DALLA LEGGE 137 ALLA RIFORMA GELMINI: IL TRUCCO C’È L’INGANNO PURE

gelmini_occhialiChi ha letto i miei precedenti post sull’argomento (questo e questo) forse si stupirà leggendo il titolo di questo articolo. Tuttavia, se si rileggono le battute finali di “Legge 137 Gelmini: è ora di voltare pagina”, forse lo stupore sarà in parte attenuato.
L’articolo, infatti, si concludeva così: “Quanto a me, io spero solo di non dovermi pentire di aver difeso a spada tratta la povera Gelmini o, per meglio dire, il suo Decreto. Ogni tanto penso a quando ti telefonano per annunciarti che hai vinto un viaggio: devi solo recarti, con tutta la famiglia ovviamente, in quel dato hotel, quel dato giorno, domenica o festivi preferibilmente, a ritirare il “buono” … e poi scopri che devi comprare un p.c. (ma ne hai già tre!) o una multiproprietà in Spagna (ma non era meglio più vicino?). Insomma, il classico bidone. E nonostante tu l’abbia già sperimentato una volta, chissà perché almeno in un’altra occasione ci ricaschi. Che dire ancora? Speriamo bene o, come diceva sempre mia nonna Caterina, che Dio ce la mandi buona!”
Ora, effettivamente, il “bidone” così abilmente celato sotto le mentite spoglie di articoli e commi apparentemente innocui, è visibile in modo chiaro e assolutamente inconfutabile.

Parliamo, dunque, dell’annunciata riforma. Avevo già osservato in modo chiaro che l’unica vera riforma avrebbe riguardato la scuola secondaria di II grado, dopo che, passato il testimone dell’esecutivo dalle mani di Berlusconi a quelle di Prodi, la riforma Moratti, già effettivamente approvata, era rimasta giacente per un po’ in attesa di essere rispolverata, non senza le dovute e irrinunciabili revisioni e correzioni.
È stata pubblicata, per ora, una bozza di “Decreto del Presidente della Repubblica”, identificato con la dicitura “Schema di regolamento recante Revisione dell’assetto ordinamentale , organizzativo e didattico dei licei ai sensi dell’articolo 64, comma 4, del D.Lg. 25/06/08, n. 112, convertito dalla Legge 06/08/08, n. 133″. Il testo completo, per le persone dotate di infinita pazienza e tempo libero, è consultabile su questo sito . In questa sede mi occuperò principalmente della riforma del Liceo Scientifico, dove insegno, che per ovvi motivi mi sta più a cuore.

Nella bozza succitata si parla dell’articolo 64 della Legge 133, quella famosa varata in piena estate, quando la maggior parte della gente se ne stava spaparanzata al sole e quelli meno fortunati boccheggiavano stretti nella morsa dell’afa cittadina, poco inclini, tuttavia, ad occuparsi di politica e di decreti legislativi. È quell’ “articoletto”, apparentemente insignificante, la chiave del mistero. La legge 133 prende in esame provvedimenti in ambito finanziario che, vertendo sulla pubblica amministrazione, inevitabilmente hanno ripercussioni anche sulla scuola. È questo il bidone, cari i miei lettori, e nonostante sia ancora convinta che le manifestazioni plateali di fine ottobre fossero inutili e fuori tempo massimo, poiché i giochi oramai erano già stati fatti, lodo la lungimiranza di chi l’inghippo l’aveva già intuito. Ma io sono famosa per essere una specie di “Alice nel paese delle meraviglie”, quindi non mi stupisco della mia scarsa perspicacia. L’articolo 64, comma 4, dunque, recita:

4. […] si provvede ad una revisione dell’attuale assetto ordinamentale, organizzativo e didattico del sistema scolastico, attenendosi ai seguenti criteri:
a. razionalizzazione ed accorpamento delle classi di concorso, per una maggiore flessibilità nell’impiego dei docenti;
b. ridefinizione dei curricoli vigenti nei diversi ordini di scuola anche attraverso la razionalizzazione dei piani di studio e dei relativi quadri orari, con particolare riferimento agli istituti tecnici e professionali;  
c. revisione dei criteri vigenti in materia di formazione delle classi;
d. rimodulazione dell’attuale organizzazione didattica della scuola primaria;
e. revisione dei criteri e dei parametri vigenti per la determinazione della consistenza complessiva degli organici del personale docente ed ATA, finalizzata ad una razionalizzazione degli stessi;
f. ridefinizione dell’assetto organizzativo-didattico dei centri di istruzione per gli adulti, ivi compresi i corsi serali, previsto dalla vigente normativa.

Quindi, vediamo cosa prevede la “razionalizzazione dei piani di studio”, almeno per i licei. Prima di tutto si parla di due bienni e un anno conclusivo (art. 2, comma 3), così come già concepito dalla riforma Moratti. In quest’ultimo anno è previsto anche l’insegnamento in lingua inglese di una disciplina non linguistica; anche questo, però, era già stato previsto dalla Moratti, Non si capisce perché la disciplina debba essere “non linguistica” visto che io già insegno Latino in inglese e non vedo dove ci sia l’eventuale controindicazione. Mah!
In base alle disponibilità di bilancio, possono essere impartiti pure degli insegnamenti facoltativi su richiesta degli studenti. Mi chiedo quali e in che modo si possa procedere alla “personalizzazione dei piani di studio” (art.3, comma 2). È già così difficile insegnare le materie obbligatorie, figuriamoci quelle facoltative. E poi, saremo noi a proporgliele o ce le chiederanno loro? M’immagino che di fronte alla possibilità di scelta fra “Storia delle religioni monoteiste” e “Avvio alla composizione di musica elettronica” non si possa dubitare sulle preferenze.

Veniamo, ora, ai quadri orari dei licei: s’era detto (cfr. Legge 133) che i licei classico, scientifico, linguistico e delle scienze umane avrebbero avuto un monte orario settimanale non superiore alle 30 ore. Ciò vale anche alla luce del documento in esame; per altri licei, ad esempio quello artistico, si arriva anche alle 35 ore, mentre in quello musicale e coreutico il tetto è fissato in 32 ore. Va da sé che tutte le varie “sperimentazioni” – per lo scientifico, ad esempio, il P.N.I. o il bilinguismo – verranno a cadere per far posto ad un piano di studi tradizionale ma ampliato per quanto riguarda le materie caratterizzanti.

