22 ottobre 2008

E SE CICERONE LEGGESSE I TESTI SUL WEB?

Posted in attualità, lingua, scuola, società, web tagged , , , , a 3:06 pm di marisamoles

donnacontavolettaL’idea di scrivere questo post mi è venuta leggendo vari articoli, riguardanti i più disparati argomenti, su diversi blog. Apprezzo la buona volontà di chi, per puro diletto o per una incontenibile voglia di dire la sua o anche per una sfrenata passione per il giornalismo dilettantistico, si espone scrivendo dei testi o commentando i testi altrui. D’altra parte, lo scopo primario di un blog è questo.
Quello che, invece, non apprezzo e, forse, non capisco, trincerata come sono in un purismo linguistico ed espressivo che appare quasi demodé, è la poca cura che si presta all’aspetto formale dei testi.
Ciò non significa che scrivere sul web debba essere appannaggio dei pochi che dimostrano di conoscere bene la lingua italiana. Non è questo il punto. Ci si può esprimere in modo informale ma almeno lo si faccia utilizzando delle strutture grammaticali semplici – così è più difficile sbagliare ed il messaggio risulta più chiaro – e la scrittura sia almeno ortograficamente corretta.

Qualcuno forse penserà che io abbia scambiato gli articoli che si pubblicano sui blog per “temi d’italiano” soggetti a valutazione. Assolutamente no. Credo, però, che un minimo di cura formale sia dovuta. Leggere certi strafalcioni può essere esilarante ma crea, evidentemente, un po’ d’imbarazzo in tanti docenti di italiano, come me, che si chiedono che cosa mai insegnino in tanti anni di scuola. Forse sarebbe più corretto chiedersi “che cosa mai imparano gli alunni a scuola?”. Ma in questo modo si scaricherebbe la responsabilità solo sugli allievi mentre è lecito interrogarsi anche sulla qualità del nostro insegnamento. E non parlo di chi, come me, insegna al liceo; la responsabilità maggiore ce l’hanno le maestre e gli insegnanti delle medie. Quando i ragazzi arrivano alle superiori, è già troppo tardi per rimediare: gli errori ortografici, ad esempio, se non corretti in tempo si radicano nelle loro teste e non li correggono più.
Poi ci sono anche gli errori di battitura. A questo proposito riporto la risposta ad un mio commento, che voleva essere una provocazione ma purtroppo non è stata colta, su un post pubblicato sempre in WordPress da un altro blogger:

@ marisamoles
mi permetto, se mi consente, di rivolgerLe un paio di domande molto semplici: si è resa conto che il linguaggio del web non rispetta le regole grammaticali? Che si tratta di una trasposizione, per quanto ciò sia discutibile, del “parlato”? Che lo scrivere di fretta è foriero di errori di battitura? Che la stessa fretta, purtroppo, non permette di essere precisi negli accenti e negli apostrofi?
A che pro il Suo intervento? Mi sembra lapalissiano, ad esempio, che scrivere “chiacchere” sia un errore di battitura e non una convinzione personale dettata dall’ignoranza.
Mi consenta: il Suo “show off” poteva anche risparmiaselo
.

Sono consapevole che gli errori di battitura si possono commettere e io stessa ne faccio molti. Ma quello che stupisce di più è l’affermazione che il linguaggio del web non debba essere vincolato alla correttezza espressiva e che sia una trasposizione del “parlato”. Ecco, io credo che uno scriva bene quando parla bene e si esprima correttamente sia nel parlato che nello scritto quando le regole grammaticali le conosce. Ciò non vuol dire che si debba scrivere sul web usando la stessa forma che utilizzeremmo se scrivessimo una lettera al Presidente Napolitano. Quindi, si può usare un linguaggio informale senza massacrare la grammatica e ignorare l’ortografia. O no?

Quanto al presunto errore di battitura, “chiacchere” per “chiacchiere”, visto che spesso mi capita di correggere questo errore sui temi degli studenti, rigorosamente scritti a mano, non sono affatto convinta che si tratti solo di una svista dovuta alla fretta. C’è da dire, poi, che l’autore del commento, per qualificarsi come persona colta, usa anche dei termini ricercati come “foriero” che io stessa sul web non userei.

