5 dicembre 2012

C’È SORRISO E SORRISO

Pubblicato in: attualità, sport, vip tagged , , , , , , , , a 7:56 pm di Marisa Moles

balottelli giocondaMino Raiola, agente dell’attaccante del Manchester City, Mario Balotelli, ha dichiarato: «Balotelli costa quanto la Gioconda, per cui nessuno se lo può permettere in Italia».

Ok, ma come la mettiamo con il sorriso? Quello, per me, non ha prezzo. Neanche Mastercard ce la può fare. :(

[foto e notizia da Il Corriere]

5 settembre 2012

L’ALTRA MINETTI

Pubblicato in: cronaca, donne, Festival di Sanremo, sport, vip tagged , , , , , , , , , a 4:12 pm di Marisa Moles


Minetti è un cognome che negli ultimi anni è stato associato solo ad un nome di battesimo: Nicole. L’ex igienista dentale del cavaliere, salita ai ranghi di consigliere regionale, tristemente famosa per aver avuto un ruolo da protagonista nel caso Ruby, sempre al centro delle cronache rosa, ultima la notizia di una relazione con Corona, l’ex di Belen. Ma c’è un’altra Minetti degna di maggior considerazione e ammirazione: Annalisa.

Partecipa a Miss Italia nel 1997, prima aspirante miss cieca, ma si mette in luce grazie alle indiscutibili doti canore. Da Salsomaggiore a Sanremo il passo è breve: l’anno successivo vince il Festival nella categoria “Nuove Proposte” con il brano Senza te o con te, brano scritto da Massimo Luca e Paola Palma. La vittoria è seguita da una scia di polemiche, dato che la sua disabilità l’avrebbe favorita. Ma non è il buio dei suoi occhi a farla vincere, bensì la potenza della sua voce, vera luce della sua vita.

Negli ultimi dieci anni la sua vita è cambiata: si sposa e mette al mondo un figlio, si dedica con passione allo sport, conseguendo il diploma di insegnante di spinning e praticando l’atletica leggera. Quest’ultima passione l’ha portata a vincere la medaglia di bronzo nei 1500 di corsa alle Paralimpiadi di Londra.


Felice per l’esito della gara, Annalisa dichiara: «Una grandissima soddisfazione. È stato molto bello. Tutto è possibile e io ne sono la dimostrazione in qualche modo. Sono proprio felicissima».
Ma al di là della propria soddisfazione personale, la Minetti ha parole di stima e di riconoscenza per la sua guida, Andrea Giocondi, ex mezzofondista che ha partecipato anche alla Olimpiade di Atlanta: «Andrea è stato fondamentale. Due gambe da miss le ha fatte diventare due gambe d’atleta. È stato Gesù a donarmelo e Gesù non sbaglia mai, fa tutto in maniera perfetta. In gara abbiamo parlato tanto. Abbiamo sudato in due, gioito in due. Quando abbiamo cominciato, mi ha detto: non mi importa se fai la cantante, qui devi sudare».

Un esempio da seguire, questa Minetti. Brava Annalisa!

8 agosto 2012

PERÒ A ME SCHWAZER FA ANCHE UN PO’ PENA

Pubblicato in: attualità, sport, vip tagged , , , , , , , a 5:02 pm di Marisa Moles


All’inizio l’ho anche preso in giro, povero Alex. Già la sua defezione in occasione della 20 km puzzava assai. Un raffreddore, aveva detto. Ecchecaspita, per un raffreddore si dice di no ad una gara olimpica? Del resto, in barba alla celebre frase del barone Pierre De Coubertin: “L’importante non è vincere ma partecipare”, chi va all’Olimpiade solo per far presenza? Di certo non un atleta che quattro anni fa aveva vinto l’oro. Lui ci va per vincere, altroché.