Vediamo, in sintesi, cosa cambia nel quadro orario del liceo scientifico:

Piano di studi Attuale (piano base)

Materie

I

II

III

IV

V

Italiano

4

4

4

3

4

Latino

4

5

4

4

3

Lingua straniera

3

4

3

3

4

Storia

3

2

2

2

3

Geografia

2

Filosofia

2

3

3

Scienze natur.

2

3

3

2

Matematica

5

4

3

3

3

Fisica

2

3

3

Disegno

2

2

2

2

2

Ed. fisica

2

2

2

2

2

Relig. o att. alt.

1

1

1

1

1

Totale ore sett.

26

26

28

29

30

Proposta Gelmini

Materie

I

II

III

IV

V

Italiano

4

4

4

4

4

Latino

4

4

3

3

3

Lingua inglese

3

3

3

3

3

Storia

2

2

2

2

2

Geografia

2

2

Filosofia

3

3

3

Scienze

3

3

3

3

3

Matematica e Inform.

5

5

5

5

5

Fisica

2

2

2

2

2

Arte …

2

2

2

2

2

Ed. fisica

2

2

2

2

2

Relig. o att. alt.

1

1

1

1

1

Totale ore sett.

30

30

30

30

30

Al quadro orario “standard” si aggiungono i seguenti insegnamenti “attivabili sulla base del Piano dell’Offerta Formativa nel limite del contingente di organico assegnato all’istituzione scolastica, tenuto conto delle richieste degli studenti e delle loro famiglie”:
Lingua straniera 2
Musica
Elementi di diritto ed economia
Approfondimenti nelle discipline obbligatorie

Insomma, lascio ai lettori le dovute considerazioni. A me sembra che il piano di studi sia più “scientifico”, anche a scapito della riduzione d’orario di Latino e Storia. Sempre meglio che la temuta “opzionabilità” del Latino … poi staremo a vedere.
Quanto all’organico, per dovere di cronaca, tutti i docenti saranno tenuti ad avere un orario completo di cattedra di 18 ore, mentre ora le cattedre sono completate da ore a disposizione per le supplenze. Vedremo come si farà a coprire le classi in assenza degli insegnanti ammalati o assenti per altri giustificati motivi. Se è già dura adesso – specie quando nella stessa giornata si contano il 10% di assenti sull’intero corpo docente! – diventerà un’impresa impossibile. Ma questa è un’altra storia.
Potrei continuare affrontando l’argomento “numero di studenti per classe”, ma dirò solo che sono previste deroghe anche in considerazione degli spazi disponibili nelle strutture scolastiche. Se pensiamo ad numero minimo di 27 allievi, risulta impossibile “sistemarli” nelle anguste aule scolastiche che ci ritroviamo. Senza contare che fare i compiti in classe quando tra un banco e l’altro c’è uno spazio di 5 centimetri risulta già una farsa adesso … a meno che non si somministrino compiti differenti. Il che significa più lavoro, difficoltà di costruire delle verifiche di pari livello, correzione più complicata …

Che dire, infine? Mentre una gran massa di docenti si prepara allo sciopero del 12 dicembre, io continuo a pensare che manifestare il proprio dissenso non ha prodotto frutti una volta, non lo farà nemmeno questa. Sarò rassegnata, forse, o solo disincantata. Vorrei, però, non trovare le classi deserte come l’ultima volta anche perché il “quadrimestre” finisce prima di Natale.
A proposito, ho deciso di scrivere una letterina a Babbo Natale: “Non voglio doni, caro Babbo, perché non ti voglio far spendere soldi in questo momento di crisi economica. Però ti rivolgo una preghiera: fa che la Gelmini non tolga il Latino dal liceo scientifico. Se mi ascolti, ti prometto che valuterò con meno severità i compiti dei miei allievi … ma visto che ci sei, fa che loro studino di più il latino che così non devo rivedere i miei criteri di valutazione!”

31 pensieri riguardo “DALLA LEGGE 137 ALLA RIFORMA GELMINI: IL TRUCCO C’È L’INGANNO PURE

  1. Cara collega,
    sono di nuovo Andrea. Ho letto il Suo articolo… Ma da dove ha attinto le informazioni relative ai quadri orario? Magari fossero quelli!!! In realtà da un po’ di tempo si sono diffusi in rete quadri orario che renderebbero il Latino opzionale e, comunque, non gli assegnerebbero più di 3 ore a settimana in tutti e 5 e gli anni.
    La proposta Gelmini è cambiata? Ci sono fonti autorevoli che ci autorizzano a sperare che i quadri orario siano quelli da Lei divulgati?
    La conclusione del suo articolo, però, mi fa cadere nuovamente nel panico: dopo aver fornito delle informazioni così precise, Lei prega che la Gelmini non tolga il Latino dallo Scientifico…
    Se l’orario è quello da Lei divulgato, forse il Latino allo Scientifico potrà continuare ad avere vita dignitosa e io, come tanti altri colleghi… precari… potremo sperare di continuare a lavorare…
    Attendo con ansia informazioni, spero confortanti!

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  2. Caro Andrea,

    la mia fonte l’ho citata nel post, comunque questo è il LINK
    L’articolo in cui si parla dei quadri orari è datato 6 dicembre, quindi relativamente recente. In verità, anch’io a scuola ho visto “girare” i più svariati quadri orari in cui il latino veniva dato per opzionale o gli venivano concesse solo 3 ore a settimana. Sembra una specie di TOTOLATINO! Per questo ho concluso l’articolo in quel modo: con il caos che regna, si possono solo fare congetture e … sperare. La realtà, ahimè, verrà a galla solo quando tutto sarà deciso.
    Comunque si può davvero sperare, a parer mio, che la Gelmini abbia rivisto i quadri. Almeno in questo non seguirebbe la rifoma Moratti che al latino aveva lasciato ben poco spazio.

    A presto. 🙂

    P.S.
    Il bello dei blog, secondo me, è che ci si parla, si discute, ci si confronta anche senza conoscersi. Con il lettori più assidui, il blogger tende un po’ a familiarizzare, anche perché ci si “sente” di più. Visto che siamo anche colleghi, non sarebbe male passare al “TU” 😉

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  3. AGGIORNAMENTO del POST.

