5 maggio 2012
PAROLE CHE SCALDANO IL CUORE
Qualche giorno fa nella mia casella di posta elettronica ho trovato questo messaggio:
Ciao Marisa,
mi concedo in tutta autonomia la facoltà di darti del tu (e te ne chiedo scusa sin d’ora) ma la lettura del tuo blog, le tue idee, la tua didattica, le tue ricerche mi hanno fatto sentire così partecipe del tuo mondo che non sono riuscito a pensare di scriverti dandoti del lei. Io, che davo del lei ai colleghi in facoltà alle prime battute. Una breve presentazione è d’obbligo: F., 23 anni, frequento un corso di laurea magistrale in filologia classica. Sono capitato per caso sulle pagine del tuo blog e non ho resisito alla tentazione di ringraziarti: grazie, perché nell’attuale vilipendio del mestiere di insegnante, in un clima di considerazione generalmente bassa dell’attività docetica, tra genitori e dirigenze ministeriali che ritengono gli insegnanti gli ultimi dei ciabattini e degli inservienti (con tutto il rispetto per questi ed altri impieghi: mia madre è un’appassionatissima bidella), dimostri quanto sia nobile e qualificante la professione che fu di Socrate e Quintiliano, di Aristotele e Seneca. Al diavolo pure quanti ritengono che le cattedre delle nostre scuole, in particolare quelle umanistiche, siano ricettacoli di buoni a nulla. Se mai mi capiterà in sorte l’inusitata fortuna di illustrare ad una prima liceale la prima declinazione latina, vorrei poterlo fare con lo stesso spirito che guida te nelle tue attività, sperando di essere in grado di dischiudere la millenaria magia che si cela dietro l’arcana sequenza ROSA, ROSAE, ROSAE.F.,
da oggi un lettore del blog.
Confesso: queste parole mi hanno commossa e mi hanno fatto riflettere. In un momento in cui sono insoddisfatta di tutto ciò che faccio, con quella perenne impressione che tutto mi sfugga di mano, che il tempo non sia mai abbastanza per fare quello che devo e che desidero, che ciò che riesco a fare sia sempre poco rispetto a ciò che gli altri si aspettano da me … insomma, in questo momento di crisi esistenziale le parole di F. mi hanno scaldato il cuore. Se lui, pur non conoscendomi, ha colto fra le pagine del blog quella passione che sempre almeno tento di mettere in ciò che faccio, allora ho ancora qualche speranza di fare del bene agli altri. Forse dovrei farne di più a me stessa.
Grazie a F. e grazie a tutti quelli che mi seguono con affetto e stima. Il vostro calore è davvero importante per me.
27 aprile 2012
MI PRENDO UNA …
… NE HO BISOGNO!
Cari amici e cari lettori abituali e occasionali, lasciate pure i vostri commenti a tutti i post che volete ma sappiate che per qualche giorno non mi connetterò … anche perché in questo periodo non connetto proprio.
I commenti andranno in coda di moderazione e non li vedrete pubblicati se non al mio ritorno … in connessione. Abbiate pazienza e replicherò appena possibile.
22 febbraio 2012
UN MILIONE
MI PIACE FESTEGGIARE IL MILIONE DI VISITE SU QUESTO BLOG IN COMPAGNIA DEL SIGNOR BONAVENTURA CHE HA ACCOMPAGNATO, CON LE SUE AVVENTURE (ED IL PREMIO DI 1 MILIONE CHE REGOLARMENTE SI AGGIUDICAVA), LA MIA INFANZIA E TUTTA LA MIA ADOLESCENZA.
GRAZIE A TUTTI I LETTORI PER QUESTO TRAGUARDO CHE SOLO POCHI MESI FA MI SEMBRAVA UN SOGNO.
GRAZIE DI CUORE.
22 dicembre 2011
TRIESTE: ANCHE JOVANOTTI PER L’ULTIMO SALUTO A FRANCESCO

Francesco Pinna, 20 anni appena, studente lavoratore, è morto a Trieste il 12 dicembre mentre allestiva il palco del concerto di Jovanotti che si sarebbe dovuto tenere nel capoluogo giuliano, al PalaTrieste.