E poi arriva la notizia choc: il campione altoatesino risulta dopato ai test del 30 luglio. Tutto appare strano, anche il fatto che già il 28 avesse dato forfait. Ok, quella del raffreddore poteva anche non essere una scusa ma ora sappiamo tutti la verità, ce l’ha urlata in faccia, anzi no, ce l’ha soffiata in faccia, tra lacrime e disperazione. Tutto da solo, dice, nemmeno la fidanzata Carolina Kostner sapeva nulla. Anche a lei aveva mentito, così come ai suoi genitori, ai futuri suoceri, forse ex. Già, mica è facile essere il fidanzato di … Lei, Carolina, è arrabbiata ma ha dichiarato di essere intenzionata a restargli accanto. Difficile resistere a quello che si sta rivelando un vero assalto mediatico. Difficile specie se si ha una carriera davanti, dei titoli da difendere tutto da guadagnare e nulla da perdere. Lui, Alex, a questo punto cos’ha di fronte a sé? La ridente valle alpina in quel di Vipiteno? Le caprette che gli fanno ciao come ad Heidi? Una carriera sportiva di sicuro no. Ma pare sia un gran sollievo per lui.

«Ho vissuto tre anni difficili come atleta. Dopo gli Europei del 2012 non sono stato bene e ho detto anche che volevo smettere. Non ero più lucido: non avevo più piacere ad allenarmi 35 ore alla settimana. Arrivavo alla sera distrutto e vedo la mia fidanzata solo una volta al mese. Solo a sapere che dovevo faticare mi veniva la nausea» racconta. Già, ma quando tutti si aspettano qualcosa da te è difficile deluderli. Quando lo sport, che dovrebbe essere prima di tutto un piacere, vera passione, generoso donarsi agli altri e con gli altri condividere l’attimo di gloria, diventa nausea, allora come si fa a dimostrare di essere ancora forti?
«Ho avuto paura di fallire: volevo tutto e ho perso tutto». Ma davvero voleva tutto o quel tutto lo aspettavano gli altri da lui?

«Ho perso tutto». Lucida ammissione del nulla che ora è diventato. Era un carabiniere, ha disonorato l’Arma. Ma ammette che senza di essa a 18 anni non avrebbe potuto allenarsi. Ha tradito la sua famiglia, i suoi tifosi, ha tradito anche l’Arma. Non solo: «ho deluso tanta gente e chiedo scusa. Ho tradito la loro fiducia, spero che si possa andare avanti», dice. Deludere è forse peggio di tradire? Ironia della sorte, deludere deriva dal verbo latino ludere che significa giocare. Si è preso gioco di tanti o ha ingannato soprattutto se stesso? Propenderei per la seconda.

Ora non so quale futuro aspetti Alex Schwazer. Per essere campioni ci vuole la stoffa, una stoffa dura, resistente, non facile agli strappi. Con questo strappo gigantesco la stoffa non serve a nulla. Più o meno un buco con attorno l’ex campione.

Ormai è tempo di fermarsi un po’

semmai cercare di dormire un po’

frenando i ritmi della mente lasciando indietro

quello che dice la gente (Luca Dirisio, La ricetta del campione)

[immagine da questo sito]

28 luglio 2012

OLIMPIADI: SCHWAZER RINUNCIA ALLA 20 KM DI MARCIA. SI È FATTO UNA SCORPACCIATA DI PINGUÌ

Pubblicato in: Satyricon, sport tagged , , , , , , , a 2:09 pm di Marisa Moles


L’atleta italiano (per modo di dire) Alex Schwazer ha comunicato che non parteciperà alla 20 km di marcia del 4 agosto. Ufficialmente si è beccato un raffreddore. Per me, invece, ha fatto indigestione di Pinguì

Stai a vedere che la schermitrice Valentina Vezzali a metà gara sente un po’ di fame e si mangia un Kinder Cereali

Oddio, e se Federica Pellegrini si fa un’indigestione di Pavesini?

17 agosto 2011

A PROPOSITO DELLA PATRIMONIALE: CARI CALCIATORI, SE MI E’ CONCESSO, VERGOGNATEVI!

Pubblicato in: attualità, politica, sport tagged , , , , , a 4:28 pm di Marisa Moles


Di solito non sono così esplicita, tanto meno nei titoli dei post. Ma in questa circostanza non riesco a trattenermi, specialmente se penso che, essendo statale, su di me potrebbero gravare degli oneri non da poco in seguito alla manovra finanziaria del 13 agosto scorso.

Se è vero ciò che scrivono i giornali, mi chiedo con quale coraggio i calciatori osino protestare sulla patrimoniale che colpisce i redditi alti (oltre i 90mila e i 150mila euro lordi), minacciando scioperi, e conseguente slittamento dell’inizio del campionato (tanto a me che me frega!), e chiedendo che la famosa tassa venga pagata dalle società di calcio, per non sborsare di tasca loro. Poverini, quale indegna richiesta proviene dallo Stato italiano!

