24 aprile 2012

VOGLIA DI BRIFFARE

Pubblicato in: lingua, politica, vip tagged , , , , , , , , a 5:34 pm di marisamoles

Sto cercando di capire quale possa essere il motivo di tanta curiosità nei confronti del verbo briffare da parte di lettori a me sconosciuti che, nell’arco di poche ore, in più di mille hanno letto un mio vecchio post. Si tratta di Voce del verbo briffare: da Milano a Sanremo, Minetti docet e Canalis di(s)cit, un articolo scritto in occasione del festival di Sanremo 2011 in cui Elisabetta Canalis aveva usato il verbo briffare che, seppi poi, era stato usato in precedenza da Nicole Minetti, il consigliere regionale lombardo, tristemente nota per la vicenda Ruby.

Credo che tale curiosità sia dettata dal fatto che i quotidiani stanno pubblicando le intercettazioni telefoniche tra la Minetti ed altre ragazze ospiti ad Arcore, dall’ex premier Silvio Berlusconi. In una di queste telefonate la Minetti avrebbe detto ad un’amica: “Ti volevo un attimo briffare, giusto che non ti prendi male perché ne vedi di ogni è la disperation più totale”.

Ma io mi chiedo: quando la smetteranno questi vip (nel caso della Minetti very important person mi pare esageratissimo, comunque) di storpiare la lingua italiana? Non sarebbe stato più semplice – e comprensibile – rivolgersi all’amica dicendo: “Ti volevo istruire in merito …”? Troppo formale? Vabbè, che dire allora di “Ti volevo dare un due dritte …”? Decisamente informale ma almeno è italiano.

[foto da Il Corriere]

22 aprile 2012

BELEN O RITA?

Pubblicato in: donne, vip tagged , , , , , , , , , a 9:35 pm di marisamoles

Volevo parlare di Belen Rodriguez, della storia finita con Corona, del nuovo fidanzato (ma dopo due giorni si chiama già così?) Stefano De Martino, abilmente rapinato alla povera Emma (Marrone, la cantante di “Amici”), cornuta e mazziata per la seconda volta. Anche questa, galeotto fu lo studio televisivo di “Amici”.

Volevo.

Poi ho letto su Il Corriere che oggi Rita Levi Montalcini, la scienziata premio Nobel per la Medicina nel 1986, compie 103 anni.

Ricordo quando, in occasione di un tema proposto in una classe qualche anno fa, la cui traccia chiedeva in quale personaggio famoso lo studente volesse identificarsi e perché, un’allieva mi chiese: “E lei, prof, chi vorrebbe essere”. Non ci pensai nemmeno un secondo e risposi: “Rita Levi Montalcini, una donna meravigliosa“.

Buon compleanno, professoressa Rita. Spero che la sua intelligenza possa essere un fulgido esempio per tante giovani donne d’oggi, più che non le paillettes di una show girl. Quelle giovani donne che vorrebbero essere Lei e non Belen Rodriguez.

12 marzo 2012

OSCAR TV: BELEN SFOGGIA UNA NUOVA FARFALLINA, RITIRA IL PREMIO E SE NE VA

Pubblicato in: donne, Festival di Sanremo, spettacolo, televisione, vip tagged , , , , , , , , , , , , , a 4:59 pm di marisamoles


Al 52° Premio Regia Televisiva, presentato da Carlo Conti e trasmesso su Rai 1 dal Teatro Ariston di Sanremo, Belen Rodriguez è stata premiata assieme a Simone Annichiarico per “Italia’s Got Talent”. La showgirl ha sfoggiato un nuovo tatuaggio il cui soggetto è ancora “farfalle”.

Durante la prima serata del Festival avevamo visto la farfallina inguinale che aveva destato tante chiacchiere, soprattutto molta curiosità rivolta ad un capo di biancheria intima che la bella sudamericana sembrava non indossare. Ieri, sempre all’Ariston pare fosse senza reggiseno ma l’abito, almeno sul davanti era castigatissimo. L’acconciatura, con coda laterale (orribile a pare mio), lasciava però libera la schiena su cui sfoggiava il nuovo tatuaggio. Siccome, però, le telecamere non la inquadravano da dietro, Carlo Conti, con finta nonchalance, ha fatto di tutto per regalare a milioni di telespettatori la vista del tattoo di Belen, facendola voltare.