    Cito da Il Corriere :

    “SLITTA LA RIFORMA DELLE SUPERIORI – Slitta dunque al primo settembre 2010 l’applicazione della riforma della scuole superiori, inizialmente prevista per settembre 2009. Il rinvio servirà a «dare modo alle scuole e alle famiglie di essere correttamente informate sui rilevanti cambiamenti e sulle innovazioni degli indirizzi: in particolare sul secondo ciclo si aprirà un confronto con tutti i soggetti della scuola sull’applicazione metodologico-didattica dei nuovi regolamenti». Lo rende noto in un comunicato il Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca. «La riforma ha come obiettivo quello di modernizzare l’offerta formativa in Italia ed è il risultato del lavoro di questo governo e dei precedenti ministri Moratti e Fioroni». La riforma del secondo ciclo, su cui si aprirà un confronto con tutti i soggetti della scuola sull’applicazione metodologico-didattica dei nuovi regolamenti, prevede tra l’altro l’aumento delle ore delle materie scientifiche, tra cui la matematica, e dell’inglese, ma anche uno snellimento degli istituti tecnici che passano da 39 a 11 e la riorganizzazione del sistema dei licei.”

    Per dovere di cronaca, sono andata sul sito del MIUR ma non ho visto alcun comunicato. Come sempre, la fonte principale è sempre la meno aggiornata. 😦

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  4. Bene!!! Avevo già appreso la notizia dalla radio e dal telegiornale.
    Una domanda: ma i quadri orario saranno stabiliti a breve o è tutto in alto mare?
    Ho visto le variazioni di orario pubblicate sul sito “professioneinsegnante”: le informazioni sono più aggiornate di quelle che possedevo, ma hanno ancora un senso, dato che si dovrebbe aprire un confronto con tutti i soggetti della scuola? Sarà di nuovo messo tutto in discussione?
    Comunque, sapere che c’è ancora un Anno Scolastico prima dei cambiamenti è un gran sollievo!!! E, sinceramente, spero che tali annunciati cambiamenti siano quelli pubblicati sul sito da te indicato…
    A presto!

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  5. Non so che dire, ma credo che sia già buona cosa l’aver prorogato l’avvio della riforma. D’altra parte, dopo aver rinviato le iscrizioni a febbraio, il governo si deve essere reso conto che non si può fare tutto e subito. Speriamo che il confronto ci sia e dia buoni frutti. Se i quadri per lo scientifico rimanessero quelli che ho pubblicato, non sarebbero poi tanto male.

    Ciao ciao 😀

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  6. salve,
    sono un insegnante di scienze e, fra le tante critiche che son state rivolte alla Gelmini, mi sembra che almeno il quadro orario del liceo scientifico riequilibri finalmente questo tipo di scuola ( che così com’è di scientifico ha davvero poco: le ore di scienze sono uguali a quelle di educazione fisica; la fisica si fa solo dal 3° anno in poi e si fanno più ore del solo latino di fisica e scienze sommate ). Ricordando che esiste anche il liceo CLASSICO e rispettando il latino , non vorrei esser frainteso, devo dire che purtroppo nella mia scuola è cominciata una “guerra” fra professori di lettere e latino che preferiscono lo status quo ( qualcuno arriva a definire il latino una disciplina scientifica per giustificare questa posizione o afferma: ma il latino è formativo, come se le scienze non lo fossero !) e i professori dell’area scientifica che finalmente avrebbero più ore da dedicare ai nostri alunni ( i peggiori d’Europa per ovvi motivi di orario così carente in queste discipline) . Che il latino sia una disciplina che potenzia le abilità deduttive nessuno lo discute , ma l’appellativo più che abusato di questi tempi di
    “scientifico” è fuori luogo altrimenti di questo passo potremmo definire scientifico anche il sudoku . Io mi auguro che questo piano orario passi e che non ci sia il latino opzionale, ma se i professori di lettere e latino si ostineranno a ostacolare questo cambiamento di orario per 2 ore complessive in meno, io, e credo come me tutti i professori di scienze, matematica e fisica, materie di serie B nel Bel Paese grazie a Croce e tanti altri, si schiereranno a quel punto per questa riforma. Faccio notare che anche con questo piano orario le materie umanistiche assommerebbero nel quinquennio a 78 e le materie scientifiche, considerando anche metà delle ore di arte intense come disegno geometrico, arriverebbero a 45.
    Infine i professori dell’area scientifica, aumentando, conterebbero di più nel Collegio Docenti di un liceo dove sono paradossalmente in netta minoranza .
    Ciao a tutti

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  7. Ciao Antonio e grazie per il commento.
    Sono completamente d’accordo con te sul fatto che le “materie scientifiche” in un liceo scientifico debbano avere più spazio. Forse sarò un’insegnante di Lettere anomala! Ma la mia esperienza di liceale mi ha portato ad una riflessione: se ho scelto il liceo classico proprio perché non digerivo le materie scientifiche (in particolare la matematica; avevo 9 in biologia ma 4/5 in chimica, la fisica l’ho portata all’esame di maturità …), posso comprendere la scelta di chi forse non si sente tagliato per le materie umanistiche ed è costretto a studiare il latino. Tuttavia, mi sento di fare un’osservazione: io la matematica l’ho sempre studiata anche se non mi piaceva, semplicemente perché faceva parte del piano di studi che, all’atto dell’iscrizione, uno deve conoscere; molti studenti dello scientifico, però, si ostinano a chiedersi perché debbano studiare il latino e si impegnano poco ritenendolo una materia inutile, eppure, avendo fatto la loro scelta, erano consapevoli che per cinque anni il latino l’avrebbero dovuto studiare. Ecco, questa è l’unica cosa che non capisco.

