), ma non dal punto di vista della “qualità” dell’azione: una persona X considera la sua vita “intollerabile” _soggettivamente_ (badate ben, è QUI il problema: una vita intollerabile per me non è detto che lo sia per tutti!, e da qui la difficoltà di farne un diritto UNIVERSALE) e chiede allo Stato di poterne disporre. A questo punto lo Stato applica due pesi e due misure, e dice “a te persona normale io Stato impongo di non poter disporre della tua vita, e ti tutelo con sanzioni amministrative e/o cure forzose. MA SOLO fino al limite – chiamiamolo così – 100.” E io, cittadino normale, costretto a farmi decurtare i punti dalla patente perché non ho messo la cintura per duecento metri da casa all’edicola, mi chiedo: “eccheccazzo, ma chi ha fissato questo limite?”. Possiedo amici potenti (i radicali?, qualche lobby? Perché no?) e combatto, trovando gente che la pensa come me e che mi appoggia, finché non porto il mio caso disperato sui media. Faccio vedere ovunque su giornali e TV la vita di centinaia di migliaia di persone costrette a perdere ingiustamente soldi e tempo prezioso perché uno stato tiranno li obbliga – apparentemente per il loro bene – a tutelare la loro stessa salute in modi assurdi come legarli a un sedile o indossare curiose protesi di plastica in nome di una condizione di vita che, essendo SOTTO un limite prefissato, viene considerata giuridicamente NON disponibile. L’opinione pubblica si mobilita: “la vita è mia, ne faccio quello che voglio: anche in macchina”. E il limite viene abbassato a 50: il che mi consente di non mettermi la cintura. E così via: il limite “quantitativo” (la vita è tua, ma solo da qui in poi) viene abbassato fino a che – se qualcuno urla abbastanza forte – la vita è SEMPRE tua. O dei tuoi rappresentanti. E se poi i tuoi rappresentanti mentono perché la LORO vita è insopportabile?
    Allora facciamo così: la “mia vita” non è davvero “mia”, non mi è giuridicamente disponibile. MAI. Così io posso anche rompermi un’unghia e considerarla una vita intollerabile perché lo smalto non mi si attacca più (“oddio, ho un mal di testa che vorrei morire” potrebbe un domani essere interpretata come una mia “volontà”…), ma sarebbero fatti miei. Mi voglio suicidare per questa banalità? Me la vedrò con Dio se ci credo, e probabilmente anche se non ci credo, ma lo Stato dove vivo almeno non finge di tutelarmi salvo poi rinunciare a tutelarmi perché magari ho detto una cazzata che non posso più rimangiarmi. E se Eluana ADESSO volesse vivere ma non lo potesse più dire…?
    Le “rivelazioni” di Crisafulli non mi stupiscono più di tanto: capisco perfettamente il Sig. Englaro perché anche noi, in famiglia abbiamo avuto un caso simile. E Dio sa quante volte abbiamo pensato “Ma sarà davvero vita questa qui?”. Ma respira, che diamine!: e la risposta è sì.

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  10. @ Agapeuno

    Lei ha detto: “il preferire di agire in un modo “eclatante” potrebbe essere esclusivamente perché, rendendosi conto della tempistica, poteva temere di arrivare in ritardo.” È questo il punto: in ritardo rispetto a che cosa? Ovviamente all’esecuzione della sentenza della Cassazione. Ed è questo che, per quanto mi sforzi di rivedere la mia posizione alla luce dei commenti che ricevo, non riesco a stimare positivamente il gesto di Crisafulli. Ripeto, la mia opinione si basa esclusivamente sull’aspetto legale della questione, al di là delle considerazioni sullo stato di Eluana: è viva, non lo è, capisce, sente, non sente e non capisce ecc. ecc.
    Le sentenze della Cassazione sono definitive e per di più “considerate come il più autorevole indirizzo circa il significato da dare alle leggi” (cito dal sito della Pubblica Amministrazione). Quindi il gesto così eclatante di Crisafulli può essere considerato del tutto inutile dal punto di vista pratico, ma ha contribuito a violare la privacy dell’Englaro, come ho già detto, nonché a gettargli addosso un po’ di fango. Ritengo che la posizione di Crisafulli, al di là delle ragioni che l’hanno determinata, sia ingiustificabile.

    Quanto agli esposti, si sa che arrivano al magistrato competente che li valuta e decide di conseguenza quale possa essere il corretto modo di agire. Se Crisafulli avesse voluto rivolgersi alla magistratura, la sua voce sarebbe stata ugualmente ascoltata. Tuttavia, in merito alla questione, il procuratore generale di Trieste, Beniamino Deidda, ha affermato che “La magistratura del Distretto di Udine non attuerà alcuna iniziativa che possa eludere o ritardare la doverosa attuazione di quanto disposto dalla Cassazione”. Forse il signor Crisafulli ha immaginato che agire per vie “legali” sarebbe stato inutile, quindi ha pensato di far leva sull’opinione pubblica. Ma il parere della gente non ha poteri speciali; solo il governo, con l’annunciato decreto d’urgenza, potrebbe intervenire. Tuttavia, se il Presidente Napolitano non lo firma, quel decreto, l’esecuzione della sentenza andrà avanti. Quindi a Berlusconi non resta che rivolgersi al Consiglio di Stato … ma qui mi fermo, ci vorrebbe un avvocato che ne sappia più di me.

    Per quanto riguarda la mamma della povera Eluana, ho sentito che è gravemente ammalata per cui credo che, vista la situazione, non abbia né la forza né la voglia di dire la sua. C’è chi maligna che non sarebbe nemmeno d’accordo sulla decisione del marito, che l’iniziativa l’avrebbe presa lui da solo … ma potrebbe essere solo un ennesimo tentativo di gettare altro fango su Beppino.

    Parlando di tempismo, in effetti prima di questo articolo ne ho scritto altri (vedi link) quindi non ho rotto il silenzio solo quando la lettera di Crisafulli è stata pubblicata. Le consiglio di leggere il post in cui ho raccolto i “commenti” dei miei allievi, anche per rendersi conto che ragazzi di diciotto anni, esattamente come noi adulti, esprimono opinioni diametralmente opposte.

    Infine, sono io che La ringrazio, agapeuno, per la pazienza che dimostra nel leggere le mie repliche.

    @ Zeta

    Lei scrive: “qui parliamo di tradurre una volontà singola (o anche plurale, ma non certo condivisa da _tutti_ quelli che si trovano nella medesima situazione) in un diritto universale, ossia in un fatto legislativo che attiene ad una sfera normativa molto distante dalla singola volontà o da quella dell’opinione (per pubblica che essa sia).” In realtà, quello di cui io sto parlando non ha niente a che vedere con una “legge universale”; si tratta di una singola sentenza della Cassazione concernente un singolo caso, quello di Eluana, e degna di rispetto in quanto legge e in quanto espressione della volontà di un singolo, il padre della ragazza. Se poi quello di cui parla Lei è un ipotetico testamento biologico, non mi pare meriti una discussione ora. Se mai verrà proposto dal Parlamento, spero che venga fatto un referendum perché ritengo sia una questione troppo delicata, nulla a che vedere con i punti della patente. Alla luce di questo ragionamento, ritengo che la Sua affermazione “il Sig. Englaro combatte per ottenere una legge che gli consenta di rispettare una “volontà – vera o presunta tale – della figlia” sia assolutamente errata perché lui, Beppino, la sua battaglia legale l’ha già portata a compimento e non ha bisogno di alcuna legge supplementare. Che abbia iniziato ad esporre il suo caso per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla necessità di una legge in merito è fuor di dubbio, ma allo stato attuale delle cose che una tal legge venga promulgata gli è del tutto indifferente. Ed è per questo, lo ripeto per l’ennesima volta, che ritengo inutile e fuori luogo accanirsi contro di lui. Perché non accanirsi sulla magistratura che gli ha dato ragione? Ricordiamo che, oltre alla sentenza della Cassazione, c’è quella del Tribunale di Milano nonché l’ultima sentenza del TAR che è dalla sua parte. Non solo, anche la Corte Europea di fronte agli esposti arrivati sul caso ha affermato che «i ricorrenti non hanno alcun legame diretto» con Eluana. Inoltre, il procedimento giudiziario di cui «criticano il risultato e temono le conseguenze, non li tocca direttamente» perché la decisione di Milano del 28 giugno riguarda «solo le parti coinvolte» e «i fatti oggetto». [cito dal messaggero veneto.it]

    Mi perdoni se non commento la sua “elucubrazione mentale” su cinture di sicurezza e caschi, ma lascio che i lettori la interpretino personalmente. Rispetto, però, il Suo pensiero anche in considerazione del fatto che è passato attraverso un’esperienza analoga, come dice. Ho sempre sostenuto che per giudicare bisogna provare, ma comprenderà che anche di fronte ai giudizi di chi ha provato una determinata esperienza rimane la libera scelta di condividerli o meno.

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  11. A latere: mi permetta di farle notare che nel momento in cui chiama la mia riflessione “elucubrazione”, ossia la definisce con un termine connotato, fa esattamente quello che dice di non fare: commenta. E non solo, non permette che “i lettori la interpretino personalmente”, perché lei stessa ne ha già dato un giudizio di valore (elucubrazione = Applicazione lunga e minuziosa della mente a un oggetto astratto; e quindi discorso contorto e noioso su un tema senza rilevanza pratica). Così facendo, ripete quello che fa il Sig. Englaro: forza su un mezzo di comunicazione di massa (il suo blog) una lettura emozionale di un fenomeno, spingendo i suoi lettori a condividere la sua idea non perchè ragionata ma perché emozionale. Non “un problema legislativo” che pertiene a tutti i cittadini ma “un problema di dolore personale” che pertiene solo a uno; non “un discorso ragionato e documentato” ma “un’elucubrazione che non vale la pena di commentare”. Ed è così che il Sig. Englaro ha ottenuto una sentenza che prefigura un diritto normato (= legge) che gli stava molto a cuore, e insieme a lui stava molto più a cuore anche a numerose altre minoranze e forze di pressione come certe correnti della magistratura (la cui sentenza è certo ideologica), i Radicali (citati da Crisafulli), ecc.

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  12. @ zeta

    È evidente che io rimango della mia idea e Lei della Sua. Ma ciò è dovuto alla molteplicità di espressione che caratterizza il pensiero umano, quindi è normale che accada.

    Definendo la sua un’ “elucubrazione mentale” non ho commentato ma ho espresso un parere sulla FORMA non sul CONTENUTO. Esprimere un parere di tal genere non significa “commentare”. Mi sembra, infatti, che la sua elaborazione sia stata un po’ troppo meticolosa e complessa, con eccessivi giri di parole: meglio un messaggio più semplice e sintetico, ma altrettanto efficace. Almeno questo è quanto insegno ai miei allievi.
    Era un modo per farle capire che se io, dovendo rispondere al suo commento, sono stata costretta a leggerlo per intero e, confesso, anche più di una volta, credo che altrettanta pazienza non abbiano avuto i miei lettori. Ammetto, tuttavia, che avrei potuto fermarmi all’ “elucubrazione”, eliminando l’aggettivo; mi scuso se ho causato un fraintendimento, visto che non penso affatto che l’argomento da Lei affrontato sia “di scarsa rilevanza”.