Forse avrei dovuto fare una premessa per spiegare che non sono una che va in giro per i blog altrui a correggere i testi. Il mio commento, infatti, riguardava un post intitolato L’ignoranza non ha limiti . Lo stesso blogger prendeva in giro un “commentatore” che, in un intervento, aveva usato un linguaggio decisamente lontano da quelli che sono i canoni accettabili per una scrittura semplice ma grammaticalmente corretta. Se così non fosse stato, non mi sarei mai permessa di intervenire con alcune correzioni dei commenti. Il mio intento era di fare un po’ d’ironia; purtroppo non è stato colto.

Per fortuna l’autore del post è intervenuto in mia difesa rispondendo al commentatore che mi aveva attaccata:

risparmiati il messaggio con i termini presi a caso dal De Mauro. Non esiste un linguaggio del web ed uno non del web, esiste solo un sapersi esprimere correttamente. Punto. Che scusa è quella della battitura? Ma perché, se devi scrivere una relazione e commetti errori addossi la colpa alla fretta di scrivere? Guarda che la brutta figura la fai uguale eh. Se sei abituato ad esprimerti bene non esiste che fai strafalcioni. Il suo intervento è perfettamente attinente con l’articolo, dato che ha trovato errori e ha tenuto a precisare alcune cose. Andrebbe criticato chi scrive grondando ignoranza, non una persona colta che fornisce qualche consiglio. A me ha fatto simpatia, nonostante il tono utilizzato, ma nella società di oggi viene data alla cultura un valore molto basso.

Beh, mi è andata bene. Almeno qualcuno ammette che anche sul web bisognerebbe sapersi esprimere. Purtroppo, però, c’è gente che vuole avere a tutti costi ragione. Non so quale età abbiano gli “animatori” della discussione sul blog in questione, ma sono certamente adulti. Molto più educati sono stati alcuni ragazzi, intervenuti su un altro blog, che, al mio invito ad esprimersi meglio, così evitano anche di fare errori quando a scuola scrivono i temi, hanno dimostrato con ironia di essere d’accordo con me.

Al mio suggerimento, uno ha così risposto:

HuahuaH!!Ragaaaazzii!!Ma vi fate richiamaaare pure sul web dico ioo! .__.’
Prendete esempio da me!
! =D

A questo punto, rileggendo il titolo di questo post, potreste legittimamente chiedervi: “Ma Cicerone che c’entra?”. C’entra, c’entra. Lui stesso, sommo oratore dell’antica Roma e tormento perenne degli studenti che si applicano nella traduzione dei suoi brani, ammetteva che ci si potesse esprimere attraverso diversi sermones: tra i soldati si usava il sermo castrensis (letteralmente “dell’accampamento”), a casa ci si poteva rivolgere ai parenti attraverso il sermo familiaris (non traduco perché è chiaro), quando ci si intratteneva in una chiacchierata tra amici si poteva utilizzare il sermo cotidianus (cioè “di tutti i giorni”). Insomma, un sermo per ogni occasione.

C’è un piccolo particolare, però: Cicerone si riferiva al linguaggio parlato, non a quello scritto. Già, perché per lui, come per tutti i Romani del tempo antico, era valido il detto: verba volant, scripta manent.

Ora io mi chiedo: è davvero possibile una certa elasticità nel linguaggio usato nel web? Certamente sì, ma, essendo scritto e non orale, dovrebbe rispondere alle più elementari regole grammaticali e ortografiche. Ben vengano, comunque, le simpatiche icone quali gli smiles così usati, e talvolta abusati, che rendono allegri gli scritti e danno un po’ di umanità alla scrittura anonima di chi non conosciamo. Ma, per favore, senza lasciarsi andare, in nome dell’informalità, alle performances da semianalfabeti!

Quindi, se Cicerone leggesse i testi sul web, credo ne proverebbe orrore. Non sono dell’idea che potrebbe, in questo caso, ipotizzare un sermo webbensis, semplicemente perché non si tratta di testi orali ma scritti.

E allora, a tutti i blogger, nonché ai più o meno simpatici commentatori, rivolgo un invito: meditate gente, meditate.

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12 commenti »

  1. marisamoles said,

    Grazie, Elysabetta, per il tuo intervento e per i complimenti.
    Sono d’accordo con te sull’ingiustificato uso delle abbreviazioni stile sms … non l’ho detto solo perché non volevo dilungarmi troppo!

    Approfitto per dare un’informazione: in vetta alla classifica dei post wordpress più popolari di oggi c’è quello relativo alla Talpa 3. Mi astengo da ogni commento, ma invito i miei lettori a darvi un’occhiata.

    Questo è il LINK

    Mi permetto solo una riflessione: evidentemente per essere “popolari” bisogna esprimersi così!