Affranto, il cantante ha cancellato la tappa del tour (e, se non sbaglio, anche le altre) e questa mattina si è presentato alla cappella di Sant’Anna, nel cimitero cittadino, per l’ultimo saluto al giovane ucciso mentre svolgeva il suo lavoro per sole 5-6 euro l’ora.
Nell’immediatezza dell’incidente, sulle pagine di Twitter, Lorenzo Cherubini scrisse: «Questa tragedia mi toglie il fiato e mi colpisce profondamente. Un tour è una famiglia e si lavora per portare in scena la vita e la gioia.»
Due giorni fa, sempre attraverso il web, il cantante ha ringraziato quanti gli sono stati vicini: «Grazie a tutti per la partecipazione e per l’affetto, ci aiutate ad attraversare questi giorni assurdi». E sul suo sito ha pubblicato una fotografia di Francesco.
La presenza di Lorenzo (non il cantante Jovanotti ma l’uomo Lorenzo, padre di famiglia non solo artista) ai funerali del giovane triestino dimostra che anche i cantanti di successo hanno un’anima. Il fatto che poi esterni il suo dolore attraverso un social network è la dimostrazione che la tecnologia non serve solo a scrivere ca****e, come molti vip, specie cantanti, fanno.
UN PENSIERO ALLA FAMIGLIA DI FRANCESCO, PER LA QUALE QUESTO NATALE NON SARA’ AFFATTO BUONO.
[foto di Andrea Lasorte per Il Piccolo]
AGGIORNAMENTO DEL POST, 23 DICEMBRE 2011
Il tour di Jovanotti, sospeso dopo il grave incidente che è costato la vita a Francesco Pinna e in cui sono rimaste ferite altre otto persone (nel frattempo la magistratura ha aperto un fascicolo per omicidio colposo e disastro colposo, da cui risultano indagate nove persone), riprenderà da Trieste. L’ha comunicato il cantante stesso, al ritorno dal funerale della giovane vittima, nelle sue pagine di Twitter: “Trieste. La mia musica ricomincera’ da questa città”.
Alcuni giorni fa il management del cantante aveva comunicato che dopo un periodo di pausa il tour di Jovanotti sarebbe ripreso a marzo. Il ‘tweet’ dell’artista fa cosi’ presumere che il primo concerto sara’ a Trieste. [fonte Ansa da Il corriere]
21 dicembre 2011
L’ORTOGRAFIA SUL WEB E L’APOSTROFO DI SAVIANO

Purtroppo è cosa nota che gli scritti che viaggiano sul web siano pieni di refusi (ne ho scritto QUI, uno dei miei primissimi post di questo blog). Dal quotidiano on line ai messaggi su FB o Twitter, dai testi scritti sui blog ai commenti lasciati dai lettori parrebbe che la lingua italiana, non solo ortograficamente parlando, sia sempre più sconosciuta. E i dati relativi a vari concorsi pubblici, anche per posti altamente qualificati, ne sono la conferma. Non parliamo, poi, degli errori grammaticali e ortografici commessi dagli studenti di tutte le scuole di ogni ordine e grado.
Ho più volte trattato questo argomento e sempre con una certa tristezza, come accade quando si vede maltrattato l’idioma materno, specie se si cerca di insegnarlo nel miglior modo possibile ai propri studenti. Ma le nuove generazioni, e quelle vecchie che le emulano, scrivendo avvalendosi delle nuove tecnologie sono convinte che la cosa più importante sia farsi capire dall’interlocutore che di certo non andrà per il sottile facendo notare gli errori e non criticherà l’uso ed abuso delle abbreviazioni più fantasiose.
Ricordo un “vecchio” tema in classe, proposto ai miei allievi proprio sull’uso delle nuove tipologie di scrittura. Una ragazza, decisamente brava e con l’incredibile, al giorno d’ggi, attitudine per la scrittura curata, scrisse:
Come esseri umani, creature dotate di raziocinio, custodi di sentimenti, desideri e speranze, non potremmo ritenere possibile l’esistenza di qualcosa di più naturale dell’amore per la conoscenza e la padronanza della lettura e della scrittura. In un mondo frenetico e in continua evoluzione come quello in cui viviamo e continueremo a vivere, la fruizione inestimabile del contatto umano attraverso la scrittura ha assunto, negli anni, connotati molto particolari come, per fare un esempio di facile comprensione, le e-mail e gli sms, lettere della moderna generazione di scritti, figli di una realtà ormai dipendente dalla tecnologia più varia.