    Lei sostiene che io forzi “su un mezzo di comunicazione di massa (il “mio” blog) una lettura emozionale di un fenomeno, spingendo i ‘miei’ lettori a condividere la ‘mia’ idea non perché ragionata ma perché emozionale”. Se la sua interpretazione è questa, significa che non ha compreso il mio pensiero, nonostante i miei commenti siano ben più lunghi del post stesso. È evidente che esprimo il mio parere e non costringo nessuno a condividerlo. Vorrei solo che il rispetto per le altrui opinioni sia corrisposto.
    Quanto al ruolo del mio blog che Lei definisce “mezzo di comunicazione di massa” è lo stesso dei giornali, dei notiziari radio-televisivi e delle trasmissioni televisive: si possono leggere, guardare e ascoltare ma nessuno è obbligato a farlo.

    Infine, mi permetto di ricordarLe che l’iter legale percorso dal signor Englaro è durato anni e prima di ottenere una sentenza in accoglimento della sua istanza, ha dovuto sopportare diversi rigetti. Se la sentenza, come Lei sostiene, fosse “ideologica”, dovremmo pensare che la magistratura non operi oggettivamente, emettendo delle sentenze sulla base di documentazioni certe e legalmente ineccepibili. In altre parole, saremmo autorizzati a credere che ci siano giudici che danno parere favorevole alle istanze i cui contenuti siano compatibili con il proprio pensiero, vale a dire ad “estro”. Saremmo proprio in buone mani!

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  13. Pietro Crisafulli afferma che questa presunta “confessione” di Beppino Englaro sarebbe stata fatta in presenza di altre persone. Perché non fa i nomi di queste persone, così si vede se confermano quanto da lui detto?

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  14. Già, perché non fa i nomi? Anzi, perché i “presunti” testimoni non parlano? Forse perché hanno più pudore di Crisafulli. Sinceramente non credo che la sua testimonianza sia fasulla ma mi chiedo come mai la lettera pubblicata su tgcom non abbia avuto la pubblicità che mi aspettavo: guardo tutti i telegiornali, leggo le prime pagine della stampa, eppure non ne ho sentito parlare se non sul web. Mi sorge spontanea, quindi, un’altra domanda: ci sono dei dubbi fondati sull’autenticità della lettera?

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  15. La lettera è autentica. Ha ribadito le sue accuse anche in un’intervista. Mi sembra molto strano che una persona intelligente come Beppino Englaro spifferi un segreto del genere addirittura a più persone.

    La tempistica della presunta “rivelazione” è sospetta e i toni di Crisafulli sono piuttosto paranoici.

    Scrive:

    “Entro’ anche nel dettaglio spiegandomi che i danni celebrali erano gravissimi e che l’unica soluzione ERA FARLA MORIRE e che proprio per il suo caso, voleva combattere fino in fondo in modo che fosse fatta una legge, proprio inerente al testamento biologico.”

    Che c’entra la legge sul testamento biologico con il caso di Eluana? Come si potrebbe applicare al suo caso?

    “…pensavo che si fermasse, pensavo che la sua coscienza gli facesse cambiare idea. Ma invece no. Lui era troppo interessato a quella legge, a quell’epilogo drammatico. La conferma arriva, quando invece di rispondermi Beppino Englaro, rispose il Radicale Marco Cappato, offendendo il Cardinale Barragan, ma in particolare tutta la mia famiglia.”

    Ma conferma di che? Pensa che Cappato abbia fatto quel comunicato su incarico di Beppino Englaro?

    Chissà che non sia stata proprio l’irritazione per ciò che ha scritto Cappato a far scattare la molla della “rivelazione”.

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  16. Mi spiace non aver visto o sentito l’intervista … sono un po’ troppo occupata in questi giorni per poter fare tutto!

    Beh, qualcosa dev’essere scattato nella mente di Crisafulli, forse, appunto, non ha digerito l’interferenza di Cappato … quando si mettono in mezzo i Radicali è facile che saltino i nervi!

    Una legge sul “testamento biologico” evidentemente ad Eluana non serviva più, ma credo che la battaglia di suo padre abbia avuto lo scopo di sensibilizzare l’opinione pubblica sulla necessità di una legge in tal senso ed evitare, in questo modo, ad altre famiglie il calvario che ha dovuto sopportare lui in tanti anni. Credo fosse questo il concetto che Crisafulli volesse esprimere.

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  17. Beppino Englaro rapporti coi Radicali ne avrà molto probabilmente avuti, però mi pare che il suo chiodo sia Eluana, più che il volere fare una battaglia politica. Ha sempre evitato il più possibile le polemiche: immaginare che Cappato gli abbia fatto da portavoce è ridicolo.

    L’intervista si può ascoltare qua

    Interessante il fatto che il “Corriere” attribuisca a Crisafulli questa frase (che non fa parte dell’intervista):

    “Nel marzo del 2006 andai a casa Englaro a Lecco. Da lì andammo in un ristorante e in quella sede, con un testimone, mi fece quella confidenza”

    Nella lettera parla di “altre persone”, qua di “un testimone”.

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  18. Pietro Crisafulli si è molto indignato per un comunicato di Cappato ed è convinto che Cappato abbia fatto da portavoce di Englaro, di conseguenza si sarà indignato anche contro Englaro. Se si aggiungono le sue idee sulla sacralità della vita c’è qualche motivo per dubitare della veridicità di ciò che afferma.

    Tra l’altro nel sito Salvatorecrisafulli.it si legge:

    “Beppino Englaro si rifiuta di far vedere la figlia” (19 Novembre 2008)

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  19. Un’altra intervista a Pietro Crisafulli:
    QUA

    Le motivazioni dietro la presunta bugia sarebbero due: non ce la faceva più e volevo portare avanti la battaglia per il testamento biologico insieme ai demoniaci radicali.

    La prima motivazione è plausibile, ma la seconda non lo è affatto: è credibile che Englaro per battersi per il testamento biologico menta e sacrifichi la figlia?

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  20. Tra l’altro non è solo il padre di Eluana ad affermare che lei non avrebbe voluto essere tenuta in vita artificialmente in condizioni simili. C’è ad esempio un’altra testimonianza a pag. 48 della sentenza.

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  21. A mio parere S. Crisafulli mente e molto spudoratamente.
    In primo luogo perchè non ha senso che abbia aspettato tutti questi mesi/anni per fare una rivelazione del genere. Ogni appello di tribunale a cui si è rivolto il sig Englaro sarebbe stato un occasione. Poi parla della volontà di Beppino di aiutare i radicali a ottenere una legge. Facile fare un’osservazione del genere DOPO i fatti recenti, non mi risulta che il sig Englaro si sia rivolto al parlamento o abbia fatto raccolte di firme ma si è rivolto alla giustizia, dopo che parte il via a un ddl se ne viene fuori con questa storia? troppo facile fare un affermazione del genere a cose fatte.
    Poi se andate a vedere il blog di Crisafulli leggerete del sondaggio che ha fatto secondo il quale dice che:
    “Eutanasia: 99% italiani (disabili) vuole essere tenuto in vita come Eluana Englaro
    il 99 per cento degli italiani che vivono una situazione simile (addirittura anche peggio) a quella di Eluana Englaro, (che vengono nutriti attraverso un tubo SNG o PEG ed aiutati dal respiratore) vogliono essere tenuti in vita.
    E’ questo il clamoroso risultato che emerge da un sondaggio condotto dai familiari di Salvatore Crisafulli (risvegliatosi dallo stato vegetativo dopo due anni ndr), su un campione di 953 disabili gravissimi e le rispettive famiglie. Solo l ‘1% invece direbbe sì ad un testamento biologico.

    Ora…voglio capire una cosa:
    MA COME FA UNA PERSONA IN STATO VEGETATIVO A RISPONDERE A DELLE DOMANDE PER UN SONDAGGIO?
    affermazioni come quelle di cui sopra mi fanno pensare che Crisafulli non sia assolutamente attendibile e abbia l’abitudine deprecabile di mettere in bocca a chi non può parlare le parole che vuole lui. E’ un mentitore e rigira la realtà, quindi mi viene da pensare che riguardo a Englaro abbia mentito in modo molto immorale.

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  22. @ mildareveno

    La ringrazio per le informazioni ad integrazione del mio post … potrei nominarLa co-redattore! 🙂

    Grazie anche per i link … sperando che i miei lettori abbandonino solo temporaneamente il mio blog. Farò senz’altro un salto sul Suo.

    @ Fabio Rossi

    Condivido le Sue osservazioni. Evidentemente il sondaggio di cui si parla nel sito di Crisafulli è riferito ai parenti delle persone che si trovano nelle condizioni di Eluana. Certo è il loro parere che non può essere confermato dai diretti interessati. Io sinceramente non mi sento di biasimare chi ritiene che la vita debba essere salvaguardata in tutti i modi. L’importante, secondo me, è che ci sia una profonda convinzione da parte dei parenti di fare il bene dei loro cari ammalati. Ma Beppino Englaro, dopo anni di sofferenza, ha deciso altrimenti e anche il suo parere è degno di rispetto.

    Quanto all’attendibilità delle affermazioni di Crisafulli, non mi esprimo perché non ho dati oggettivi su cui basarmi. Certamente per lui la vita è sacra; dovrebbe pensare, tuttavia, che nel suo caso l’attesa che il fratello si svegliasse è durara due anni, mentre per Englaro non ci sono speranze che la situazione possa mutare. E nessuno mi venga a dire che possono accadere anche i miracoli, che la scienza non è in grado di provare che non sia possibile in nessun caso il risveglio di Eluana … credo che la sua condizione sia irreversibile e basta.

    @ stella

    Questa è la Sua opinione e la rispetto. Tuttavia mi permetta di dirLe che dai dati di un sondaggio effettuato da Repubblica solo il 26% è contrario alla sospensione dell’alimentazione e idratazione; ben il 61% è favorevole e il 13% non si esprime. Lo so, è solo un sondaggio ma in molti ambiti le opinioni a campione sono tenute in gran conto, quindi si può dedurre dai dati emersi che chi la pensa come Lei, cara Stella, sia solo una ristretta minoranza che, però, ha alzato la voce molto di più rispetto a quelli che ritengono accettabile la decisione di Beppino Englaro.

    Quanto al discorso sull’ammissibilità o meno di “far morire una persona di fame e di sete”, la invito a leggere un altro mio articolo: La natura e il suo corso: ancora una riflessione sul caso Englaro.

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  23. Può darsi che qualcuno vada via dal suo blog per visitare il mio, ma accadrà di certo anche il contrario, perché nel mio post c’è un link a questo post.

    A quanti considerano crudele la morte di Eluana io dico: di chi è la colpa se in Italia l’eutanasia non è legale? Il padre di Eluana e altre persone hanno testimoniato che Eluana non avrebbe voluto essere tenuta in vita in questo modo: è stata commessa su di lei una violenza che è durata per 17 anni e questa violenza deve essere interrotta. Questo è ciò che chiede suo padre.

    Di quel sondaggio segnalato da Fabio Rossi si parla anche nella lettera aperta della famiglia Crisafulli a Beppino Englaro:

    “Infine ti comunico alcuni dati, che forse ti potranno essere utili, il quasi migliaio di motori immobili che vivono in stato vegetativo prolungato (c’è ne sono tanti anche da oltre 20 anni) e le loro rispettive famiglie, che vivono ed accudiscono i propri cari in casa propria, il 99,9% si dichiarano completamente contrari all’eutanasia, fatta eccezione di un solo caso che indica come soluzione definitiva la morte, dopo la sua.”

    Insomma, a questo serissimo sondaggio hanno partecipato i pazienti in stato vegetativo e i loro familiari.

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  24. Da notare che nel post sul sondaggio affermano che vi avrebbero partecipato malati di varie gravi malattie (tra i quali persone in stato vegetativo) e i loro familiari, mentre nella lettera a Englaro dicono che hanno partecipato solo persone in stato vegetativo e loro familiari.

    Insomma, raccontano balle a fin di bene (dal loro punto di vista).

