9 ottobre 2014

PASSIONI CONDIVISE 3: I CAMPIONI IN CASA

Posted in affari miei, famiglia, figli, passioni, sport tagged , , , , , , at 5:43 pm di marisamoles

premiazione 50 alpii
Ne hanno parlato i quotidiani locali e le riviste specializzate. Mancavo solo io e, nonostante sia passato un bel po’ di tempo dall’episodio in questione, mi arrendo e mi appresto a scrivere il terzo capitolo di “Passioni condivise” per festeggiare il debutto di una coppia speciale al rally più importante della regione.
Sto parlando, naturalmente, di un pilota speciale, mio figlio, e di un navigatore altrettanto speciale, mio marito, principale responsabile del “contagio” di questa passione che passa, quindi, da una generazione all’altra.

Nel primo post (datato 2009) avevo riflettuto sul potere esercitato su di me da mio marito, tanto da farmi condividere la passione per il rally, nonché sulla sua capacità di trasmetterla ai figli. Del resto può apparire abbastanza scontato questo fatto, dal momento che fin da piccoli erano stati trascinati ad assistere a tutte le gare che si tenevano in regione. All’inizio lo seguivo, poi mi sono stancata. Capita, infatti, che le passioni si condividano per un certo periodo ma poi arriva il giorno in cui si ammette che quella passione non era stata davvero condivisa, piuttosto subita.

Nel secondo post (datato 2010) raccontavo il debutto di mio figlio come navigatore, sempre al rally più importante di questa regione. Da spettatore passivo era diventato protagonista, seppur con in mano il roadbook e non il volante. Tanto era bastato, comunque, per destare in mio marito una malcelata invidia, dato che lui trent’anni prima, per un periodo, aveva fatto il navigatore ma poi aveva lasciato. Mi sono sempre chiesa se in qualche modo io fossi stata responsabile di questo abbandono. Se sì, non ne sono mai stata realmente consapevole.

Da allora di acqua ne è passata sotto i ponti o, per meglio dire, di pneumatici ne sono stati consumati assai sull’asfalto delle prove speciali. Mio figlio già nel 2011 ha esordito al volante, fatto questo che deve aver suscitato maggiormente invidia in mio marito che, la scorsa primavera, ha ripreso la patente da navigatore dopo ben 32 anni.

bocchetta s.antonio
La gara del rally regionale non è stata realmente l’occasione del debutto di padre e figlio nello stesso abitacolo. Ma senz’altro questa è stata una gara speciale, non solo per l’ottimo piazzamento ottenuto ma soprattutto perché questo rally può essere considerato quello del cuore per entrambi. Mio figlio, nel breve discorso tenuto in occasione della premiazione e nelle dichiarazioni rilasciate ai giornali, ha detto che non avrebbe potuto correre con al suo fianco un altro navigatore, dal momento che ha tuttora impresse nella mente le automobili che sfrecciavano davanti a lui nei percorsi di gara quando ancora stava comodamente seduto sulle spalle del papà.

Insomma, questa passione che ho condiviso per un certo periodo con mio marito, da spettatrice ovviamente, è talmente forte da passare di generazione in generazione, convincendo pure il papà a riprendere il roadbook in mano e a leggere le note al figlio. Un’emozione che entrambi hanno espresso in modo inequivocabile dal podio e che ha suscitato in me un bel po’ di lacrime. Senza contare che quella sera sono arrivata a casa con la febbre … non quella delle corse, naturalmente. Pur non avendo voluto assistere alle prove speciali, se non quella spettacolo tenutasi in città, lo stress mi ha giocato un brutto scherzo.

Ed ora che mi dovrò aspettare? Di vedere mio marito, ormai con i capelli brizzolati – ma sempre un bell’uomo, eh! – non più seduto al posto del navigatore bensì con il volante in mano. Non so se questo mio sospetto diventerà realtà. Eventualmente ve lo farò sapere nel quarto capitolo.

4 luglio 2014

LA BUONA NOTIZIA DEL VENERDÌ: UN CALCIO ALLA POVERTA’

Posted in adolescenti, bambini, La buona notizia del venerdì, società, sport tagged , , , , , , , , , , , , at 11:27 pm di marisamoles

brasile-bambini-calcioDopo una pausa di qualche settimana, riprendo la pubblicazione della Buona notizia del venerdì.
Nonostante l’esclusione precoce, ma meritata, della nostra Nazionale di calcio dal Mondiale brasiliano, si continua a parlare di questo amatissimo sport io rimango in tema con una notizia che riguarda il “pallone” che può, a volte, anche allontanare l’attenzione dei tifosi dal mondo luccicante dei campioni superpagati, per rivolgerla a chi possiede poco o nulla, al limite qualche sogno.

