18 dicembre 2008

GELMINI: RIFORMA È FATTA

Posted in attualità, maestro unico, Mariastella Gelmini, politica, riforma della scuola, scuola tagged , , , , , , a 10:24 pm di marisamoles

gelmini 3Il ministro della Pubblica Istruzione, Mariastella Gelmini, ha presentato oggi al Consiglio dei Ministri i quattro decreti presidenziali che riguardano la scuola di ogni ordine e grado. Si parte, dunque, dalla scuola dell’Infanzia, passando attraverso quella primaria, fino ad arrivare alla secondaria di I e II grado. Per la prima volta dalla riforma Gentile del 1923 sono stati riorganizzati tutti i cicli di istruzione. Superfluo dire che i quattro decreti sono stati approvati.

Alla scuola dell’infanzia sarà possibile accedere a partire dai due anni e mezzo. L’orario resta quello di sempre: 40 ore con due insegnanti per sezione. Le famiglie potranno anche scegliere l’orario antimeridiano compatibilmente con le richieste.
L’abbassamento dell’età, ora di 3 anni, per l’accesso alla scuola materna è certamente una buona cosa, visto che gli asili nido sono pochi, quasi tutti privati e con lunghe liste d’attesa. Ovviamente dipende dalle città; io, comunque, ho iscritto mio figlio nella lista d’attesa in una struttura privata 17 anni fa e non ho mai ricevuto risposta! Non solo, ma il costo più o meno si aggirava, allora, sulle 600 mila lire mensili. Fortunatamente ho potuto iscrivere i bambini ad una scuola materna cattolica, dove li hanno ammessi a due anni e mezzo, per la modica somma di 200 mila lire al mese. Beh, un gran vantaggio. Ma se si possono sfruttare le strutture pubbliche ovviamente è meglio.

Sulla scuola primaria ho parlato fin troppo, quindi vi rimando alla lettura di questo post . Comunque, nessuna novità riguardo ai docenti: maestro unico o prevalente, a seconda dell’orario prescelto, o i due maestri per il tempo pieno. Il modulo attuale, però, non sarà del tutto morto e sepolto dal prossimo anno scolastico, visto che l’avvio della riforma riguarda solo le classi prime. Anche i famigerati tagli del personale, quindi, avverranno gradualmente e comunque gli eventuali soprannumerari saranno impegnati nel tempo pieno di 40 ore. Anzi, proprio la disponibilità dei docenti favorirà l’aumento delle classi con il tempo pieno, sempre compatibilmente con le richieste delle famiglie.

Nella scuola media (secondaria di I grado) l’orario passa dalle attuali 32 ore a 29. Il tempo prolungato verrà attivato soltanto su specifica richiesta delle famiglie e soltanto quando ci sia un sufficiente numero di alunni per attivare il servizio. Le ore d’inglese possono aumentare da 3 a 5, sempre su richiesta delle famiglie. Sarà obbligatoria, pure, una seconda lingua straniera.

La riforma delle superiori (secondaria di II grado), come si sa, slitta di una anno e partirà, quindi, con il 2010. Molte le novità, a partire dall’orario che sarà ridotto in tutti i tipi di scuola. Le ore dovranno essere effettivamente di 60 minuti; banditi, quindi, i “moduli” di 50 minuti che la maggior parte delle scuole adotta per problemi di compatibilità con l’orario dei mezzi di trasporto, quindi per quelle “cause di forza maggiore” che normalmente si invocano per far durare di meno la mattinata. Se gli orari, per la maggior parte, si aggirano sulle 30 ore settimanali, 5 ore per 6 giorni, non dovrebbe essere un problema. Ma come la mettiamo con le sezioni che hanno l’orario concentrato in cinque giorni – quelle, cioè, a settimana corta – per avere il sabato libero? Personalmente non mi piace avere il sabato libero, ma pare che molti docenti lo gradiscano e molte famiglie preferiscano avere i figli a casa per organizzare un week – end sulla neve, ad esempio. Come si farà a rispettare l’orario completo con ore di 60 minuti resta un mistero. A meno che non ci siano le solite “deroghe”, ma allora resterebbe tutto come adesso, visto che anche ora la durata del modulo orario è effettivamente di 60 minuti.
Le novità più sostanziali, come ho già scritto nei precedenti post, riguardano appunto le scuole superiori. Per non ripetermi vi rimando a quest’altro post. Tuttavia, vedo di riassumere i punti salienti.

