12 ottobre 2008

UOMINI E DONNE: UGUALI O DIVERSI?

Posted in reality show, società, televisione, Uomini e donne tagged , , , , , , , a 2:10 pm di marisamoles

uomini e donneNonostante la parità dei sessi, posso affermare con assoluta certezza che gli uomini sono diversi. Detta così la frase potrebbe apparire sospetta; certo, alcuni uomini sono diversi, ma non tutti. Gli uomini e le donne sono diversi: su questo non c’è dubbio. Ma in cosa sono diversi? In tante cose, sotto molti aspetti. Fin da piccola ho potuto constatarlo, avendo un fratello più grande di ben sei anni.
Ai miei tempi i bambini e le bambine si distinguevano bene fin dall’asilo: i cestini di plastica in cui si metteva la merenda e il bavaglino erano rigorosamente azzurri per i maschietti e rosa per le femminucce. Eh già, perché allora si usava così, ora non c’è più questa distinzione e li vedi per strada mentre s’incamminano verso l’asilo con i loro  zainetti colorati e griffati, tutti uguali e ugualmente inflazionati. Certo ai miei tempi i cestini erano tutti uguali e si distinguevano solo per il colore, ma almeno non si dividevano in categorie: standard, lusso, superlusso. Adesso come vedi passare per strada gli “angioletti” puoi facilmente indovinare il 730 dei genitori.

Anche per quanto riguarda i giochi, le bambole tanto adorate dalla mia generazione sembrano essere snobbate dalla maggior parte delle bambine. Ora evidentemente il concetto di parità dei sessi è innato, si trasmette con il DNA. I genitori, d’altra parte, non si preoccupano se le fanciulle giocano con carri armati e robot spaziali, certo s’impensieriscono se i fanciulli s’intrattengono a trastullarsi con le bambole! Evidentemente il concetto innato è che le bimbe devono essere come i bimbi, non viceversa.
A proposito d’innatismo, il legame sempre meno stretto che s’instaura tra femminucce e bambole è un segnale della nuova tendenza a snobbare la maternità, a rimandarla il più possibile. Oggi le donne, per poter competere con gli uomini, si danno anima e corpo alla carriera; qualcuna dà il corpo al capoufficio e l’anima al fidanzato, ma anche questo è un altro discorso! D’altra parte i maschi sono sempre più dei mammoni e tardano ad andarsene dalla casa paterna anche perché sono perlopiù serviti e riveriti dalle madri che non si rendono conto che i loro pargoli sono cresciuti.
Certo, metter su famiglia oggi come oggi è davvero un problema: si studia fino a trent’anni, il posto fisso è un sogno, così, tra un contratto a termine e l’altro, anche volendo non si può parlare di matrimonio. Forse è più facile che si vada a convivere, considerando lo stare insieme in modo “informale” una sorta di periodo di prova senza scadenza. È vero, però, che la famosa minaccia: “vado a vivere da solo!” non è più tanto di moda, proprio grazie al permissivismo dei genitori, anche se non tutti, evidentemente, la pensano allo stesso modo. Oggi perlopiù sono le madri e i padri a chiedersi esasperati “ma quando se ne vanno?”. Beh, qualche volta succede che se ne vadano, ma in genere sono più i maschi ad optare per la sistemazione da single autonomi, piuttosto che le femmine. Quest’ultime, tutt’al più, si ritrovano single dopo il primo divorzio e, in attesa del prossimo pollo, meditano sui loro errori, o su quelli dei consorti, risolvendosi a non ricommetter mai più lo stesso sbaglio con la vaga impressione che comunque ci ricascheranno prima o poi. Perché? Forse perché le donne, è vero, sono più sentimentali.
Tornando agli uomini single, bisogna ammettere che nel 90% dei casi se la cavano bene. Ci sono scapoli inveterati che sono perfettamente in grado di gestirsi: fanno le pulizie, sanno far funzionare lavatrice e lavastoviglie, stirano, fanno la spesa e preparano deliziosi manicaretti svelando insospettabili doti culinarie. Quale immagine è più tenera di quella del famoso “uomo dai guanti gialli” della pubblicità, che con il suo “buonaseeeeeera” ha conquistato ragazze, mamme e persino nonne! Beh, certo lui la lavastoviglie non ce l’aveva, ma con quel grembiulino era carino da impazzire!
Anche in ambito pubblicitario si può dire che gli uomini sono diversi: sempre pronti ad accompagnare i figli a scuola (con somma soddisfazione della mamma che, tirando un sospiro di sollievo, chiude la porta pensando già a come occupare il tempo libero), sbarbati, profumati, con la pelle liscia da baciare, il corpo, che sembra scolpito, da accarezzare, tanto che tu sei là che guardi il tuo di marito e ti chiedi come mai ti sembrava di aver sposato un Adone e come mai le tue amiche ti davano l’impressione di provare invidia quando te lo sei sposato.