Mentre gli altri protagonisti di spettacoli e fiction televisivi si sono sorbiti l’intera serata, la Rodriguez ha pensato bene di defilarsi: appena ritirato il premio, infatti, se n’è andata, ansiosa di volare tra le braccia del suo bello (si fa per dire).

A proposito di Corona e Belen, la più bella battuta della serata l’ha fatta, com’era prevedibile, la brava Geppi Cucciari, premiata come personaggio televisivo dell’anno, spiazzando le superfavorire Maria De Filippi e Antonella Clerici. Sul palcoscenico dell’Ariston Geppi ha dato nuovamente prova della sua irresistibile comicità, dopo la serata del festival in cui ha affiancato Gianni Morandi nella conduzione della gara canora. Facendo notare di avere un abito con spacco laterale, simile a quello indossato da Belen al festival, chiede che le sia riconosciuta la gamba più lunga della fedina penale di Corona.

[foto da IoDonna, Corriere.it]

11 marzo 2012

LA SANTANCHE’ CONTRO UN’OPERAIA: MI SONO ROTTA LE PALLE …

Pubblicato in: donne, lavoro, politica, televisione, vip tagged , , , , , a 12:44 pm di marisamoles

L’onorevole Daniela Santanchè, ospite della trasmissione televisiva “L’ultima parola”, ha avuto un battibecco con un’operaia che le ha proposto uno scambio di buste paga. Inutile dire che la cosa ha mandato su tutte le furie l’ex sottosegretario che si è vantata di essere un’ottima imprenditrice e di non vivere con il compenso da politica.

La proposta dell’operaia era di certo provocatoria: «Dopo 14 anni di lavoro nella stessa azienda ho 1.034 euro di busta paga. Onorevole Santanchè, facciamo cambio? Vuole vivere lei con la mia busta paga?». La risposta dell’onorevole non si fa attendere: «La signora non sa cosa faccio nella vita. Nella vita ho un’azienda che fa circa 30 milioni di euro di fatturato e ho circa un centinaio di addetti. Io i soldi da parlamentare e da sottosegretaria non li ho mai presi. Lei prima di parlare si informi, perché lei non mi ha mai mantenuto, ha mantenuto altri. Io faccio l’imprenditore e mi sono rotta le palle di passare come quella che fa la la politica per vivere: io il mio stipendio da parlamentare l’ho sempre devoluto. Io lavoro da quando ho 18 anni, prima di parlare di me si sciacqui la bocca, e cazzarola

Ahi ahi ahi, onorevole, forse è lei che si deve sciacquare la bocca. Insomma, in televisione non si può usare un linguaggio più forbito?
Adesso che ci penso, onorevole Santanchè, non era lei voleva regalare lo stipendio ad una disoccupata? In fondo quest’operaia non le ha chiesto nulla in regalo, solo uno scambio. E va be’, in tempi di crisi tocca stringere la cinta …

[notizia da Leggo]

7 marzo 2012

CHARLOTTE CASIRAGHI: UNA PRINCIPESSA BELLISSIMA PER GUCCI

Pubblicato in: attualità, donne, pubblicità, vip tagged , , , , , , , , , , , , a 4:42 pm di marisamoles


Credo sia la principessa più bella del mondo occidentale: Charlotte Casiraghi, venticinque anni, la figlia secondogenita che la principessa Carolina di Monaco ebbe dallo sfortunato matrimonio con Stefano Casiraghi (morto tragicamente nel 1990), è stata scelta dalla maison Gucci quale testimonial per il novantesimo compleanno.

Appassionata di equitazione, la bella Charlotte ha anche partecipato ad alcune gare di salto ad ostacoli. Proprio per questa sua passione, Frida Giannini, direttore creativo della prestigiosa maison italiana l’ha scelta per un servizio fotografico in una scuderia dove la principessa monegasca (quarta in linea di successione al trono di Monaco) posa accanto ad uno splendido purosangue. Gli scatti sono opera di Peter Lindbergh e la campagna pubblicitaria, al via oggi, sarà su tutti i giornali e cartelloni pubblicitari d’Italia.