Ci saranno due nuovi licei: quello delle scienze umane (ex-magistrali) e quello musicale e coreutico (danza e musica). Tre nuovi indirizzi per il liceo artistico: figurativo, design, new media. In tutti i licei si studierà l’inglese per cinque anni (attualmente al classico rientra nel piano di studi del solo ginnasio) e in quelli di nuova istituzione anche una seconda lingua straniera. Allo scientifico, come scrive Il Giornale, il latino sopravvivrà: parola di Gelmini!
I nuovi istituti tecnici avranno 2 settori fondamentali, uno economico e l’altro tecnologico, e 11 indirizzi. L’economico avrà 2 indirizzi, il tecnologico 9. Saranno organizzati in 2+2+1 anni. Il primo biennio con un contenuto formativo di base, il secondo specialistico a seconda degli indirizzi. L’ultimo anno sarà di perfezionamento mirato all’indirizzo scelto ed è previsto anche lo stage per gli studenti. Non più, quindi, 750 indirizzi che creavano confusione negli studenti e nelle famiglie. La scelta è ristretta ma più orientata a soddisfare le attitudini personali, maggiormente compatibile con le richieste del mondo del lavoro. I laboratori, poi, acquisteranno un ruolo centrale: diventeranno dei veri e propri centri di innovazione attraverso la costituzione di dipartimenti di ricerca. Non solo, esperti e professionisti potranno entrare nel comitato scientifico della scuola.

Nel comunicato stampa del MIUR non c’è traccia delle famose classi – ponte, ma si rende noto che saranno organizzati dei corsi d’italiano per stranieri. Alle medie, le due ore della seconda lingua potranno essere utilizzate per corsi di italiano per gli allievi non italofoni.

Infine, una buona notizia per i docenti “più bravi”: dal 2011 i docenti eccellenti potranno ricevere un premio produttività che potrà arrivare fino a 7.000 euro l’anno. Resta un mistero che cosa si intenda per “eccellenti”. Si può pensare che siano quelli con gli studenti più bravi; peccato, però, che, se così fosse, molti sarebbero quelli dai “bei voti facili” per fare una bella figura. O forse i docenti eccellenti saranno quelli più graditi agli allievi; mi immagino già i questionari per gli studenti:l’insegnante è simpatico, arriva puntuale, dà pochi compiti, lo capisci quando spiega … ???
O forse si rispolvererà il vecchio “quizzone” proposto da Berlinguer, già osteggiato da tutti i docenti senza distinzione di schieramento politico? Mah, staremo a vedere.

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15 commenti »

  1. Andrea said,

    Mi chiedo cosa voglia dire che il latino sopravviverà, che continuerà a essere insegnato allo Scientifico… Sono affermazioni molto generiche e tutt’altro che confortanti… Né la Moratti né la Gelmini hanno mai parlato di abolizione del latino dallo Scientifico, ma fino a poco tempo fa non c’era da stare tranquilli: si pensava che la materia potesse diventale opzionale.
    Su alcuni giornali si sta diffondendo di nuovo questa ipotesi. C’è stato un dietrofront rispetto ai quadri orario non ufficiali divulgati il 6 dicembre?
    C’è ancora da aver paura delle trovate di questo Governo?
    Ma perché non ci informano su quello che hanno deciso dall’alto?

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  2. marisamoles said,

    L’unico canale sicuro d’informazione, a parer mio, rimane il sito del MIUR. I giornali a volte “straparlano” e spesso si contraddicono … dipende, è ovvio, dallo schieramento. 😦
    Le informazioni divulgate nel mio post sono desunte, appunto, dal sito del MIUR, in cui non si parla di quadri orari e tanto meno della sopravvivenza del latino allo scientifico. Quindi, sempre secondo il mio punto di vista, per il momento ci si deve attenere alle informazioni certe; tutto ciò che non è contenuto in esse rimane “possibile ma non certo”, ovvero sono solo delle illazioni.
    Per i quadri orari, per ora, l’unico strumento d’informazione rimane il documento citato nel mio precedente post https://marisamoles.wordpress.com/2008/12/10/dalla-legge-137-alla-riforma-gelmini-il-trucco-c%e2%80%99e-l%e2%80%99inganno-pure/

    Non so se “c’è ancora d’aver paura delle trovate di questo Governo”, ma, come dicevano i latini, spes ultima dea … 🙂

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  3. Ronbo said,

    “Le ore d’inglese possono aumentare da 3 a 5, sempre su richiesta delle famiglie. Sarà obbligatoria, pure, una seconda lingua straniera.”
    Guarda che ti sbagli. L’aumento delle ore di inglese alle medie, da 3 a 5, se verrà scelto dalle famiglie, implicherà la fine della 2a lignua straniera.
    Leggi bene: Schema di regolamento recante “Norme per la riorganizzazione della rete scolastica e il razionale ed efficace utilizzo delle risorse umane della scuola, ai sensi dell’articolo 64, comma 4, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133”.
    Articolo 16 commi 1 e 2.
    Per i docenti di francese, tedesco e spagnolo è praticamente la fine.

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  4. marisamoles said,

    @ ronbo

    Ho dato delle informazioni sintetiche e ho citato pure la fonte (sito del MIUR).
    Le due informazioni citate non sono complementari, sono messe sullo stesso piano. Nessuno sbaglio; ho omesso di indicare l’esclusione della seconda lingua nel caso le famiglie propendano per l’estensione del monte orario d’inglese e me ne scuso. In ogni caso so leggere … bene. 😀
    Lascio agli interessati il link http://www.pubblica.istruzione.it/ministro/comunicati/2008_miur/allegati/i_ciclo.pps

    Dal tono aspro devo dedurre che sei un insegnante di francese, tedesco o spagnolo? 😦

    Ciao ciao

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  5. Ronbo said,

    Ciao.