Secoli di tradizione epistolare, di messaggeri impavidi pronti a rischiare tutto, spesso anche la propria vita, pur di proteggere il prezioso contenuto di quei testi del cuore che erano le lettere – portatrici di speranza, attesa e salvezza -, soppiantate dall’impellente fretta di un mondo troppo moderno e innovativo, troppo giovane per dare ascolto all’esperienza passata di quella realtà ormai scomparsa che era l’”era della corrispondenza via corriere”. Al giorno d’oggi, tuttavia, appare quasi impossibile anche solo sperare che il “popolo scrittore” possa volgere il proprio sguardo all’universo ormai trascorso e mutato delle lettere e del loro intervento di incomparabile importanza nella vita di tante e tante anime in fremente attesa di una risposta. L’improbabilità di tale auspicabile evento è resa evidente dagli effetti della diffusione globale della tecnologia dei cellulari e degli elaboratori elettronici quali i computer e, soprattutto, dell’immediatezza di risposta grazie alla quale ci è permesso accedere a qualunque genere d’informazione.
Adesso ditemi quante adolescenti sarebbero in grado di utilizzare l’idioma natio in modo così soave oltreché corretto. Ben poche. E non parliamo dei maschi.
Attente lettrici di romanzieri davvero mediocri come Moccia (solo per fare un esempio … d’altra parte io non ho grande esperienza nell’ambito della narrativa per teenagers), le ragazze d’oggi non solo scrivono poco e male, anche quando non ricorrono ad un linguaggio deturpato da abbreviazioni e adornato da simboli grafici di ogni specie, ma hanno anche a disposizione un repertorio lessicale assai limitato, ahimè.
Ma lasciamo stare gli studenti e veniamo a chi della scrittura ne ha fatto una professione, peraltro ben remunerata. Prendiamo Roberto Saviano, per esempio. Come riporta Bebbe Severgnini su Il Corriere, lo scrittore partenopeo, in un messaggio su Twitter, ha commesso un grossolano errore ortografico, uno di quelli che i miei allievi nemmeno fanno più, se non altro per non sentirmi sbraitare ogni volta e per non vedere le sottolineature triple sui compiti in classe. Ecco il testo (sul cui contenuto non mi soffermo, visto che non è al centro della mia riflessione):
«Khadz Kamalov, un giornalista coraggioso, è stato ucciso. 70 giornalisti russi uccisi in Russia. Qual’è il peso specifico della libertà di parola?»
Così lo commenta Severgnini:
«Mi è piaciuto il tweet newyorkese di Roberto Saviano (77.657 followers). Per la sostanza, ovviamente; ma anche per quell’apostrofo di troppo («Qual è…»). Poi l’ha corretto, ma non deve vergognarsi: anzi. Tutti sbagliamo, e su Twitter non esistono correttori automatici (per fortuna). Non solo: quell’apostrofo è la prova che RS, i tweet, se li scrive da solo.»
Poi continua: «Twitter è un esercizio nuovo e antichissimo: Callimaco, Marziale, Poliziano, Voltaire, Achille Campanile, Ennio Flaiano, Leo Longanesi e Indro Montanelli (coi «Controcorrente») se la sarebbero cavata benone. Bravi come loro, in giro, non ce ne sono più. Ma esistono molte persone brillanti con il passo breve e la battuta secca.»
L’articolo di Severgnini è simpatico e, per non dilungarmi oltreché per non andare off topic, vi invito a leggerlo tutto.
Tornando a Saviano, se è vero che in un primo momento ha provveduto a correggere l’errore, poi ci ha ripensato e ha pubblicamente dichiarato, ovviamente sempre su Twitter:
«Ho deciso
continuerò a scrivere qual’è con l’apostrofo come #Pirandello e #Landolfi. r.»
