TUTTI PAZZI PER I SALDI

saldiIn questi giorni sono iniziati in molte regioni italiane i tanto attesi saldi di fine stagione. Guardando la TV ho potuto constatare che molta gente, pur di non rinunciare alla grande occasione di inizio d’anno, è disposta a fare lunghe e a volte lunghissime file davanti al negozio preferito. A Roma in via Condotti, ad esempio, una delle ragazze intervistate di fronte ad uno dei negozi tanto prestigiosi quanto cari, ha ammesso di essersi messa in fila alle 6 di mattina. Roba da matti!
Mi viene in mente uno degli sketch di Mr Bean, esattamente quello in cui l’esilarante personaggio si era riservato un posto proprio di fronte alla porta principale di un grande magazzino depositando un sacco a pelo riempito con oggetti vari, simulando una persona che dormiva. Al mattino dopo arrivava tranquillo, trovando una fila chilometrica, e con molta nonchalance prendeva possesso della pole position cui legittimamente credeva di avere diritto, svuotando il sacco a pelo che, tra le altre cose, conteneva un cavolo e dei palloncini colorati, di fronte allo sguardo allibito degli altri clienti in fila. Naturalmente l’aplomb britannico è insuperabile in questi casi. Fosse successo in Italia, sarebbe scoppiata una specie di rivoluzione; c’è gente disposta a difendersi con le unghie e con i denti in questi casi. E non pensate che, trattandosi di Mr Bean, sia solo fiction: gli Inglesi sono davvero così. A loro non serve sbraitare o protestare animatamente, magari tirando fuori qualche parolaccia di sicuro effetto; loro ti fulminano con lo sguardo. E poi, diciamolo, i sudditi di Sua Maestà Elisabetta sono troppo per bene, se mai dovesse succedere qualcosa del genere, l’artefice sarebbe con buone probabilità un non – inglese. Tutt’al più ti guardano e sussurrano “Italians”, visto che noi all’estero, specie in Gran Bretagna , siamo catalogati come i più cafoni d’Europa. Ahimè!

Tornando ai saldi, sempre guardando le interviste in TV, sono rimasta esterrefatta nel sentire che una ragazza, dell’apparente età di venticinque anni, alla domanda “Quanto è disposta a spendere per un buon affare?” ha candidamente risposto, facendo comunque finta di starci un po’ lì a pensare, “2000-2500 euro”. Alla faccia della crisi … se pensiamo, poi, ai beneficiari della social card, questo appare sicuramente un insulto nei confronti di chi quella cifra l’ottiene in 4 – 5 mesi.
Io, comunque, un affare l’ho fatto, anche se ho avuto un attimo di panico alla cassa. Avevo visto un paio di stivali viola (colore di gran moda, ma quanto durerà?) prima dei saldi. Venerdì sono passata dal negozio e li ho visti scontati del 50%. Bene, mi sono detta, ora i soldi li posso pure buttare e poi non sono nemmeno tanti. Entrata, provati gli stivali, deciso d’acquistarli, arrivata alla cassa ed ecco la sorpresa: la cifra richiesta era diversa da quella esposta sul cartellino in vetrina. Io, che normalmente non mi metto a discutere, ho fatto valere il mio diritto di pagare la merce al prezzo esposto, indipendentemente dal fatto che, come energicamente continuava a protestare la titolare, il prezzo in vetrina era sbagliato. Naturalmente io ho portato a casa gli stivali pagati con il 50% di sconto mentre la negoziante si è affrettata a cambiare il prezzo sul cartellino. E dovevate vedere la faccia scocciata!

Insomma, i buoni affari sono sempre gratificanti, sia che si spendano 25 euro o 2500 … a seconda delle possibilità di ognuno. Ma attenzione, l’acquirente ha dei diritti che deve far valere anche di fronte al diniego del negoziante. Per prima cosa, pretendere di pagare un articolo al prezzo esposto; in secondo luogo, pretendere di pagare con la carta di credito laddove sia esposto in vetrina il logo della vostra carta (a volte i negozianti non accettano le carte nel pagamento a prezzo scontato perché loro hanno delle spese … ma a noi che cosa importa?!?). Inoltre è bene sapere che anche gli articoli in saldo si possono cambiare (non solo la taglia, per l’abbigliamento!), che non si possono vendere capi fallati, ovvero sarà il cliente a decidere di acquistare un articolo non perfetto tenuto conto del prezzo vantaggioso, e che gli sconti troppo alti (dal 50% in su) devono far sorgere dei dubbi. Se gli articoli d’abbigliamento sono dell’anno scorso, ad esempio, meglio andare negli outlet dove si possono fare buoni acquisiti tutto l’anno.  Ma i “saldi di fine stagione” in teoria dovrebbero interessare, almeno nel settore dell’abbigliamento, solo gli articoli della collezione autunno-inverno 2008/2009.
Infine, ricordate che in vetrina deve essere riportato il doppio prezzo: quello dell’articolo non scontato e il prezzo in saldo, nonché la percentuale di sconto. Anche sui capi esposti all’interno del negozio dovrebbero essere leggibili, sui cartellini, entrambi i prezzi.

Bene. E ora godetevi i saldi e magari anche Mr Bean! Se non avete visto la scenetta o la volete rivedere, vi lascio il video. Buoni acquisti!

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