MAESTRO UNICO NON PIÙ TANTO UNICO

MAESTRA

Dopo il colpo di scena di ieri, vale a dire la decisione del governo di rimandare all’A.S. 2010/2011 l’avvio della riforma delle superiori, ecco che spunta un’altra novità: il maestro unico non sarà forzatamente unico ma solo su richiesta. Ci eravamo quasi abituati a chiamarlo “unico”, dopo i diversi tentativi di spostare l’attenzione dall’aggettivo scomodo ad un altro più accattivante, cioè “prevalente”. Anche se il ministro Gelmini ha più volte detto che sarebbe stato affiancato comunque da altri maestri, detti specialisti. Ci sembrava, dunque, di aver capito che fosse possibile scegliere il modello attuale, cioè quello dei moduli. Nient’affatto. Ci pareva, ma non avevamo capito bene.

Oggi sul Corriere della Sera si legge: «Un unico maestro – spiega la Gelmini – sarà il punto di riferimento educativo del bambino e viene abolito il modello a più maestri degli anni ’90». Ma allora, si torna a parlare di maestro prevalente, o no? Effettivamente, dice il ministro, la scelta delle famiglie sarà possibile solo a livello di orario scolastico. Infatti, Mariastella continua: «La responsabilità del percorso formativo e didattico antimeridiano d’ora in poi farà capo ad un unico docente, e potrà essere declinato in 24 o 27 ore. Nel primo caso avremo, di fatto, un maestro unico. Nel secondo un maestro prevalente. Come era già stato scritto nel piano programmatico sulla scuola. In questo modo si eliminano le compresenze e si supera il modello del modulo. Dunque nessun passo indietro».

Ecco, adesso le cose sono più chiare. Nessun ripensamento, dunque, e i risparmi sono assicurati. In fondo l’obiettivo era quello. Ma come si opererà la scelta? Mi immagino già i moduli di iscrizione, sullo stile dei quesiti a scelta multipla: nel caso dell’insegnante unico in orario antimeridiano, volete la maestra A, quella B o la C? Se volete, invece, il “tempo prolungato”, potete optare per il maestro prevalente A, B o C. Già, perché normalmente accade che assieme alla domanda di iscrizione si esprimano anche delle preferenze. Non si potrebbe, ma accade. Ecco che gli insegnanti considerati più severi saranno evitati come la peste, quelli più comprensivi, invece, saranno i più gettonati.

M’immagino la possibilità di scegliere il maestro unico o prevalente con tanto di profilo dell’insegnante, o magari, allegato al modulo d’iscrizione, un giudizio innocente e spassionato di qualche scolaro di quinta, già esperto, che si potrebbe esprimere più o meno così:

“Caro nuovo iscritto, scegli la maestra Pina che è brava e buona, ci porta le caramelle, non interroga mai, fa solo compiti scritti e ce li fa correggere, così noi bariamo e risultiamo tutti bravi. Poi lei è giovane e bella, il che non guasta. Non come le altre due maestre del mio modulo, che sono delle streghe, litigano sempre e la povera maestra Pina è costretta a far da paciere. Poi c’è da dire che con la maestra buona l’intervallo dura mezz’ora di più, se c’è qualcuno che disturba lei è comprensiva, perché capisce che si vuole sfogare, così lo manda a fare le fotocopie o a prenderle un caffè e lui se ne sta via un po’ di tempo lasciandoci finalmente in pace. Questo te lo dico in confidenza perché se lo viene a sapere il ministro Brunetta, poi la maestra Pina viene licenziata.”

Be’, insomma, ho scherzato un po’. Non si arriverà a tanto, spero, comunque docenti come la maestra Pina ce ne sono, purtroppo. Al di là dei giochi di parole, maestro unico o prevalente, la cosa che ci si deve augurare è che la qualità della scuola migliori davvero. Visto in che condizioni arrivano i ragazzi in prima liceo, dei dubbi ci sono. O dobbiamo credere che la scuola primaria funzioni benissimo e la secondaria di I grado sia una specie di buco nero?

AGGIORNAMENTO DEL POST, 27/07/2009

Leggo su tuttoscuola.com che il modello del maestro unico, per la scuola primaria, non è più prescrittivo: le scuole, secondo le prerogative della autonomia organizzativa, potranno procedere in maniera flessibile nell’organizzare le primi classi a riforma da settembre, utilizzando secondo necessità gli insegnanti.

Sempre secondo la fonte citata, “dopo che la precisazione era stata riportata all’interno della delibera della Corte dei Conti con la quale era stata dato l’ok alla registrazione del regolamento sul riordino del primo ciclo (dPR 89/2009), ora anche l’atto di indirizzo (in bozza) che dovrà accompagnare l’applicazione del regolamento parla esplicitamente di modello non prescrittivo e di flessibilità organizzativa da parte delle istituzioni scolastiche autonome.
Molte scuole non hanno aspettato quel benestare ministeriale e già in vista del nuovo anno scolastico hanno individuato il modello più comodo: un fitfy-fitfy che prevede l’impiego del docente unico per metà tempo su una classe e per l’altra metà su un’altra, con il reciproco speculare del collega dell’altra classe. Due maestri unici con un orario equamente suddiviso su due classi.
Le ore mancanti per arrivare a 27 o 30 ore settimanali vengono assegnate, per completamento, ad un terzo (o quarto docente) che dovrà comunque lavorare anche su altre classi.
È una soluzione che assomiglia a quella modulare (11 ore per docente in ciascuna delle due classi) che invece il regolamento ha inteso superare, con la sola differenza che il terzo maestro di complemento è fuori modulo.
”.

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