5 agosto 2014

AH, L’AMORE …

Posted in adolescenti, adolescenza, affari miei, amore, canzoni tagged , , , , , , at 6:02 pm di marisamoles

Sul filo dei ricordi, ho riletto questo post in cui riassumo i pensieri sull’amore raccolti in classe qualche anno fa. Era una classe speciale, una di quelle che lasciano un segno nel cuore. Una bella classe, al di là dei risultati scolastici (ne ho avute di migliori, sotto questo profilo), piuttosto per il feeling che si era creato tra di noi. Ce ne saranno altre così? Mah …

Uno dei più bei pensieri scritti dai ragazzi è questo:

L’amore è una sfida a carte con il nostro cuore: in tutti i casi il nostro avversario ne esce vincitore: se perdiamo, infatti, ci disperiamo cercando di dimenticare; se dovessimo vincere è il cuore stesso che si complimenta con noi, anche se alla fine è lui che riceverà la medaglia.

Non so nulla dell’autore o autrice, i bigliettini erano anonimi. Penso che sia stata una studentessa a scrivere queste parole, ma non ne sono sicura. Ad ogni modo mi sembra un pensiero profondo, a prima vista non troppo ottimista, forse solo obiettivo. Chi ha scritto queste parole aveva allora solo sedici anni.

Lo dedico a chi crede nell’amore,
questo folle sentimento che
ah l’amore
più lo fuggo e più ritorna da me
e stavolta ha il tuo volto perchè
io mi sto innamorando di te

(dal testo di “Questo folle sentimento” dei Formula 3, 1969)

8 giugno 2010

GLI ADOLESCENTI E L’AMORE: “COME CI SI INNAMORA?” BELLA DOMANDA

Posted in adolescenti, amore, donne, libri, scuola, Uomini e donne tagged , , , , , , , , at 1:54 pm di marisamoles


Parlare d’amore con gli adolescenti di oggi non è sempre facile, forse perché siamo portati a ritenerli aridi di sentimenti o troppo inesperti per fare un discorso serio. Parlar d’amore in un’aula scolastica, poi, diventa addirittura un’impresa ardua. Anche se si tentasse di dar vita ad un dibattito, alla fine ad intervenire sarebbero in pochi, i più spigliati, i più egocentrici o semplicemente i più ironici. Insomma, fare un discorso serio e coinvolgendo tutti sarebbe praticamente impossibile.

Quest’anno in terza abbiamo affrontato l’argomento amoroso attraverso le poesie: dalla lirica provenzale, dove i cavalieri davano voce al loro amore per le dame bellissime e quasi irraggiungibili, alla poesia italiana in cui l’amore diventa uno strumento di elevazione: basti pensare alla donna angelo della poesia stilnovistica, all’amore salvifico di Beatrice per Dante, al dissidio che Petrarca instaura tra il sentimento terreno per Laura e quello celeste per la Madonna. Per non parlare della letteratura latina: abbiamo letto i carmi di Catullo in cui il poeta canta l’amore disperato per Lesbia, misto al rancore che le serba per i suoi continui tradimenti.
Poesie, è vero, ma i sentimenti che poeti anche così lontani nel tempo riescono ad esprimere con i loro versi rappresentano, in qualche modo, il paradigma stesso del sentimento amoroso.

Le poesie, tuttavia, si leggono, si analizzano, si studiano, si commentano. Magari leggendo qualche verso ci si immedesima nelle diverse situazioni: l’amore pazzo, l’illusione e la disillusione, la speranza o la certezza di essere amati. Nulla di più. Non si parla d’amore, lo si legge.
Come fare, allora, per parlar d’amore in classe? Si può sempre proporre un tema in cui la traccia inviti gli allievi ad esprimere il proprio punto di vista sull’amore. Ma sul foglio protocollo bisogna metterci il nome e il cognome: qualsiasi cosa si scriva è riconducibile alla mente che l’ha concepita, quasi mai al cuore che l’ha ispirata. Quello che gli allievi scrivono sui temi è spesso “controllato”, costruito. Manca la spontaneità, la libertà vera di dire ciò che si prova.