Alcune delle foto sono visibili a questo LINK. Potete guardare anche il VIDEO pubblicato oggi su Il Corriere.

Sebbene non tenga particolarmente alla Festa della Donna, mi è sembrato carino rendere omaggio a questa donna bellissima che di certo fa sognare molti uomini ma è gradita anche a molte donne, non solo per la sua bellezza ma anche per la sua eleganza e, nonostante tutto, la sua semplicità.

19 febbraio 2012

CELENTANO A SANREMO: PREDICATORE SENZA SAIO MA CON UN ABITO ARMANI DA 15MILA EURO

Pubblicato in: Festival di Sanremo, spettacolo, televisione, vip tagged , , , , , a 6:05 pm di marisamoles

Più penso che si debba voltare pagina – ormai Sanremo è finito, basta con sermoni, farfalline, slip invisibili, vincitori discutibili … – e meno mi trattengo dallo scrivere post su quest’ultima kermesse musicale, si fa per dire, che ha fatto parlare tanto di sé, come nelle migliori tradizioni sanremesi.
Complice l’influenza, ho avuto modo di sorbirmi tutte e cinque le serate del festival e ho tempo per leggere su più testate giornalistiche i commenti all’indomani della finale. Molte notizie impongono una riflessione; tra le tante, ne scelgo una che ha come argomento centrale, guarda un po’, gli interventi di Adriano Celentano sul palco dell’Ariston.

Non starò qui a parlare dell’intervento di ieri (poteva scusarsi con chi ha precedentemente offeso ma non l’ha fatto, ce ne dobbiamo fare una ragione), non tirerò fuori, per l’ennesima volta, la questione del compenso esorbitante richiesto (e francamente non me ne frega niente se poi l’ha dato in beneficenza, sono anche soldi miei e se voglio aiutare chi ha bisogno non devo certo rendere conto al signor Celentano), non ho nemmeno alcuna intenzione di criticare i suoi sermoni su Dio e il Paradiso (se proprio vuole sapere com’è, si legga la Commedia di Dante, anche l’Inferno già che c’è, ma non lo chieda ai preti perché loro non sono né San Paolo né Enea e nemmeno Dante stesso, nell’Aldilà non ci sono stati. E’ chiaro?!). Niente di tutto questo (non so se avete notato la falsa reticenza … sto parlando della figura retorica, ovviamente). Voglio solo fare una riflessione scaturita dalla lettura di una notizia in cui si riporta il costo dell’abito di scena di fra’ Celentano da Galbiate: 15mila euro. Sì sì, proprio 15.000 (metto gli zeri così rende meglio l’idea).

Il predicatore sanremese ha, infatti, preteso un abito confezionato su misura per lui da Armani per la modica cifra di 15mila euro. Ciò mi impone una duplice riflessione: sull’effetto dell’abito e sul suo costo.

Io credo che con quella cifra una famiglia di tre persone possa campare alla grande per un intero anno. Certo, gli abiti se li dovrebbero acquistare al mercato, senza strafare (10 euro per capo, non di più e non troppo spesso). Perché mai, caro Adriano, non sei andato tu al mercato per acquistare un abito sottocosto e non hai aggiunto quei 14.900 (con 100 euro al mercato ti rifai il guardaroba, comunque) euro alle altre migliaia di euro che hai preteso come compenso e che hai poi destinato alla beneficenza?

La seconda riflessione è sull’abito. Quando l’ho visto, devo dirlo sinceramente, ho pensato: “Vieni qui, caro Adriano, che vediamo se c’è qualche vestito vecchio di mio marito che magari te lo regalo!”. Insomma, volevo fare anch’io un po’ di beneficenza. Nello stesso tempo, tuttavia, ho ammirato la coerenza di quest’uomo: stai predicando Dio e Gesù e ti vesti in modo dimesso perché vuoi dare l’esempio. Più che giusto. Un saio sarebbe stato meglio ma l’abbigliamento scelto mi è sembrato adeguato.