Un altro ambito in cui gli uomini sono diversi è quello scolastico. L’80% dei più bravi della classe è costituito da femmine. Le vedi come sprizzano cultura da tutti i pori, come arrivano a scuola ben pettinate, ben vestite, con la cartella in ordine, con tutto ciò che serve per passare gioiosamente la mattinata nell’amata aula scolastica. I ragazzi invece sono più “alla buona”: spesso spettinati, con la cartella chiusa male, vestiti come capita e normalmente sgualciti perché quei pantaloni hanno passato la notte sotto un cumulo di abiti, dimenticano libri, quaderni … Quando ritiro i quaderni, senza nemmeno leggere il nome (quando lo scrivono!) capisco se il possessore è maschio o femmina: quelli dei ragazzi, normalmente, sono mezzi strappati, se usano le copertine ad anelli, immancabilmente qualche foglio svolazza qua e là, sembrano, insomma, dei residuati bellici. Le ragazze, invece, ci tengono all’estetica: scelgono quaderni o copertine variopinte, tengono tutto perfettamente in ordine, scrivono con colori diversi, usano gli evidenziatori, fanno sfoggio, insomma, delle decine di euro spese in cartoleria. E che dire della scrittura? Beh, le femmine sono delle campionesse di calligrafia. È una vita che mi sforzo di far comprendere la differenza tra “grafia” e “calligrafia”; facciamo un esempio: quella dei maschi è “grafia”, quella delle femmine è “calligrafia”. Per dirla in breve: le ragazze curano la scrittura, anche troppo talvolta, con svolazzi vari e puntini sulle “i” a forma di cuore; i ragazzi, invece, hanno lo stile “gallina”, spesso non capiscono nemmeno loro quello che scrivono.

Ma dove, realmente, gli uomini e le donne sono diversi? Sicuramente quello amoroso. Oggi come oggi, è sempre più difficile trovare l’anima gemella, colui o colei che ti ama incondizionatamente, che è disposto o disposta a tutto per te, che ti ritiene il punto fermo della sua vita e non concepisce nemmeno l’idea di far a meno di te. Il sospetto del tradimento tormenta la maggior parte delle coppie, e non è poi così scontato che l’amore dell’uno sia contraccambiato dall’altra o viceversa. Il fatto è che il concetto di “amore per tutta la vita” è scomparso nel nulla; anche quando ci si sposa in Chiesa, più per tradizione che per profonda religiosità, non si pensa proprio che il matrimonio sia un vincolo indissolubile. È come se si stesse acquistando un prodotto che può andar bene ma anche no; allora lo provi, poi magari lo cambi, se non ti piace. Insomma i mariti e le mogli moderne sono “in prova”, uno si sposa pensando che poi può sempre divorziare; basta considerare l’aumento delle cause di divorzio, per esserne certi.
Se esaminiamo le cause del divorzio, ai primi posti c’è il tradimento. Anche in quest’ambito fra maschi e femmine c’è differenza: mentre le donne tradiscono perché sono insoddisfatte del proprio partner e, nell’estrema infelicità, cercano amore e passione tra le braccia di un altro, gli uomini tradiscono perché ce l’hanno nel sangue, il tradimento, non possono farne a meno; talvolta si atteggiano a vittime delle circostanze (la tentazione, si sa, non è facile da evitare, basti pensare ad Adamo) o cercano di far ricadere la responsabilità sulle donne, perché trascurati o non coccolati come vorrebbero; altre volte, però, non tentano nemmeno di trincerarsi dietro scuse più o meno plausibili, ammettono la colpa ma affermano, con una buona dose di faccia tosta, che l’altra non conta niente, che è stato un momento di sbandamento, che tanto lo sanno, le mogli, che sono loro le uniche donne della loro vita. E poi, che succede? Ci sono quelle che perdonano e quelle che non lo fanno; ci sono i casi in cui i matrimoni si sciolgono e altri casi in cui il legame va avanti ma nella donna il dubbio del tradimento rimane, logorando i suoi nervi e il matrimonio stesso.