    Poi c’è da dire che l’approccio con la materia non è reso complicato dalle regle della lingua latina, bensì dalle scarse conoscenze e competenze che i ragazzi hanno nella LINGUA ITALIANA quando arrivano in prima liceo. Quindi, c’è da interrogarsi sull’effettiva qualità dell’insegnamento nella scuola primaria e secondaria di I grado. D’altra parte, sento spesso i docenti di matematica lamentarsi della scarsa preparazione degli allievi; per le scienze, c’è da stendere un velo pietoso perché sembra che non faccia parte dei programmi, probabilemnte perché gli insegnanti di scienze sono gli stessi di matematica e tendono a utilizzare le ore destinate ad una materia per fare quasi esclusivamente l’altra. Con risultanti comunque deludenti a quanto pare. 😦

    Quanto all’utilità dello studio del latino, ti rimando alla lettura di due post precedenti: QUESTO e QUESTO

    A presto … spero. 😀

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  8. Io vorrei che il latino restasse al liceo scientifico, come ho del resto scritto, semplicemente mi sembra fuor di dubbio che le ore di scienze, matematica e fisica debbano aumentare, e se ciò comporta la perdita di 2 ore di latino per intero corso non mi sembra una gran tragedia. Sono a favore di un riequilibrio , non della cancellazione del latino.
    Anche se non mi riguarda direttamente, mi piacerebbe anche che si dedicasse più tempo alla letteratura straniera: ho visto che oggi nei manuali di letteratura ci son molte pagine dedicate ai grandi scrittori, ma quando vado a fare gli esami di stato vedo i colleghi di italiano interrogare solo sulla letteratura italiana. Non mi sembra giusto che un alunno esca dal liceo e conosca gli autori minori italiani e non sappia nulla di un Dostoevskij, tanto per fare un esempio.
    Che la scuola media sia un misterioso buco nero lo confermo anche dalla mia esperienza: ho alunni in terzo liceo che non sanno impostare una proporzione per non parlare di una banale formula inversa. Inoltre quando sottopongo i miei alunni ai test scritti noto che hanno problemi perfino a capire le domande ( prof ma se c’è scritto quale fra le seguenti…vuol dire che ci sono più risposte giuste? ) e quindi ci son problemi anche in italiano, concordo.
    Se poi dico che sarebbe importante l’aumento dei docenti di area scientifica è per consentire che si facciano più recuperi e corsi PON di area scientifica
    ( nel mio liceo si fanno i recuperi in latino e non in scienze perchè così vuole la maggioranza del CdD ).
    Quella che può apparire una mia avversione al latino è semplicemente dovuta a queste distorsioni che in un liceo che si fregia dell’appellativo scientifico mi risultano incomprensibili , mi piacerebbe anzi che si facesse anche qualche ora di greco, anche perchè l’etimologia della maggior parte dei termini scientifici è di origine greca, ma tant’è…non si può fare tutto.
    Un’ultima nota anche sulla fisica; oggi viene spesso sacrificata dai docenti di matematica perchè devono preparare gli alunni alla prova scritta dell’esame di stato. Oltre ad aumentare le ore di fisica mi piacerebbe che, come si fa in qualche scuola, si separassero gli insegnamenti, in modo da evitare che si perdano ore di fisica a favore di quelle di matematica.
    Grazie dell’ospitalità

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  9. Ciao, Antonio, sei sempre il benvenuto. Il confronto tra colleghi, anche di altre materie, è sempre costruttivo. 🙂

    A me sembra che il quadro orario pubblicato nel mio post possa andare bene … sempre che la Gelmini non cambi idea. Forse si potrebbe concedere un’ora in più alla matematica al triennio a scapito del latino. Non tutti i colleghi di Lettere concorderanno ma avendo avuto la possibilità di portare una classe seconda in quinta, posso dire che per quanto al biennio si facciano tante ore di latino, alla fine nel corso del triennio la grammatica i ragazzi se la dimenticano. Forse perché si sposta l’attenzione sulla letteratura e gli autori li traduciamo sui libri pieni di note, il che non facilita certo la riflessione linguistica. Inoltre, trattando “brani d’autore” (al biennio le “versioni” sono adattate), la traduzione la copiano da internet. 😦

    Sono d’accordo con te che i manuali di letteratura italiana sono pieni di testi di autori stranieri. Perché li trascuriamo? Perché il tempo non è sufficiente, perché si fanno i salti mortali per svolgere il programma (e comunque si rimane indietro anche facendo dei tagli), perché si perdono regolarmente tre o quattro ore per svolgere i compiti in classe (se all’esame hanno a disposizione sei ore, non puoi concedergliene solo due!), perché li devi anche interrogare, devi correggere i compiti per casa … insomma, io cerco di stimolarli alla lettura personale ma, anche quando impongo dei libri scelti da me e pretendo la scheda di lettura, lo sforzo è vano: se va bene leggono qualcosa, ma per lo più non leggono niente e scaricano da internet le schede bell’ e pronte! 😦

    Le competenze acquisite nella lingua italiana sono, ovviamente, trasversali. Eppure capita anche a me di notare che non capiscono le consegne (quando le leggono!) e se devono fare una prova di storia, si meravigliano che io corregga gli errori ortografici e grammaticali. Non parliamo, poi, delle interrogazioni … insomma, migliorano un po’ con gli anni, al triennio si esprimono più correttamente, ma devo ancora correggere l’ortografia!

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  10. C’è una sola cosa che mi piace della probabile riforma Gelmini: che i vari licei vengano “riequilibrati”. Faccio un esempio: attualmente al liceo linguistico con sperimentazione Brocca ci sono 3!!! ore di inglese (una delle quali è usata dai lettori) per cui si deve svolgere il programma con 2 ore. In prima, poi, i ragazzi hanno 4!!! ore di matematica e studiano pure economia. Forse, questo tipo di liceo avrebbe duvuto chiamarsi scientifico/economico invece che linguistico! E così si potrebbe dire per gli altri licei in riferimento al monte ore delle materie caratterizzanti.
    Quindi se alla fin fine gli insegnanti verranno “risistemati” in indirizzi diversi, la cosa non mi sembra poi uno tsunami. Le cose che mi preoccupano di più sono invece altre:
    1) L’aumento di studenti per classe. Già ora mi trovo ad insegnare inglese in classi di 30!!!, come faranno i ragazzi ad imparare una lingua se si troveranno in 32 o di più? Come farò a farli parlare tutti? Ad interrogarli accuratamente due volte per quadrimestre e a procedere con il programma? Quante notti dovrò stare sveglia per correggere i loro temi di letteratura? Infine, oggetto di beffa oltre che d’inganno, sarò miserabilmente pagata con la stesa quantità di euro, o meglio di NEURO, visto che dovrò forse farmi ricoverare in qualche clinica dove curino la sindrome da burn out e da mancato riconoscimento sociale…
    2) Non parliamo, poi, del pericolo che consegue allo stipare un numero così alto di ragazzi nelle aule fatiscenti delle nostre scuole “così sicure”! Se c’è un’emergenza grave, quanti si salveranno? Forse anche questo probabile scenario potrebbe essere un nuovo modo per selezionare darwinianamente insegnanti e studenti… Perdonate l’impertinente ironia…
    3) Dulcis in fundo, mi preoccupa il prospettato blocco delle assunzioni in ruolo per tre anni. Io ho avuto la fortuna (!!!!) di entrare in ruolo nel 2006, a 48 anni, dopo anni di precariato ed anche di disoccupazione. Ma a quei poveracci con famiglia, magari cinquantenni come me, che si vedranno sfumare ancora l’opportunità di avere un lavoro stabile e, conseguentemente, la possibilità di chiedere un mutuo e di fare finalmente progetti per il futuro, CHI CI PENSERA’? Magari le Gelmini, dopo essersi consultata con Mr. B., proporrà a chi è di ruolo di creare un FPS (Fondo Precari Storici) per aiutarli, visto che Brunetta ritiene che siano gli statali a dover risolvere la crisi economica.
    In bocca al lupo a tutti. E che dio ce la madi buona!
    Lux