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  25. Buona sera,
    mi presento, mi chiamo Luisa Vitali e vivo a Bologna. Ho a che fare con ospedali e malati fin da quando ero piccola. Conosco fin troppo bene il sistema sanitario italiano e la mancanza di assistenza adeguata a chi soffre ed è malato.
    C’è una cosa però, che non riesco a capire. Perché non si lascia la libertà di scelta alle persone. Perché, in nome di Gesù, o del cattolicesimo, o di esperienze personali, ci permettiamo di dare o peggio dettare consigli, pronunciare sentenze sulle deciasioni altrui. Perché chi si dice cattolico, non ha un minimo di pietà verso gli altri e non accetta le altrui posizioni, ma afferma, nel suo modo di comportarsi e di parlare, un integraliasmo e una non capacità di ascolto e di comprensione che non sono proprie delle parole di Gesù. Forse si dovrebbero rileggere la Bibbia. Sicuramente ora verrò tacciata di ateismo o peggio di integralismo laico radicale comunista. Mi dispiace vi sbagliate, la mia famiglia è di tredizione cattolica, con prozio prete e zia suora… ma da loro ho imparato l’umiltà nell’ascolto delle altrui posizioni anche se non sono compatibili con le mie e soprattutto il rispetto per le decisioni altrui.
    Credo che in uno stato di diritto e laico, come il nostro, le leggi dovrebbero garantire i diritti di tutti i cittadini. Le scelte poi dipendono dalle coscienze di ciascun individuo, dal proprio credo, se se ne ha uno. L’importante è non danneggiare il prossimo con il proprio comportamento.
    Mi chiedo se la lettera inviata da Pietro Crisafulli, casualmente al TgCom, chissà come mai, non sia una violazione del privato di una persona… con che diritto lo ha fatto… per mettere in salvo la sua coscienza… allora quante cose avrà detto, nel momento della disgrazia di Salvatore, a qualcuno che oggi non vorrebbe che fossero divulgate… Questa non è pietà e accanimento in nome di “quello che penso io è giusto e basta, io ho la verità e tu devi fare quello che dico io!” Non è certo questo l’insegnamento di Cristo (vi consiglio di leggere il libro di Augias “Inchiesta sul Cristianesimo”, forse vi illuminerà).
    Detto questo credo che avere finalmente la possibilità di un testamento biologico, non comporti che si lotti per la morte o non per la vita. E’ una questione di scelta personale.
    Ci dovrebbero essere strutture adeguate per chi ha bisogno di assistenza continua, per chi decide di continuare a rimanere legato ad altri, per chi si risveglia e ha bisogno di tutto, perché quando i parenti i genitori non ci saranno più ci dovrà essere chi si occupa di queste persone, oppure solo chi ha i soldi può garantirsi certe condizioni. Perché nella sanità, e scusate con il Governo Berlusconi, le cose non vanno certo meglio la situazione non è certo la migliore. Ora mi chiedo perché certe leggi fatte nel passato che ad esempio imponevano una scelta ai medici, di lavorare o nel pubblico o nel privato, siano state cancellate a scapito della salute dei cittadini… ma su questo punto non ho sentito nessuna voce alzarsi, perché l’importante siamo noi e i nostri cari, forse. Anche in questo caso, il signor Pietro Crisafulli si è dinmostrato egoista e poco sensibile. Io rispetto la sua scelta, ma vorrei che lui rispettasse quella degli altri. Perché il suo comportamento, come quello di molti cattolici è paragonabile, anzi uguale, all’integralismo islamico che tanto ci sconvolge e che porta ad odi perché “tutti gli islamici sono uguali” senza neppure conoscere cosa dice la religione islamica, cosa dice il Corano… e soprattutto non ci ricordiamo più cosa abbiamo fatto in nome di Gesù Cristo, e non era certo il suo volere!!!

    E’ sempre facile giudicare l’operato altrui se questo non coincide con il nostro pensiero. L’Occidente ha un’arroganza insita in se stessa di secoli.

    Forse bisognerebbe fermarsi e fare un bel esame di coscienza e soprattutto rispettare ed ascoltare.

    Questo è il mio pensiero. Avrei voluto mandare la mail direttamente al signor Pietro Crisafulli, ma non ho trovato un indirizzo diretto.

    Posterò questa mia anche su facebook.

    Grazie per l’attenzione
    Dot.ssa Luisa Vitali

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  26. @ mildareveno

    Mi scuso se ho fatto una battutaccia. 😦 Ho visto che sul Suo blog c’è il link e ringrazio. Ho anche scoperto che ce ne sono altri in giro per il web e mi fa piacere: io cerco di dare informazioni corrette e fare commenti che, pur difendendo quello che è il mio punto di vista, non offendano chi non la pensa come me. Insomma, mi sto impegnando seriamente … 🙂

    Il famigerato sondaggio di Crisafulli mi fa sempre più sorridere: che si debba rispettare la vita anche quando le persone sono in stato vegetativo permanente posso capirlo, ma che si faccia esprimere loro il proprio parere è davvero paradossale!

    Anche il presidente del senato Schifani sembra essere stato contagiato dalle bugie di Crisafulli, visto che ha affermato che “la volontà di Eluana Englaro di non voler vivere in stato vegetativo è solo presunta”. Poi, però, esprime solidarietà al signor Englaro dicendo di essere vicino al suo dolore. Aggiunge: “Voglio dire soltanto che maggioranza ed opposizione convergono su un punto: la volontà deve essere espressa dalla stessa persona o acquisita da fonti certe.”. E riecco che spunta il discorso sul testamento biologico, cui evidentemente Englaro non puntava.
    Pare che Schifani non abbia letto la sentenza della Cassazione con le relative testimonianze. Ma si può essere così superficiali? Di Crisafulli non mi stupisco, ma di un politico … 😦

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  27. @ dott.ssa Luisa Vitali

    Grazie per il Suo commento. Non posso che essere d’accordo con Lei su tutto ciò che dice. Anch’io mi sto sforzando da giorni, nei miei commenti a questo post e ad altri, di far capire a chi mi legge che la cosa più importante è rispettare l’opinone e il volere degli altri.

    Visto che Lei tocca un tasto dolente, quello che riguarda le strutture per i malati che necessitano di cura e assistenza continue, sa che cos’ha detto Berlusconi riguardo alla decisione di Englaro? Che lui in fondo non si è mai occupato di Eluana, ci hanno sempre pensato le magnifiche suore Misericordine di Lecco. Beh, certo, avrebbero potuto vegliare su di lei ancora per molto tempo, gratuitamente, hanno sottolineato. Ma in tutto questo discorso, davvero non trova spazio nemmeno un briciolo di pietà per Beppino Englaro, quella pietà che chi ha fede dovrebbe provare anche nei confronti di chi sbaglia. O no?

    Se vuole inviare il Suo commento a Crisafulli, l’indirizzo e-mail è pietro@salvatorecrisafulli.it L’ho trovato sul sito di Salvatore Crisafulli dove ci sono anche dei numeri telefonici.

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  28. Perché dovrebbe scusarsi di una battuta innocente?

    Sì, il sondaggio della famiglia Crisafulli è stupendo. Da notare che nella presentazione la famiglia Crisafulli afferma di aver fatto “un sondaggio sulla pelle dei disabili”.

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  29. Mi correggo: la gaffe sulla “pelle dei disabili” è nel post intitolato “Diventeranno tutti Englaro”, in cui si legge:

    “La famiglia Crisafulli, già con molta esperienza conosce oltre 950 casi di persone in stato vegetativo (molti vivono in casa) ed avendo fatto un sondaggio sulla pelle dei disabili e le famiglie attesta senza ombra di dubbio che il 99,9% è contrario all’eutanasia e al testamento biologico, lo 01% chiede di morire solo per disperazione ed abbandono totale.”

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  30. torno a rispondere sulla questione, devo dirLe alquanto deluso, sotto il profilo umano, di una Sua falsità palese e plateale.
    e la cosa mi dispiace, principalmente per il motivo che non mi è possibile continuare a stimare persone che affermano gravi inesattezze, dalle quali, per difendere il mio personale decoro, devo pubblicamente dissociarmi.
    spero pertanto che Lei abbia preso la mia precedente affermazione su tale punto come “opinione personale”, ed abbia voluto rispondermi sullo stesso stile, e non come “dato di fatto incontrovertibile” e/o Verità Assoluta.
    sarebbe, mi creda, il solo modo per avere ancora la mia stima, che le negherei in caso opposto.

    ma veniamo alla frase motivo del contendere.
    Lei, in risposta alla mia ultima, ha detto, tra l’altro, che:

    “Quanto agli esposti, si sa che arrivano al magistrato competente che li valuta e decide di conseguenza quale possa essere il corretto modo di agire. Se Crisafulli avesse voluto rivolgersi alla magistratura, la sua voce sarebbe stata ugualmente ascoltata. Tuttavia, in merito alla questione, il procuratore generale di Trieste, Beniamino Deidda, ha affermato che “La magistratura del Distretto di Udine non attuerà alcuna iniziativa che possa eludere o ritardare la doverosa attuazione di quanto disposto dalla Cassazione”. Forse il signor Crisafulli ha immaginato che agire per vie “legali” sarebbe stato inutile, quindi ha pensato di far leva sull’opinione pubblica. Ma il parere della gente non ha poteri speciali; solo il governo, con l’annunciato decreto d’urgenza, potrebbe intervenire.”

    ribadisco, e tale affermazione è un fatto Oggettivo, non una soggettiva interpretazione, che colui che riceve un Esposto, a differenza di una Querela, ha la più ampia Discrezionalità sul decidere Se e Quando inoltrare alla Magistratura l’esposto stesso.

    Le ricordo, tra l’altro, che Lei si è qualificata in ordine alla Sua professione, credo anche per dare rilievo alle Sue affermazioni e/o deduzioni, mentre io non ho ritenuto di farlo, in quanto ritengo che la Verità sia tale indipendentemente da chi la afferma, ma tale omissione non significa certo che io sia nè un idiota che “beve” qualsiasi affermazione, nè uno sprovveduto e/o un ignorante.
    continuo a non avere intenzione di informarLa sulla mia Professione, pur confermandoLe la mia conoscenza della materia trattata.

    resto in attesa di una auspicabile rettifica della Sua ultima, e, nel caso, Le ripropongo la mia rinnovata stima.

    in fede
    Agapeuno

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  31. @ agapeuno

    Dopo aver appreso della morte di Eluana, non avrei tanta voglia di rispondere, ma visto che per tutto il giorno ho lavorato e non avuto tempo, Le risponderò ora.

    Se Lei è “deluso”, io sono a dir poco allibita. Ammetto che ho fatto fatica a capire il motivo del Suo sdegno; ritengo però un atto ardito aver definito la mia una “falsità palese e plateale”. Credo che nulla giustifichi tale accusa, soprattutto nei confronti di chi non si conosce e non si guarda negli occhi.

    Se il motivo del contendere è la mia affermazione “si sa che gli esposti arrivano ecc ecc”, mi sembra che Lei abbia espresso un concetto simile nel Suo precedente commento, affermando “presentare un esposto è solo una possibilità che la cosa arrivi dove è necessario che arrivi”, salvo poi ammettere che la “spiegazione” era “fumosa”. Dalla giustificazione che Lei ha addotto ho ben compreso che dev’essere un “addetto ai lavori”. Tuttavia, io non ho considerato le Sue parole come un “giudizio tecnico”; perché mai Lei ha attribuito alle mie un alone aureo di “Verità assoluta”? Mai pensato una cosa del genere.