    Non capisco perchè ti scaldi.
    Non ho usato nessun tono aspro. Ho solo integrato la tua informazione.
    E’ ovvio che sono un docente di lingua straniera non inglese.
    Chiaramente, quando ho scritto che per noi non-d’inglese è finita, mi riferivo ai precari: anche quelli in graduatoria e sissinizzati.
    I docenti di tedesco, francese , spagnolo e russo che sono di ruolo, E SOLO LORO, hanno diritto a mantenere il posto, anche se non si esclude una loro maggiore mobilità.

    Tu hai scritto che alle medie inferiori “Sarà obbligatoria, pure, una seconda lingua straniera”. Teoricamente è così, ma praticamente la seconda lingua straniera, ove non esiste un docente della stessa di ruolo, andrà a sparire.
    Il team della Gelmini è stato furbissimo: non si sono presi la responsabilità di cancellare la 2a lingua straniera e, così, l’hanno demandato alle famiglie.
    Le quali eseguiranno il compito; per varie ragioni:
    – togliersi la briga di una lingua in cui il figlio va male
    – non dover pagare ripetizioni di francese, spagnolo. ecc.
    – ascoltare i consigli interessati dei presidi
    – obbedire al governo che hanno votato…

    Ecco un’esemplificazione.
    Nella mia provincia, le cattedre di tedesco sono molte e ogni anno gli istituti fanno fatica a ricoprire le cattedre, con conseguenti disagi per la continuità didattica.
    E’ ovvio che, in questi casi, i dirigenti scolastici “consiglieranno” alle famiglie di optare per le 5 ore d’inglese. In tal modo si toglieranno il problema di dover cercare il docente di seconda lingua straniera.
    Aggiungi le motivazioni dei gentori di cui sopra e il gioco è fatto.

    Ti saluto.
    E, soprattutto, avendo una sola abilitazione, mi cerco un altro lavoro.

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  6. marisamoles said,

    Io non mi “scaldo”, sono tranquillissima, ma quando qualcuno insinua che io non sappia leggere, è evidente che mi infastidisco. Però ho indovinato che sei un docente non di lingua inglese! Cos’altro me l’ha fatto capire se non il tono?

    Mi dispiace per tutti quelli che si troveranno in difficoltà, specie se precari. Ma se siamo ridotti così è anche causa gli sprechi che negli anni si sono accumulati e nessun governo, né di destra né di sinistra, è senza macchia.
    Non apprezzo, però, quelle che sono le facili valutazioni e le deduzioni tendenziose che provengono da chi questo governo non l’ha votato. L’ho più volte detto e continuerò a dirlo: la scuola deve stare fuori dalle fazioni.

    Altra cosa: perché i genitori dovrebbero rinunciare a scegliere una seconda lingua straniera se il figlio non ha un profitto sufficiente? Come genitore ritengo utile la conoscenza di altre lingue oltre l’inglese e se mio figlio “andasse male”, lo spronerei a migliorare … i soldi per le ripetiziioni, poi, possono essere spesi anche per materie obbligatorie, o no? Ma se la scuola fornisce i supporti, come dovrebbe, siano essi corsi o sportelli, sono i genitori a scegliere le lezioni private perché fa comodo a loro.
    Insomma, io ho studiato l’inglese in una scuola privata perché al classico si fa solo due anni, poi ho appreso, sempre pagando le lezioni, sia lo spagnolo sia il francese e i miei non hanno mai fatto una piega perché sapevano quanto ci tenessi. Vale a dire: i soldi sono sempre ben spesi se migliorano la cultura dei figli. Ma con due ore sole a settimana penso che nessuna lingua s’impari bene, specie nella scuola pubblica, quindi se dovessi scegliere, opterei per le cinque d’inglese. Ti ho fatto questo ragionamento per farti entrare in una logica diversa dalla tua.

    Non so che futuro si prospetti per te, comunque sono sicura che ci siano molte professioni più gratificanti dell’insegnamento che alla fine ti logora … te lo dice una che ha sempre pensato di fare l’insegnante e che, dopo venticinque anni, sta meditando di cambiar lavoro! 😦