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  11. Cara Lux,

    anch’io sono d’accordo sul fatto che la “riforma dei licei” abbia qualcosa di buono. Se al linguistico verrà dato più spazio alle lingue, com’è giusto, allo scientifico ci sarà un monte ore maggiore per le discipline scientifiche. Quanto alle prossime assunzioni, sinceramente non so cosa accadrà ai precari e quante possibilità ci siano di essere assunti a tempo indeterminato. Io, comunque, non ho sentito parlare di blocco totale delle immissioni in ruolo, anche perché ci saranno i pensionamenti. Tuttavia, c’è da tenere in conto ancora due fatti:

    1.la riconduzione di tutte le cattedre a 18 ore (attualmente gli insegnanti di Lettere, come me, possono avere dalle 14 alle 17 ore di lezione, le altre a disposizione) avrà due conseguenze immediate: la contrazione del numero delle cattedre e l’impossibilità di coprire le classi nel caso manchino i docenti (fatta salva la disponibilità di fare supplenze a pagamento ma scommetto che i fondi per quelle saranno comunque scarsi e forse la Gelmini capirà di aver fatto un passo falso)
    2.la riduzione del monte ore che inevitabilmente porterà ad una riduzione del numero delle cattedre 😦

    Ovviamente questo è esattamente lo scopo dell’art.64 della Legge 133, quindi nessuna sorpresa.

    Quanto all’aumento del numero degli allievi per classe, pur condividendo la tua paura di essere ricoverata in un istituto neurologico (ricordo che ad un corso di aggiornamento che si teneva al Centro d’Igiene mentale – non scherzo – il direttore ha esordito dicendo che, visto che gli insegnanti sostengono di diventare pazzi dietro agli allievi, si era pensato di tenere il corso là per farci familiarizzare con l’ambiente!), pare che slitti al 2010 e soprattutto ci saranno delle deroghe nel caso le aule non siano in grado di contenere un numero elevato di allievi, nel rispetto della Legge 626. Ho sentito che è stato dato l’incarico a Bertolaso di verificare la capacità delle aule nelle scuole italiane … ci vorranno dieci anni almeno! In ogni caso, pare scongiurato il pericolo della prospettata “selezione dawiniana di insegnanti e studenti”. 🙂

    Mi associo al tuo “in bocca al lupo” per i precari e spero di risentirti: sei molto simpatica.

    Ciao ciao 😀

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  12. Cara collega,
    a quanto sembra, c’è sempre un peggio al peggio. Sono state pubblicate nuove bozze sul riordino dei Licei (cfr. CGIL SCUOLA). Perderemo un’altra ora al biennio, perché Storia e Geografia allo Scientifico diventeranno un’unica materia, con conseguente riduzione oraria. Per non parlare di ciò che accadrà al Linguistico (-8 ore di Lettere nel quinquennio) e al Pedagogico (-6 ore). E non si sa ancora niente del riordino delle classi di concorso: chissà che fine farà l’A051. Finiremo nei Professionali? O meglio, finirete nei Professionali, visto che tutti i precari saranno fuori dalla scuola nel giro di due anni al massimo?

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  13. Caro Andrea,

    grazie per la segnalazione. In questo periodo sono carica d’impegni, anche perché ho la quinta da portare all’esame, e non ho molto tempo da dedicare al blog, specie per quanto riguarda gli “articoli di servizio” cui devo dedicare molta più attenzione … onde evitare di scrivere “sciocchezze”.

    Mi dispiace per i precari come te il cui futuro appare incerto ma non credere che per noi di ruolo le cose siano migliori. Attualmente non ho la più pallida idea di quali classi avrò il prossimo anno anche perché, con l’adeguamento delle cattedre di Lettere alle 18 ore piene, davvero appare difficile fare delle congetture. Siamo nelle mani del Dirigente e speriamo bene.

    Quanto all’ipotesi di passare ad altro tipo d istituto, nonostante la mia anzianità di servizio e la posizione alta in graduatoria d’istituto rendano improbabile la soppressione della mia cattedra. ti dirò che, avendo tre abilitazioni, il concreto rischio di cambiare scuola ci sarebbe. Ma sono talmente stufa della scuola in generale che probabilmente non me la prenderei. Ormai ho smesso di pensare alla mia professione come una “missione”: è un lavoro come un altro e cerco di farlo sempre nel migliore dei modi.