Che fare, allora? Ho pensato di proporre un testo, una lettera d’amore, estrapolata dal romanzo in cui è contenuta, eliminando pure il mittente e il destinatario, anche se nell’originale c’erano solo degli pseudonimi. Una lettera d’amore bellissima, in cui si esprimono dei sentimenti, delle sensazioni che almeno una volta nella vita abbiamo provato tutti. I giovani no, non ancora. Qualcuno è già convinto di aver provato l’amore vero, quello con la A maiuscola, ma è pura illusione. Tuttavia gli effetti dell’amore, anche quando non si tratta del grande amore della vita, quelli sì, li hanno provati: il battito del cuore a mille, l’emozione che blocca il respiro, impedisce di parlare, la mente che non connette, un blackout assoluto. Ma non sempre è facile esprimere tutto ciò; il più delle volte ci si limita ad annuire quando qualcun altro ne parla: sì, anch’io mi sono sentito così, anch’io ho provato questo.

La lettera l’ho copiata dal romanzo di Cathleen Schine The love letter. È un romanzo bellissimo, una commedia degli equivoci, anche se i toni appaiono spesso drammatici. Tutto ruota attorno ad una lettera d’amore scovata per caso da una libraria quarantenne nel suo negozio. Rapita da quel testo anonimo, la donna inizia a chiedersi chi possa avergliela scritta, perché lei l’ha trovata, quindi non può essere destinata a nessun altro. In un vortice di emozioni, un misto tra immaginazione e realtà, Helen vive un amore impensato, mai nemmeno immaginato e allo stesso tempo temuto, per un giovane diciannovenne che ritiene possa essere il mittente di quella lettera. Poi anche lui scopre la lettera e pensa che gliel’abbia scritta lei, che non abbia il coraggio di consegnargliela e quindi fa il primo passo, sicuro di fare la cosa giusta. Eppure per Helen non c’è nulla di più sbagliato, a parte forse un altro amore che non avrebbe mai immaginato e che scopre solo alla fine del romanzo. L’unico riconducibile ai veri protagonisti della lettera: la Capra e il Montone assumono la fisionomia reale ed è talmente sconvolgente la scoperta da giungere alla conclusione che l’amore ha un linguaggio universale, che non conta l’età, né il sesso, né il momento in cui bussa alla porta del nostro cuore e ci rapisce, senza lasciarci alcuna via di fuga.

Cara Capra

come ci si innamora? Si casca? Si inciampa, si perde l’equilibrio e si cade sul marciapiedi, sbucciandosi un ginocchio, sbucciandosi il cuore? Ci si schianta per terra, sui sassi? O è come rimanere sospesi oltre l’orlo di un precipizio, per sempre?
So che ti amo quando ti vedo, lo so quando ho voglia di vederti. Non un muscolo si è mosso. Nessuna brezza agita le foglie. L’aria è ferma. Ho cominciato ad amarti senza fare un solo passo. Senza neanche un battito di ciglia. Non so neppure quando è successo.
Sto bruciando. E’ troppo banale per te? No, e lo sai.
Vedrai. E’ quello che capita, è quello che importa. Sto bruciando.
Non mangio più, mi dimentico di mangiare, mi sembra una cosa sciocca, che non c’entra. Se ci bado. Ma non bado a niente. I miei pensieri straripano furiosi, una casa piena di fratelli, legati dal sangue che si dilaniano in una faida:
“Mi sto innamorando”
“Tipica scelta stupida”
“Eppure….. l’amore mi tormenta come fosse dolore”
“Sì, continua così, manda a puttane la tua vita. E’ tutto sbagliato e lo sai. Svegliati. Guarda le cose in faccia”.
“C’è una faccia sola, l’unica che vedo, quando dormo e quando non dormo”.
Stanotte ho buttato il libro dalla finestra. Ho provato a dimenticare. Tu non vai bene per me, lo so, ma quello che penso non mi interessa più, a meno che non pensi a te. Quando sono accanto a te, davanti a te, sento i tuoi capelli che mi sfiorano la guancia anche se non è vero. Qualche volta guardo altrove. Poi ti guardo di nuovo.
Quando mi allaccio le scarpe, quando sbuccio un’arancia, quando guido la macchina, quando vado a dormire ogni notte senza di te, io resto come sempre

