DEBUTTANTI? NO, GRAZIE!

ballo-debuttanti_cast-professionisti1Sabato pomeriggio, mentre facevo zapping annoiata e in procinto di schiacciare il solito pisolino, mi sono imbattuta in una puntata – sommario de “Il ballo delle debuttanti”.

Premetto che non ho mai visto la trasmissione, né ho alcuna intenzione di farlo in futuro. Tuttavia, incuriosita dalla scena che mi sono trovata di fronte, quella in cui a una concorrente della squadra Pop veniva chiesto di mangiare degli spaghetti al pomodoro, ho volentieri rinunciato al riposo e a cambiare canale. Della trasmissione sapevo che tra due squadre, una Chic e l’altra Pop, costituite ciascuna da sei concorrenti, attraverso varie sfide, prevalentemente basate sul ballo, sarebbe uscita la vincitrice, cioè la “debuttante” da mandare al ballo.

Dal sito apposito leggo che “il Gran Ballo Viennese delle Debuttanti, nella romantica e suggestiva cornice dei saloni di Palazzo Brancaccio a Roma, nasce dall’esigenza di condividere con le nuove generazioni un’emozione unica, un sogno che porterà ciascuna delle 25 debuttanti, tutte di età compresa fra i 17 ed i 23 anni, a riassaporare i valori e le tradizioni dei famosi balli viennesi.”. Seguono gli intenti benefici della manifestazione, sempre lodevoli ma mai troppo sentiti. Insomma, se uno decide di parteciparvi, è per mettersi in mostra e non certo per fare opere di bene. Per quelle sarebbe opportuno aderire alle molte iniziative superpubblicizzate e comunque sempre in modo discreto, non troppo plateale.

Ma torniamo alla poveretta alle prese con gli spaghetti. Era evidente il suo imbarazzo ma anche il disappunto; evidentemente si chiedeva perché mai fosse costretta a far vedere a tutti come li mangiava: seduta con poca grazia, gambe accavallate a fianco del tavolino, con la forchetta che proprio non ne voleva sapere di trattenere gli spaghetti arrotolati, tanti ne coglieva e la metà li faceva ricadere sul piatto, fino all’intuizione di prendere il cucchiaio per aiutarsi ma senza troppa convinzione che in tal modo l’operazione le risultasse più semplice, piuttosto perché pensava che il galateo richiedesse l’ausilio dell’utensile in questione. Niente di più sbagliato … bastava guardare il volto esterrefatto dell’insegnante di portamento, facente parte della giuria, che aveva chiesto tale prestazione.

La reazione di parte della giuria è stata feroce: perché accanirsi in quel modo? È davvero importante vedere come mangiano se poi devono andare al ballo? La ragazza, poi, indispettita continuava a ripetere che lei voleva essere se stessa e basta. Ma finiamola, dico io, con la storia che durante i reality, di qualsiasi tipo si tratti, i concorrenti tengano sempre a precisare che loro “sono se stessi”. Ma chi gli crede? Se le Pop devono per forza essere anticonformiste, libere di esprimersi anche a costo di fare le figuracce, altrettanto costruite mi sono sembrate le concorrenti Chic, sempre aggraziate e corrette nelle loro prestazioni, ma tanto tanto finte. Afflitte per aver perso due puntate consecutive, tornate a “casa”, hanno espresso il loro rammarico con garbo e desolatamente si sono chieste come mai il pubblico non sappia apprezzare la loro classe.

Ma il problema di fondo qual è? È la trasmissione. Perché se si deve scegliere una ragazza da mandare al Ballo delle Debuttanti, non si può ignorare che debba rispettare un certo cliché al quale, volenti o nolenti, costruite o meno, rispondono le ragazze Chic. Quindi è del tutto impensabile che, dovesse vincere una Pop, possa essere in grado di atteggiarsi a gran dama. A meno che le Pop si convincano che i consigli dati dalle esperte di bon ton e portamento non siano solo strumenti di tortura per far vedere a tutti che il galateo proprio lo ignorano. È inutile che continuino a dire che sono “se stesse”: è ovvio che abbiano delle precise istruzioni da seguire su come comportarsi.