Comunque, prima di sposarsi e di divorziare bisogna incontrarsi: questo è un fatto inconfutabile. Pare che al giorno d’oggi incontrarsi sia un problema: una volta ci si conosceva a scuola, nel cerchio delle amicizie, ad una festa o, ma meno frequentemente, in discoteca; oggi ci s’incontra via internet o in televisione, preferibilmente nel programma della De Filippi. A questo proposito, vorrei esprimere il mio parere: nella trasmissione Uomini e donne non noto alcuna differenza tra i due sessi, visto che l’obiettivo comune non è quello di conoscere l’anima gemella ma di “apparire in TV”. Davvero non c’è più nulla che i giovani d’oggi non siano disposti a fare pur di provare l’ebbrezza della notorietà! Non mi sento comunque di criticarli: chiamali scemi! C’è gente che deve lavorare per mesi, magari in fabbrica o in un’officina, per ottenere un guadagno pari a quello percepito dagli ospiti della De Filippi in una sola serata in discoteca. È gente furba, quella; i più scemi sono quelli che li guardano in TV o si lasciano travolgere dalla folla esaltata solo per poter vedere o toccare il “bello” del momento.

Tornando ai menage televisivi, quello che proprio non riesco a concepire è questa ostentazione di sé davanti ai telespettatori, la noncuranza con cui di fronte alle telecamere si svisceri un legame senza pudore ma, soprattutto, senza privacy. Come si fa, mi chiedo, ad essere così spontanei o a fingere così bene? In realtà non credo minimamente che le coppie in questione siano naturali; recitano un copione, scritto da non so chi o anche concordato tra loro e lasciano che migliaia di telespettatori, o meglio telespettatrici, ci credano. Certo il tornaconto è allettante: fama e denaro.
Ma anche nella finzione le donne sono diverse: chi può dimenticare gli occhioni lucidi della ragazza X che, sempre di fronte alle telecamere, veniva scaricata, con fare impassibile e sguardo glaciale, dal ragazzo Y? Perché l’uomo è tale solo se maschera le sue emozioni, se ostenta determinazione e freddezza. Come mai, però, qualche tempo dopo, a telecamere spente ma sotto i flash dei paparazzi, X eY hanno ricostituito la coppia, naturalmente in Costa Smeralda? Forse la mamma di X ha convinto Y a riparare al danno subito dalla povera innocente figlioletta? Rimarrà sempre un mistero.

La storia del reality show è relativamente recente ma è sufficiente per far capire il meccanismo: partecipi al programma, rinunci alla privacy, mostri il meglio e il peggio di te stesso (se si facesse vedere solo il meglio, che spontaneità sarebbe?), fai finta che non te l’aspettavi che scegliessero proprio te (come se i provini servissero a qualcosa!), che non immaginavi, una volta uscito, di suscitare tanto interesse e di riscuotere una tale fama … Davvero un bel trampolino di lancio nel mondo dello spettacolo. E pensare che c’è ancora chi studia danza, dizione e recitazione per anni e anni sperando di essere scritturato per una particina! A che serve? Dai reality si esce già con un contratto assicurato, basta volerlo. Certo c’è sempre chi sceglie di ritornare alla normalità … per fortuna.

Riprendendo il discorso di partenza, anche nei reality show si può notare che le donne sono diverse. Prendiamo ad esempio l’edizione del Grande Fratello 4 (l’ultima che ho visto e nemmeno con troppa assiduità). C’è il concorrente-principe Z e la biondina K: si piacciono, passano le giornate fra carezze e massaggi, Z elemosina un bacio che K rifiuta di dargli, anzi lei ad un certo punto si nega, lo accusa di essere invadente, oppressivo, lei ha bisogno di respirare, di pensare (è capace anche di pensare?), lui diventa lo zimbello del gruppo, tanto da meritarsi l’appellativo “zerbino”, finché proprio alla vigilia dell’eliminazione di Z, guarda caso, K capisce che è l’uomo della sua vita e concede il tanto sospirato bacio! Non avrei mai pensato che un uomo potesse arrivare a tanto e tutto questo davanti alle telecamere. Non c’è più dignità, amor proprio; che cosa dicono i rappresentanti del “sesso forte”? Il termine di nuovo conio “azzerbinato” dovrebbe destare scandalo e invece… probabilmente il fatto che dietro a tale spettacolo si nascondessero fama e danaro fa passare tutto in secondo piano; scatta la capacità d’immedesimazione e … il fine giustifica i mezzi. In fondo lui ha ottenuto quello che voleva! Ma alla figuraccia fatta di fronte a milioni di telespettatori e, soprattutto, di fronte ad amici e parenti chi ci pensa? E poco importa se adesso, belli e famosi, hanno messo su famiglia a dimostrazione che anche nei reality l’amore può nascere.