L’Ong internazionale Actionaid ha lanciato l’iniziativa “Fai goal contro la povertà. Per i sogni di 1000 bambini nel mondo. Vinci questa partita con noi”.

Si tratta di una gara di solidarietà che si pone l’obiettivo di offrire, entro il 12 luglio – data in cui si giocherà la finale dei Mondiali a Rio de Janeiro – un futuro di educazione e sicurezza per 1000 bambini in tutto il mondo.

Questa iniziativa non riguarda, tuttavia, solo i Mondiali di calcio ma è legata ad altri due importanti eventi: l’EXPO 2015 e i Giochi Olimpici Estivi di Rio 2016. La gara di solidarietà avrà come protagonisti volti noti dello sport ma non solo. Scendono in campo, è il caso di dire, anche Adriano Campolina direttore ActionAid International, Jorge Romano direttore ActionAid Brasile e volti noti del mondo dello sport e dei media tra cui Federica Balestrieri del Tg1 e Roberto Bagazzoli speaker di Radio Reporter.

Dare un calcio alla povertà significa aiutare molti dei brasiliani che vivono sotto la soglia di povertà, con particolare interesse nei confronti dei bambini che vivono una situazione svantaggiata rispetto ai coetanei del Nord del Mondo: 1 solo su 10 ha, infatti, l’accesso all’istruzione.

In Brasile sono 16 milioni le famiglie che vivono in povertà assoluta. Soltanto l’1% della popolazione possiede campi coltivabili e ben 4 milioni di famiglie sono senza terra. Nel Nord Est del Brasile il 60% delle famiglie contadine guadagna meno di 2 dollari al giorno, non ha accesso negli ospedali pubblici e le associazioni umanitarie che forniscono dei servizi sanitari non riescono a soddisfare tutte le esigenze.

Ovviamente l’impegno solidale di ActionAid Italia e ActionAid Brasile non può venire incontro alle esigenze di tutti. Nel progetto sono coinvolte circa 2200 persone, tra cui 700 bambini e ragazzi (dai 7 ai 15 anni) le cui famiglie parteciperanno a vari workshop. La creazione di classi doposcuola e l’organizzazione di attività sportive per metterà ai bambini e agli adolescenti della comunità della favela di Heliopolis (a San Paolo) di avere un’alternativa alla vita di strada.

Sempre rimanendo in tema di calcio, l’ex Ct della nazionale italiana Marcello Lippi, in occasione di un incontro presso Scuola Superiore Sant’Anna di Viareggio, la sua città, ha annunciato l’idea di creare una Fondazione benefica per aiutare gli anziani e chi vive situazioni di disagio, purtroppo sempre più frequenti oggigiorno. La raccolta fondi sarebbe possibile principalmente attraverso le partite di calcio.
Lippi ne ha parlato con l’ex giocatore del Napoli, l’argentino Diego Armando Maradona, proponendo, come inizio, un’amichevole “amici di Lippi” contro “amici di Maradona”, con formazioni composte da calciatori allenati dal mister viareggino e ex compagni del “pibe de oro”.

[fonti: Famiglia Cristiana e Buonenotizie del Corriere.it]

ALTRE BUONE NOTIZIE

Lo stato paga nido e baby sitter alle mamme italiane di laurin42

L’oca Becco di rame proposta alle Paraolimpiadi di Rio del 2016 di laurin42 (notizia del 27 giugno)

Il Metodo Montessori arriva su smartphone e tablet di laurin42 (notizia del 20 giugno)

La scuola del futuro: da Guastalla a Gaza l’architettura responsabile di laurin42 (notizia del 13 giugno)

LE MIE ALTRE BUONE NOTIZIE

25 giugno 2014

Perché sono felice che l’Italia abbia perso

Posted in sport tagged , , , , , , , at 2:09 pm di marisamoles

marisamoles:

Un post che avrei voluto scrivere io … a parte l’uso dell’aggettivo “italiota” che sinceramente detesto.

Originally posted on D I S . A M B . I G U A N D O:

Sconfitta dell'Italia 2014

Ebbene sì, quando ieri la squadra italiana ha incassato il goal della sconfitta, ho tirato un respirone di sollievo. Fiuuu. E perché mai? Perché sono una snob? Perché sono donna? Ma va là.

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5 dicembre 2012

C’È SORRISO E SORRISO

Posted in attualità, sport, vip tagged , , , , , , , , at 7:56 pm di marisamoles

balottelli giocondaMino Raiola, agente dell’attaccante del Manchester City, Mario Balotelli, ha dichiarato: «Balotelli costa quanto la Gioconda, per cui nessuno se lo può permettere in Italia».