    Ciao ciao

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  7. Andrea said,

    Non sono ben informato sui cambiamenti che hanno investito la Scuola Media. Credo, tuttavia, che la preoccupazione del collega precario meriti tutta la nostra comprensione.
    Mi ha spinto a scriverti un capoverso presente nella tua risposta a Ronbo, perché non ho compreso il legame che intercorre fra due periodi, che qui di seguito cito per maggiore chiarezza: “Mi dispiace per tutti quelli che si troveranno in difficoltà, specie se precari. Ma se siamo ridotti così è anche a causa degli sprechi che negli anni si sono accumulati e nessun governo, né di destra né di sinistra, è senza macchia”.
    Cosa c’entrano i precari con gli sprechi?
    Come già sai io sono precario da qualche anno (fortunatamente non da molti), ma non credo che lo Stato sprechi soldi nel darmi lo stipendio a fine mese, perché ogni giorno mi sforzo di fare il mio dovere dando il massimo di me stesso… e sono convinto che molti altri precari facciano lo stesso: ne ho incontrati tanti e continuo a incontrarne tanti altri.
    Ritengo che i precari meritino più rispetto da parte di tutti: bisognerebbe considerare che alcuni colleghi lavorano nella scuola da più di dieci anni (qualcuno quasi da venti) e non hanno avuto ancora l’immissione in ruolo. Ho trovato in molti di questi colleghi una preparazione solida e sicura e un livello di motivazione altissimo.
    Dietro i quadri orario, la riconduzione delle cattedre a 18 ore, l’innalzamento del numero (minimo o massimo?) degli alunni per classe, il maestro unico o prevalente, ci sono delle persone che con i loro sforzi contribuiscono a far andare avanti la nostra scuola.
    Se devo essere sincero, provo una gran rabbia nell’udire i discorsi di un illustre personaggio il quale sabato sera, a Villa Madama, ha affermato che qualcuno lo aveva accusato di voler licenziare 85.000 insegnanti, quando in realtà lui non ha licenziato nessuno. Il nostro illustre personaggio mente spudoratamente, o meglio gioca con le parole: non ricorda neanche la stima delle riduzioni del personale della scuola (non 85.000 unità, ma 87.400 in tre anni), non ricorda che nessuno lo ha mai accusato di voler licenziare 87.400 docenti titolari, ma 87.400 precari. Ma forse per questo illustre personaggio questi 87.400 precari non sono neanche insegnanti, ma fantasmi che gravitano intorno alle nostre scuole, le privano di risorse, arrecano danno al livello culturale degli allievi, favoriscono la dispersione scolastica…
    Desidererei più rispetto, vorrei che nel cambiare il volto della scuola si tenesse conto anche delle persone che ci lavorano e che lo fanno con dedizione e devozione.
    Ad esempio, il Liceo Scientifico, di cui abbiamo più volte parlato, si potrebbe riformare dando più importanza alla Matematica, alla Fisica, alle Scienze, ma non rendendo opzionale il Latino! Riducano pure le ore, mi va benissimo il quadro orario 4 + 4 + 3 + 3 + 3, ma vi rendete conto delle conseguenze che si avranno se il Latino diventerà opzionale? Molti docenti di ruolo diventeranno soprannumerari, molte cattedre vacanti scompariranno, molti precari non lavoreranno più…
    E non parlo dei giovani che, appena laureati, senza uno straccio di preparazione di didattica, hanno presentato la domandina per accedere alla terza fascia delle Graduatorie di istituto, ma parlo dei precari (volontariamente non uso più il termine “giovani”) che, dopo la laurea quadriennale o quinquennale, hanno fatto il concorso, hanno fatto la SSIS (forse sarebbe il caso di usare il plurale, le SSIS), hanno fatto i corsi di perfezionamento, hanno lavorato anni nella scuola e magari lo hanno fatto con impegno. Insomma, hanno investito tempo, denaro e salute per fare i formatori.
    Cambiare lavoro può essere positivo se tale decisione è frutto di una scelta personale e non la conseguenza di un’imposizione proveniente dall’esterno! Hai scritto che “ci sono molte professioni più gratificanti dell’insegnamento, che alla fine ti logora”: in linea di principio sono d’accordo con te, ma per me non desidererei in alcun caso un altro lavoro. Io ho scelto questo, ho fatto tanti sacrifici per poterlo svolgere e continuo a farne… e non ho inteso la scuola come un ammortizzatore sociale.
    Un’ultima considerazione riguardo al comportamento dei genitori nei confronti delle insufficienze dei loro figli… Tu sei un’insegnante e sai bene che a molti genitori interessa unicamente la media. Per loro l’insegnante più bravo non è il formatore serio, ma colui che elargisce, che regala i voti alti, che non dà molti compiti ai ragazzi, i quali, travolti con i loro genitori dalla società dell’apparire e dell’avere, devono andare in palestra, devono giocare a calcio, devono uscire, devono fare nuove conoscenze… e non hanno molto tempo per studiare!
    Non voglio generalizzare: ci sono molti genitori responsabili, per i quali la prima preoccupazione è avere dei figli intelligenti, ben formati e istruiti, ma non so se siano la maggioranza.
    Pensiamo anche a queste cose!
    Un saluto! Andrea

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  8. marisamoles said,

    @ Andrea

    Periodaccio, questo, per me! Vengo fraintesa ovunque: a scuola, in famiglia, sul blog … Bene, ora vedo di spiegarmi meglio.