    A presto. 😀

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  14. Buon giorno a tutti..
    Sono una ragazza che frequenta il liceo linguistico.
    Del linguistico ne parlano tutti molto poco e astrattamente,facendo confusione e contraddicedosi a vicenda!
    Uno dice una cosa,uno ne dice un’altra e non si capisce come saremo organizzati e quali sono i piani futuri e gli orari riguardanti questo indirizzo bellissimo.
    Gentilmente potete chiarirmi le idee su quello che io e altri miei compagni confusi andremo a fare? Quali materie studieremo e apprenderemo? Quali saranno gli orari dell’anno prossimo?
    Grazie in anticipo

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  15. Cara Alice,

    se stai già frequentando il liceo linguistico, non hai nulla da temere: il prossimo anno continuerai a seguire il piano di studi scelto.
    Il ministro, infatti, se in un primo tempo aveva “deciso” che la riforma degli istituti di istruzione secondaria di II grado sarebbe partita con l’anno scolastico 2009/2010 per le classi prime e seconde, ha poi fatto un passo indietro dichiarando che la riforma riguarderà esclusivamente gli allievi che il prossimo anno si isciveranno in prima.
    Spero di averti risollevato almeno un po’ e grazie per aver lasciato il tuo commento: è raro, infatti, che gli studenti intervengano sul mio blog mentre succede spesso che scrivano degli adulti che della scuola sanno poco o nulla ma si “divertono” a criticare l’operato del ministro solo per il gusto di farlo.
    Se vuoi avere, comunque, delle notizie più dettagliate sulla riforma, è meglio che tu legga questi altri post .

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  16. Buon giorno…
    Grazie mille per le informazioni.
    Adesso mi studierò il prgramma e se avrò altri dubbi saprò a chi rivolgermi.
    Comunque da quello che mi hanno detto pure le classi seconde saranno sotto la nuova riforma…devo stare tranquilla???:)
    GRAZIE MILLE…
    SALUTI..

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  17. Ciao Alice!
    Come ho scritto in uno dei post che ti ho invitato a leggere, la riforma delle superiori è ferma, almeno fino alla trattazione dell’argomento da parte della Conferenza Stato- Regioni che non l’ha ancora affrontato. Pare, tuttavia, che la questione si stia sbloccando. Se vuoi, leggi qui.
    Il ministro ha comunque chiarito che saranno interessate solo le classi prime del prossimo anno scolastico, non l’intero biennio come era stato preannunciato. Purtroppo, però, sono solo dichiarazioni che non possono essere supportate, per ora, da disposizioni precise e legalmente valide. Come sempre, dobbiamo solo fidarci!

    Buon studio! Per qualsiasi altro dubbio, io sono qui. 🙂

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  18. cara marisa se mi permetti lascio un’informazione utile per chi visita il blog -d’altronde a che alro servirebbe questo meraviglioso strumento?-
    Siamo anche stanchi di attaccare ministro e in astratto la riforma, tu ovviamente hai “difeso” la tua posizione da insegnante di latino, per noi docenti di lingua straniera non c’è difesa, solo IMBARAZZO. Ovviamente parlo per quelli che hanno “capito” ciò che succederà e non hanno abboccato alla grande bugia “potenziamento lingue straniere”…cielo, quasi non riesco a parlarne per tanta impunità, comunque, prima della riforma con le varie sperimentazioni le lingue e NON la lingua straniera (leggi inglese) avevano spazio un po’ ovunque -ricordo al lettore il meraviglioso esperimento del liceo classico europeo, una specie di Bengodi per tutti i docenti e soprattutto per noi di lungue che ci relazionavamo ad alunni con conoscenze di latino e greco- ora andremo incontro a:
    1.presenza del solo inglese negli indirizzi riportati tutti al “tradizionale”
    2.”contentino” delle misere 2 ore di seconda lingua comunitaria nelle scienze umane (e perchè, ciò a discapito di materie di indirizzo, vedi filosofia psicologia etc, e perchèilinguismo SOLO alle scienze umane?)
    3.LA GRANDE BUGIA DEL LICEO LINGUISTICO, in questa sperimentazione, si sono SEMPRE studiate tre lingue straniere (con L’ORRORE della terza lingua al terzo anno e non dal primo anno come TUTTI si aspetterebero e come si fa in tutta Europa!)

    4. LA PARADOSSALE PERDITA DI ORE PER I DOCENTI DI LINGUA STRANIERA NEL LICEO LINGUISTICO….CIOè, CAPITE? SIAMO ALLO SBERLEFFO, AL LIMITE DELLA GOLIARDIA IMPUNITA…I “DORMIGLIONI” DI RUOLO (AH PERCHè SE NON SI FOSSE CAPITO IO NON SONO DI RUOLO EHEHEEH) NON HANNO, IN MOLTI, ANCORA CAPITO CHE LA PRIMA E LA SECONDA LINGUA NON SONO 18 ORE QUINQUENNALI, MA 13, TESORUCCI MIEI, PERCHè PER “RISPARMIARE” SI ABOLIRà LA COMPRESENZA CON L’ITP(INSEGNANTE TECNICO PRATICO, ALTRA CLASSE DI CONCORSO) E LA TERZA LINGUA NON AVRà UN MONTE ORE DI 14 ORE, BENSì MISERE 11 ORE, SEMPRE PER LA QUESTIONE DELLA “CESSIONE” DI UN’ORA SETTIMANALE AL CONVERSATORE MADRELINGUA (CHE, SALVANDO LA PACE DI POCHI, SPESSO SONO ITALINI NATI DA GENITORI ITALIANI HANNO CONSEGUITO UN DIPLOMINO, SPESSO PROFESSIONALE NEL PAESE IN CUI SONO NATI E POI TORNANO QUI- MI SI ACCAPPONA LA PELLE A DIRLO E A PENSARE AI QUEI “MADRELINGUA” CHE NELLA MIA LUNGUA ESPERIENZA DI PRECARIATO SPESSO CHIEDEVANO A ME COME SI DICESSE UNA COSA CHIESTA DAI RAGAZZI NELLA LORO PRESUNTA LINGUA MADRE:..AH, PICCOLA INFORMAZIONE, I DOCENTI ITP MADRELINGUA è UN’INVENZIONE TUTTA ITALIANA)…AH, POVERI RAGAZZI, ALMENO CON LA COMPRESENZA POTEVAMO, NOI DOCENTI ITALIANI ALMENO QUELLI CHE HANNO USUSFRUITO DI BORSE STUDIO ALL’ESTERO O SI SONO PAGATI CORSI ALL’ESTERO; INTERVENIRE E INFORMARE CHE IN SPAGNOLO NON SI DICE “ME ENCANTA MUCHO” O, IN STRATEGIA DI RIFLESSIONE SULLA LINGUA, L’IMPORTANZA DEL TEMPO PRIMITIVO O, ANCORA, NON FARE PASSARE NOTIZIE DI CIVILTà TIPO “LA SPAGNA è UNA REPUBBLICA”…GIURO COSE SENTITE CON LE MIE INTERDETTE ORECCHIE)…BE’ CHE DIRE ORA, ORA CHE TUTTO è COMPIUTO, ORA CHE LE CONVERSATRICI SARANNO SOLE A GESTIRE LA LEZIONI, NON SO CON QUALI COMPETENZE DI GLOTTODIDATTICA ETC ETC…BASTA! CARE E CARI COLLEGHE E COLLEGHI DI INGLESE FRANCESE SPAGNOLO E TEDESCO, LA VOSTRA CATTEDRA DI 18 ORE A PARTIRE DALL’ANNO PROSSIMO E QUANDO SI SARà A REGIME NON ESISTERà PIù NEL LINGUISTICO… IN OCCA L LUPO, PERCHè TANTO, COME LEGGEVO IN UN LATRO INTERVNTO SU QUESTO BLOG, PARAFRASANDO LE PAROLE DELL MINISTRA…”ABOLIREMO IL PRECARIATO”….E COSì SARà….

