“NATALE” DI GIUSEPPE UNGARETTI

La poesia è stata scritta durante una licenza che il poeta trascorse a Napoli in casa di amici. Appartiene alla raccolta “Allegria di Naufragi”, apparsa nel 1919 e diventata, nel 1931, “L’Allegria”.
Emerge nel testo la tristezza del poeta che ha ancora nella mente le immagini strazianti della guerra da lui vissuta in prima linea. La frammentazione dei versi dà l’idea di un singhiozzo e rimanda ai lettori l’immagine di un animo lacerato da profonde ferite che paiono non volersi rimarginare. La stanchezza di cui parla non è solo quella fisica, è soprattutto morale; l’apatia che traspare dai versi è la condizione dell’uomo che soffre e che non ha nemmeno la forza di apprezzare la compagnia consolatoria di persone amiche.
Il tono triste dei primi versi apparentemente contrasta con l’immagine del caminetto, in cui il fumo sembra divertirsi a fare “quattro capriole”, le sole compagne del poeta. Ma ad una lettura attenta si comprende che nel Natale Ungaretti vede solo un momento di pausa dopo l’agghiacciante esperienza vissuta in trincea, non un periodo di vera distensione dalle sue preoccupazioni.

Non ho voglia
di tuffarmi
in un gomitolo
di strade
Ho tanta
stanchezza
sulle spalle
Lasciatemi così
come una
cosa
posata
in un
angolo
e dimenticata
Qui
non si sente
altro
che il caldo buono
Sto
con le quattro
capriole
di fumo
del focolare
.

8 pensieri riguardo ““NATALE” DI GIUSEPPE UNGARETTI

  1. sono elisabetta ,anni 74,questa poesia la ripeto sovente non so il motivo, però mi sento meglio voglia di vivere ancora dando tanto a chi non ha niente essendo una volontaria da 25 anni all’ospedale molinetta di torino A.V.A.M. amici volontari degli ammalati.
    grazie

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  2. Caro Raffaele,
    questo post è di tre anni fa e l’ho “rispolverato” mettendolo in evidenza perché, anche se non sono reduce da una guerra come il poeta Ungaretti, mi sento esattamente come lui descrive se stesso. Insomma, questa poesia interpreta esattamente il mio stato d’animo e questo Natale io proprio non lo sento, ovvero non riesco a percepire la gioia che dovrebbe trasmettere in ogni cuore.

    Il fatto è che la vita è una continua battaglia, se non proprio una guerra, e a volte ci si sente stanchi e si ha voglia di stare in un cantuccio a riposare. A me manca, però, un focolare con cui riscaldarmi … sicché non posso nemmeno apprezzare la compagnia di “quattro capriole di fumo”, come fece Ungaretti.

    Un affettuoso augurio di Buon Natale anche a te e famiglia.

    Un abbraccio.
    Marisa

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  3. Davvero molto bella la poesia e anche per me è perfetta in questo periodo.
    Tantissimi auguri a lei e alla sua famiglia, prof! Buon natale 🙂
    Elisabetta

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  4. @ Ester

    Grazie mia cara. Auguri di cuore anche a te.

    @ Elisabetta

    Goditi i tuoi 18 anni che non tornano più! Non essere abbattuta e cerca di divertirti e di passare queste vacanze anche riposandoti … che da gennaio c’è il conto alla rovescia! 😉

    Tanti cari auguri di Buon Natale anche a te e alla tua famiglia.
    La prof

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