Di fronte a queste esternazioni (sempre che siano vere e correttamente interpretate) le reazioni sono diverse. C’è ad esempio il ministro Calderoli che propone di far pagare il doppio della patrimoniale ai calciatori, visto che protestano. Ora, io raramente condivido le proposte leghiste, non per partito preso, ovvio, ma perché quelli della Lega hanno una particolare fantasia e le sparano proprio grosse, a volte. Ma almeno ‘stavolta il ministro Calderoli lo abbraccerei, nonostante non sia affatto il mio tipo, e lo bacerei dal momento che ha definito i calciatori “la casta dei viziati“.

Se poi pensiamo che la “casta” sia protetta da chi la rappresenta, sbagliamo di grosso … è proprio il caso di dirlo. Leo Grosso, vicepresidente dell’Aic, l’Associazione italiana calciatori, ai microfoni di Sky Sport 24 ha dichiarato: «La situazione è semplice e chiara, i giocatori sono lavoratori subordinati e in quanto tali rispettano le stesse regole, pagando regolarmente le tasse». Ma c’è un ma: «Sui contratti fatti sulla base dell’accordo vecchio che è scaduto è indicata una cifra lorda e una cifra netta e società e calciatori possono aver stabilito a quale cifra fare riferimento. Se l’accordo fa riferimento al lordo, la tassa è carico del calciatore, se fa riferimento al netto è a carico della società. Se non è previsto nulla, l’inasprimento dell’aliquota grava sul calciatore». Già, ma non sia mai che quando verrà siglato l’accordo nuovo, si cambino le carte in tavola proprio per evitare questo enorme disagio per i poveri calciatori che lo stipendio se lo sudano letteralmente. Peccato, però, che nel tempo libero se la spassino alla grande e si possano permettere tutte gli sfizi che noi comuni mortali nemmeno riusciamo a vedere in sogno.

Il parere dell’esperto, poi, non chiarisce un bel nulla: il noto fiscalista Victor Uckmar afferma che «bisogna vedere come sarà formulata la legge. Se si trattasse di un tributo autonomo non sarebbe coperto dal contratto stipulato tra calciatore è società. Se, invece, si trattasse di un’aggiunta di aliquota all’Irpef, saremmo nel regime dell’Irpef». Quindi l’onere graverebbe sul club. Al di là del parere tecnico, che lascia comunque dei dubbi, Ukmar di suo afferma che «sarebbe un segnale positivo se i calciatori contribuissero a prescindere, visti gli ingaggi che percepiscono».

Ecco, appunto. Accordi o non accordi, leggi o non leggi, sarebbe davvero il caso che contribuissero … a prescindere e la smettessero di protestare. E noi, forse, c’incazzeremmo di meno.

Io propongo una cosa: nel caso i calciatori fossero esonerati dal pagamento della patrimoniale, stadi deserti e tv spenta in occasione delle partite, per la durata dell’intero campionato. Sto vaneggiando?

[fonte: Il Corriere; foto da questo sito]

10 agosto 2011

SUL GOSSIP PELLEGRINI-MARIN-MAGNINI ORA SPUNTA LA VERITA’ DI FILIPPO

Pubblicato in: sport, vip tagged , , , , , , a 11:30 am di Marisa Moles

Ormai ci dobbiamo rassegnare: è il tormentone dell’estate. Non una canzone, dicono che non ce ne sono più di tormentoni alla Vamos a la playa. Ci dobbiamo accontentare, si fa per dire, del gossip che vede protagonisti i tre nuotatori più chiacchierati del momento: Federica Pellegrini, Luca Marin e Filippo Magnini.

Mentre Federica si gode il successo, meritato e sudato, ai mondiali di Shangai, nonché i postumi gossippari della mega festa di compleanno tenutasi a Roma qualche giorno fa, e mentre rimaniamo in trepidante attesa della Verità vera, annunciata fra le lacrime dal sedotto e abbandonato Luca Marin, arriva la terza verità: quella di Filippo Magnini.

Il “terzo incomodo”, pochi giorni fa, da Shanghai, aveva negato qualsiasi relazione con la Pellegrini e aveva manifestato il suo disappunto per le cattiverie che si andavano dicendo in giro sul presunto flirt con la collega nuotatrice, soprattutto in considerazione del fatto che la fidanzata Cristiana era in Italia e cose così mica sono facili da spiegare per telefono, nemmeno in due ore.