    Il fatto che io abbia accostato i due periodi che citi nel commento, non significa che siano legati dalla dinamica causa – effetto. Quando affermo che “se siamo ridotti così è causa degli sprechi ecc. ecc.” non vuol dire che io consideri “sprechi” gli stipendi pagati ai precari. Ci mancherebbe! Mi riferivo, in effetti, ai tagli che il governo ha pianificato e che, giocoforza, riguardano i precari, visto che i docenti di ruolo sono “intoccabili”. Quindi, mi pareva chiaro il messaggio: se siamo ridotti così e, quindi, per i precari si prospettano tempi duri, lo si deve al fatto che in passato ci sono stati degli sprechi ecc. ecc. Credo che ciò sia assolutamente inconfutabile.

    Anche se io di precariato ne ho fatto davvero poco – qualche mese prima di laurearmi e un anno appena laureata -, non sono tanto insensibile da non comprendere la situazione in cui si trovano i supplenti. Piuttosto mi chiedo come mai ci siano dei precari che insegnano da dieci o più anni; ce ne sono stati di concorsi, mi pare, anche riservati. Qualche mia collega, più giovane di me soltanto di qualche anno, è entrata di ruolo pochi anni fa proprio con il riservato; non solo, molti hanno potuto ottenere più abilitazioni per materie affini sostenendo un solo concorso. Se ricordi quanto ti ho detto in un commento al post “Seneca o Shakespeare: de gusti bus…”, le mie tre abilitazioni me le sono sudate, con due concorsi ordinari e un corso di riconversione (che comunque prevedeva un esame scritto e uno orale). Essendo già di ruolo a poco più di un anno dalla laurea, avrei potuto fermarmi là e invece no. Prima della terza abilitazione ho anche frequentato, essendo già madre di due bambini, un corso di perfezionamento all’università, oltre a numerosi corsi di aggiornamento. Quindi, mi sembra doveroso, a maggior ragione, che i precari continuino a perfezionarsi e a studiare. 🙂

    Insomma, grazie alla mia esperienza posso assicurare che ci sono precari bravissimi e preparatissimi, altri un po’ meno bravi ma con molta voglia d’imparare, altri ancora che, con arroganza e presunzione, vogliono aver ragione a tutti i costi, quando gli studenti fanno delle osservazioni, e non ammettono i loro errori. D’altra parte, la scuola è piena di docenti di ruolo ignoranti e scansafatiche, per i quali la cosa più importante è lo stipendio del 27 del mese: per queste persone i soldi guadagnati sono anche troppi!
    In ogni caso, non spetta a noi docenti giudicare l’operato dei colleghi, siano essi di ruolo o precari; secondo me gli unici in grado di esprimere un giudizio sono gli studenti, visto che sono i soli “spettatori” delle nostre lezioni. Posso esprimere pareri sui colleghi dal punto di vista umano, non da quello professionale. Ciò che so, riguardo agli altri insegnanti, lo so perché i ragazzi ne parlano.

    Quanto all’ “illustre personaggio” (è un delitto chiamarlo per nome?), non fa altro che ribadire i criteri di attuazione dell’art. 64 della legge 6 agosto 2008, n.133. Perché dovrebbe tacere?
    Finora, tutto ciò che era stato promesso si è concretizzato, ci piaccia o no. Se vuoi, ti lascio un link

    http://www.forzaitalia.it/speciali/decretogelmini.pdf

    Sui genitori potrei fare un discorso lunghissimo ma preferisco astenermi dal commentare. Dico solo questo: capita molte volte che l’atteggiamento ostruzionista di certi insegnanti impedisca un corretto e proficuo rapporto scuola – famiglia. Mi è successo una volta di non saper come dire ad un genitore che il latino per suo figlio era come l’ostrogoto. Ho messo in atto tutte le tecniche di comunicazione che la frequenza di numerosi corsi mi aveva offerto, ma non sono nemmeno riuscita a finire il discorso che il genitore, gentilmente e con grande capacità di analisi, mi ha interrotto dicendo. “Professoressa, mi scusi, non ci giriamo attorno. Ho un figlio scemo, lo so”.

    Infine, per uno studente che male c’è a “distrarsi” con altre attività? Io da liceale frequentavo il corso d’inglese per quattro ore alla settimana, andavo a danza, uscivo con gli amici, avevo il “fidanzato”, facevo “volontariato” (anche se allora non si chiamava così), suonavo la chitarra e componevo dei pezzi … insomma, i miei non facevano altro che dirmi “Stai un po’ tranquilla, per favore!”. Eppure non ho mai trascurato gli studi. È semplicemente una questione di organizzazione e di saper attribuire allo studio la priorità che merita.

    Ciao a tutti. 😀

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  9. marisamoles said,

    A chi è interessato all’argomento lascio due link

    http://www.tuttoscuola.com/cgi-local/disp.cgi?ID=19077

    http://www.tuttoscuola.com/cgi-local/disp.cgi?ID=19076

    @ Andrea

    Cito dal primo testo: “Il ministro poi ha risposto a due domande specifiche sul latino e sull’edilizia scolastica. Il latino, contrariamente a qualche notizia infondata diffusa sulla stampa, rimarrà al liceo scientifico (e ovviamente nel classico), mentre per l’edilizia scolastica, la Gelmini ha auspicato che tutti i soggetti coinvolti (governo centrale, Regioni e gli altri enti locali) facciano ognuno la propria parte.”