Ok, ma come la mettiamo con il sorriso? Quello, per me, non ha prezzo. Neanche Mastercard ce la può fare. :(

[foto e notizia da Il Corriere]

5 settembre 2012

L’ALTRA MINETTI

Posted in cronaca, donne, Festival di Sanremo, sport, vip tagged , , , , , , , , , at 4:12 pm di marisamoles


Minetti è un cognome che negli ultimi anni è stato associato solo ad un nome di battesimo: Nicole. L’ex igienista dentale del cavaliere, salita ai ranghi di consigliere regionale, tristemente famosa per aver avuto un ruolo da protagonista nel caso Ruby, sempre al centro delle cronache rosa, ultima la notizia di una relazione con Corona, l’ex di Belen. Ma c’è un’altra Minetti degna di maggior considerazione e ammirazione: Annalisa.

Partecipa a Miss Italia nel 1997, prima aspirante miss cieca, ma si mette in luce grazie alle indiscutibili doti canore. Da Salsomaggiore a Sanremo il passo è breve: l’anno successivo vince il Festival nella categoria “Nuove Proposte” con il brano Senza te o con te, brano scritto da Massimo Luca e Paola Palma. La vittoria è seguita da una scia di polemiche, dato che la sua disabilità l’avrebbe favorita. Ma non è il buio dei suoi occhi a farla vincere, bensì la potenza della sua voce, vera luce della sua vita.

Negli ultimi dieci anni la sua vita è cambiata: si sposa e mette al mondo un figlio, si dedica con passione allo sport, conseguendo il diploma di insegnante di spinning e praticando l’atletica leggera. Quest’ultima passione l’ha portata a vincere la medaglia di bronzo nei 1500 di corsa alle Paralimpiadi di Londra.


Felice per l’esito della gara, Annalisa dichiara: «Una grandissima soddisfazione. È stato molto bello. Tutto è possibile e io ne sono la dimostrazione in qualche modo. Sono proprio felicissima».
Ma al di là della propria soddisfazione personale, la Minetti ha parole di stima e di riconoscenza per la sua guida, Andrea Giocondi, ex mezzofondista che ha partecipato anche alla Olimpiade di Atlanta: «Andrea è stato fondamentale. Due gambe da miss le ha fatte diventare due gambe d’atleta. È stato Gesù a donarmelo e Gesù non sbaglia mai, fa tutto in maniera perfetta. In gara abbiamo parlato tanto. Abbiamo sudato in due, gioito in due. Quando abbiamo cominciato, mi ha detto: non mi importa se fai la cantante, qui devi sudare».

Un esempio da seguire, questa Minetti. Brava Annalisa!

8 agosto 2012

PERÒ A ME SCHWAZER FA ANCHE UN PO’ PENA

Posted in attualità, sport, vip tagged , , , , , , , at 5:02 pm di marisamoles


All’inizio l’ho anche preso in giro, povero Alex. Già la sua defezione in occasione della 20 km puzzava assai. Un raffreddore, aveva detto. Ecchecaspita, per un raffreddore si dice di no ad una gara olimpica? Del resto, in barba alla celebre frase del barone Pierre De Coubertin: “L’importante non è vincere ma partecipare”, chi va all’Olimpiade solo per far presenza? Di certo non un atleta che quattro anni fa aveva vinto l’oro. Lui ci va per vincere, altroché.

E poi arriva la notizia choc: il campione altoatesino risulta dopato ai test del 30 luglio. Tutto appare strano, anche il fatto che già il 28 avesse dato forfait. Ok, quella del raffreddore poteva anche non essere una scusa ma ora sappiamo tutti la verità, ce l’ha urlata in faccia, anzi no, ce l’ha soffiata in faccia, tra lacrime e disperazione. Tutto da solo, dice, nemmeno la fidanzata Carolina Kostner sapeva nulla. Anche a lei aveva mentito, così come ai suoi genitori, ai futuri suoceri, forse ex. Già, mica è facile essere il fidanzato di … Lei, Carolina, è arrabbiata ma ha dichiarato di essere intenzionata a restargli accanto. Difficile resistere a quello che si sta rivelando un vero assalto mediatico. Difficile specie se si ha una carriera davanti, dei titoli da difendere tutto da guadagnare e nulla da perdere. Lui, Alex, a questo punto cos’ha di fronte a sé? La ridente valle alpina in quel di Vipiteno? Le caprette che gli fanno ciao come ad Heidi? Una carriera sportiva di sicuro no. Ma pare sia un gran sollievo per lui.