Ora, però, il nuotatore ha annunciato all’Ansa (addirittura!) la fine della relazione con la fidanzata storica. Guarda caso, dopo le indiscrezioni di una notte-mattina-primopomeriggio (insomma, 12 ore) passate insieme alla Pellegrini in un residence della capitale.
Non solo. Ha aggiunto: per il rispetto che ancora le [ a Cristiana, NdR] porto, ci tengo a precisare che una foto diffusa in queste ore dal settimanale Chi, in cui bacio Federica Pellegrini, risale all’agosto 2006 e non, come invece dicono loro, al 2007. Sembra un puntiglio, ma per me è importante: nel 2006 ero libero, nel 2007 stavo con Cristiana. Ma a Shangai, quando si vociferava di incontri notturni “clandestini” nell’hotel che ospitava entrambi, Filippo e Federica, lui stava ancora con la fidanzata, no?

A questo punto, sarebbe ora di finirla. Gli atleti, qualsiasi sia la disciplina praticata, debbono essere, giustamente, l’orgoglio nazionale. Ma quando i successi sportivi passano in secondo piano per lasciare spazio al gossip, allora dobbiamo semplicemente constatare che oggigiorno gli sportivi sono dei vip qualsiasi, come gli attori, i cantanti, i conduttori televisivi, le veline e modelle varie, ovviamente quasi tutte straniere. Che delusione!

LEGGI ANCHE L’ARTICOLO CORRELATO

[fonte: Il Corriere]

1 agosto 2011

MONDIALI DI NUOTO E GOSSIP A BORDO VASCA: PELLEGRINI-MARIN-MAGNINI, PROTAGONISTI DA SOAP

Pubblicato in: amore, sport, vip tagged , , , , , , , , , , , , , a 4:32 pm di Marisa Moles

Non sono un’appassionata di nuoto (nemmeno di gossip, se è per questo) ma fa sempre piacere sentire che i nostri azzurri si distinguono, a livello mondiale, conquistando medaglie di metallo più o meno prezioso. I successi nello sport (specie se NON si tratta di CALCIO) sono sempre per me motivo di orgoglio perché penso che qualsiasi disciplina sportiva, se praticata con passione e con onestà, faccia bene al fisico e allo spirito degli atleti nonché all’orgoglio nazionale.

Non sopporto, invece, il gossip mescolato ai successi sportivi ed il divismo degli atleti. Sui calciatori ormai ci siamo abituati a sentirne di cotte e di crude, così come ci siamo fatti una ragione che arrotondino i già lauti compensi con la pubblicità. D’altra parte, tra attori, cantanti, presentatori, comici e chi più ne ha più ne metta, pare che la pubblicità sia diventata appannaggio dei divi dello spettacolo e quelli dello sport non vogliono essere da meno. In fondo anche lo sport sta diventando spettacolo ed è già capitato che qualche sportivo, abbandonata la propria disciplina per motivi di età o altro, si sia dato alla recitazione (chi ha dimenticato Tomba, ad esempio? spero tutti …), quindi recitare negli spot pubblicitari può anche essere un modo per prepararsi una carriera futura. Prendiamo ad esempio Totti: inizia ad essere bravino nella recitazione, non vi pare?

Tornando al gossip, penso che i tifosi siano un po’ come i fan di un attore o un’attrice, o dei cantanti: vogliono sapere tutto ciò che riguarda la loro vita privata, matrimonio, figli, corna … così si sentono ancora più partecipi e quasi parenti acquisiti o amici dei loro beniamini. La curiosità è femmina, si dice, ma molte volte anche i maschi sono molto curiosi e i redattori delle riviste specializzate lo sanno: capita, ad esempio, che il gossip invada anche i settimanali che trattano di calcio o di automobilismo.
Detto questo, credo sia lecito che anche sugli sportivi si parli e sparli. Ma quello che è successo a Shangai, in occasione degli ultimi campionati del mondo di nuoto, mi fa onestamente indignare. Protagonisti, come si sa, i tre nuotatori più chiacchierati del momento: Federica Pellegrini, Luca Marin e il “terzo incomodo” Filippo Magnini … ovvero, il triangolo dei bermuda, visto che si tratta di un capo di abbigliamento molto adatto all’ambiente del nuoto. Potrebbe essere anche ribattezzato trinangolo degli infradito ma non avrebbe lo stesso effetto.