Ma dov’è finito l’amore vero, quello delle poesie, delle lettere, dei messaggi lasciati sul cuscino? Oggi non si scrive più, al massimo si chatta o ci si scambia gli SMS. Non c’è più poesia, manca il batticuore, la passione travolgente si esprime sotto le lenzuola il più presto possibile perché l’attesa manca, è scomparsa per sempre. Non è vero che quanto più una cosa si desidera, tanto più l’ottenerla sa di conquista? Ora non più; la fretta caratterizza il nostro mondo e fa sì che nulla sia più atteso, né lettera, né versi, né baci, né amplessi. Si usa ancora sussurrare all’orecchio del partner “Ti amo”? Per quanto ne sappia, no. Oggi vanno di moda altri “canali” per trasmettere i sentimenti, va scomparendo la fisicità, il contatto. I giovani comunicano a distanza e quando si trovano uno di fronte all’altra, i due innamorati non sanno quasi cosa dirsi. Ad esempio, nei messaggini telefonici la cosa funziona a sigle: TVB (ti voglio bene) e TAT (ti amo tanto), naturalmente conclusione logica di una serie di amenità espresse in formato ridotto come richiesto dalla dura legge del limitato numero di caratteri per ciascun SMS. Sinceramente a me non batterebbe il cuore nel leggere sigle di questo tipo; anzi, risponderei a mia volta con una sigla: MCSS (ma che, sei scemo?).

[aggiornato 30/07/2009]

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6 commenti »

  1. […] Eh, già, ormai i canali di comunicazione sono cambiati e non siamo quasi più capaci di scrivere. Anche l’amore si esprime attraverso le nuove tecnologie. Ma dov’è finito l’amore vero, quello delle poesie, delle lettere, dei messaggi lasciati sul cuscino? Oggi non si scrive più, al massimo si chatta, si lasciano messaggi su FB o Twitter, ci si scambia gli SMS. Si usa ancora sussurrare all’orecchio del/della partner “Ti amo”? Per quanto ne sappia, no. Oggi vanno di moda altri “canali” per trasmettere i sentimenti, va scomparendo la fisicità, il contatto. I giovani comunicano a distanza e quando si trovano uno di fronte all’altra, i due innamorati non sanno quasi cosa dirsi (ammesso che sappiano COME dirselo!). Ad esempio, nei messaggini telefonici la cosa funziona a sigle: TVB (ti voglio bene) e TAT (ti amo tanto), naturalmente conclusione logica di una serie di amenità espresse in formato ridotto come richiesto dalla dura legge del limitato numero di caratteri per ciascun SMS. Sinceramente a me non batterebbe il cuore nel leggere sigle di questo tipo; anzi, risponderei a mia volta con una sigla: MCSS (ma che, sei scemo?). [quest'ultima parte è un'autocitazione da un altro mio post] […]

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  2. […] meritava: forse perché uno dei primi ad essere pubblicato, appena aperto il blog nel lontano 2008, Uomini e donne: uguali o diversi? non ha vuto un gran successo. Eppure, secondo me, è uno dei miei migliori […]

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  3. Finalmente ho letto questo articolo… che fra l’altro mi sembra sia un tuo prediletto.
    Mi è piaciuta l’analisi che hai fatto. Mi ha colpito particolarmente il modo dei giovani di “volersi bene”. E poi?

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  4. marisamoles said,

    @ Quarchedundepegi

    E poi? Va a finire che i figli contagiano le madri … sono arrivata a scrivere “TVB” in un sms a mio figlio.

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  5. …e allora non c’è più niente da fare!

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  6. marisamoles said,

    Direi di no … 😦

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