Quando ho letto il costo di quel capo di abbigliamento, sono rimasta letteralmente senza parole. Ok, non è che di alta moda me ne intenda, ma sono cresciuta sentendo mia madre che diceva (e continua a dirlo): non è prezioso l’abito che indossi ma il modo in cui lo indossi. Tradotto in parole semplici: anche lo straccetto da 10 euro sta bene a chi lo sa portare. E devo dire che, oltre ad essere una perla di saggezza della mia mamma, questa è anche una mia grande fortuna. Me ne rendo conto quando ricevo i complimenti dalle colleghe che sono firmate dalla testa ai piedi.

Per concludere la mia riflessione, posso affermare che il detto “l’abito non fa il monaco” calza perfettamente in questo caso. Si è mai visto un monaco in Armani?

Se volete conoscere gli altri sprechi del festival, leggete QUA.

18 febbraio 2012

EFFETTO SANREMO: VANNO A RUBA GLI “STRAPLESS PANTY”, SLIP INVISIBILI DI BELEN

Pubblicato in: donne, Festival di Sanremo tagged , , , , , , , a 5:18 pm di marisamoles


Dopo aver appurato che sotto lo svolazzante vestito azzurro e rosa (a proposito: due tinte che mettevo sempre assieme nei disegni dell’asilo!) Belen Rodriguez avesse gli slip, pare che il dubbio amletico di molte donne – non più degli uomini – ora sia: ma che tipo di slip aveva addosso che nemmeno le si vedevano?

Ecco, dunque, svelato il mistero: si tratta degli strapless panty, prodotti da una ditta californiana, la Shibue Couture di Huntington Beach, in vendita on line. Jenny Buettner, amministratore delegato di Shibue Couture, spiega che questo tipo di microslip invisibile è stato brevettato anche per essere utilizzato sui set fotografici e cinematografici nelle scene di nudo. La stessa Elisabetta Canalis, che a Sanremo è stata la “compagna” di Belen nel ruolo di valletta, aveva utilizzato gli strapless panty nella campagna pubblicitaria della Peta ((People for the Ethical Treatment of Animals, la maggiore associazione americana per la protezione degli animali), il cui slogan era “meglio nuda che con una pelliccia addosso”. Che li abbia consigliati lei a Belen?

Dalla ditta californiana si viene a sapere che tra giovedì e venerdì gli ordini dall’Italia si sono moltiplicati e che se lo scorso anno sono stati venduti 110mila paia di strapless panty, si prevede che per il 2012 la cifra sarà quadruplicata.

Quindi, grazie a Belen questa azienda farà affari d’oro. Peccato, però, che non sia italiana, in questo momento di stasi economica.

Tuttavia mi chiedo: ci sono davvero tante donne italiane così desiderose di mostrare farfalline in giro? Ma forse si tratta solo di un’emergenza carnevalesca: chissà, magari a Carnevale si travestono tutte da Lady Godiva. Spero almeno che per i cavalli si rivolgano ad allevatori italiani.

[LINK della fonte]

SANREMO 2012: TRA BATTUTE DA CASERMA E FARFALLINE, LA DECADENZA DI UN FESTIVAL

Pubblicato in: canzoni, donne, Festival di Sanremo tagged , , , , , , , , a 12:38 pm di marisamoles


Pubblico di seguito, e solo parzialmente, la lettera aperta che la redazione del blog La 27esima Ora, de Il Corriere on line, ha indirizzato a Gianni Morandi. 

Pur non condividendo quanto sentito a proposito dell’esibizione del corpo delle donne come insulto nei confronti del sesso debole (ormai non più tale), poiché ritengo che quel tipo di esibizione sia una libera scelta e non rappresenti la totalità delle donne, condivido lo spirito della lettera.
Con rammarico mi chiedo se la tv, specie quella di Stato, debba abbassarsi a mettere in scena, su un palco che dovrebbe essere principalmente dedicato alle canzoni in gara (è o non è un festival della canzone?), siparietti di dubbio gusto con protagonisti personaggi noti cui viene data carta bianca, per attirare l’attenzione del pubblico televisivo. Se le canzoni non bastano a fare share, allora forse è il caso di calare definitivamente il sipario del teatro Ariston di Sanremo.