Va be’, contento lui, noi ce ne faremo una ragione. Allora, forse dovrei invitare i miei studenti a scrivere “esiglio” con gl emulando Foscolo? Gradirei una cortese risposta dal signor Saviano … nel frattempo, però, continuerò a raccomandare ai miei allievi di non usare il gl perché oggigiorno “esilio” si scrive senza.
[immagine da questo sito]
8 dicembre 2011
7 LINKS

La dolcissima Veronica mi ha nominata per continuare la “catena” dei 7 links.
L’iniziativa consiste nel mettere in evidenza sette vecchi post del nostro blog, che rientrino nelle categorie elencate, dandone ovviamente un minimo di motivazione, dopo di che passare la palla ad altri 7 blog.
Ammetto che non è stato facile individuare i sette post, specie dovendoli inserire nelle categorie predefinite. Ad esempio, non riesco a fare una distinzione netta fra “il post più bello” (che poi, a voler essere onesti, non spetterebbe a me decidere … be’, vorrà dire che, partendo dal noto detto “non è bello ciò che è bello ma ciò che piace”, riporterò il link di quello che a me piace di più) e “il post di cui vado più fiera”. Potrebbero anche coincidere …
C’è poi un altro problema: fino ad oggi ho pubblicato 755 post il che rende molto difficile ricordarseli tutti. Ma ci proverò.
Insomma, alla fine ecco i miei sette links:
1. Il post il cui successo mi ha stupito: senza ombra di dubbio è Le donne di Ulisse: Penelope, l’amata sposa … ma tradita. Fa parte delle mie Pagine d’Epica, di cui vado piuttosto fiera, e con le sue quasi 3500 visualizzazioni non è nemmeno il più letto della categoria. Quello che, però, mi ha stupito è il fatto che in una manciata di minuti, qualche tempo fa, è stato letto da più di un migliaio di persone. Un successo che è stato del tutto casuale perché, in verità, i “curiosi” cercavano altro … be’, per non dilungarmi, vi rimando alla lettura di quest’altro post in cui spiego quel che è accaduto.
2. Il mio post più popolare: è Dietrofront sulle festività soppresse del 2012: salve 25 aprile, 1 maggio e 2 giugno. Si tratta di un post di poche righe e senza grandi pretese, ma con i suoi oltre 33mila lettori dimostra quanto stiano a cuore le festività che la manovra di Ferragosto aveva tentato di abolire. Ah, se i problemi fossero solo questi!
3.Il mio post più controverso: probabilmente ce ne sono molti, ma quello che mi rimarrà più impresso nella mente, anche a causa dell’accesa discussione che ne è seguita, è Le accuse di Crisafulli a papà Englaro. Un argomento spinoso che mi è costato molto trattare (anche per il timore di essere fraintesa, cosa che puntualmente è successa) e che mi ha provocato uno stato d’ansia non indifferente.
4.Il mio post più utile: qui cadrebbe sicuramente a pennello uno dei tanti articoli che ho trattato sulla scuola, specie quelli riguardanti la riforma Gelmini. Tuttavia, sono post di “servizio” che in questo contesto credo possano interessare poco i miei lettori. Allora ho pensato ad un post che è senz’altro utile, anche se non per tutti, e dal quale traspare il senso che do io oggi alla professione che svolgo. Quindi vi invito a leggere A colloquio con i genitori, vecchio ma sempre attuale.
5.Il post che secondo me non ha avuto l’attenzione che meritava: forse perché uno dei primi ad essere pubblicato, appena aperto il blog nel lontano 2008, Uomini e donne: uguali o diversi? non ha avuto un gran successo. Eppure, secondo me, è uno dei miei migliori “prodotti”.
6.Il post più bello: qui è davvero difficile scegliere ma, visto che sono costretta, mi va di segnalarvi Gli uomini in casa … che palle!, senz’altro conosciuto dai lettori più assidui. Credo, però, che possa essere una piacevole lettura (anche se lunga!) per chi mi conosce da poco e chi ha appena iniziato a frequentare il mio blog.
7.Il post di cui vado più fiera: per questo link mi sono tormentata a lungo. In queste pagine ho scritto dei post sulla mia famiglia, sull’incontro con mio marito e i nostri trent’anni assieme nonché sulla nascita dei miei due figli. Ovviamente sono tutti post di cui vado fiera però ce n’è uno che, almeno per me, non è affatto scontato, uno di quei post che davvero non avrei mai pensato di scrivere. Si tratta di Mamma e figlia. Ha sorpreso anche me.