Vediamoli, uno ad uno, questi campioni del nuoto italiano. Lei, Federica Pellegrini, Fede per gli amici e i tifosi, è una vera e propria prima donna. Lo sa bene e sfrutta ogni occasione per ricordarcelo. Lei è una che si allena mangiando biscotti, anche se, come osserva Selvaggia Lucarelli in un recente post del suo pensatoio, riportato anche dal mio amico frz40 sul suo blog, la regina del gossip da Shangai sembra occuparsi di tutt’altro nel suo tempo libero.

Federica è una tipa tosta, determinata, ottiene ciò che vuole, specie se parliamo di uomini. Anni fa, quand’era ancora ai suoi esordi nel mondo del nuoto, era riuscita a scippare il fidanzato alla Manadou, sua acerrima rivale ma anche suo modello, a quanto sembra. La Manadou, da poco mamma, deve aver ispirato Fede quando ha annunciato, poco prima di questi mondiali, che avrebbe potuto rinunciare anche a Londra per mettere in cantiere un figlio … proposito passato in secondo piano, visto che ha scaricato il potenziale padre del possibile figlio, nonché ex fidanzato della nuotatrice francese: Luca Marin.

Determinata, la nostra Fede, ma anche un po’ str***a. Ma lo dico in senso buono e con cognizione di causa. Come si fa a scaricare un fidanzato, bello, buono e bravo come Luca, proprio alla vigilia di un campionato mondiale? Be’, io lo so, almeno posso immaginarlo visto che mi sono trovata, quando avevo diciassette anni, in una situazione simile: ho dato il benservito, come si suol dire, al moroso poco prima del suo orale dell’esame di maturità. Dire str***a è poco …

La differenza tra la mia esperienza e quella della Pellegrini sta nel fatto che io, dopo aver piantato il boy-friend, potevo godermi le vacanze e nel frattempo farmi rodere dal rimorso o dai sensi di colpa; lei, invece, ha fatto le valigie per Shangai, ben consapevole che Luca se lo sarebbe trovato di fronte ogni giorno e che, dovendosi impegnare in un mondiale, non avrebbe potuto lasciarsi andare ai sensi di colpa o rimorsi eventuali.
Diciamo, dunque, che Federica è davvero una persona in grado di lasciarsi alle spalle il passato, concentrarsi sul presente, perseguire i suoi obiettivi come niente fosse, senza pensare che ha spezzato il cuore del povero Marin che, ottenuti risultati scarsi nelle gare a Shangai, si scusa ai microfoni delle tv di tutto il mondo, o quasi, dicendo “Ho perso cinque chili in venti giorni e alla fine della gara la benzina manca. Comunque, dopo tutto quello che è successo in questi Mondiali, mi ritengo soddisfatto”. E aggiunge: “Io sono ancora innamorato e tutta la vicenda mi fa male: ma da questa storia ho capito tante cose e sono sicuro che mi aiuterà a tornare più forte di prima”.

Insomma, mentre la regina del nuoto si gode le sue medaglie, c’è chi si strugge pensando di aver perso l’amore della sua vita e non si dà pace. Al punto da fare una piazzata in albergo, davanti alla porta della camera di Federica dove pare non fosse sola ma in compagnia di un altro. L’altro è Filippo Magnini, portabandiera dell’Italia a questi mondiali, anche lui rivelatosi decisamente scarso. Ma anche lui, poveretto, ha avuto i suoi pensieri: “Sto male da due giorni sono triste e il grosso dispiacere è questo: mi è stato rovinato un mondiale. Adesso non me ne frega più niente. Voglio solo tornare a casa e chiarire tutto. A casa c’è gente che sta male: la mia ragazza, la famiglia. Sono due giorni che faccio le due di notte per parlare con casa”. Insomma, Filippo si difende dai gossip e dice che Federica è solo un’amica e che ha una fidanzata a casa che l’aspetta. Per quest’ultima non deve essere facile assistere inerme a questa raffica di gossip che, guarda caso, non ha avuto origine perché ci si interessi di lui, Filippo, o di Luca. In questa storia gli uomini sono delle comparse. La vera protagonista è sempre lei, Federica.