Caro Morandi,
è la prima volta che ci capita come blog 27esima ora di scrivere una lettera aperta a qualcuno. Lo facciamo con lei per spiegarle quel che non ci è piaciuto di questo Festival. Pur in una cornice tradizionale, il palco di Sanremo da oltre 60 anni dà ospitalità al talento e alla bellezza femminili. In una sequenza di scenografie fatte di fiori, luci, sorrisi semplici, all’Ariston è andata in scena una rappresentazione popolare del rapporto tra uomini e donne in Italia. Un Paese che ancora insegue quella che viene chiamata “maturità di genere”: l’equilibrio nel rapporto tra i sessi, la consapevolezza della propria diversità e complementarietà. Da Gigliola Cinquetti ad Alice, da Anna Oxa a Laura Pausini a Giorgia, i successi al femminile hanno composto in qualche modo la colonna sonora delle conquiste avvenute e dei cambiamenti in arrivo. Il nostro titolo per tutti: Quello che le donne non dicono, Fiorella Mannoia, 1987, premio della critica.

Questa volta non è andata così. Questa volta – con i sermoni decadenti di Celentano e il vestito svolazzante di Belén Rodriguez – il Festival è apparso un passo indietro rispetto al Paese di cui è stato a lungo uno specchio più leale: ci siamo trovate rinchiuse in una scatola machista e stereotipata, soffocate da una sceneggiatura vecchia, troppi sottintesi, troppe battute da caserma. La questione, lo avrà capito, è legata (anche) alla farfallina. Ma la questione non è la farfallina e neppure chi si è divertita a ostentarla. La signora Rodriguez ama giocare con il proprio corpo, fa consapevolmente la parte della donna oggetto, provoca gli uomini (e le donne). Il punto è che attorno a quel tatuaggio è stata costruita l’intera serata, la farfalla ha fatto ombra persino a Celentano: e resterà il simbolo dell’edizione 2012.

Sotto il vestito ognuno può metterci (o non metterci) quel che vuole. Il problema è piuttosto se una donna viene invitata sul palco a fare la valletta, dando per scontato che sotto il vestito non abbia null’altro che carne da mostrare. CONTINUA A LEGGERE >>>

15 febbraio 2012

IL SANREMO DA BIG DI PIERDAVIDE CARONE: UN “PICCOLO AMICO” CRESCIUTO

Pubblicato in: Amici, canzoni, Festival di Sanremo, Maria De Filippi, spettacolo, talenti, televisione, vip tagged , , , , , , , , , , , , , a 5:58 pm di marisamoles

Lui un Sanremo l’ha già vinto, in fondo: nel 2010, infatti, Valerio Scanu, ex di “Amici” come lui, ha conquistato il podio con “Per tutte le volte che”, canzone scritta proprio da Pierdavide Carone. Allora, però, aveva solo potuto vedere il festival alla tv, essendo ancora in gara nel talent di Maria De Filippi. Non aveva modo, allora, di assaporare il clima festivaiolo, apprezzare il profumo del successo in prima persona.

Pierdavide è un ragazzo semplice, modesto. Buon cantautore e discreto interprete. Nella canzone “Nanì”, con cui partecipa all’attuale edizione del festival di Sanremo e in cui si è esibito, in coppia con Lucio Dalla che dirigeva l’orchestra, ha dato mostra di essere cresciuto. Il pezzo forse non convince – troppo Dalla style per i miei gusti – ma l’interpretazione di Pierdavide, approdato sul palco direttamente con i Big, convince. Al di là del testo che vuole narrare una storia d’amore tra un giovane ragazzo e una prostituta e che sembra voglia colmare il vuoto lasciato da Povia, non in gara quest’anno, e le sue provocazioni.

Insomma, sono ormai lontani i tempi in cui, ancora concorrente di “Amici”, Pierdavide commentava così il suo primo Sanremo da autore: Quando mi nominano divento stupido. Essere nominato assieme a quel mostro sacro della canzone d’autore italiana, già veterano del festival, non può che fargli piacere. Altro che stupido!

In bocca al lupo, allora. Dovrà vedersela con la compagna di avventura nel talent della De Filippi, Emma Marrone, data per favorita. Ma non credo che Carone si preoccupi più di tanto per questo.