Ora dovrei procedere con le nomination di altri 7 blog che ritengo degni di continuare la “catena”. Spero che Veronica non me ne voglia, ma io mi fermo qui. Un po’ per il tempo che è sempre tiranno e un po’ perché la maggior parte dei miei amici blogger li trovate sul mio blogroll e spero che passiate a trovarli tutti.
Grazie ancora all’amica Scrutatrice di Universi (alias Veronica … veramente dovrebbe essere il contrario!) e a tutti i lettori che avranno la pazienza di leggere i 7 (anzi, 8 … oddio, ho sgarrato!) post messi in evidenza.
23 novembre 2011
DA “SUPER MARIO” AL “MONTI PHYTON”: IL WEB SI SCATENA

Imperversa il “Monti Phyton”: dalle banche al privato, SuperMario oggetto di freddure irriverenti. Alla faccia della sua compostezza.
di Vittorio Macioce per Il Giornale
L’ultima è questa. «Monti è talmente istituzionale che quando è nato si è congratulato con la madre». Oppure questa. «Nella squadra di governo Di Paola, Cancellieri, Severino, Terzi, Fornero, Balduzzi, Clini, Milanesi, Giarda. L’unico precedente simile è il Foggia di Zeman». Eccolo. Il premier bocconiano, con la sua truppa di professoroni, si sta lentamente guadagnando le attenzioni della satira. È il segno che ormai è davvero uno che conta. Che ci vai a fare a Palazzo Chigi se nessuno racconta barzellette su di te? Neppure una battuta, uno straccio d’aforisma. È come un giapponese che viene in Italia senza macchina fotografica. Non ha visto nulla.
Mario Monti è il vicino di casa che spunta inaspettato da chissà quale quartiere lontano. Nessuno lo conosce davvero bene, ma intanto lo salutano, sorridono, è un signore tanto distinto, davvero a modo, sembra una così brava persona. Intanto lo studiano,s’incuriosiscono, chiedono che fa. E’ un professore, anzi di più un rettore, scrive sul giornale, va tutti i giorni a messa e la domenica lavora. Ma in tv? No, no, in televisione non tanto. Ecco così che piano piano in Italia si va sviluppando la «monteide», la narrazione del meraviglioso mondo del professor Monti, pardon rettore, e si inseguono gli aforismi, le battute di spirito, gli aneddoti, le curiosità, le manie, i caratteri del personaggio. Il nuovo vicino di casa è ormai uno di noi. Sappiamo già quasi tutto quello che c’è da sapere. Non l’essenziale, ma i contorni gustosi. Il rettore è un loden verde. È british, parla english,legge economist, passa in Goldman, sente Obama, vede Merkel, saluta Sarkò. Il rettore è austero e serio, ma con la freddura in tasca quando serve. È europeo, tanto europeo, molto europeo, solo la macchina è italiana perché fa rappresentanza. Monti consulta, Monti provvede, Monti stravede. Monti ha un biglietto d’ingresso pronto per il Quirinale. E intanto nei bar, negli uffici del quartiere, sul web, sui social network cominciano a raccontarlo così, un po’ sfottendolo, come si fa con le vecchie conoscenze. Il professore, pardon rettore, ovverosia il premier, è ormai uno di noi, quasi un amico. Si scherza sull’età. Dicono. «Monti ha cancellato il ministero della gioventù. E ora al suo posto che c’è? Il ministero del “Ai miei tempi!”». Mario Monti è un predestinato. Arriva lui e i mercati scappano. Questo ci hanno raccontato e all’inizio gli italiani ci stanno credendo. Si sforzano. È un parafulmine. Subito arriva la battuta, questa davvero bella e sottile. «La crisi del ’29 fu risolta annunciando che nel ’43 sarebbe nato Monti». Micidiale.