    Possiamo stare più tranquilli adesso?!?

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  10. Ronbo said,

    Ciao,

    questo è il mio ultimo commento su questo blog.
    Ringrazio Andrea, non per la comprensione – me la saprò cavare benissimo anche senza scuola – ma per il ragionamento corretto.

    Ho letto che i tagli di oggi sono la conseguenza degli sprechi di ieri. Ma se sono anni che la scuola taglia cattedre e che non mette più a ruolo migliaia di insegnantI!
    Vogliamo parlare invece dei 140.000 agenti forestali della Calabria pagati dallo Stato?
    Vogliamo parlare della Motorizzazione Civile e del PRA: due enti doppioni che nessuno si decide a riorganizzare, o almeno a tagliarne uno?
    Vogliamo parlare dell’evasione fiscale e del lavoro nero che incide per quasi il 30% del PIL italiano?
    E io mi devo sentir dire che non avrò il posto a scuola perchè ci sono stati degli sprechi? L’ignorantissima ministra ha parlato addirittura di scuola stipendificio.
    Ma non hanno proprio vergogna. Vai in qualsiasi comune meridionale. In ogni municipio ci sono decine e decine di impiegati che si girano i pollici.
    Io non ho sentito Brunetta dare in escandescenze contro di questi. Questi che, sì, sono i veri fannulloni. E’ più facile prendersela con gli insegnanti, evidentemente.
    Sono anni che i vari governi stanno già tagliando sulla scuola, aumentando il numero di alunni per classe e quindi bloccando il turnover. Le graduatorie sono state chiuse. I tagli erano già in atto.
    Questo governo chiama “riforma” quella che in realtà rappresenta il dimezzamento della scuola pubblica. Meno ore di insegnamento, quasi sparizione delle lingue tranne inglese, classi con valanghe di alunni, creazione di classi di stranieri segregati (sì, perchè non hanno spiegato se le classi ponte durano un mese o un anno).
    Ti giuro che faccio fatica a trattenermi dal vomitare sul monitor.

    Io e tanti altri abbiamo fatto 5 anni di università, quella vera, non la boiata del 3+2; abbiamo fatto 2 anni di SSIS. All’estero saremmo trattati con i guanti bianchi, saremmo quadri o dirigenti. qui non avremo neanche più diritto a un posto di insegnante precario.

    Passiamo ad altro,và!
    Io non so con che genitori parli tu: forse sono marziani. La gran parte di quelli che ho a che fare io pensano (giustamente, aggiungo) a togliersi più scocciature possibili.
    Esempio. “Mio figlio va male in francese. Sì, lo so non studia, ma se non c’è più francese, sarà un’insufficienza in meno”.
    Non sono tutti così, per carità, ma sono tanti comunque.
    I genitori scelgono le ripetizioni private perchè fa loro comodo? A quelli ricchi sì. Quanto alle ore di sportello, devi pensare che noi precari di seconda lingua straniera abbiamo spesso due sedi ed è molto difficile trovare il tempo per fare sportello. Siamo noi quelli che hanno 8-9 classi, che magari si devono fare il doppio di riunioni per la doppia sede.

    Concludo con il discorso delle 2 ore settimanali di 2a lingua straniera. Sono poche, certo. Ce ne vorrebbero tre. Basterebbe togliere l’ora di religione. E, invece, siamo in Italia: i laureati con specializzazione possono essere lasciati a casa, ma i baciapile asserviti al Vaticano avranno sempre il posto assicurato.

    E con questo ti saluto.
    Buon Natale e goditi il tuo blog.