    Sbaglia se pensa che io mi sia “qualificata in ordine alla mia professione per dare rilievo alle mie affermazioni”; oggigiorno gli insegnanti sono così poco tenuti in considerazione che talvolta penso sarebbe meglio nascondere la professione. Comunque non insegno Diritto ma Lettere e, avendo frequentato il Liceo Classico, il Diritto non l’ho nemmeno studiato. Quello che so l’ho appreso per puro interesse personale, ma non sono un “tecnico” quindi non mi permetterei di invadere un campo non mio. Invece Lei avrebbe potuto qualificarsi; più volte nei miei commenti a questo articolo ho espresso dei dubbi a livello legale; con il Suo contributo avrei potuto scioglierli.

    Non so se ho riconquistato la Sua stima, ma vorrei almeno le Sue scuse per un’accusa così indelicata e ingiustificata.

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  32. Al signor parroco, posso solo dire di avere più rispetto degli uomini, delle loro debolezze, delle loro sofferenze, della vita e della sua complessità, non punti il dito; accolga e capisca. Certo chi non è padre o madre non può immedesimarsi non ne è capace : Il dolore per la soffetrenza dei propri figli ci può strappare il cuore, abbia la decenza di condividere il dolore e la sofferenza, così come il cristo da cui lei dovrebbe trarre insegnamento sicuramente avrebbe saputo fare. Siate cristiani non… mi verrebbe da pronunciare un termine brutale e mi trattengo. Un abbraccio affettuoso ai genitori di Eluana il mio augurio per loro e che abbiano la forza di sopportare tutto questo.

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  33. Grazie, Mariella, per il Suo intervento. Come ha potuto vedere, il “nostro” don Francesco non ha risposto nemmeno al mio lunghissimo commento. Non credo lo farà adesso. In ogni caso, condivido in tutto e per tutto ciò che Lei ha scritto.

    Ho pubblicato poco fa un post sulla scomparsa di Eluana. Ecco il link.

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  34. ULTIMO MIO INTERVENTO: non riesco a seguire tutto l’evolversi del blog (ho pochissimo tempo per farlo!!), quindi mi ritiro! Ma prima alcune cose le DEVO dire: peccatore sì, vigliacco no!! Domanda: in Italia dove si discute di tutto, ove si denigra tutto econ la scusa della libera opinione e del diritto di satira (che però non si esercita ad esempio sui mussulmani: quelli menano!!!) si denigra il Papa, i Cardinali, i preti, le suore, il Vangelo e perfiino Gesù Cristo, si può , dire che quello di Eluana è stata un omicidio? Oppure se dico così sono intollerante, anti-dialogante, eccc… Però gradirei che mi si spiegasse PERCHE’ NON E’ OMICIDIO? Come chiamare il fatto che una persono NON MALATA, SOLO GRAVEMENTE DISABILE, CHE NON HA LASCIATO DETTO NULLA DI REGISTRATO, NE’ DI SCRITTO, viene uccisa di fame e di sete per volontà altrui certamente, forse (vedi lettare di Crisafulli)? Eluanana ha voluto morire poi proprio così di fame e di sete? Prima di dire che non sono dialogante MI SI SPIEGHI PERCHE’ QUESTO NON E’ OMICIDIO! SE NON CI FOSSE STATA UNA SENTENZA ELUANA NON SAREBBE MORTA! SE IL SIGNOR PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA AVESSE FIRMATO IL DECRETO ELUANA NON SAREBBE MORTA! COME SI CHIAMA QUELLA COSA PER CUI INTERVENENDO SI TOGLIE LA VITA SE NON OMICIDIO? ELUANA SAREBBE MORTA SENZA LA SENTENZA? OPPURE SE IL SIGNOR PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA AVESSE FIRMATO? SPIEGATEMELA DIVERSA, E SONO PRONITISSINMO A RETTIFICARE!!! QUANTO AL PRINCIPIO DI AUTODETRMINAZIONE, PERCHE’ accipicchia, PERCHE’ NOI DOBBIAMO CURARE GLI ANORESSICI?!? QUELLI NON vogliono mangiare!! NON sono liberi di scegliere??? PERCHE’ ME LO SI DICA!! IN REALTA’ NON ESISTE LIBERTA’ per la morte NO, NO, NO!! CHI vuole morire E’ SOLO DISPERATO LO CAPIAMO O NO’?? NON C’E’ LIBERTA’ NEL FARE IL MALE, C’E’ SOLO DISPERAZIONE ASSOLUTA!!! E’ PER QUESTO CHI E’ DISPERATO VA AIUTATO A NON ESSERLO PIU’, E NON STRUMENTALIZZATO PER FARE UNA LEGGE E PER AVERE NOTORIETA’ COME HANNO BARBARAMENTE FATTO I RADICALI (pur di andare in tv Pannella digiuna e bevve la pipì, lo ricordate??)!! VERGOGNOSO!!! E si può dire qualcosa del signor egregio illustre intoccabil presidente della repubblica? Oppure Lui è più di tutti, del Papa, del Vangelo e di Nostro Signore?!? EBBENE PENSAVO CHE IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA FOSSE AL SERVIZIO DEI CITTADINI ED INVECE HO SCOPERTO CHE E’ AL SERVIZIO DELLA COSTITUZIONE!! PENSAVO CHE FOSSE UNA PERSONA AL SERVIZIO PER I SUOI CONNAZIONALI che hanno pari dignità di lui (spero!!) ED INVECE SCOPRO CHE E’ UN BUROCRATE CHE VIGILA SULLA LEGGE!! POSSO DIRLO?? DENUNCIATEMI SE VOLTE!!! POSSO DIRE CHE E’ STATO SQUALLIDO IL TENTATIVO DI EVITARE CHE TUTTI CONOSCESSERO IL TENORE UMANO DEL SIGNOR PRESIDENTE CHIEDENDO AL GOVERNO DI NON FARE IL DECRETO DURANTE IL CONSIGLIO DEI MINISTRI??? PRIMA CERCA DI NASCONDERSI CON UNA INTERFERENZA NEL LAVORO DEL GOVERNO POI SI NASCONDE DIETRO LA COSTITUZIONE (fior di giuristi hanno detto che posteva firmare o non firmare: ha scelto la seconda opzione!!) I FATTI DIMOSTRANO CHE INVECE’ E’ CHE LUI PENSA CHE SIA GIUSTO TOGLIERE L’ALIMENTAZIONE, CONTRO IL PARERE DEL PARLAMENTO:.LO DICA!! ABBIA IL CORAGGIO DI DIRLO! E NON SI NASCONDA DIETRO A CAVILLI PIU’ O MENO COSTITUZIONALI UNA E’ MORTA, MORTA, MORTA, FREDDA, CADAVERE E’ CHIARO?!? POSSO DIRE CHE A LARGHISSIMA MAGGIORANZA (il governo con l’UDC partre del PD e dell’Italia dei valori) IL PARLAMENTO AVREBBE APPROVATO IL DISEGNO DI LEGGE UGUALE AL DECRETO E SOLO UNO, DICO UNO, UNO IL SIGNOR PRESIDENTE COSTITUZIONAL-REPUBBLICANO L’HA RITARDATO CON L’EFFETTO DELLA MORTE DI ELUANA?? CHE DEMOCRAZIA E’ QUELLA DOVE UNO SI IMPONE AL LEGITTIMO LEGIFERARE DEL PARLAMENTO ELETTO DAGLI ITALIANI??? MI SI DICA SE QUESTO E’ VERO O NO! MA NON MI SI FACCIA LA PREDICA CHE IL CAPO DELLO STATO VA RISPETTATO E BASTA: IL BAVAGLIO ALLA BOCCA NON L’ACCETTO! EALTRO DISCORSO E’ IL FATTO CHE LA LEGGE SI POTEVA FARE PRIMA: QUESTO NON C’ENTRA: così stando le cose, poteva Cara signora ‘padrona di casa’ che si stupicsce (come avevo immaginato) della forza del mio intervento credo che l’indignazione esprima la grandezza del valore che si perde!! E persa la vita perdiamo TUTTO, TUTTO, TUTTO!! Perchè curare i disabili, avere attenzione agli anziani, accogliere i poveri.. chiediamo prima se vogliono essere accolti, oppure buttati a mare, ecc… Ecco l’indignazione esprime tutto questo CON FORZA, perché FORTISSIMO E’ IL VALORE CHE SI PERDE. Vada poi a vedere, Lei che insegna storia, cosa si dice alla voce guerra santa, non sull’enciclopedia cattolica, ma su wikipedia.Si dice: “L’espressione “guerra santa” viene a volte approssimativamente utilizzata anche per indicare le Crociate. Le Crociate contro l’Oriente rappresentarono di fatto la risposta del mondo cristiano all’offensiva militare islamica in atto da tempo. Erano, infatti, l’unica plausibile risposta alle aggressioni musulmane” Per cosrtesia Signora, che rispetto e non voglio assolutamente giudicare, però i ragionamenti e le considerazioni, sì, le dibatto; per favore NON INVOCHI LA PRIVACY PER LA LETTERA DI CRISAFULLI, MA PER PIACERE: UNA MUORE E NOI STIAMO A VEDERE LA PRIVACY; CI FOTOGRAFANO DAL SATELLITE, CI SPIANO CON LE INTERCETTAZIONI E PER TENTARE DI SALVARE (PURTROPPO INUTILMENTE) UNA VITA BISOGNA OSSERVARE LA PRIVACY?? MA DICA SE LEI E’ O NO CONTENTA CHE ELUANA SIA MORTA, QUESTO E’ L’UNICO PUNTO. LO DICA CHIARAMENTE!!! E NON NASCONDIAMOCI DIETRO ALLA LEGGE DELLA PRIVACY.
    SCUSATE LA LUNGHEZZA, MA COME HO DETTO ORA TOLGO IL DISTURBO CON UN’ULTIMA CONSIDERAZIONE PER CHI HA APPLAUDITO (LETTERALMENTE APPLAUDITO) ALLA MORTE DI ELUANA! LA PROSSIMA VOLTA (che non ci sarà mai più, questo credo sia l’augurio che TUTTI devono fare!!) SUONI IL VIOLINO: SARA’ IDENTICO A COLORO CHE, QUANDO MORIVANO GLI EBREI, LO FACEVANO SUONARE AD AUSCHWITZ!!

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  35. torno a rispondere sulla questione.
    per onore di cronaca, devo ammettere che la mia ultima può sembrare eccessiva, e di questo, per quanto “sopra le righe” mi scuso.

    il problema che si è posto è l’uso della lingua italiana.
    se Lei avesse affermato, ad esempio: “mi risulta che gli esposti…”, può credermi, Le avrei risposto con il medesimo tono che Lei ben conosce.

    purtroppo, ogniuno di noi ha un “lato oscuro”, ed il mio è divenuto palese:
    non tollero affermazioni che vanno contro la Verità!

    ma il Suo successivo intervento mi ha palesato che non era questa la Sua intenzione, e per tale motivo La informo che la mia stima nei Suoi confronti è tornata integra, e quindi vorrà considerare superata e/§o mai accaduta la mia accalorata precisazione.

    purtroppo, Lei è a conoscenza, ritengo, che per ottenere la ragione su questo caso, troppe menzogne sono state dette facendole passare per verità assolute.
    credo, inoltre, che proprio il Suo ruolo di insegnante di una materia come Lettere mi abbia fuorviato, facendomi ritenere la Sua affermazione con una valenza diversa.

    certo, se il nostro comunicare fosse stato verbale, avrei potuto capire prima che non intendeva affermare falsità, ma solo esprimere una giustificabile, seppur errata, opinione.