La popolarità dei ministri non è certo quella di uno Scilipoti. Così qualche sferzata sul «chi è chi» dei vari professori è quasi scontata. Malignità. «La lista dei nuovi ministri dà un nuovo significato alla frase “ Lei non sa chi sono io”». Su Facebook un ragazzo scrive: «Mercati ancora incerti dopo la presentazione del nuovo governo. Certo, ci vuole un po’ di tempo a cercare su Wikipedia tutti quei nomi».
[immagine da questo sito]
8 novembre 2011
NON COMMENTO MA … I LIKE
è un momento di grande lavoro per me. Le giornate corrono veloci e invece di riuscire a togliermi di mezzo qualche pacco di compiti, finisce che nel frattempo sulla scrivania si accumulino altri pacchi. ![]()
In più, le riunioni pomeridiane non agevolano certo il lavoro di correzione.
Quando riesco a scrivere qualcosa, lo faccio in fretta e non come vorrei. Alla fine, mi pare cosa assai sensata non scrivere nulla.
Faccio i salti mortali tra un blog e l’altro dei miei amici, leggo in fretta gli articoli ultimogeniti (mi piace un sacco quest’espressione adottata dall’amica Diemme!), ma non sempre riesco a commentare come mi piacerebbe fare.
Per fortuna WordPress ha inventato il “pulsante” Like. Quindi, non commento ma … I like. E’ un modo per far capire ai miei blogamici che magari in una briciola di tempo riesco comunque a passare da loro.
Ai lettori non blogger chiedo scusa. Verranno momenti migliori … come disse una mia amica, riponendo in un cassetto i fermagli, dopo essersi fatta tagliare i capelli cortissimi.
27 settembre 2011
E SONO TRE

Un altro anno è passato. E sono tre. Trentasei mesi fa, il 27 settembre 2008, ho aperto questo blog ed ora mi trovo a festeggiare il terzo compleanno a pochi mesi dalla nascita di una nuova creatura il cui parto ho spiegato QUI. Ormai si può dire che mi sono lanciata in questo mondo di blogger continuando ad ottenere soddisfazioni e, soprattutto, divertendomi. Questa è la cosa più importante.
Anche se non sempre è così.
Ci sono momenti in cui si ha voglia di chiudere. È capitato a dei miei amici blogger, che poi fortunatamente hanno cambiato idea, ed è capitato pure a me anche se non ho esternato questa intenzione. Perché mai, nella vita di un blogger, capitano momenti come questi? Può succedere per motivi personali che fanno perdere la serenità o perché si è insoddisfatti di quello che si scrive o semplicemente perché ci si chiede “chi me la fa fare?”. Ecco, questa è una domanda che non ci si dovrebbe mai rivolgere. Non c’è nessuno che “ce la fa fare” ma deve esserci in noi quella spinta che ci fa continuare senza mai perdere il piacere di scrivere, per condividere con altri quelli che sono i nostri pensieri. Venendo meno quel piacere, alla fine ci si sente solo in obbligo, prima di tutto con noi stessi, e quello che dovrebbe essere un passatempo assume le caratteristiche di un lavoro che si deve fare, nel bene e nel male.
Insomma, tutto questo per dire che è normale passare dei momenti no – per me questo è uno di quelli e forse traspare dal tono del post – ma si può resistere e continuare. Il mio motto è: “verranno momenti migliori”. L’importante è non perdere mai la speranza.
Per festeggiare questo terzo compleanno, come di consueto, do un po’ di numeri.
Ad oggi sono state visualizzate più di 752.000 pagine del blog.
Il MESE in cui mi hanno letto di più: MAGGIO 2011 (55.394 visite)
Il numero totale dei commenti dell’ultimo anno: 2586 (una buona metà, comunque, sono costituiti dalla mie repliche!), quasi il doppio di quelli arrivati nei due anni precedenti.