Da Pesaro, dove vive, la fidanzata di Magnini, Cristiana Nardini, dice: “Mi fido di lui ma voglio guardarlo negli occhi“. Eh, bella mia, fidarsi è bene, non fidarsi è meglio, come insegna la saggezza popolare. Questo ieri; ma oggi cosa dirà di fronte all’ennesimo gossip, pubblicato su La Stampa di Torino, che vede Federica e Filippo protagonisti di un tête-à-tête a base di bacetti e coccole, al Bar Rouge di Shangai?

In conclusione, mi sto chiedendo a chi siano davvero interessati questi mondiali di nuoto e chi sa quante medaglie hanno collezionato i nostri atleti. Secondo me i più sono interessati a sapere quanti amanti, veri o presunti, abbia la sirena Pellegrini.

P.S. Luca Marin ha tutta la mia comprensione.

[fonti: Tgcom e gossip.virgilio.it]

AGGIORNAMENTO DEL POST, 2 AGOSTO 2011

Caro Marin naufrago della Pellegrini, perdoni se rispondo a una lettera che lei non mi ha scritto, ma alcuni lettori mi hanno chiesto di spedirgliela. È tale l’umore collettivo, depredato da Borse e borsaioli, che si sente l’esigenza di evadere in un dolore più puro. In questi giorni lei incarna in mondovisione quel che, nel nostro piccolo, almeno una volta siamo stati o saremo un po’ tutti: l’innamorato abbandonato e tradito. Il suo strazio è passato attraverso tutte le fasi della narrativa sentimentale, a cominciare dall’equivoco sulla «pausa di riflessione», che per chi ama ancora rappresenta una sosta ai box, mentre per chi ha smesso di amare è solo la scorciatoia che lo dispensa dall’imbarazzo di un discorso d’addio.

Quando lei archiviò la Manaudou e si trasferì da una primatista mondiale all’altra, la consacrai simbolo di un uomo nuovo: il maschio femmina, altruista e sensibile, che sa infondere sicurezza a compagne ingombranti senza smarrire quella in se stesso. Si tratta di un equilibrio magico, e a vent’anni parecchio provvisorio. Appena uno dei due smette di nuotare, l’amore affoga e non esiste virata che lo rimetta a galla. Ma mi creda: non è mai un altro maschio ad affondare la coppia. Può essere solo una scialuppa con cui la sua ex ha riguadagnato la riva, in attesa di ripartire verso un altrove che non contempla né lui né lei, caro Marin. Non presti orecchio alla voce livida della gelosia. Faccia conto di aver preso un malanno e si metta a letto per un mese senza guardare la tv. E senza andarci, possibilmente. Guarirà. E sarà pronto per togliersi il gusto a lei ignoto di innamorarsi di un’ignota.

FIRMATO MASSIMO GRAMELLINI E PUBBLICATO SU LA STAMPA.IT

SEGNALO ANCHE LA LETTURA DI UN ARTICOLO FIRMATO DA TOMMASO PELLIZZARI (PER “LA 27ESIMA ORA”, BLOG DE IL CORRIERE.IT): Luca Marin: uno sciupafemmine? No, un maschio sciupato

20 aprile 2011

BALOTELLI VINCE 28 MILA EURO AL CASINÒ E NE REGALA 1000 AD UN HOMELESS

Pubblicato in: attualità, sport, vip tagged , , , , , , a 3:53 pm di Marisa Moles

Il tabloid inglese The Sun l’ha definito generous perché, vinti 28 mila euro al casinò, ne ha regalati mille ad un homeless. Lui, SuperMario (Balotelli), guadagna 100mila sterline alla settimana e, a quanto pare, non è affatto nuovo a simili gesti di generosità. Spesso, infatti, girando in città, a Manchester, dove gioca nella locale squadra di calcio, regala denaro ai senzatetto che incontra.

Al di là del gesto generoso, senz’altro lodevole, leggendo la notizia, riguardo le 25mila sterline (pari a oltre 28 mila euro) vinte al casinò, ho pensato subito ad una cosa: è proprio vero che PIOVE SUL BAGNATO.