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  19. Dear Luce,
    if we ever get the chance to meet I’d like to introduce you to some of my Italian “collegues” whom for years have been paid once a week to do nothing but sit there and watch ME work during MY hour. More often than not they leave the room “just for a minute” and then simply disappear: “you don’t mind right? it’s YOUR hour anyway…”.
    Before you generalize on the web you should weigh your words. Fortunately for me during the past 10 years I’ve collaborated with professional collegues whom I respect and who respect my work.
    I realize this “reform” has everyone on edge and no one likes being out of a job but this doesn’t authorize comments like yours.
    ps. I hope you can spell better in English than you do in Italian!

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  20. @ pat holland pugliese

    I hope my readers understand your comment. Anyway I’ve had less trouble understanding yours in English than that one written in Italian by Lucia.

    Thanks for your post.
    Marisa

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  21. sono state potenziate le materie scientifiche come è giusto che sia in un liceo scientifico soprattutto considerando le difficoltà incontrate da numerosi studenti nelle materie scientifiche ( soprattutto matematica ); se le ore di latino sono diminuite, questo non incide minimamente se si pensa che lo studio della lingua è ormai tramontato data anche la scarsità di insegnanti davvero preparati in questa materia!

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  22. @ RITA

    Sulla prima parte del commento sono d’accordo: ho più volte affermato che, con il riordino, lo scientifico è davvero più scientifico.
    Quanto alla seconda parte, non so in quale veste (docente? allieva? genitore? dirgente scolastico?) fai queste affermazioni sul latino e i suoi insegnanti. Lo studio del latino non è affatto tramontato, almeno fino ad ora, e gli insegnanti sono preparati e aggiornati, in linea generale, poi i casi particolari ci sono sempre e per tutte le materie. Piuttosto sarà la riforma a fare tramontare lo studio della lingua degli antichi Romani: con meno ore settimanali sarà davvero difficile preparare dignitosamente gli studenti. Ma noi docenti di questo non abbiamo alcuna colpa.

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  23. Siamo nel terzo millennio e forse non sappiamo ancora che oggi si parla di cittadini europei. Un cittadino europeo che vuole trovare la sua realizzazione deve conoscere più lingue. L’inglese è una lingua veicolare, ma le lingue neolatine, parlate e studiate ogni giorno da milioni e milioni di persone in tutto il mondo, oltre ad essere veicolari sono anche formative, perchè derivano dallo stesso ceppo linguistico che è il latino ed avendo parecchi elementi strutturali e lessicali in comune è naturale fare il confronto con la lingua madre e le altre lingue sorelle. In particolare è il confronto con la nostra lingua italiana che lascia perplessi, perchè, per esempio, nel momento in cui si spiega che i verbi di opinione in francese sono retti dall’indicativo e in italiano gli stessi verbi vogliono il congiuntivo, i ragazzi della secondaria superiore dichiarano che nessun insegnante di italiano aveva spiegato tale regola. Meno male che c’è la lingua neolatina, che può fare da supporto alla lingua italiana e non solo a livello grammaticale, ma anche per quanto concerne la letteratura, che è lo specchio della vita e, pertanto, è importantissima per la crescita degli adolescenti. Quanti confronti tra le varie letterature, tra le varie civiltà, quante scoperte da parte dei ragazzi, concetti, fatti, avvenimenti, personaggi che avrebbero già dovuto conoscere grazie all’italiano. I colleghi sono, però, giustificati, perchè le ore di Lettere sono poche…E allora cosa dobbiamo dire noi di lingue, che nel liceo linguistico dobbiamo fare tutto con tre/quattro ore alla settimana ? Speriamo che gli autori della Riforma scolastica riflettano molto prima di mettere in atto una scuola che torna indietro, invece di andare avanti, una scuola che metterà in risalto le differenze sociali, per allontare i poveri dai ricchi, i bravi dai negligenti, i i fortunati dai meno fortunati…Grazie

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  24. @ Anna Volteri

    Grazie a te per il tuo contributo. Sono d’accordo sull’importanza delle lingue -tutte!- e sul confronto tra lingue e letterature diverse. Questo è praticamente il mio mestiere: figurati che faccio CLIL di Latino in Inglese, supercriticata dai cosiddetti “esperti” (docenti universitari che si basano solo sulla teoria ma della pratica sanno poco o niente).
    Comunque, quando gli studenti ti dicono che “nessun insegnante di italiano aveva spiegato tale regola”, non ti fidare: la maggior parte delle volte mentono spudoratamente. 🙂