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  11. Andrea said,

    Non condivido il tono del collega, ma, se lo scopo della rete è quello di favorire la circolazione delle informazioni e lo scambio di opinioni a distanza, credo che questo blog contribuisca notevolmente a questo fine!
    E’ anche chiaro che i toni sono così accesi perché la preoccupazione è grande e il clima di incertezza contribuisce ad accrescerla ulteriormente.
    Ho visitato il sito di Forza Italia da te indicato: in esso la destra smentisce le bugie della sinistra… ma gioca con le parole!
    Sotto la voce “Razionalizzazione del personale” c’è scritto (riporto in maiuscolo i miei modesti commenti):
    1) Verranno licenziati 87.000 insegnanti: falso! NE VERRANNO LICENZIATI 87.400 (CFR. PIANO PROGRAMMATICO DI INTERVENTI VOLTI ALLA RAZIONALIZZAZIONE DELL’UTILIZZO DELLE RISORSE UMANE E STRUMENTALI DEL SISTEMA SCOLASTICO, PAG. 15)
    2) Non ci sarà nessun licenziamento. Si razionalizza (E’ MEGLIO USARE UN TERMINE MENO FORTE!) il numero degli insegnanti rispetto al fabbisogno, non assumendone ulteriori (INSOMMA, IL BLOCCO DEL TURN OVER. MA NON ERA QUESTO IL GOVERNO CHE FINO ALLA SCORSA ESTATE PARLAVA DI PROSSIMI CONCORSI?). QUANTO AI LICENZIAMENTI, NON C’E’ BISOGNO DI LICENZIARE NESSUN PRECARIO: BASTA NON RINNOVARGLI IL CONTRATTO IL PRIMO SETTEMBRE!!! DEL RESTO GIA’ DA UN PO’ SI DICEVA CHE NON SAREBBERO PIU’ ESISTITI DOCENTI PRECARI, MA DOCENTI DISOCCUPATI. IL PROBLEMA DEL PRECARIATO SI RISOLVERA’ NON FACENDOCI LAVORARE PIU’.
    3) E’ vero invece che in Italia c’è un docente ogni 9 alunni, in Europa uno ogni 13. SU TUTTO CIO’ SONO MENO PREPARATO. SICURAMENTE ESISTONO CLASSI POCO NUMEROSE, MA E’ SU QUESTE CHE SI DOVREBBE INTERVENIRE. IO QUEST’ANNO MI TROVO A DOVER GESTIRE CLASSI DI CIRCA 30 ALUNNI, E NON E’ UNA COSA FACILE… RITENGO CHE SI LAVORI MOLTO MEGLIO SE LE CLASSI SONO PIU’ ESIGUE (SI PENSI ALLE DIFFICOLTA’ NELLA CONDUZIONE DELLE VERIFICHE ORALI IN TEMPI DA RECORD, ALL’IMPOSSIBILITA’ DI SVOLGERE AZIONI MIRATE DI RECUPERO DAVVERO EFFICACI…
    4) E’ vero anche che in Italia nella scuola ci sono 1 milione e 350.000 dipendenti e sono troppi. OK, SARA’ PUR VERO, MA MI E’ PARSO DI SENTIRE CHE DA NOI SIANO PAGATI DALLO STATO ANCHE I DOCENTI DI SOSTEGNO E DI RELIGIONE, CHE ALTROVE SONO RETRIBUITI DA ALTRI…

    Un saluto! … e grazie per i chiarimenti! Andrea

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  12. marisamoles said,

    @ Ronbo

    Mi dispiacerebbe se questo fosse davvero il tuo ultimo commento qui. Se lo scopo di un blog è anche quello di favorire il confronto, come dice Andrea, allora bisogna accettare il fatto che non tutti la pensano come te. Quanto a me, sono disponibile allo scambio di opinioni e ad accogliere i vostri commenti, ma non posso sempre essere d’accordo con tutti.

    Se parliamo di sprechi, è assodato che ci siano in tutti i settori a livello centrale e più o meno decentrato. Ma visto che stiamo parlando di Leggi dello Stato (133 e 137), non possiamo fare nulla per cambiare le cose, che ci piacciano o meno.
    Quando ho affermato che se siamo ridotti così è perché ci sono stati degli sprechi, ho interpretato quello che è lo spirito della Legge 133; niente di personale. Fosse per me, i precari se ne potrebbero stare tutti al loro posto.

    Non so dove tu (e anche Andrea) insegni, ma sia nel liceo in cui ho prestato servizio fino a tre anni fa sia in quello in cui attualmente insegno il personale docente è di ruolo al 90%. I precari praticamente ricoprono solo i posti “vacanti” perché ci sono colleghi che hanno vari mandati o che insegnano all’estero. La maggior parte dei supplenti sono temporanei e sostituiscono i colleghi malati per lunghi periodi o le colleghe in maternità. Ovviamente questa è la realtà in cui vivo e non posso sapere ciò che accade in altre scuole della penisola.

    I genitori con cui parlo sono persone civili che apprezzano lo sforzo che noi docenti facciamo per uno stipendio che non rende giustizia al nostro lavoro. Non ho mai avuto dei contrasti con loro semplicemente perché il rapporto che instauro con i mie allievi è basato sulla trasparenza: loro sanno ciò che io voglio e, di conseguenza, lo sanno anche le famiglie. Altro tipo di rapporto si instaura tra famiglia e scuola nel caso di docenti che non mantengono un corretto rapporto con gli studenti e con le loro famiglie.
    Non solo: talvolta è capitato che qualche allievo se ne volesse fuggire dallo scientifico per colpa del latino. Ho scongiurato questo pericolo (mi occupo, tra le altre cose, anche di “ri-orientamento”) perché sia gli allievi sia le famiglie mi hanno ascoltata; ciò vuol dire che hanno fiducia in me e riconoscono come valide le mie competenze. Se un genitore, il cui figlio o figlia dovesse andar male in latino, mi palesasse la sua speranza che il latino scompaia dallo scientifico, per me sarebbe una grande sconfitta.

    Nella scuola dove insegno almeno la metà dei docenti si mette a disposizione per gli sportelli, anche quelli che hanno cattedre di 20 ore (inglese, scienze, disegno …). Mi rendo conto che, avendo due sedi, l’organizzazione globale della funzione didattica sia difficile, ma dipende anche dalla volontà di ognuno. Io, per esempio, non faccio attività di sportello perché così com’è organizzata non mi sembra possa essere un valido aiuto per gli allievi. Ma, ovviamente, è solo una mia scelta basata su di un mio personalissimo parere che può essere non condivisibile.