«Ho vissuto tre anni difficili come atleta. Dopo gli Europei del 2012 non sono stato bene e ho detto anche che volevo smettere. Non ero più lucido: non avevo più piacere ad allenarmi 35 ore alla settimana. Arrivavo alla sera distrutto e vedo la mia fidanzata solo una volta al mese. Solo a sapere che dovevo faticare mi veniva la nausea» racconta. Già, ma quando tutti si aspettano qualcosa da te è difficile deluderli. Quando lo sport, che dovrebbe essere prima di tutto un piacere, vera passione, generoso donarsi agli altri e con gli altri condividere l’attimo di gloria, diventa nausea, allora come si fa a dimostrare di essere ancora forti?
«Ho avuto paura di fallire: volevo tutto e ho perso tutto». Ma davvero voleva tutto o quel tutto lo aspettavano gli altri da lui?

«Ho perso tutto». Lucida ammissione del nulla che ora è diventato. Era un carabiniere, ha disonorato l’Arma. Ma ammette che senza di essa a 18 anni non avrebbe potuto allenarsi. Ha tradito la sua famiglia, i suoi tifosi, ha tradito anche l’Arma. Non solo: «ho deluso tanta gente e chiedo scusa. Ho tradito la loro fiducia, spero che si possa andare avanti», dice. Deludere è forse peggio di tradire? Ironia della sorte, deludere deriva dal verbo latino ludere che significa giocare. Si è preso gioco di tanti o ha ingannato soprattutto se stesso? Propenderei per la seconda.

Ora non so quale futuro aspetti Alex Schwazer. Per essere campioni ci vuole la stoffa, una stoffa dura, resistente, non facile agli strappi. Con questo strappo gigantesco la stoffa non serve a nulla. Più o meno un buco con attorno l’ex campione.

Ormai è tempo di fermarsi un po’

semmai cercare di dormire un po’

frenando i ritmi della mente lasciando indietro

quello che dice la gente (Luca Dirisio, La ricetta del campione)

[immagine da questo sito]

28 luglio 2012

OLIMPIADI: SCHWAZER RINUNCIA ALLA 20 KM DI MARCIA. SI È FATTO UNA SCORPACCIATA DI PINGUÌ

Posted in Satyricon, sport tagged , , , , , , , at 2:09 pm di marisamoles


L’atleta italiano (per modo di dire) Alex Schwazer ha comunicato che non parteciperà alla 20 km di marcia del 4 agosto. Ufficialmente si è beccato un raffreddore. Per me, invece, ha fatto indigestione di Pinguì

Stai a vedere che la schermitrice Valentina Vezzali a metà gara sente un po’ di fame e si mangia un Kinder Cereali

Oddio, e se Federica Pellegrini si fa un’indigestione di Pavesini?

17 agosto 2011

A PROPOSITO DELLA PATRIMONIALE: CARI CALCIATORI, SE MI E’ CONCESSO, VERGOGNATEVI!

Posted in attualità, politica, sport tagged , , , , , at 4:28 pm di marisamoles


Di solito non sono così esplicita, tanto meno nei titoli dei post. Ma in questa circostanza non riesco a trattenermi, specialmente se penso che, essendo statale, su di me potrebbero gravare degli oneri non da poco in seguito alla manovra finanziaria del 13 agosto scorso.

Se è vero ciò che scrivono i giornali, mi chiedo con quale coraggio i calciatori osino protestare sulla patrimoniale che colpisce i redditi alti (oltre i 90mila e i 150mila euro lordi), minacciando scioperi, e conseguente slittamento dell’inizio del campionato (tanto a me che me frega!), e chiedendo che la famosa tassa venga pagata dalle società di calcio, per non sborsare di tasca loro. Poverini, quale indegna richiesta proviene dallo Stato italiano!

Di fronte a queste esternazioni (sempre che siano vere e correttamente interpretate) le reazioni sono diverse. C’è ad esempio il ministro Calderoli che propone di far pagare il doppio della patrimoniale ai calciatori, visto che protestano. Ora, io raramente condivido le proposte leghiste, non per partito preso, ovvio, ma perché quelli della Lega hanno una particolare fantasia e le sparano proprio grosse, a volte. Ma almeno ‘stavolta il ministro Calderoli lo abbraccerei, nonostante non sia affatto il mio tipo, e lo bacerei dal momento che ha definito i calciatori “la casta dei viziati“.