[fonte: Il Corriere]

ARTICOLO CORRELATO: MENO SUPERMARIO PIÙ SUPER PAPÀ

13 febbraio 2011

F-150: L’UNITÀ D’ITALIA DÀ ORIGINE AD UNA DIATRIBA TRA LA FERRARI E LA FORD

Pubblicato in: attualità, sport tagged , , , , , , , , a 2:11 pm di Marisa Moles


La notizia mi era sfuggita, lo ammetto. Me ne ha parlato oggi a pranzo mio figlio maggiore, appassionato di motori, Formula 1 e Rally, nonché lui stesso pilota e navigatore nelle gare di rally.

In breve: la Ferrari, mitica casa automobilistica di Maranello, ha pensato di fare un omaggio all’Italia Unita, di cui il 17 marzo prossimo ricorre il 150esimo anniversario, come ben sappiamo, battezzando F-150 la sua ultima creatura, da lanciare nella prossima stagione di F1. Fino a qui nulla da dire, almeno da parte degli ammiratori – e non – della F1 che tifano Ferrari. Ma così non è per un’altra casa automobilistica: la Ford.

Leggo solo ora la notizia pubblicata sul sito di Tgcom il 10 febbraio scorso: «Secondo la Ford (che è diretto concorrente di Chrysler, marchio che fa parte del gruppo Fiat come la rossa di Maranello), la Ferrari “ha usurpato il celebre marchio depositato F-150 annunciando una vettura da corsa di formula 1 denominata F150 e ha cominciato a fare la promozione”. La casa automobilistica americana spiega in una nota che “F-150 è un marchio stabile e importante per Ford, essendo il nome del suo modello di pick up più venduto nella serie di pick up serie F”. Questo marchio, “duramente conquistato”, è invece ora “seriamente minacciato dall’adozione del nome F150″, continua la Ford..»

Naturalmente da Maranello è giunta sollecita la replica tramite una nota che recita così: «La sigla F150 (utilizzato come abbreviativo della denominazione completa Ferrari F150th Italia) non è, né mai sarà, il nome di un prodotto commerciale, non ci sarà certo una produzione di serie della monoposto, ma, come sempre nella storia della Scuderia, rappresenta la nomenclatura di un progetto di una vettura da competizione».

Pensate sia finita così? No, perché l’ “incidente diplomatico” avrebbe rischiato di incrinare i rapporti tra Italia e Stati Uniti, di conseguenza la casa della Rossa ha fatto un passo indietro: la prossima monoposto porterà intera la denominazione e si chiamerà F150th Italia. Una sigla orribile, per giunta.

I rapporti con l’America sono salvi, ma mi chiedo: la Ferrari non poteva risparmiarsi tutto questo patriottismo che, sinceramente, pare fuori luogo? In fondo è la Rossa per antonomasia, per il tricolore mancano il verde e il bianco.

[immagine tratta da questo sito]

24 ottobre 2010

SCUOLA E SPORT: NIENTE “GIOCHI DELLA GIOVENTÙ” PER GLI STUDENTI CHE NON HANNO TUTTI I 6 NEL PROFITTO

Pubblicato in: adolescenti, bambini, politica, scuola, sport tagged , , , , , , , a 2:23 pm di Marisa Moles

Un disegno di legge presentato dalla Lega, in discussione al Senato, si ispira al modello dei college americani e vuole riportare agli antichi splendori i “Giochi della gioventù”. Solo sull’articolo 2 la discussione è animata: «Non possono partecipare ai Giochi gli studenti che non abbiano conseguito la sufficienza in tutte le materie nel semestre scolastico precedente a quello di svolgimento della manifestazione sportiva». La proposta riguarda i ragazzini dalla quarta elementare alla terza media che dovrebbero tornare al vecchio sistema di gare comunali, provinciali, regionali e nazionali oggi riservato agli studenti delle superiori.
Indubbiamente la proposta di rilanciare i Giochi merita un elogio, In generale, su tale proposta sono tutti d’accordo ma quell’articolo 2, che condivido appieno, ha generato delle rimostranze. Si obietta, infatti, che i bambini e gli adolescenti italiani sono un po’ pigri: fanno poco sport, in generale, e a scuola spesso le ore di Ed. Fisica o Motoria sono svolte in luoghi e con mezzi di fortuna, visto che quattro scuole su dieci non hanno nemmeno una palestra.

Sinceramente non credo che la partecipazione ai Giochi della Gioventù possa cambiare le abitudini dei giovani italiani: chi fa sport per conto suo, partecipa alle gare, anche su segnalazione degli insegnanti, chi non fa attività fisica, non ha voglia nemmeno di partecipare ai Giochi e nemmeno sarà spronato dai prof in mancanza di attitudini.
Che poi qualcuno, particolarmente appassionato di sport attivo, ci marci e approfitti delle ore “perse” per partecipare alle gare, trascurando lo studio, è una realtà piuttosto diffusa.