    La invito, comunque, proprio per capire, alla luce del mio “lato oscuro”, il mio brusco intervento, a rileggere la “incriminata affermazione”, poi a sostituire le parole come da me espresso, ed infine a considerare che la persona che fa tali affermazioni, per motivi di lavoro, ha una perfetta padronanza della lingua italiana.
    a questo aggiunga, come da Lei intuito, che colui a cui Lei si rivolge è “un addetto ai lavori”, unisca una precedente corrispondenza che è sempre stata il più corretta possibile da ambo le parti, e per finire, una già espressa forte sofferenza per quanto stava accadendo (in vario modo, rappresentata in ogni mio intervento), e credo non avrà, data una certa sensibilità, ad immedesimarsi ed intendere il mio, sia pur eccessivo, risentimento.

    per ulteriore informazione (ma questo Lei, lo riconosco, non poteva saperlo) la mia personale situazione di salute (asportazione di sei masse tumorali in poco più di tre anni) mi pone in uno stato di particolare sensibilità verso le problematiche delle malattie incurabili, e quindi, a volte, anche involontariamente si può “affondare” una lama senza rendersene conto.

    per ultimo, ma non nell’ordine di importanza, mi consenta di unirmi al dolore, anche se differente espresso, sentito e/o vissuto, di tutti coloro che la situazione “Eluana Englaro” hanno vissuto, anche solo tentando di esprimere il proprio dolore.

    per una precisa scelta resto comunque anonimo, per quanto attiene la mia professione; non si tratta di voler evitare di dare un maggior contributo, ma una precisa volontà di “essere uno dei tanti”, e, dal momento che anche altre persone della mia stessa “linea di pensiero” scrivono cose a mio avviso giuste (indipendentemente dai toni usati, ma di questo ho già parlato in precedenza), non ritengo occorra il parere mio in quanto “addetto ai lavori”, ma eventualmente un intervento umile e, quando riesco, pacato.
    pacato, ma fermo!
    come, fermamente, attendo che le verifiche decise da “addetti ai lavori”, più Addetti di me, mi permettano di capire le dinamiche che hanno portato Eluana a morire, da sola, senza i familiari accanto, in un letto di ospedale.
    ma di questo, credo, sarà opportuno parlare in seguito.

    in fede
    Agapeuno

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  36. @ don francesco

    Non so perché Lei affermi che “in Italia … si denigra il Papa, i Cardinali, i preti, le suore, il Vangelo e perfino Gesù Cristo”. Questo, infatti, succede dappertutto, non solo in Italia. Diciamo che la differenza è che in Italia ci sta il Papa e quindi bisogna essere cauti nelle affermazioni che possono risultare offensive. Non solo, la storia ci insegna che i rapporti tra Stato e Vaticano non sono sempre stati idilliaci; perciò anche i politici devono stare attenti. Così assistiamo a plateali manifestazioni di pietà per Eluana da parte del premier che, difendendo la vita della donna, è arrivato persino a dire che “potrebbe avere un figlio”, senza nemmeno rendersi conto dell’assurdità delle sue parole (ma c’eravamo abituati alle sue battute infelici!). Tutto questo per potersi oggi beare di un alone di santità, perché il suo Decreto l’avrebbe salvata (ma ne siamo sicuri? E se sì, per quanto tempo ancora l’avrebbe fatta vivere in quelle condizioni?), mentre Napolitano è una specie di Satana che si è rifiutato di apporre la firma su quel Decreto. Ma prima di dire che il Presidente della Repubblica si è rifiutato di fare ciò che era in suo potere, che non è “al servizio dei suoi connazionali”, è solo “un burocrate che vigila sulle leggi” ed è “al servizio della Costituzione”, s’informi sulle competenze che, in Italia, ha un capo dello Stato. Io non difendo Napolitano ma ritengo abbia agito in osservanza delle leggi e della Costituzione perché questo è il suo lavoro. E se Lei, don Francesco, non ha il coraggio di dire che anche Napolitano è un Assassino (è chiaro il Suo pensiero, visto che afferma “lui pensa che sia giusto togliere l’alimentazione, contro il parere del Parlamento), perché non ha il coraggio di ammettere che la Sua ostilità deriva dal fatto che il nostro Presidente è notoriamente un comunista? Io, invece, in casi come questi non guardo lo schieramento politico ma solo l’atteggiamento assunto da una persona che riveste un ruolo istituzionale. Forse poteva firmare, rischiando di assumere una decisione sulla scia del suo coinvolgimento emotivo nella vicenda, ma non l’ha fatto proprio perché la sua è una veste ufficiale. Quanto al “parere del Parlamento”, quello dev’essere ancora espresso; il Decreto, infatti, era stato elaborato dal Governo che, guarda caso, ha un capo egocentrico che ha approfittato dell’occasione per mettersi in buona luce con l’elettorato, vista l’ostilità espressa nei suoi confronti a proposito della politica sulla scuola, e con Casini che ora lo considera nuovamente un semi – dio (dico “semi” per non offenderLa, don Francesco). Quindi è del tutto inutile che Lei gridi (interpreto le parti scritte in maiuscolo come delle urla): “Che democrazia è quella dove uno si impone al legittimo legiferare del parlamento degli italiani”, perché il Parlamento non ha avuto alcun ruolo, lo sta avendo adesso ma è troppo tardi. Se il nostro santo – Berlusconi avesse voluto davvero salvare Eluana avrebbe potuto proporre prima il DDL che ora è fermo al senato. Anche se pare che Lei questa cosa non la digerisca, è proprio vero che “la legge si poteva fare prima”. In ogni caso a me personalmente sarebbe rimasto il dubbio su come una legge posteriore avrebbe potuto annullare una sentenza della Cassazione già emessa.

    Quanto al signor Englaro che senz’altro si trova nella Sua personale classifica degli Assassini – come i medici e tutto il personale paramedico che hanno assistito Eluana negli ultimi giorni, anzi non l’hanno assistita, se proprio vogliamo essere sinceri – ha ottenuto una sentenza a suo favore, lo ripeto per l’ennesima volta, e non ha commesso alcun omicidio perché la morte di Eluana può a rigore essere definita l’esecuzione della sentenza della Cassazione. Ogni altra valutazione è puramente soggettiva.

    Mi chiedo come faccia Lei a paragonare Eluana a degli ammalati veri (i medici hanno sempre detto che la donna godeva di una “salute discreta”) come chi soffre di anoressia. Ma si rende conto di quello che dice? Se per Eluana non c’era nulla che umanamente si potesse fare, per gli ammalati che Lei cita c’è tanto da fare anche perché con loro è possibile un’interazione, sono possibili delle CURE, una terapia psicanalitica perché prima di tutto è la loro psiche ad essere ammalata. È un percorso difficile e lungo, ma c’è la speranza di guarire queste persone dimostrando anche l’amore che Eluana non poteva più recepire. Se fosse bastato quello, si sarebbe risvegliata ma quando si ha la corteccia cerebrale compromessa non c’è amore che tenga: non si può lottare contro il nulla.

    La privacy è un diritto sacrosanto ma sappiamo tutti che, proprio per la nostra sicurezza o per motivi legati a particolari indagini di cui potremmo essere oggetto, in alcuni casi dobbiamo rinunciarci. Se penso che di fronte a casa c’è una telecamera, non mi sento offesa perché mi “spia”, mi sento più sicura perché se mai qualcuno mi aggredisse, sarebbe forse individuato e punito. Altra cosa è invadere la privacy altrui scientemente e con la consapevolezza di provocare un ulteriore dolore in una persona che già soffre. Se permette, sono due cose differenti.

    Se poi vogliamo parlare delle Crociate, non ho bisogno di consultare Wikipedia per dare una valutazione dell’evento storico in questione. Anzi, se proprio vogliamo essere onesti, le Crociate avevano ufficialmente lo scopo di difenderci dall’Islam, ma un altro obiettivo nemmeno tanto recondito era quello di conquistare altre terre, di espandere i commerci, e le repubbliche marinaie avevano un importante ruolo in quest’ambito. E poi gli “eserciti crociati” erano costituiti da una massa di poveracci, di avventurieri, nobili impoveriti che commise massacri e saccheggi indiscriminatamente. Gente che con la religione e il nobile disegno di liberare la Terrasanta dagli “infedeli” non aveva nulla a che vedere. Un cronista bizantino commenta: “I Saraceni stessi sono buoni e comprensivi al paragone di questa gente che porta la Croce del Cristo sulla spalla”.
    E che dire della nobile impresa della cattolicissima Spagna che, in nome della Fede, dopo la scoperta di Colombo ha fatto strage delle popolazioni indigene in America? Che dire della crudeltà con cui l’Inquisizione ha punito in modo indiscriminato, accanendosi anche contro persone che sono state riabilitate di recente (vedi Galileo)? Che dire della corruzione della Chiesa nel medioevo e dei papi simoniaci? Che dire delle attuali devianze di molti ecclesiastici: preti omosessuali o pedofili, preti che si sposano o che hanno dei figli che tengono segreti? Insomma, potrei continuare ma mi fermo perché tutto questo discorso non ha nulla a che vedere con la vicenda di Eluana. Lei difende la Sua Chiesa ed è giusto così. Ma non faccia lezioni di storia dicendo solo quello che fa comodo a Lei e alla Sua Chiesa. Credo che la fede di molti vacilli sentendo parlare dei sacerdoti come Lei, anzi sono certa che se solo un italiano su tre va a Messa la domenica è perché gli altri due non vogliono sentire prediche di questo tenore.

    Infine, l’applauso con cui qualcuno ha accolto la notizia della scomparsa di Eluana mi sembra un gesto spontaneo come quelli che oggi si usano ai funerali. Non mi piace, effettivamente, quest’usanza, ma si sa che le mode, in ogni ambito, vengono seguite. Per i violini bisognava organizzarsi: le mani uno se le porta dietro, i violini no. Non tocco l’argomento di Auschwitz perché mi pare sia una Sua fissazione e Le ho già risposto sull’argomento l’altra volta.

    Visto che il Suo è stato l’ultimo intervento (anch’io non ho molto tempo ma cerco di organizzarmi), non mi aspetto risposta. Ma mi lasci dire, per favore, un’ultima cosa: quello che in Lei manca è, a mio parere, quella caritas che sta alla base del sentire cristiano, quella capacità di perdonare chi sbaglia (Beppino Englaro, sempre secondo il Suo parere) così come Cristo stesso ci ha insegnato. Gesù sulla croce ha rivolto lo sguardo al cielo e ha detto: “Padre perdona loro perché non sanno quello che fanno” (Lc, 23, 34)”. Perché Lei, don Francesco, tiene gli occhi così in basso, rivolti alle misere cose di quaggiù e non è capace di guardare lassù … immagini che il Suo sguardo possa incrociare quello di Eluana: la vedrebbe sorridente e libera, finalmente, fra le braccia del Signore.

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  37. @ agapeuno

    Beh, ora ci siamo chiariti. Quanto alla mia “perfetta padronanza della lingua”, La ringrazio ma quando si scrivono tanti commenti e per di più di corsa, visto che ci sono altre cose incombenti, anche la più perfetta padronanza della lingua può vacillare. Ma quando ho scritto quella frase non credevo davvero di fare nulla di male.

    Mi dispiace della condizione in cui si trova ma, come Lei stesso ammette, non potevo esserne a conoscenza. Comprendo bene che la questione Le stia decisamente più a cuore che ad altre persone. Qui, sul mio blog, si chiacchiera, si esprimono pareri, si difendono le proprie posizioni, anche “alzando la voce”, ma tutto questo ignorando ciò che prova e sente chi sta “dall’altra parte”, a meno che non lo espliciti. Non sempre si può intuire o indovinare.