Se poi pensiamo che la “casta” sia protetta da chi la rappresenta, sbagliamo di grosso … è proprio il caso di dirlo. Leo Grosso, vicepresidente dell’Aic, l’Associazione italiana calciatori, ai microfoni di Sky Sport 24 ha dichiarato: «La situazione è semplice e chiara, i giocatori sono lavoratori subordinati e in quanto tali rispettano le stesse regole, pagando regolarmente le tasse». Ma c’è un ma: «Sui contratti fatti sulla base dell’accordo vecchio che è scaduto è indicata una cifra lorda e una cifra netta e società e calciatori possono aver stabilito a quale cifra fare riferimento. Se l’accordo fa riferimento al lordo, la tassa è carico del calciatore, se fa riferimento al netto è a carico della società. Se non è previsto nulla, l’inasprimento dell’aliquota grava sul calciatore». Già, ma non sia mai che quando verrà siglato l’accordo nuovo, si cambino le carte in tavola proprio per evitare questo enorme disagio per i poveri calciatori che lo stipendio se lo sudano letteralmente. Peccato, però, che nel tempo libero se la spassino alla grande e si possano permettere tutte gli sfizi che noi comuni mortali nemmeno riusciamo a vedere in sogno.

Il parere dell’esperto, poi, non chiarisce un bel nulla: il noto fiscalista Victor Uckmar afferma che «bisogna vedere come sarà formulata la legge. Se si trattasse di un tributo autonomo non sarebbe coperto dal contratto stipulato tra calciatore è società. Se, invece, si trattasse di un’aggiunta di aliquota all’Irpef, saremmo nel regime dell’Irpef». Quindi l’onere graverebbe sul club. Al di là del parere tecnico, che lascia comunque dei dubbi, Ukmar di suo afferma che «sarebbe un segnale positivo se i calciatori contribuissero a prescindere, visti gli ingaggi che percepiscono».

Ecco, appunto. Accordi o non accordi, leggi o non leggi, sarebbe davvero il caso che contribuissero … a prescindere e la smettessero di protestare. E noi, forse, c’incazzeremmo di meno.

Io propongo una cosa: nel caso i calciatori fossero esonerati dal pagamento della patrimoniale, stadi deserti e tv spenta in occasione delle partite, per la durata dell’intero campionato. Sto vaneggiando?

[fonte: Il Corriere; foto da questo sito]

10 agosto 2011

SUL GOSSIP PELLEGRINI-MARIN-MAGNINI ORA SPUNTA LA VERITA’ DI FILIPPO

Posted in sport, vip tagged , , , , , , at 11:30 am di marisamoles

Ormai ci dobbiamo rassegnare: è il tormentone dell’estate. Non una canzone, dicono che non ce ne sono più di tormentoni alla Vamos a la playa. Ci dobbiamo accontentare, si fa per dire, del gossip che vede protagonisti i tre nuotatori più chiacchierati del momento: Federica Pellegrini, Luca Marin e Filippo Magnini.

Mentre Federica si gode il successo, meritato e sudato, ai mondiali di Shangai, nonché i postumi gossippari della mega festa di compleanno tenutasi a Roma qualche giorno fa, e mentre rimaniamo in trepidante attesa della Verità vera, annunciata fra le lacrime dal sedotto e abbandonato Luca Marin, arriva la terza verità: quella di Filippo Magnini.

Il “terzo incomodo”, pochi giorni fa, da Shanghai, aveva negato qualsiasi relazione con la Pellegrini e aveva manifestato il suo disappunto per le cattiverie che si andavano dicendo in giro sul presunto flirt con la collega nuotatrice, soprattutto in considerazione del fatto che la fidanzata Cristiana era in Italia e cose così mica sono facili da spiegare per telefono, nemmeno in due ore.

Ora, però, il nuotatore ha annunciato all’Ansa (addirittura!) la fine della relazione con la fidanzata storica. Guarda caso, dopo le indiscrezioni di una notte-mattina-primopomeriggio (insomma, 12 ore) passate insieme alla Pellegrini in un residence della capitale.
Non solo. Ha aggiunto: per il rispetto che ancora le [ a Cristiana, NdR] porto, ci tengo a precisare che una foto diffusa in queste ore dal settimanale Chi, in cui bacio Federica Pellegrini, risale all’agosto 2006 e non, come invece dicono loro, al 2007. Sembra un puntiglio, ma per me è importante: nel 2006 ero libero, nel 2007 stavo con Cristiana. Ma a Shangai, quando si vociferava di incontri notturni “clandestini” nell’hotel che ospitava entrambi, Filippo e Federica, lui stava ancora con la fidanzata, no?

A questo punto, sarebbe ora di finirla. Gli atleti, qualsiasi sia la disciplina praticata, debbono essere, giustamente, l’orgoglio nazionale. Ma quando i successi sportivi passano in secondo piano per lasciare spazio al gossip, allora dobbiamo semplicemente constatare che oggigiorno gli sportivi sono dei vip qualsiasi, come gli attori, i cantanti, i conduttori televisivi, le veline e modelle varie, ovviamente quasi tutte straniere. Che delusione!