Da anni, di fronte alle giustificazioni addotte dai miei colleghi per un profitto non brillante, del tipo “poverino/a, è tanto impegnato con lo sport, ha partecipato ai campionati italiani, forse andrà agli europei, fra qualche anno lo/la vedremo alle Olimpiadi”, ho sempre manifestato apertamente la mia insofferenza.
Posso ammirare chi nello sport si distingue, anche considerando che spesso proprio lo sport a livello agonistico “salva” i ragazzi da abitudini ben più deleterie, ma da insegnante non posso accettare che l’attività agonistica diventi un alibi per impegnarsi poco, confidando, magari, nel sostegno del/della prof di Ed. Fisica che allo scrutinio finale spingerà per la promozione dell’allievo/a particolarmente dotato a livello sportivo ma molto meno portato per le “materie culturali”.

Insomma la proposta della Lega, in particolare di quell’art. 2, non piace a tutti. Eppure negli States funziona così; addirittura le squadre di basket della Nba possono pescare nei college solo i giovani che hanno tutti i voti a posto. Perché, dunque, non prenderne esempio?
«L’obiettivo – spiega Giovanni Torri, senatore della Lega e autore del ddl – è usare la partecipazione ai giochi come incentivo per spingere i ragazzi a studiare. In particolare quelli meno bravi, che avrebbero un motivo in più per impegnarsi». Di contro, c’è chi, come il senatore del Pdl Franco Asciutti, obietta che spesso i più bravi nello sport hanno profitti mediocri: «Lo sport non serve solo ai bravi, anzi serve soprattutto ai meno bravi che così possono ritrovare quell’autostima necessaria per migliorare negli studi e non abbandonarli».
Dello stesso avviso anche la senatrice Mariapia Garavaglia, del Pd, secondo la quale «bisogna consentire ad un giovane di esprimere le proprie attitudini sportive a prescindere dal merito scolastico» altrimenti «si finirebbe per frustrare ancora di più i ragazzi che vanno meno bene».

Io, tuttavia, rimango ferma nella mia convinzione che la partecipazione ai Giochi delle Gioventù debba costituire un merito per chi s’impegna nello studio e nello sport, senza trascurare nessuna delle due attività. Il paletto del profitto sufficiente in tutte le materie, a par mio, potrebbe servire da incentivo, come sostiene Giovanni Torri, e abbatterebbe quella disparità di trattamento che spesso si verifica nei confronti degli allievi bravi su tutti e due i fronti che si vedono superati da degli studenti mediocri, a volte pessimi, nei confronti dei quali, però, c’è sempre un occhio di riguardo perché “poverini, sono così impegnati nello sport!”.

[LINK della fonte della la notizia]

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Il mestiere di scrivere

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...di più equivale a straparlare.

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Chiara Patruno - Psicologa

Psicologa Dinamica e Clinica presso l’ Universita’ La Sapienza di Roma, Facolta’ Medicina e Psicologia

Le Parole Segrete dei Libri

Una stanza senza libri è come un corpo senz'anima.

onesiphoros

[...] ἀλλ᾽ ὥσπερ ἄνθρωπος, φαμέν, ἐλεύθερος ὁ αὑτοῦ ἕνεκα καὶ μὴ ἄλλου ὤν, οὕτω καὶ αὐτὴν ὡς μόνην οὖσαν ἐλευθέραν τῶν ἐπιστημῶν: μόνη γὰρ αὕτη αὑτῆς ἕνεκέν ἐστιν. Aristot. Met. 1.982b, 25

Insegnanti 2.0

Insegnare al tempo dei "Nativi Digitali"

L'isola delle colline.

Nella mia vita ho speso più tempo a chiedere "Ci beviamo un caffè?" che a bere davvero caffè.

cucinaincontroluce

il mio mondo in uno scatto

I media-mondo

LA MUTAZIONE CHE VEDO ATTORNO A ME. PROVE DI PENSIERO DI GIOVANNI BOCCIA ARTIERI

La disoccupazione ingegna

Sono disoccupata, sto cercando di smettere. Ma non mi svendo

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