14 gennaio 2012

ADOTTA UNA PAROLA: LE PREFERENZE DEI VIP

Pubblicato in: cultura, lingua, vip tagged , , , , , , , a 10:49 am di marisamoles

Tempo fa ho dedicato un post ad una interessante iniziativa proposta dalla Società Dante Alighieri e supportata dal settimanale IoDonna e dal Corriere della Sera: si tratta di adottare una parola, a propria scelta, poco utilizzata e/o in via d’estinzione. Tutti possono farlo, operando una scelta libera a patto che la parola preferita non sia stata già adottata da altri (in questo caso, però, è sempre possibile sostenere l’adozione altrui).

Di seguito riporto il contenuto di una e-mail inviatami dalla Società Dante Alighieri in cui vengono riportate le parole scelte da alcuni vip.
Buona lettura!

Dalla cantante Giorgia al Premio Nobel Dario Fo,
dal calciatore Javier Zanetti al Sindaco di Milano, Giuliano Pisapia,
dall’astronauta Paolo Nespoli al filosofo Gianni Vattimo:
23 personaggi hanno aderito per Io donna
all’iniziativa promossa dalla Società Dante Alighieri

Dario Fo, Giorgia, Javier Zanetti, Aldo Cazzullo, Gianni Vattimo, Viola Di Grado, Giuliano Pisapia: sono alcuni dei personaggi che hanno scelto di sostenere la lingua italiana attraverso l’iniziativa “Adotta una parola”, promossa dalla Società Dante Alighieri in accordo con i dizionari Devoto Oli, Garzanti, Sabatini Coletti e Zingarelli, e in collaborazione con Io donna.

Dario Fo

Gibigianna è la parola adottata dal Premio Nobel per la Letteratura, Dario Fo: un termine lombardo che significa illusione o trappola melodiosa e affascinante. Accomunati dalla stessa preferenza la cantante Giorgia e il calciatore dell’Inter Javier Zanetti, che hanno entrambi scelto il termine Fuggevolezza: riferendolo idealmente agli amanti la prima, e inevitabilmente ai novanta minuti di una partita il secondo.

Dopo Matteo Renzi, custode di Propinare, un altro primo cittadino ha deciso di sostenere la nostra lingua divenendo custode di una parola: Giuliano Pisapia, Sindaco di Milano, ha adottato Dirimere. «Sono particolarmente legato a questa parola – ha detto Pisapia -. Ripeterla nella mente, scriverla all’interno di un testo, anche se oggi si usa meno di una volta, mi fa tornare indietro nel tempo, ripercorrendo gran parte della mia attività professionale da avvocato».

Curiose le scelte degli attori Moni Ovadia (Improntitudine), Anna Bonaiuto (Diatriba) e Sonia Antinori (Sconclusionato), mentre Lusinga è stato il termine adottato dal filosofo Gianni Vattimo: «Da quando faccio (anche) il politico in una società cosiddetta democratica – ha spiegato -, e che è una società della comunicazione, cioè della pubblicità, generalizzata, ho cominciato a capire il senso della lusinga».

Tra i custodi figurano anche l’architetto Italo Rota (Calligrafia), il fotografo Luca Campigotto (Fandonia), la poetessa Antonella Anedda (Affastellare), la stilista Margherita Maccapani Missoni (Fronzolo), gli scrittori Aldo Cazzullo (Emaciato), Peppe Dell’Acqua (Delibare), Aldo Nove (Contrizione), Annalucia Lomunno (Presagio) e Viola Di Grado (Uggioso), Michela Marzano (Narcisistico), i giornalisti Filippo La Porta (Leziosità) e Francesco Battistini (Perseveranza). Adesioni anche dal mondo della gastronomia con lo chef Filippo La Mantia (Stantio) e dell’ingegneria con l’astronauta Paolo Nespoli (Dirimere, come il Sindaco Pisapia ma con una diversa motivazione: «Il momento più strano era di mattina, quando la sveglia ti scuoteva dal torpore del sonno e aprivi gli occhi nel buio pesto della cuccetta. Dove sono? Ti veniva da chiederti in una confusione di stimoli e sensazioni. Dirimere la realtà dalla fantasia era ancora troppo difficile»).

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