LEGGI ANCHE L’ARTICOLO CORRELATO

[fonte: Il Corriere]

1 agosto 2011

MONDIALI DI NUOTO E GOSSIP A BORDO VASCA: PELLEGRINI-MARIN-MAGNINI, PROTAGONISTI DA SOAP

Posted in amore, sport, vip tagged , , , , , , , , , , , , , at 4:32 pm di marisamoles

Non sono un’appassionata di nuoto (nemmeno di gossip, se è per questo) ma fa sempre piacere sentire che i nostri azzurri si distinguono, a livello mondiale, conquistando medaglie di metallo più o meno prezioso. I successi nello sport (specie se NON si tratta di CALCIO) sono sempre per me motivo di orgoglio perché penso che qualsiasi disciplina sportiva, se praticata con passione e con onestà, faccia bene al fisico e allo spirito degli atleti nonché all’orgoglio nazionale.

Non sopporto, invece, il gossip mescolato ai successi sportivi ed il divismo degli atleti. Sui calciatori ormai ci siamo abituati a sentirne di cotte e di crude, così come ci siamo fatti una ragione che arrotondino i già lauti compensi con la pubblicità. D’altra parte, tra attori, cantanti, presentatori, comici e chi più ne ha più ne metta, pare che la pubblicità sia diventata appannaggio dei divi dello spettacolo e quelli dello sport non vogliono essere da meno. In fondo anche lo sport sta diventando spettacolo ed è già capitato che qualche sportivo, abbandonata la propria disciplina per motivi di età o altro, si sia dato alla recitazione (chi ha dimenticato Tomba, ad esempio? spero tutti …), quindi recitare negli spot pubblicitari può anche essere un modo per prepararsi una carriera futura. Prendiamo ad esempio Totti: inizia ad essere bravino nella recitazione, non vi pare?

Tornando al gossip, penso che i tifosi siano un po’ come i fan di un attore o un’attrice, o dei cantanti: vogliono sapere tutto ciò che riguarda la loro vita privata, matrimonio, figli, corna … così si sentono ancora più partecipi e quasi parenti acquisiti o amici dei loro beniamini. La curiosità è femmina, si dice, ma molte volte anche i maschi sono molto curiosi e i redattori delle riviste specializzate lo sanno: capita, ad esempio, che il gossip invada anche i settimanali che trattano di calcio o di automobilismo.
Detto questo, credo sia lecito che anche sugli sportivi si parli e sparli. Ma quello che è successo a Shangai, in occasione degli ultimi campionati del mondo di nuoto, mi fa onestamente indignare. Protagonisti, come si sa, i tre nuotatori più chiacchierati del momento: Federica Pellegrini, Luca Marin e il “terzo incomodo” Filippo Magnini … ovvero, il triangolo dei bermuda, visto che si tratta di un capo di abbigliamento molto adatto all’ambiente del nuoto. Potrebbe essere anche ribattezzato trinangolo degli infradito ma non avrebbe lo stesso effetto.

Vediamoli, uno ad uno, questi campioni del nuoto italiano. Lei, Federica Pellegrini, Fede per gli amici e i tifosi, è una vera e propria prima donna. Lo sa bene e sfrutta ogni occasione per ricordarcelo. Lei è una che si allena mangiando biscotti, anche se, come osserva Selvaggia Lucarelli in un recente post del suo pensatoio, riportato anche dal mio amico frz40 sul suo blog, la regina del gossip da Shangai sembra occuparsi di tutt’altro nel suo tempo libero.

Federica è una tipa tosta, determinata, ottiene ciò che vuole, specie se parliamo di uomini. Anni fa, quand’era ancora ai suoi esordi nel mondo del nuoto, era riuscita a scippare il fidanzato alla Manadou, sua acerrima rivale ma anche suo modello, a quanto sembra. La Manadou, da poco mamma, deve aver ispirato Fede quando ha annunciato, poco prima di questi mondiali, che avrebbe potuto rinunciare anche a Londra per mettere in cantiere un figlio … proposito passato in secondo piano, visto che ha scaricato il potenziale padre del possibile figlio, nonché ex fidanzato della nuotatrice francese: Luca Marin.