Però io mi domando: se Pop è l’abbreviazione di “popolare”, perché si confonde il significato della parola facendola diventare sinonimo di “cafone”? E perché per essere “se stesse” le poverette della squadra Pop devono attenersi ad un modello che nemmeno esiste più, quello di ragazzotte di provincia, senza né arte né parte, con poca cultura e ancor meno educazione?

Alla fine mi sono convinta che ciò che più conta per le concorrenti è apparire in tv, né più né meno di altri partecipanti ai reality che impazzano su ogni canale, in qualsiasi stagione, con l’audience che ci rende tristemente consapevoli di quanto siano discutibili le scelte del pubblico, quello sì popolare, nel vero senso della parola.

E ancora, è mai possibile che i giovani oggi ricerchino solo la fama e la visibilità? Non bastavano le Veline, i ragazzi di Amici e i tronisti? Come si fa a trasmettere alle nuove generazioni il senso della vita comune, quella fatta di gesti d’amore, di solidarietà, di concretezza? Se il sogno di quelle ragazze è davvero il ballo, perché non provano a pensare all’umiltà con cui la povera Cenerentola affrontava la prova più importante della sua vita, senza fiatare di fronte al divieto di fare tardi – a mezzanotte a casa e poi il sogno finisce! Solo per la sua modestia e per l’assenza di rancore nei confronti di chi non la rispettava, alla fine è lei che ha ottenuto il premio.

E non pensiamo che siano solo fiabe; si sa che sotto sotto c’è sempre una morale.

È un luogo comune quello secondo il quale i ragazzi di oggi sono maleducati, senza valori né rispetto per le regole, sfrontati e trasgressivi … non è così per tutti, ovviamente. Ma se alla televisione passa il messaggio che per ottenere un premio bisogna essere sfrontati, polemici e determinati a fare di testa propria, tanto non si ascolta nessuno, cosa ne sarà, davvero, delle nuove generazioni?

Un vecchio detto recita che “La classe non è acqua”. Ora ho l’impressione che la classe sia la Coca – Cola: attraente, irresistibile, colorata, frizzante … peccato per quel “ruttino” che spesso, dopo averla bevuta, non si riesce proprio a trattenere!

4 pensieri riguardo “DEBUTTANTI? NO, GRAZIE!

  1. Sì ma voglio vedere quante di loro sono lì per il ballo e quante per le telecamere. Ho provato a guardare una puntata, dove una delle chic aveva come prova quella del sedurre un uomo… L’uomo in questione era Emanuele Filiberto, seduto affianco a lei su un divanetto posto davanti la giuria. Una scena raccapricciante!!! La chic che improvvisa un crampo alla caviglia poggiando con ben poca grazia la gamba sulle ginocchia di lui, forse non ricordandosi che indossava un mini abito, mostrando praticamente “tutto” a giuria, telecamere e pubblico… Alla faccia della chic!! E’ rimasto sconvolto pure Emanuele Filiberto! Per me alla fine tra pop e chic non c’era differenza, magari le chic si saranno lette il galateo, ma quando c’è qualcosa di non scritto sul manuale, diventano più rozze delle “contadinotte” 🙂

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  2. Volevo solo specificare che il Gran Ballo delle Debuttanti di Palazzo Brancaccio non ha NULLA a che fare con l’omonima penosa trasmissione televisiva, ma è una festa organizzata con i migliori maestri di danze storiche e il massimo buo gusto.

    La meta del programma era il Ballo dell’Opera di Vienna, probabilmente “ignaro” di essere il premio della trasmissione, in quanto è semplicemente aperto a chiunque si iscriva e paghi il biglietto.

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  3. Grazie, Chiara, per la precisazione. Mi scuso se ho … preso un granchio, ma questo post è in assoluto il primo pubblicato sul mio blog; ora sto più attenta a selezionare le fonti.

    Spero che vorrà seguirmi anche in altri articoli e sarò felice di ricevere ulteriori commenti. 🙂

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