    Per quanto riguarda me, invece, parto sempre dal presupposto che chi mi legge abbia fatto un salto sulla pagina “about me” dove ho scritto delle cose su di me. Siccome la prima cosa che faccio quando capito sul blog di un altro è cercare delle notizie che riguardano chi scrive, do per scontato che tutti si comportino come me.

    Infine, Eluana è stata “sola” per diciassette anni, mi creda. Sola nel suo mondo da cui era esclusa ogni possibilità di comunicare. Per lei non ha significato nulla che al suo capezzale al momento del trapasso non ci fosse nessuno. Per chi rimane, invece, il “non esserci stato” può portare a dei sensi di colpa. Ma Beppino forse non li avrà mai.

    A presto. 🙂

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  38. nuovamente torno sulle precedenti per fare un sunto di quanto ci siamo detti, e, se possibile, concludere in modo equo le informazioni che ci siamo scambiate.

    atteso (attestato, provato indiscutibilmente) che un Esposto poteva non arrivare in tempo, e/o non arrivare affatto, si può ben comprendere il motivo per cui il Crisafulli (che ora sappiamo aveva fatto anche l’esposto, all’attenzione del Magistrato) abbia deciso di dare voce pubblica alla sua versione dei fatti.

    quindi il suo, per ovvie ragioni, resta un atto dovuto.

    per quanto attiene la privacy, tale diritto non può essere applicato quando “un maggiore ed urgente interesse deve essere tutelato”, e, nella visione del Crisafulli, oltre che nella mia, salvare la vita di Eluana rientra in un “maggiore ed urgente interesse”.

    su questo possiamo non essere in accordo, ma resta il fatto che il Crisafulli ha dovuto scegliere secondo il proprio sentire, cosa che come per me e per Lei, deve essergli consentito.

    entriamo ora nel merito della Sentenze della Cassazione.

    l’ Englaro non era al primo “esperimento” in tal senso, in quanto, in precedenza, mi risulta che, per ben due volte la Suprema Corte (di Cassazione ndr) aveva rigettato le sue richieste, ma lui non ha ritenuto tali Sentenze definitive!
    allo stesso modo, si vuole ritenere la terza Sentenza (che elude le precedenti) come “inappellabile”.

    credo, in questo, sia difficile riscontrare equità e serenità di giudizio (la cosa non offanda alcuno, in quanto è sufficiente rileggere l’iter per convenire che si tratta di una ricostruzione storica, e quindi non necessariamente di parte).

    per quanto attiene il termine “arrivare in tempo”, mi sia consentita una amara riflessione, che spero sia unanimamente condivisa:
    se si “costringe” una persona a vivere, si fa sempre in tempo a sopprimerla in un secondo momento;
    se si sopprime una persona, non si può (tranne nella letteratura, Lei sa a cosa mi riferisco) più riportarla in vita.

    per tale motivo alcune azioni sono legittime solo in una direzione, perchè un errore non può oggettivamente essere riparabile.

    per terminare, mi sia consentito contraddire una mia affermazione riguardo al mio primo intervento:
    dicevo di comprendere il grandissimo dolore dell’Englaro.
    i mezzi di informazione mi hanno portato a conoscenza della sua decisione di non presenziare ai funerali della figlia.
    questo, a mio avviso, non rientra tra gli atteggiamenti da considerarsi “qualificabili”, è incondivisibile da qualsiasi persona civile, e fortemente offensivo nei confronti della figlia.
    spero che tale decisione venga rivista dallo stesso, poichè, se così accadrà, si insinuerebbe, nella mia mente, un orribile sospetto, che per delicatezza non voglio enunciare…

    con la presente, forse, si conclude la serie dei miei interventi.
    se comunque Lei risponderà in un tempo breve (pochi giorni) potrei tornare a dare, se gradito, il mio contributo.

    per quanto riguarda la valutazione dell’intervento del Sig. Zeta, la mia personale è favorevole al suo intervento, pur riconoscendo che, se fosse stato meno prolisso, avrebbe consentito un maggiore apprezzamento anche da lettori più superficiali.

    ma, per quanto attiene l’essere prolisso, mi pare che anche io non scherzo…
    :-))) :-))) :-)))

    mi consenta, accomiatandomi, di salutarLa con il mio solito e personale modo, già conosciuto da molti:

    un abbraccio in Cristo Signore
    Agapeuno

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  39. @ agapeuno

    Quando ho sostenuto che Crisafulli aveva violato la privacy dell’Englaro non mi riferivo alla legge. Se traduciamo dall’inglese la parola, possiamo riferirci a quella sfera personale e privata cui tutti noi teniamo e che non desideriamo venga violata per alcun motivo, più o meno valido. Ritengo sia una questione di delicatezza; se uno mi confida un segreto, m’impegno a non rivelarlo perché si instaura tra noi come un patto. Se Crisafulli ha ritenuto superfluo il rispetto di tutto ciò e se legalmente ne aveva diritto, vista la situazione di urgenza, bisognerebbe pensare all’offesa dal punto di vista umano che ne è conseguita (tutti ad additare Beppino come un bugiardo: non mi sembra bello). Quanto al Suo discorso circa l’impossibilità di riportare in vita un morto, posso considerarlo ineccepibile. Rimango in dubbio sul fatto che Eluana volesse “essere soppressa in un secondo momento”. Non ha mai pensato che la sua scomparsa così inaspettatamente veloce possa essere considerata un segnale della sua volontà, come se lei volesse veramente andarsene presto? Io sì.

    Papà Englaro ha deciso di non presenziare alle esequie della figlia e per questo Lei, nella Sua ormai nota, a me, severità di giudizio, non è più vicino a lui nel suo dolore. Ritiene che la decisione di Englaro sia indegna di un buon padre? Libero di crederlo. Ma io dò un’altra interpretazione all’amore di un padre: l’essere stato vicino alla figlia per tutti questi anni e aver lottato perché lei fosse alla fine libera. Ora è solo un uomo triste e stanco che ha deciso di stare a casa con la moglie gravemente ammalata che non sarebbe potuta andare al funerale. Per me questo è un atto d’amore per chi c’è ancora nella sua vita, anche se deve rinunciare a dimostrare agli altri di essere fino all’ultimo un buon padre. Non dobbiamo giudicare solo dall’esteriorià: il dolore e l’amore non si misurano dagli atti visibili a tutti, perché se ciò fosse, potremmo valutare positivamente dei comportamenti che riteniamo adeguati, anche quelli di persone che guardano solo alla forma perché sanno che per molti è solo quella che conta.
    Io non so quanto grande sia il dolore di Beppino Englaro, ma non mi sento di giudicare solo dalle apparenze. Non so leggere nel suo cuore ma nelle parole che negli anni ha speso per sua figlia ho letto un amore infinito.

    La ringrazio ancora per il Suo contributo al vivace dibattito che ha preso forma sul mio blog, alquanto inaspettatamente mi sento di aggiungere, e contraccambio il Suo abbraccio.

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  40. torno sulla questione per alcune affermazioni che ritengo dovute.

    la prima, per onestà intellettuale, è una doverosa rettifica riguardo la dichiarata indisponibilità dell’Englaro a presenziare ai funerali della figlia.
    apprendo solo ora che la sua motivazione è la necessità di eludere i giornalisti, e questo, pur ferma restando la mia non condivisione, riveste un carattere inerente alla capacità personale di ciascuno, e per tale motivo non sindacabile dal sottoscritto.

    pure, mi sia consentito, mi appare, l’Englaro, una persona forte solo quando si tratta di far “spegnere” giustizialmente (mi scuso di non essere in grado di usare il termine “giuridicamente”) la figlia, e la sua Debolezza per quanto attiene tutto il resto lo porta, “stranamente”, a perdere tutti gli appuntamenti irripetibili riguardo alla figlia.

    ma quì mi fermo, ritenendo che ormai, su tale argomento non si possa dire nulla di più, tranne che il buon Dio ha messo in tutti una coscienza, e credo che Essa sia la sola (quindi, non io, non Lei, non gli altri milioni di persone che hanno ritenuto, comunque, di dire la loro) a poter dare pace o rimorso allo stesso.

    veniamo ora alla Sua cortese risposta.

    mi era chiaro che quando parlava di “violazione della privacy” Lei non intendesse parlare della legge, ma della moralità della questione.
    e proprio questo è stato il tema che mi ha convinto a portare avanti un dialogo ormai decisamente “corposo” con Lei.
    altrimenti, avrei detto semplicemente, con la mia ormai incontestabile “severità”:
    🙂
    invece, avendo capito che il suo discorso era pieno di motivazioni emozionali, e tendenti alla affermazione, ma anche alla ricerca di risposte “vere” (motivo della trascorsa “lite”, e successiva “riappacificazione” proprio in questo blog), ho tentato di dimostrarLe che i rapporti di stima, fiducia, complicità e simpatia non possono restare integri quando vanno contro la legge.

    Lei può, giustamente, farmi notare che la legge, nella persona della Cassazione si era già espressa, ma occorre tenere presente che tale sentenza era stata emessa in assenza delle informazioni in possesso del Crisafulli, e che, per tale motivo, potevano essere lesive del diritto alla vita di Eluana.
    questo, indipendentemente dalle valutazioni soggettive ed opposte che noi diamo al termine “Vita”.

    vorrà consentirmi di ritenere la mia traduzione del termine valida almeno quanto Lei ritiene valida la Sua.

    il Crisafulli, inoltre, non ha mai parlato con alcuno di quanto espresso, improvvisamente, con un esposto ed una lettera, altrimenti potremmo supporre che la cosa sarebbe venuta fuori molto prima!

    ne ha fatto menzione solo quando il tacere lo avrebbe reso irrimediabilmente complice di una azione per lui (e per me, lo consenta) riprovevole, e non solo dal punto di vista legale!

    credo, proprio sulla base di quanto descritto, spero in modo chiaro, che il Crisafulli non possa essere accusato di nulla di ciò che il Suo sentire (mi consenta, emozionale) lo accusa.

    a rigor di logica, mi dovrei riservare io il diritto (proprio perchè il suo silenzio è stato rotto troppo tardi) di contestargli un tempismo non confacente a salvare la ragazza.
    ma non lo faccio, perchè, anche su questo, non intendo ergermi a giudice delle motivazioni di altri.

    mi permetta, inoltre, di non condividere la Sua personale spiegazione riguardo alla velocità della morte di Eluana, che posso ascoltare, condividere o meno (ed è chiaro che non la condivido affatto), ma non considerare ineccepibile.

    cosa che Lei, nella Sua onestà intellettuale, ha ritenuto della mia amara riflessione.

    e questo perchè (e ciò Le fa onore) Lei si rende pefettamente conto che le nostre opposte valutazioni sono indubbiamente degne di reciproco rispetto, ma possono essere entrambe fallaci.

    mentre le conseguenze di un errore (e credo sia evidente che uno di noi è in errore, seppure in perfetta buona fede) non possono considerarsi equamente suddivise.

    per esemplificare:
    se Lei ha ragione (ed io torto), il mio errore avrebbe portato ulteriore dolore ad Eluana per alcuni giorni in più, cosa di cui mi rammaricherei, certo, ma resterebbe la volontà di fare ciò che è giusto.

    se io ho ragione (e Lei torto), il Suo errore avrebbe portato la morte ad Eluana.
    anche Lei, ovviamente, riconosco la volontà di fare ciò che è giusto, in perfetta buona fede, con grande dignità, coraggio, abnegazione ed altruismo.
    ma, per quanto Lei potrà essere nelle migliori intenzioni, il Suo errore ha dato la morte, e quindi una condizione senza ritorno, ad Eluana.