Determinata, la nostra Fede, ma anche un po’ str***a. Ma lo dico in senso buono e con cognizione di causa. Come si fa a scaricare un fidanzato, bello, buono e bravo come Luca, proprio alla vigilia di un campionato mondiale? Be’, io lo so, almeno posso immaginarlo visto che mi sono trovata, quando avevo diciassette anni, in una situazione simile: ho dato il benservito, come si suol dire, al moroso poco prima del suo orale dell’esame di maturità. Dire str***a è poco …

La differenza tra la mia esperienza e quella della Pellegrini sta nel fatto che io, dopo aver piantato il boy-friend, potevo godermi le vacanze e nel frattempo farmi rodere dal rimorso o dai sensi di colpa; lei, invece, ha fatto le valigie per Shangai, ben consapevole che Luca se lo sarebbe trovato di fronte ogni giorno e che, dovendosi impegnare in un mondiale, non avrebbe potuto lasciarsi andare ai sensi di colpa o rimorsi eventuali.
Diciamo, dunque, che Federica è davvero una persona in grado di lasciarsi alle spalle il passato, concentrarsi sul presente, perseguire i suoi obiettivi come niente fosse, senza pensare che ha spezzato il cuore del povero Marin che, ottenuti risultati scarsi nelle gare a Shangai, si scusa ai microfoni delle tv di tutto il mondo, o quasi, dicendo “Ho perso cinque chili in venti giorni e alla fine della gara la benzina manca. Comunque, dopo tutto quello che è successo in questi Mondiali, mi ritengo soddisfatto”. E aggiunge: “Io sono ancora innamorato e tutta la vicenda mi fa male: ma da questa storia ho capito tante cose e sono sicuro che mi aiuterà a tornare più forte di prima”.

Insomma, mentre la regina del nuoto si gode le sue medaglie, c’è chi si strugge pensando di aver perso l’amore della sua vita e non si dà pace. Al punto da fare una piazzata in albergo, davanti alla porta della camera di Federica dove pare non fosse sola ma in compagnia di un altro. L’altro è Filippo Magnini, portabandiera dell’Italia a questi mondiali, anche lui rivelatosi decisamente scarso. Ma anche lui, poveretto, ha avuto i suoi pensieri: “Sto male da due giorni sono triste e il grosso dispiacere è questo: mi è stato rovinato un mondiale. Adesso non me ne frega più niente. Voglio solo tornare a casa e chiarire tutto. A casa c’è gente che sta male: la mia ragazza, la famiglia. Sono due giorni che faccio le due di notte per parlare con casa”. Insomma, Filippo si difende dai gossip e dice che Federica è solo un’amica e che ha una fidanzata a casa che l’aspetta. Per quest’ultima non deve essere facile assistere inerme a questa raffica di gossip che, guarda caso, non ha avuto origine perché ci si interessi di lui, Filippo, o di Luca. In questa storia gli uomini sono delle comparse. La vera protagonista è sempre lei, Federica.

Da Pesaro, dove vive, la fidanzata di Magnini, Cristiana Nardini, dice: “Mi fido di lui ma voglio guardarlo negli occhi“. Eh, bella mia, fidarsi è bene, non fidarsi è meglio, come insegna la saggezza popolare. Questo ieri; ma oggi cosa dirà di fronte all’ennesimo gossip, pubblicato su La Stampa di Torino, che vede Federica e Filippo protagonisti di un tête-à-tête a base di bacetti e coccole, al Bar Rouge di Shangai?

In conclusione, mi sto chiedendo a chi siano davvero interessati questi mondiali di nuoto e chi sa quante medaglie hanno collezionato i nostri atleti. Secondo me i più sono interessati a sapere quanti amanti, veri o presunti, abbia la sirena Pellegrini.

P.S. Luca Marin ha tutta la mia comprensione.

[fonti: Tgcom e gossip.virgilio.it]

AGGIORNAMENTO DEL POST, 2 AGOSTO 2011

Caro Marin naufrago della Pellegrini, perdoni se rispondo a una lettera che lei non mi ha scritto, ma alcuni lettori mi hanno chiesto di spedirgliela. È tale l’umore collettivo, depredato da Borse e borsaioli, che si sente l’esigenza di evadere in un dolore più puro. In questi giorni lei incarna in mondovisione quel che, nel nostro piccolo, almeno una volta siamo stati o saremo un po’ tutti: l’innamorato abbandonato e tradito. Il suo strazio è passato attraverso tutte le fasi della narrativa sentimentale, a cominciare dall’equivoco sulla «pausa di riflessione», che per chi ama ancora rappresenta una sosta ai box, mentre per chi ha smesso di amare è solo la scorciatoia che lo dispensa dall’imbarazzo di un discorso d’addio.