    Le tue osservazioni sull’ora di religione sono fuori luogo e poco rispettose soprattutto nei confronti di chi sceglie di avvalersi di questo insegnamento. Vorrei vedere se proponessero di rendere facoltativo, o addirittura abolissero, il tuo francese! Forse una cosa non ti è chiara: quando si parla di “religione” non s’intende una sorta di surrogato del catechismo che si fa in parrocchia. Informati sui programmi. I miei allievi sono sempre pronti ad integrare le lezioni di storia con le conoscenze acquisite nell’ora di religione. Questa si chiama trasversalità dell’insegnamento e se è possibile, lo è perché l’ora di religione è utile … sempre per chi la sceglie, s’intende. Gli altri perdono un’occasione di confronto e di dibattito su tematiche varie di grande attualità; preferiscono, evidentemente, girare per la scuola perdendo tempo, andarsene a casa un’ora prima o entrare un’ora dopo quando è possibile.

    Infine, io di certo mi godrò il mio blog, anche senza di te, fino a quando avrò voglia di tenerlo aperto. Mi godrò anche il Natale che tu mi auguri “buono” (per convenzione, immagino, visto che da come parli ho dedotto che del vero significato di questa festa non te ne importa nulla). Ma tu, con la tua rabbia e la tua “tristezza interiore” vivrai tempi duri … a meno che non cambi carattere o la smetti di credere a ciò che dice l’opposizione a questo governo. Pensare con la propria testa, prendendo le cose con più “leggerezza”, può allungare la vita perché te la rende migliore.

    Auguri … per tutto! 😀

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  13. marisamoles said,

    @ Andrea

    In politica mi sembra che, di questi tempi, siano tutti un po’ “parolai”. È ovvio che si dà ragione a chi si riconosce più in sintonia con il proprio pensiero.
    Ho citato apposta il sito di Forza Italia perché nel mio precedente commento ho asserito che ciò che era stato promesso è stato mantenuto. La differenza di 400 unità sui dati riguardanti i docenti mi sembra un particolare poco significativo. Quello che conta, come dicevo, è lo spirito della Legge 133 … condivisibile o meno.

    È errato, comunque, parlare di licenziamenti. È ovvio che nella pratica, chi ci rimetterà saranno i precari cui non verrà rinnovato il contratto. Tuttavia, come accade sempre nel caso di contratti a termine, il mancato rinnovo non è di fatto un licenziamento. Se pensiamo ai contratti a progetto, per esempio, il datore di lavoro può licenziare l’impiegato qualora dimostri che non ci sia più bisogno della sua prestazione. Per molti giovani questa è la realtà. Almeno nella scuola chi ottiene una supplenza annuale sa di poterla mantenere per il periodo indicato nella nomina.

    Di graduatorie, personalmente, non so nulla perché, come ho più volte detto, sono di ruolo da molti anni. Comprendo, tuttavia, la preoccupazione e l’apprensione di molti precari il cui futuro è incerto. Ma sono anche convinta che se ci fosse un altro governo e si trovasse di fronte ad una situazione del genere, agirebbe nello stesso modo. È facile, infatti, criticare l’operato di altri quando la sedia che occupano non è la tua.

    Le classi numerose ci sono da sempre. Quindici anni fa avevo una prima di 28; lo scorso anno gli allievi in prima erano 29 anche se una si è trasferita subito in un’altra scuola. Quindi, le cose sono rimaste immutate. Anzi, ho letto che non vi sarà un innalzamento del numero di allievi per classe e che al massimo avremo 26 allievi. In ogni caso, come ho già detto, sono previste delle deroghe in base agli effettivi spazi che ogni scuola ha a disposizione. Non dimentichiamo che devono essere rispettati i parametri di legge sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, quindi anche nella scuola.

    Se i docenti di sostegno e di religione altrove non siano pagati dallo Stato non lo so; tuttavia, questo è un altro discorso. Ma se la scuola è pubblica, anche se gli stipendi fossero pagati, ad esempio, dalla Regione o dalla Provincia, cambierebbe poco visto che i finanziamenti sempre dallo Stato arrivano! O vogliamo proporre che le famiglie paghino i docenti di sostegno e di religione? Forse qualcuno approverebbe tale proposta, soprattutto per quanto riguarda l’insegnamento della religione. 😦

    Concludo ringraziandoti per il tono pacato con cui affronti i vari argomenti nei tuoi commenti e per l’assiduità che mi gratifica enormemente.

    Ciao e auguri di buone feste … un po’ di riposo ci vuole, finalmente! 😉

    Mi piace

  14. SouthWind91 said,

    This is dependent upon the governed being adequately informed about the issues in question, and upon the decision makers having the capacity and will to listen and take account of what they have heard. ,

    Mi piace

  15. marisamoles said,

    to SouthWind91

    I agree with you.

    Thanks for your post. 🙂

    Mi piace


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