    ovviamente, ho personalizzato un concetto generale, ma ho voluto farlo di proposito, in quanto riconosco a Lei un Valore Umano che non condivide con altre persone che hanno la Sua stessa posizione sulla triste vicenda.

    spero che Lei vorrà anche visitare blog di persone intervenute nel Suo, e vorrà apporre il Suo link in quei blog. presi come Verità Assolute da parte di molti navigatori favorevoli non solo alla fine di Eluana, oltre che al Testamento Biologico, ma anche alla Eutanasia.

    credo che il concetto di questo ributtante termine Le sia ben noto, trattandosi di qualcosa che va decisamente oltre il Testamento Biologico, che pure mi vede contrario, ma pronto al dialogo e ad accettare se determinato in modo accettabile, e che si avvicina maggiormente al termine di Genocidio e Pulizia Etnica.

    per onore di cronaca, non ritengo che il padre dovesse “dimostrare ad altri” il suo amore per la figlia, in quanto questo si è prodigato, a mio modesto avviso, a farlo per molto, troppo tempo!
    ciò che mi aveva (ed in buona parte mi ha ancora) lasciato interdetto era che non avvertisse tale desiderio.

    concludo salutandoLa codialmente
    un abbraccio in Cristo Signore
    Agapeuno

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  41. @ agapeuno

    Per dovere di cronaca, La informo che il vero motivo dell’assenza del padre ai funerali di Eluana è che lo stesso ha ricevuto minacce di morte via e-mail e posta e, quindi, gli è stato consigliato dai Carabinieri di non uscire di casa [fonte: tgcom].
    Al di là di tutte le possibili congetture – ma anche malignità – il suo comportamento pare assolutamente giustificabile. Questo dimostra che la “bassezza” di certe persone a volte può costringere gente per bene a comportarsi in un determinato modo suscitando pure delle critiche, a volte gratuite.

    Quanto al Crisafulli, un dettaglio importante non è stato preso in considerazione nella nostra conversazione: il fatto che, come hanno dimostrato i miei commentatori – in particolare mildareveno e fabio rossi – il signor Crisafulli non è credibile perché in più di un’occasione ha fatto delle affermazioni assurde (per questo La invito a vedere il sito). Pertanto la legittimità del gesto di pubblicare la famosa lettera passa in secondo piano: laddove ha voluto dare del bugiardo a Beppino Englaro, lui stesso appare a sua volta poco credibile.

    Sono onorata che Lei mi riconosca “un Valore Umano che non condivido con altre persone che hanno la mia stessa posizione sulla triste vicenda”. Questo dimostra che chi affronta l’argomento in modo civile, pur non ottenendo sempre il consenso, conquista il rispetto e la stima. Ma ora credo sia davvero giunto il momento di chiudere la questione. Questo non per mancanza di argomenti, ma perché si andrebbe avanti all’infinito senza trovare un punto d’incontro. E poi, sinceramente, rispondere ai commenti per me sta diventando un impegno costante che mi porta via del tempo e, in questo periodo, ne ho davvero poco.

    A presto 🙂

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  42. Carissima,
    abbia pazienza, ma lei, che insegna storia e non so cosa altro, si deve ritirare, per il bene dei suoi studenti. non è in grado di distinguere l’oggettivo dalle sue opinioni, e questo è molto grave per un insegnante.
    scrive che “la morte di Eluana può a rigore essere definita l’esecuzione della sentenza della Cassazione. Ogni altra valutazione è puramente soggettiva.”
    MA SCUSI, E’ MORTA O NO POCHI GIORNI FA? O ADESSO E’ UGUALE A PRIMA?
    LEI SA (DICO: VERBO SAPERE, PER CERTO, CHE CI POTREBBE SCOMMETTERE LA VITA DEI SUOI CARI) COSA VOLEVA ELUANA TANTI ANNI FA? COSA VOLEVA ULTIMAMENTE? SE NON CAPIVA, VEDEVA, SENTIVA PROPRIO NULLA O FORSE QUALCOSA SI’? SA SE HA SENTITO DOLORE? E OLTRE LEI, QUALCUNO AL MONDO LO SA PER CERTO? IL PADRE, I MEDICI, I GIUDICI, LO SANNO PER CERTO? QUALCUNO LO SA COME SAI CHE 2+2=4?
    CI SONO DUE MODI DI VEDERE LE COSE:
    – ALCUNI DICONO: ELUANA ORMAI NON SI RENDEVA CONTO DI NULLA, ERA UN VEGETALE; NON SI PUò DIMOSTRARE CON CERTEZZA QUELLO CHE PENSA, QUINDI VUOL DIRE CHE NON PENSA
    – IO DICO: NON SI RIESCE A CAPIRE SE, QUANTO, COSA PENSA O CAPISCE, QUINDI UNA RISPOSTA CERTA NON LA POSSIAMO DARE, E’ POSSIBILE CHE CI SIA QUALCOSA CHE A NOI SFUGGE.
    LEI MI DICA: QUAL è LA VALUTAZIONE PIù OGGETTIVA, CHE STA SUL DATO DELLA REALTA SENZA INTERPRETARLO?
    RISPONDA PER FAVORE ALLE MIE DOMANDE SEMPLICEMENTE, CON UN SI O UN NO.

    Scrive dopo “Mi chiedo come faccia Lei a paragonare Eluana a degli ammalati veri (i medici hanno sempre detto che la donna godeva di una “salute discreta”) come chi soffre di anoressia”

    MA SI RENDE CONTO CHE QUESTA NON E’ LA REALTA’, MA UNA SUA INTERPRETAZIONE? LEI DECIDE CHE QUELLA NON E’ UNA MALATA VERA. LO DECIDE LEI, E QUINDI QUESTA SUA INTERPRETAZIONE LA METTE AL POSTO DELLA REALTA’ E POI TUTTE LE DECISIONI SONO CONSEGUENTI; COSì è ANDATO AVANTI IL CASO ENGLARO, BASTA CHIUDERE GLI OCCHI E DIRE CHE QUELLO CHE HO DAVANTI E’ UN’ALTRA COSA, UN PO’ DIVERSA E DA Lì PARTO E FACCIO QUELLO CHE MI PARE.
    TUTTI FANNO COSì, NON C’è ORMAI ALCUN PROBLEMA.
    MA MI FACCIA IL PIACERE; NON INSEGNI QUESTO METODO AI SUOI ALUNNI, CAMBI MESTIERE!

    A PRESTO
    MANUEL

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  43. @ Manuel

    Dal suo commento deduco che non ha letto attentamente i commenti che compaiono su questo post, né i miei né quelli dei miei “ospiti”. Se l’avesse fatto, avrebbe dato la giusta interpretazione alle mie parole. Quindi, prima di dare consigli gratuiti e di fare osservazioni offensive, in riferimento alla mia professione CHE AMO MOLTISSIMO E NON HO ALCUNA INTENZIONE DI CAMBIARE, pensi. Io, personalmente, non mi permetterei di fare osservazioni di tal genere su CHI NON CONOSCO.

    Sì, insegno storia, ma anche italiano e … LATINO. Basta dare un’occhiata al blog e alle categorie ben evidenziate alla destra di chi legge, per capirlo. Per quanto riguarda i miei allievi, non si sono mai lamentati e guardandosi in giro e sentendo le opinioni degli allievi che hanno altri insegnanti, credo possano ritenersi fortunati. Siccome seguono anche loro il mio blog, possono testimoniare. Ma visto che sono un po’ … timidi, credo non lo faranno. Se poi vuole sapere quello che LORO pensano sul caso di Eluana, dia un’occhiata ad un altro articolo.

    Quanto alla mia PROFESSIONE, Le assicuro che non sono molti i docenti con i titoli che possiedo io e con le competenze specifiche in diversi ambiti, non solo quello didattico. Senza fare troppi sforzi, vada alla PAGINA Hanno detto di me e vedrà che ho ottenuto dei riconoscimenti a livello nazionale per la mia attività didattica.

    Non sono solita sbandierare ai quattro venti i miei titoli ma quando qualcuno si permette di offendere, allora non riesco proprio a tacere.

    Non ho alcuna intenzione di rispondere alle Sue domande o di dare spiegazioni sulle mie affermazioni perché Le basterà LEGGERE ATTENTAMENTE TUTTI I PRECEDENTI COMMENTI per capire che si sta sbagliando quando afferma: “MA SI RENDE CONTO CHE QUESTA NON E’ LA REALTA’, MA UNA SUA INTERPRETAZIONE?”. Se, nonostante tutto, ancora non si sarà schiarito le idee alquanto confuse, vuol dire che I SUOI INSEGNANTI non sono stati poi così bravi … magari nel frattempo avranno cambiato lavoro.

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  44. nell’accomiatarmi dal Suo blog (quindi, come mi ha graziosamente fatto notare, da casa Sua), La informo che non andrò a visitare i blog dei Suoi amici.
    se mi permette, Le spiego anche, definitivamente il perchè.
    se tra noi si è (o, almeno, si era, in quanto non posso parlare per Lei ma solo per me) instaurata una certa stima, nonostante Lei è una militante del Partito radicale, mentre io non ho le Sue stesse simpatie, è per il fatto che abbiamo tentato (mi accorgo che con risultati che avrei auspicato maggiori) di mantenere i punto del nostro credere con il rispetto delle opinioni altrui.
    ma il fatto che io possa devolvere la mia stima umana ad una militante di un partito, non può e non deve, per alcun motivo, obbligarmi a dare la stessa valutazione nei confronti di TUTTI gli appartenenti e/o tesserati allo stesso partito.
    difatti, sotto Sua correzione, credo che il termine “stima personale” si debba riferire, salvo modifiche della lingua italiana, alla persona cui tale stima è rivolta, e non è lecito estendere tale apprezzamento a tutti coloro che la persona oggetto della stima ritiene.

    per quanto attiene le minacce ricevute da Englaro, lo appendo dal Suo intervento, nonostante io segua, per aggiornamenti di cronaca, proprio il Tg.com.
    probabilmente, quando hanno riportato la notizia, io ero distratto, e pensavo ad altro.

    con la presente La saluto, comprendendo che “anche” Lei ha molte cose da fare, e quindi credo non sia possibile ad entrambi il prosieguo del nostro scambio di opinioni.

    Agapeuno

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  45. @ agapeuno

    Confesso che nel leggere il Suo ultimo commento mi è scappata una fragorosa risata … il bello è che non ero a casa ma a scuola, mentre mi trovavo in attesa delle lezioni pomeridiane nell’aula d’informatica, dove altri colleghi hanno assistito al mio “divertimento” e probabilmente si sono chiesti come mai non li avessi resi partecipi. Prima che si offenda, Le spiego il motivo del mio riso.

    Non so come sia potuto succedere, ma Lei, caro agapeuno, ha preso un GROSSO GRANCHIO: che cosa Le ha fatto credere che io sia UNA MILITANTE DEL PARTTTO RADICALE? Non credo di aver mai espresso esplicitamente la mia “simpatia” nei confronti di tale Partito e il solo fatto che su alcuni punti io possa essere d’accordo con la loro opinione riguardo il caso di Eluana – ma anche in questo frangente, PER PURA CASUALITÀ – non può essere sufficiente per collocarmi politicamente in un partito. Quindi SMENTISCO CATEGORICAMENTE LE SUE AFFERMAZIONI e ci tengo, visto che, sarà pure casa mia, ma il mio blog rappresenta la mia veste pubblica e ci tengo a non creare fraintendimenti. Mi immagino come chi mi conosce e mi legge potrebbe inorridire di fronte da una mia ipotetica “conversione”. Anche se la politica non mi interessa, esercito il mio diritto – dovere di voto e lo faccio coerentemente da molti anni senza aver mai cambiato idea, nonostante le delusioni che a volte i nostri politici sanno procurare agli elettori.
    Credevo che avesse colto la sfumatura sarcastica del mio commento del 7 febbraio a mildareveno, quando dico: “Beh, qualcosa dev’essere scattato nella mente di Crisafulli, forse, appunto, non ha digerito l’interferenza di Cappato … quando si mettono in mezzo i Radicali è facile che saltino i nervi!”, ma mi sono sbagliata.