I POST PUBBLICATI NELL’ULTIMO ANNO: 275
La TOP TEN dei miei post (accanto al titolo il numero di visualizzazioni):
1. MATURITÀ 2011: USCITE LE MATERIE DELLA SECONDA PROVA E I COMMISSARI ESTERNI 16.261
2. DA SAN NICOLO’ A BABBO NATALE: LA LEGGENDA DI SANTA CLAUS 12.421
3. LE FESTE DEL 2012: 29 APRILE, 6 MAGGIO E 3 GIUGNO 9.849
4. DIETROFRONT SULLE FESTIVITA’ SOPPRESSE DEL 2012: SALVE 25 APRILE, 1° MAGGIO E 2 GIUGNO 9.629
5. SCUOLA: PRECARI ASSUNTI IN 6-7 ANNI. TIROCINIO FORMATIVO ATTIVO AL POSTO DELLE SSIS 8.618
6. ESAME DI STATO 2011: COME SI CALCOLA IL VOTO FINALE 8.549
7. BARBARA PALOMBELLI SCRIVE A SARAH SCAZZI. LA LETTERA AL TG 5 NELLA VERSIONE INTEGRALE 8.440
8. ISRAELE IN EUROPA? PER BERLUSCONI SÌ, MA PER LA GEOGRAFIA … 8.039
9. ULLA PIPPA! CON QUEL LATO B … 7.861
10. LA DIETA DI KATE MIDDLETON PRIMA DELLE NOZZE: UN ESEMPIO DA NON SEGUIRE 6.424
Hanno visualizzato la HOMEPAGE del blog, sempre nell’ultimo anno, 95.404 persone.
Riflettendo sulla “classifica”, si può notare che alcuni post della Top Ten sono dedicati alla scuola e questo mi fa molto piacere perché in passato gli argomenti “frivoli” erano i più letti nonostante io tenga particolarmente agli articoli che chiamo “di servizio” perché aiutano i lettori interessati a muoversi meglio nella giungla delle leggi, decreti e circolari ministeriali.
Il prossimo anno, tuttavia, lo spazio dedicato alla scuola sarà drasticamente ridotto (di fatto già lo è adesso) in quanto gli articoli più specifici saranno pubblicati sull’altro blog, laprofonline.
Vorrei a questo punto, anche a costo di sembrare un po’ troppo autoreferenziale, soffermarmi a riflettere sul numero di visite e su quanto questo numero sia cresciuto in maniera quasi incredibile negli anni: alla fine del primo anno avevo totalizzato poco più di 45.000 visualizzazioni, lo scorso settembre ero arrivata a 300.000 ed ora mi rendo conto che il numero, in soli dodici mesi, è più che raddoppiato. Questa constatazione mi inorgoglisce e mi fa piacere pensare che così tante persone (anche se si sa che il numero di visualizzazioni effettivamente non corrisponde alle persone, ma a più di 750.000 click corrisponde comunque un bel po’ di gente!) si trovi bene in questo mio “salotto virtuale” e torni a trovarmi.
Infine, vorrei ringraziare i miei lettori abituali e, senza che nessuno si offenda, rivolgere un grazie particolare al più “vecchio”, il mio amico frz40, e alle più giovani, le tenerissime Veronica (Scrutatrice di Universi) e Marta a cui sono tanto ma tanto affezionata. Sperando che non si stufino di leggere e commentare, come fanno puntualmente, questa ormai “vecchia” blogger.
Ciao a tutti e … al prossimo anno per un nuovo aggiornamento sui dati! 
[immagine da questo sito]
11 agosto 2011
I VIDEO PIÙ CLICCATI DEL WEB: SCEMENZE COLOSSALI E CI GUADAGNANO PURE!
Pubblico questo video (è dell’anno scorso ma credo che la situazione ora sia più o meno la stessa) che mi ha passato Sabrina: riguarda i filmati più cliccati su YouTube, scaricati da quelli che, secondo Andy Warhol, godono dei famosi quindici minuti di celebrità. Anche più, considerando il numero a volte esorbitante di internauti che vi accedono. Ma non basta: secondo quanto testimoniato dal video, questi soggetti, scaricando scemenze colossali ci guadagnano pure e cifre ragguardevoli, che possono arrivare anche a 1500 euro. Senza avere né arte né parte, senza scrivere articoli o saggi, senza offrire servizi di alcun genere ottengono dei guadagni solo perché la gente si appassiona a questo genere di performance demenziali. Ad ogni click, possono arrivare ad ottenere fino a 50 centesimi. Ma se totalizzano anche centinaia di migliaia di visualizzazioni, fate un po’ il conto …
I commenti fateli voi. Io dico solo: che tristezza!