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  25. Salve a tutti, mi sono trovato per caso su questo blog e ho letto i vari commenti lasciati dai docenti. Ho preso la maturità da poco, e al termine dei miei studi liceli posso dire di essere fiero e felice di aver scelto il liceo classico, l’anno prossimo mi iscriverò a lettere classiche e sicuramente ( 😦 ) anche io andrò ad infoltire quella vasta schiera di disoccupati che sperano di avere un posto nella scuola, si parla di riforma, di cattedre, di ore perse, ed io a questo proposito non posso che concordare con chi afferma che questa riforma è RIDICOLA, certo, il liceo scientifico ha bisogno di una maggiore formazione nelle discipline scientifiche, ma sono ASSOLUTAMENTE d’accordo con chi sostiene che il latino abbia una grande valenza formativa e che sia una disciplina che presenta un processo scientifico, sicuramente più del latino lo è il greco, bene, perchè i docenti di matematica e fisica non riescono a comprendere che tradurre una versione è come svolgere un problema di matematica o di fisica ; sicuramente le competenze di base sono molto diverse, ma il processo è lo stesso. Da futuro (si spera) docente di lettere mi sento di ritenere che nel nostro paese, l’Italia e sottolineo l’Italia, le materie letterarie vengono poco considerate, proprio noi che dovremmo essere i primi testimoni di una cultura come quella romana che ha caratterizzato il nostro paese, la nostra lingua, la nostra CULTURA. Perchè in italia l’immenso e stupendo patrimonio storico-artistico non viene valorizzato come dovrebbe? forse stiamo diventanto come diceva Bergson degli uomini pieni di protesi ( le nuove scoperte scientifiche) che non sanno guardare al passato? bha, non si sa. Questo malessere lo si respira a partire dalla scuola, perchè non si valorizza lo studio della storia dell’arte in TUTTI i corsi di studio? può essere possibili che un ragazzo con un diploma non sappia neanche perchè è stato eretto e da chi, il COLOSSEO!!! che ci invidia mezzo mondo. Le scienze sono importanti non lo nego assolutamente ne voglio togliere qualcosa a queste materie, ma i ragazzi dovrebbero conoscere (dico dovrebbero perchè questo non accade) prima L’ITALIANO, la cui conoscenza è DELUDENTE per non dire DEPRIMENTE. Detto ciò, se la riforma aumenta le ore di scienze allo scientifico non vedo perchè debba sacrificare quelle di latino, si è perfino parlato di latino opzionale….MA STIAMO SCHERZANDO??? ma quale formazione liceale è, una prima del latino!!!! a questo punto al docente che ha detto che esiste il liceo classico per studiare/insegnare il latino rispondo, guardando attentamente la riforma si può accorgere che nel liceo classico: l’italiano nel ginnasio passa da 5h a 4h, storia e geografia vengono accorpate con la perdita non solo di un’ora…ma con il risultato che la STORIA GRECA E ROMANA che si studia al ginnasio verrà fatta con i PIEDI!!! ERGO…diamo maggiore dignità alle lettere, insegnamo prima di tutto l’italianooo…e forse (so che con questa affermazione troverò milioni di contraddizioni) eliminiamo qualche ora di inglese, per imparare la NOSTRA lingua.

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  26. Ciao Giuseppe e grazie per il commento.

    Concordo con la maggior parte delle tue osservazioni, ma sono sempre convinta (se leggi gli altri miei interventi te ne renderai conto) che in un liceo scientifico sia importante studiare le materie scientifiche. Il latino, in ogni caso, avrà pure meno ore ma non diventerà mai una materia di serie B se gli insegnanti saranno in grado di mantenere alto il livello -decurtando il programma, ovviamente, ma lasciando intatta la qualità- e destare l’interesse dei propri allievi magari innovando la didattica (non sai quanti docenti insegnano ancora le lingue antiche come trent’anni fa!).

    Non credo di dire stupidaggini se affermo che il grado di preparazione degli studenti in tutte le discipline dipende al 90% della qualità dell’insegnamento impartito dai docenti.

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  27. Si si, verissimo, ma neanche si può farlo diventare materia opzionale, voglio dire ad oggi , fra le tante, ciò che distingue una formazione liceale da una tecnica è anche lo studio del latino, che a mio parere se abolito allo scientifico forma si, persone più competenti nelle materie scientifiche ma sicuramente meno nelle nozioni di cultura generale e umanistica. Per quanto riguarda il metodo di insegnamento concordo con te al 100% , un docente fa molto nella vita di un allievo ( è bruttissimo dirlo ma purtroppo è così) , riesce a farti odiare una materia, come può farti capire che quella disciplina è tutta la tua vita. Io purtroppo ho avuto la sfortuna di incontrare un docente di lingua inglese con il quale non avevo un bel rapporto e questo ha avuto incidenza non solo sul voto di maturità (non potuto prendere il 100 ) , ma proprio sulla serenità a scuola , i miei professori si chiedevano come fosse possibile che un ragazzo con tutti 8 e 9, che ha partecipato ad un certamen di filosofia e che è arrivato al 6 posto alle gare logico-linguistiche della mathesis , avesse 4 in inglese. Ti giuro è proprio la mia esperienza che mi ha fatto capire come il mestiere di insegnante sia difficile , se lo si vuole fare bene, diciamo che sono ancora nella concezione, della missione, so che molti alla fine rimangono delusi di tutto, che questo passa ; ma ad oggi non vedo altro per la mia vita, voglio fare questo e lotterò per farlo, lo sto già facendo, visto che ormai al giorno d’oggi dire mi iscrivo a lettere antiche equivale a dire vado a fare lo spazzino ( con tutto il sacrosanto e immenso rispetto che ho per gli spazzini) , però si smette di sognare quando si smette di credere in quella cosa…cerchiamo un pò tutti di sognare…e cerchiamo di salvarla questa nostra ITALIA, altrimenti andiamo proprio a rotoli.

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  28. @ Giuseppe

    Mi dispiace per le tue “disavventure” con l’insegnante di Inglese (anche perché è importante averne una buona conoscenza), ma anche questo serve per formare un buon docente: prendi esempio da chi ti ha dato di più non da chi ti ha portato ad odiare la sua materia. Ti consiglio, se non l’hai già fatto, un bel viaggio in Inghilterra: “vivere” l’Inglese è molto diverso che studiarlo a scuola. Te lo dice una che voleva diventare insegnante di Inglese ma che ha dovuto cambiare facoltà per l’incapacità dei docenti di lingua di trasmettere un po’ di passione e incoraggiare gli studenti. Ma non mi sono arresa: ho ripreso a studiare dopo più di vent’anni, sono andata in Inghilterra con Comenius e ho ottenuto la certificazione Trinity per insegnare le mie discipline in Inglese.

    Mi piace leggere fra le righe del tuo commento l’entusiasmo di chi, nonostante abbia scelto una futura professione in piena crisi ( 😦 ), vuole lottare per diventare un bravo insegnante … e per salvare la nostra povera Italia!

    Sei così “tenero” -scusa se mi permetto, ma ho due figli più grandi di te! – che vorrei baciarti! 🙂

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