    Quanto a quelli che Lei definisce I MIEI AMICI, io li ho citati solo perché fanno delle affermazioni che posso condividere, ma NON LI CONOSCO, NON LI HO MAI CONOSCIUTI, ho dato solo un’occhiata al blog di mildareveno perché si è notevolmente prodigata a fornirmi delle informazioni laddove il mio resoconto risultava lacunoso, e se Lei è tanto convinto che i due commentatori citati siano dei militanti del Partito Radicale, mi aiuti a capire attraverso quali congetture è arrivato a tali conclusioni.
    Quando Le ho nominato mildareveno e fabio rossi l’ho fatto solo per non ripetere cose che erano state dette in altri commenti. L’unico sito a cui mi riferivo è quello di Salvatore Crisafulli dove si parla di un fantomatico sondaggio cui avrebbero partecipato, in veste di interlocutori, persone che si trovano nello stato di Eluana e anche peggio … i miei commentatori si sono chiesti come delle persone in uno stato vegetativo permanente possano rispondere a delle domande. Deve ammettere anche Lei che il fatto è un po’ curioso. Da questo particolare è poi scaturito il legittimo dubbio sull’attendibilità di Crisafulli. Tutto qui.

    Spero che ogni cosa sia stata chiarita. Conto sul fatto che voglia seguirmi nel tempo e commentare altri articoli e mi dispiace di essere stata così esplicita riguardo alla mancanza di tempo, ma è davvero un periodo di grande lavoro per me e replicare ai Suoi commenti, ma anche a quelli di altri, non è un’azione che posso fare di corsa e in stile telegrafico. È più forte di me: non ho la dote della sintesi!

    A presto. 🙂

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  46. Leggendo tutti i commenti in questo post, mi sono accorto che vi sono delle anomalie di carattere generale. Leggendo il sito sulla vicenda di Crisafulli, mi sono accorto che il sondaggio si rferisce sia ai disabili (per chi riesce a comunicare) il resto è stato realizzato sui familiari che accudiscono il proprio caro. A questo punto ritengo fonte molto attendibile, non credo vi siano abnormi anomalie. I dati diffusi nel sito in questione sono ampiamente efficaci, le inesattezze che appaiono in sito siano frutto di evidenti arrotondamenti.
    In merito alle accuse di Pitro Crisafulli, al babbo Peppino Englaro, le numerose interviste (Telecamere, Porta a Porta, TG4, Corriere della Sera, Mattino5, Avvenire) etc. etc. danno ampia chiarezza che il Sg. Englaro sia stato abbondanemene aiutato, sostenuto, indirizzato, suggerito ed altro ancora dai Radicali. Detto questo vorrei fare una chiara delucidazione:
    La famiglia Crisafulli, qualche mese prima scrisse pubblicamente a Peppino Englaro, sommariamene si percepisce che la sua lotta in qalche modo l’aveva vinta. Quello che non riesco a digerire è, perché rispose il Radicle On Cappato alla lettera di Crisafulli?
    Quale motivo ed interesse aveva il Sig. Cappato?
    Perchè con tanta rabbia ed offensiva questo suo accanimento?
    Come mai Marco Cappato i Radicali e l’associazione Luca Coscioni (Cappato e Company) non hanno mai sostenuto le centinaia di persone che lottano per la vita? Perchè questo silenzio? Era evidente un attacco così duro nei confronti della famiglia Crisafulli da parte di Cappato.
    A questo punto mi associo con la lettera di risposta della famiglia Crisafulli, indirizzata al Sig. Cappato da voi nemmeno menzionata, ma che comunque svela tanti segreti.
    Riporto alcnuni stralci così tutti noi potremmo capir molto di più.

    da salvatorecrisafulli.it

    Veramente un macabro spettacolo, fatto di sdegno, delusione, vergogna, dolore, fino a farci cadere le braccia. Queste le immediate sensazioni dopo aver letto l’intervento di Marco Cappato, deputato al parlamento europeo per il Partito Radicale. Tutti i componenti della famiglia Crisafulli, compreso ovviamente Salvatore, sono rimasti veramente increduli di come un parlamentare europeo, eletto da tutti gli italiani, per rappresentare la nostra nazione in Europa, abbia perso il senso del rispetto umano.

    Caro Deputato, questa è stata da sempre la nostra battaglia, mettendo a repentaglio la nostra stabilità familiare, tutto solo per amore di Salvatore e per le persone che, come lui, non hanno la possibilità di far sentire la propria voce a uno Stato sordo e inerte, davanti a tantissimi casi disperati come il nostro.

    Caro deputato, lei non può sapere quali sono i nostri sentimenti, l’amore, il dolore quotidiano che proviamo e la disperazione, che ci portano a dar voce alle parole di Salvatore e a voler combattere perché sia la vita il primo valore assoluto. Perché questi uomini, queste donne, queste migliaia di persone “non sono foglie di insalata”, ma provano emozioni, soffrono e gioiscono come noi.

    Ma si rende conto il legislatore, sia pure europeo, che se dopodomani la scienza, dovesse trovare il sistema di rimettere in piedi i nostri malati, egli, con le sue convinzioni, avrebbe condannato a morte chi avrebbe potuto vivere ed anche a lungo?

    Ma si rende conto il legislatore, sia pure europeo, che non si ha conferma della volontà di Eluana in questo momento di cosa vuole che si faccia della sua vita, trascurando quanto si dice che lei volesse sedici anni addietro? Il cervello di Eluana è stato dichiarato piatto? Se non lo è stato, vuol dire che lei elabora, ragiona, nel suo silenzio mentalmente decide. E se nel suo intimo, oggi e non sedici anni fa, stesse decidendo di vivere, il deputato Cappato farebbe l’assassino come per Ettore Fieramosca? Anche quello era un uomo morto, ma voleva morire in modo naturale non con un colpo di grazia!

    La famiglia Crisafulli, con tutta la sua esperienza e con tutta la sua autonomia (ed abbiamo ribadito nella lettera, di non essere legati a partiti di alcun genere, né alla Chiesa, né ad organizzazioni) è sicura, come tante altre famiglie italiane che si trovano nelle stesse condizioni, che Eluana vuole vivere. Lo dice Salvatore, uscito dal coma, lo ha detto e scritto a Welby, che aveva la stessa capacità di comunicare e lo dice ora, quando ascolta le notizie dei media.

    Lei, che professa la droga libera e l’eutanasia come valori assoluti della sua politica e che offende e insulta chi, come noi, combatte per la vita, per dar voce alla disperazione e una speranza a chi vede solo nella morte la soluzione allo strazio di una gravissima e forse irreversibile disabilità, non può assolutamente rappresentare il nostro paese in Europa.

    Non può chiedere voti e consensi a una popolazione di esseri umani che hanno un cuore e sentimenti. Non può vivere da benestante grazie a uno stipendio di migliaia di euro, che noi esseri umani che lei non rispetta, le paghiamo.

    Caro Cappato, la vita è il primo valore della nostra società, da qualsiasi visione politica la veda, religiosa o laica. E noi, non interveniamo sulle questioni di Welby o di Eluana per speculare o per creare uno show mediatico, come avete e continuate a fare voi, ma solo per dar voce al nostro Salvatore e all’impegno della nostra famiglia, in modo che lo stato non continui a dimenticarci e che anzi, prima o poi, possa garantire un’assistenza dignitosa a tutti quelli che, come Salvatore, si trovano in queste tragiche condizioni.

    Bisogna dire la verità, e la verità non la può conoscere certamente lei caro Cappato, che non ha vissuto il dramma quotidiano dell’assistenza ad un comatoso.

    La può conoscere solo chi, partendo dallo stato di coma, ha visto migliorare il proprio assistito fino a riuscire a farlo scrivere sia pure con gli occhi. Questa è la scienza di oggi e questa è vita!

    Quando però, sentiamo parole come le sue, ci cadono le braccia e comprendiamo perché lo Stato non ci ascolta, forse perché deve pagare stipendi a inutili parlamentari come lei.

    Catania 14 Novembre 2008

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  47. @ gabriele
    il Suo commento non era scomparso, non è mai stato pubblicato, semplicemente era in coda di moderazione e non avevo avuto il tempo di dedicarmi alla risposta prima di stasera. Così, mentre io con calma preparavo la risposta, Lei si scaldava oltremodo mandandomi altri due commenti che, questi sì, ho provveduto a cancellare e Le spiego perché: il primo perché era pieno di parolacce e non sono solita pubblicare commenti scurrili, il secondo perché riproponeva la lettera di Crisafulli, quindi sarebbe stato un doppione.

    A questo punto, pubblico la mia risposta così come l’avevo preparata (sono un po’ perfezionista, quindi preparo la risposta su un documento word e poi la incollo sul blog), anche se ritengo che il Suo comportamento arrogante e scorretto non la meriterebbe.

    Grazie per il Suo intervento e per le informazioni che ci trasmette. In verità, non ho ritenuto di pubblicare la lettera che lei cortesemente riporta perché, come si evince dal post scritto da me, non era mia preoccupazione stabilire se la lettera di Crisafulli dicesse verità o menzogne, quanto esprimere il mio parere sul fatto che sia stata pubblicata su un sito giornalistico e in un momento che ho definito strategico. La discussione ha poi “sconfinato” nei rapporti intercorsi fra Beppino Englaro e la famiglia Crisafulli, ma questa non era la mia intenzione. Alcuni commentatori hanno fatto riferimenti ad altri siti con dei link, quindi ho creduto che bastasse indirizzare i miei lettori, qualora lo desiderassero, ai siti citati. Per questo non ho riportato la lettera di Crisafulli a Cappato … d’altra parte, come Lei ha potuto notare, i commenti – compresi i miei – sono spesso più lunghi del mio post, quindi mi sembrava di “tirar troppo per le lunghe” un argomento che, tutto sommato, a me interessava poco.

    Come ho già spiegato ad agapeuno, non ho alcun rapporto con i Radicali, né mi interesso di loro o dei loro programmi politici. Quindi mi astengo da esprimere giudizi riguardo al ruolo che Capponi ha rivestito nella vicenda di Beppino Englaro. Posso solo supporre che, avendo a lungo “parlato al vento”, il papà di Eluana abbia voluto cercare il supporto di qualche politico e ha scelto, probabilmente, i Radicali per il loro noto atteggiamento anticonvenzionale.

    Non mi chiedo da molto tempo come mai al Parlamento, sia quello italiano sia quello europeo, ci siano tante persone che non meritano di ricoprire un ruolo così delicato. Da elettrice esprimo liberamente la mia preferenza quindi ritengo che questo diritto sia valido per tutti.

    Leggendo la lettera da Lei riportata, mi sento di esprimere la mia solidarietà alla famiglia Crisafulli e alle tante famiglie che vivono in una situazione complessa e con dedizione si prendono cura degli ammalati gravi. Tuttavia, rimango dell’idea che ognuno debba scegliere e che qualora la scelta non sia condivisa da persone che, nella stessa situazione, si comportano o si comporterebbero in modo diverso, non per questo sia da condannare. Quello su cui ho sempre puntato, nel post e nei commenti, è il rispetto nei confronti di Beppino Englaro, della sua famiglia e del loro dolore

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