Quando lei archiviò la Manaudou e si trasferì da una primatista mondiale all’altra, la consacrai simbolo di un uomo nuovo: il maschio femmina, altruista e sensibile, che sa infondere sicurezza a compagne ingombranti senza smarrire quella in se stesso. Si tratta di un equilibrio magico, e a vent’anni parecchio provvisorio. Appena uno dei due smette di nuotare, l’amore affoga e non esiste virata che lo rimetta a galla. Ma mi creda: non è mai un altro maschio ad affondare la coppia. Può essere solo una scialuppa con cui la sua ex ha riguadagnato la riva, in attesa di ripartire verso un altrove che non contempla né lui né lei, caro Marin. Non presti orecchio alla voce livida della gelosia. Faccia conto di aver preso un malanno e si metta a letto per un mese senza guardare la tv. E senza andarci, possibilmente. Guarirà. E sarà pronto per togliersi il gusto a lei ignoto di innamorarsi di un’ignota.

FIRMATO MASSIMO GRAMELLINI E PUBBLICATO SU LA STAMPA.IT

SEGNALO ANCHE LA LETTURA DI UN ARTICOLO FIRMATO DA TOMMASO PELLIZZARI (PER “LA 27ESIMA ORA”, BLOG DE IL CORRIERE.IT): Luca Marin: uno sciupafemmine? No, un maschio sciupato

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Chiara Patruno - Psicologa

Psicologa Dinamica e Clinica presso l’ Universita’ La Sapienza di Roma, Facolta’ Medicina e Psicologia

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Una stanza senza libri è come un corpo senz'anima.

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[...] ἀλλ᾽ ὥσπερ ἄνθρωπος, φαμέν, ἐλεύθερος ὁ αὑτοῦ ἕνεκα καὶ μὴ ἄλλου ὤν, οὕτω καὶ αὐτὴν ὡς μόνην οὖσαν ἐλευθέραν τῶν ἐπιστημῶν: μόνη γὰρ αὕτη αὑτῆς ἕνεκέν ἐστιν. Aristot. Met. 1.982b, 25

Insegnanti 2.0

Insegnare al tempo dei "Nativi Digitali"

L'isola delle colline.

Nella mia vita ho speso più tempo a chiedere "Ci beviamo un caffè?" che a bere davvero caffè.

cucinaincontroluce

il mio mondo in uno scatto

I media-mondo

LA MUTAZIONE CHE VEDO ATTORNO A ME. PROVE DI PENSIERO DI GIOVANNI BOCCIA ARTIERI

La disoccupazione ingegna

Sono disoccupata, sto cercando di smettere. Ma non mi svendo

Nephelai

......... phrontisterion sospeso di MARIA AMICI

Italia, io ci sono.

Diamo il giusto peso alla nostra Cultura!

Psicologia per Famiglia

Miglioriamo le relazioni in famiglia, nella coppia, con i figli.

Studia Humanitatis - παιδεία

«Oὕτως ἀταλαίπωρος τοῖς πολλοῖς ἡ ζήτησις τῆς ἀληθείας, καὶ ἐπὶ τὰ ἑτοῖμα μᾶλλον τρέπονται.» «Così poco faticosa è per i più la ricerca della verità, e a tal punto i più si volgono di preferenza verso ciò che è più a portata di mano». (Tucidide, Storie, I 20, 3)

viaggioperviandantipazienti

My life in books. The books of my life

unpodichimica

Non tutto ciò che luccica è oro, ma almeno contiene elettroni liberi G.D. Bernal

scuolafinita

Un insegnante decente (CON IL DOTTOR DI MATTEO)

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Buongiorno e leggerezza!

penna bianca

appunti di viaggio & scritti di fortuna

Pollicino Era un Grande

Psicologia e dintorni a cura della Dott.ssa psicologa, psicoterapeuta Marzia Cikada (Torino, Pinerolo, Torre Pellice)

la fine soltanto

un blog e un libro di emiliano dominici (per ingrandire la pagina premi ctrl +)

ACCENDI LA VITA

Pensieri, parole and every day life

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Un blog da leggere... .Per chi ha tempo da perdere...♥

Critica Impura

letteratura, filosofia, arte e critica globale

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"Due strade trovai nel bosco, io scelsi la meno battuta, per questo sono diverso"(R.Frost)

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Diemme

Amami quando meno lo merito, che è quando ne ho più bisogno (Catullo) - Non sprecate tempo a cercare gli ostacoli: potrebbero non essercene. Franz Kafka —- Non è ciò che tu sei che ti frena, ma ciò che tu pensi di non essere. Denis Waitley -- Non c'è schiaffo più violento di una carezza negata

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"In ogni cosa c'è un'incrinatura. Lì entra la luce" - Leonard Cohen

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