    Mi piace

  2. elysabetta said,

    Complimenti hai fatto un ottima analisi degli “orrori” linguistici del web.
    Io aggiungerei anche coloro che scrivono in stile sms. Scrivere con abbreviazioni è giusto quando sono disponibili 160 caratteri ma in un blog dove non ci sono limiti particolari si rischia di rendere fatiicosa la lettura sminuendo anche i contenuti migliori.

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  3. Giulio said,

    Ciao Mirisamoles… che cosa vuoi dire con “per essere popolari bisogna essere così”?

    Io ho fatto un blog su un reality e quindi gli argomenti, a differenza del tuo blog, sono totalmente diversi.
    Gli argomenti sono leggeri, quasi frivoli, e così anche la scrittura del blog. Essendo seguito da giovani scrivo come un giovane, anche perchè lo sono.

    Ps: per informazione frequento i primi anni di un liceo, quindi è solo una passione questa dello scrivere sul blog…

    Attendo uno risposta (magari sul mio blog de La Talpa così lo leggo.
    Grazie 🙂

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  4. marisamoles said,

    Caro Giulio,

    grazie per la tua risposta.
    Se hai letto il mio post, avrai capito che insegno Lettere al liceo, quindi potresti essere un mio allievo. Mi fa piacere interloquire con un giovane (ma io tanto vecchia non mi sento … e non lo sono!) anche perché, grazie alla mia professione, lo faccio praticamente tutti i giorni.
    Per questo, ti do un consiglio, come se fossi un mio studente: se impari ad esprimerti correttamente, farai una figura migliore. Scrivere su un blog, anche se si trattano argomenti leggeri (per inciso, sulla Talpa non ho nulla da ridire, nonostante sia un po’ nauseata dai reality show e per questo non li seguo più con lo stesso interesse con cui ho guardato i primi) e anche se il pubblico cui ti rivolgi è giovane, ciò non giustifica la scorrettezza grammaticale ed ortografica che ho riscontrato nel tuo post.
    Anche nel tuo commento non ti sei smentito. Per inciso, non ho scritto, come tu hai riportato, “per essere popolari bisogna ESSERE così” ma “per essere popolari bisogna ESPRIMERSI così”. Intendevo, proprio, in modo poco curato dal punto di vista linguistico.
    Non vorrei mettere ulteriormente il dito nella piaga, ma devo fare anche un’altra correzione: non mi chiamo MIRISAmoles ma MARISAmoles. Credo che con un po’ d’attenzione tu possa migliorare … non lo dico da prof, è solo un consiglio per fare una figura migliore e non solo quando scrivi i temi d’italiano!

    Ciao ciao 🙂

    P.S. Come vedi ho risposto sul mio blog, tanto il messaggio lo leggi lo stesso sulla pagina “i miei commenti” del tuo sito. Ho ritenuto che la mia risposta non fosse attinente con l’argomento trattato nel tuo post

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  5. giulio5 said,

    Grazie per la risposta…

    Accetto i tuoi consigli, sono costruttivi.

    Grazie….

    Mi piace

  6. marisamoles said,

    @ Giulio

    beh, questo ti fa onore e a me fa un immenso piacere!

    Ciao ciao 🙂 🙂 🙂

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  7. Matteo said,

    E se Cicerone leggesse i testi sul web? Beh…di sicuro si sta già rivoltando nella tomba! Ho letto la critica che le è sta mossa da quel commentatore, che a quanto pare ama termini ampollosi quali “lapalissiano” e compagnia bella…e ivi riscontro il vero cancro di questa società: l’ignoranza viene spesso liquidata, o comunque nascosta, da giustificazioni quali la fretta, o cose similmente futili. Questo è il dramma! Un’errata forma mentis che sta alla base culturale delle persone! Sia chiaro: io ho 21 anni, e non sono certo il più erudito al mondo, tanto meno (o è tutt’attaccato?) il depositario della cultura maxima! Però, sarà per l’educazione impostami, sarà per una mia naturale passione per certe cose…io non ho mai giustificato un errore del genere con la fretta o con altre scuse! Voglio dire…non è normale che uno che, mettiamo, fa il giornalista pubblichi un articolo in cui scrive cose tipo “se saprei”! E’ una cosa inaccettabile! Ora, io capisco che possano verificarsi errori di distrazione o simili, ma per questo basta, alla fine, rileggere il contenuto ed eventualmente correggerne eventuali strafalcioni! Non si tratta di dire “eh, ma capita”, perché in questa stessa giustificazione si nasconde secondo me un disordine mentale basilare e una svogliatezza ben più gravi!
    E poi, chi vi dice di correre? Chi vi mette “il pepe al culo” (per usare un’espressione popolare)? State calmi, che si vive pure più a lungo!

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  8. marisamoles said,

    @ Matteo

    Caro lettore accanito … vorrei che anche i miei allievi, specie quelli di quinta, mi seguissero così! 😀

    La fretta può portare all’errore – capita anche a me – ma, come ho scritto nel post, certi errori sono proprio radicati nella mente di chi scrive. Lo so, visto che insegno italiano. Quanti strafalcioni si leggono sui quotidiani! Sembra impossibile … non ci sono i correttori delle bozze? In ogni caso, mi ricordo che il blogger al commentatore che tu hai citato, ha dato il consiglio più utile: basta scrivere i testi prima su Word e poi fare un copia incolla. così, con la correzione automatica, almeno qualche errore non sfuggirà! Non dico per tutti i commenti, almeno per gli articoli.

    ciao ciao

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  9. Ovi etto said,

    Concordo su tutto. Ma mi domando perche’ (e scrivo cosi’ per via della tastiera con caratteri inglesi) il sistema d’insegnamento in Italia non vada incontro all’alunno prima che egli arrivi alle superiori? Lo stesso vale per l’insegnamento delle lingue. Perche’ in inglese ci sono professori che non sanno la pronuncia e la insegnano sbagliata alle medie e alle elementarI? Per non far si che poi l’alunno arrivi al liceo linguistico e cada dalle nuvole. E invece succede, e non a caso gli italiani sono i terzultimi nella classifica europea nella pronuncia e nella conoscienza delle lingue.

    Mi piace

  10. marisamoles said,

    @ Ovi etto

    Meno male che almeno su qualcosa siamo d’accordo! 🙂

    Quanto all’Inglese, hai ragione al 100%. Quando sono andata in Inghilterra con il progetto Comenius, mi sono vergognata, anche per gli altri Italiani miei compagni di corso, perché, nonostante tutti fossimo ad un livello piuttosto alto del Trinity (B2, 8°-9° grado), eravamo in assoluto i peggiori, tra gli altri Europei e non presenti nella nostra scuola. Le regole le sappiamo ma ci manca quella scioltezza comunicativa che altri -Austriaci, Tedeschi, Ungheresi, Spagnoli, Portoghesi e Orientali tipo Thailandesi e Coreani- hanno dimostrato di possedere.

    Io onestamente non so che cosa stia succedendo nelle nostre scuole e come sia possibile che degli insegnanti di lingua non siano in grado di esprimersi correttamente, anche a livello di pronuncia. Ma ti posso assicurare che ai miei tempi -parliamo, purtroppo, di decine d’anni fa!- l’Inglese si studiava bene. Poi io ho frequentato dei corsi in una scuola privata e ho conseguito il diploma di traduttrice e interprete, quindi la mia conoscenza della lingua non è stata esclusivamente scolastica.

    Quando si studia bene una lingua straniera -non solo l’Inglese- non la si dimentica più. Io ne sono la prova vivente: ho ripreso l’Inglese dopo più di vent’anni eppure non ho avuto difficoltà a conseguire la certificazione e a soggiornare in Inghilterra. Attualmente insegno le mie materie in Inglese -esclusa la geografia!- e me la cavo benino. Ma in questo caso, gioca un ruolo importante l’emotività: se devo far lezione in una lingua non mia, le difficoltà sono duplici perché riguardano sia i contenuti sia la lingua stessa.

    A presto e … in pace, spero. 😀

    Mi piace

  11. Ovi etto said,

    Io debbo dire che fin’ora sono stato contento dei prof che ho trovato alle superiori. Sia in fatto di preparazione sia in fatto di pronuncia, visto che il nostro prof ha insegnato italiano in un’universita’ inglese. E in un anno d’inglese ho imparato piu’ cose che in otto anni. Io spero che il sistema vada migliorandosi ogni anno di piu’. Comunque si saranno in pace i miei commenti. 😀

    Mi piace

  12. […] è cosa nota che gli scritti che viaggiano sul web siano pieni di refusi (ne ho scritto QUI, uno dei miei primissimi post di questo blog). Dal quotidiano on line ai messaggi su FB o Twitter, […]

    Mi piace


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