Montone

Ho chiesto ai miei ragazzi di scrivere su un foglietto qualunque i loro pensieri, quello che passava nella loro mente leggendo questa lettera. Un foglio a quadretti, a righe, bianco, non importa di quale dimensione. Un foglio anonimo perché quello che volevo scoprire era come avrebbero interpretato queste parole, quali congetture avrebbero fatto, eventualmente, sul mittente e il destinatario, non chi pensava cosa. Un quarto d’ora di tempo: non serve essere prolissi, l’importante è la sincerità, la spontaneità opportunamente tutelata dall’anonimato.
Poi ho raccolto i foglietti, li ho mescolati, come si fa prima di procedere all’estrazione per le interrogazioni programmate (in fondo sempre in un’aula scolastica mi trovavo!) e alla fine ne ho letto il contenuto, uno ad uno, con un’intonazione non sempre perfetta perché, nonostante le centinaia di compiti che ho corretto quest’anno, le loro grafie a volte sono illeggibili e non mi ci sono ancora abituata.
A casa, con calma, ho riscritto tutto al computer. Mentre battevo sui tasti mi immaginavo chi avesse potuto mettere per iscritto questo o quel pensiero. Non ho voluto indagare, confrontando la grafia con quella dei loro temi. Non sono curiosa, in fondo, né tanto abile da abbinare ogni tratto di penna ai loro volti, ai loro nomi.

Ho cercato, quindi, di estrapolare dai loro pensieri quel qualcosa di particolare che ognuno ha espresso, tradendo sentimenti sinceri, connotazioni personali a me sconosciute. Ecco quello che ne uscito.

C’È CHI HA TENTATO DI DELINEARE I TRATTI DEL MITTENTE, IMMAGINANDOLO VIA VIA DIVERSO A SECONDA DELLA PROPRIA PERCEZIONE:

Leggendo questa lettera mi sono fatto l’idea che l’autore provi nei confronti della donna amata dei sentimenti tormentati. E questo lo intuisco dalle espressioni del tipo “tipica scelta stupida”, “eppure l’amore ti tormenta come fosse dolore”. Sicuramente mi sembra che l’uomo non sappia controllare i suoi sentimenti e che la sua sia una lettera d’amore e contemporaneamente di sfogo.

UN UOMO, DUNQUE. MA POTREBBE ESSERE ANCHE UN RAGAZZO, MAGARI POCO ESPERTO D’AMORE:

Il ragazzo è fortemente innamorato di C. Penso sia un amore non ricambiato però il ragazzo riferisce i suoi pensieri, le sue emozioni e tutto ciò che gli appartiene.

Questo appare come il primo amore, un amore importante che ti “prende”, ti coinvolge, tanto da non pensare a nient’altro, nessun’altra persona, ma solamente a “lei”. Il ragazzo non riesce a dormire, si dimentica di mangiare, quando si allaccia le scarpe, quando sbuccia l’arancia, in ogni momento pensa a lei.

Io penso che questa persona sia innamorata persa dell’altra e che sia anche la prima volta che s’innamori. Per questo sente un sentimento così intenso.

Potrebbe essere la storia di un ragazzo un po’ insicuro che esprime a suo modo quello che prova.

Quello che traspare dalla lettura della lettera è che quello dello scrittore è un “amore adolescenziale”; infatti il mittente prova un forte amore nei confronti del destinatario ma è in parte incerto dei suoi sentimenti, delle sue azioni.

Secondo me questa lettera è stata scritta da un ragazzo che si è innamorato per la prima volta, che non ha mai provato questo sentimento, che è spaventato e non sa come comportarsi. Forse la ragazza in questione è più grande di lui, più esperta e quindi ha paura di fare brutta figura quando sta con lei.

Leggendo questa lettera, ritengo che sia sicuramente una composizione di un giovane teenager, indirizzata alla ragazza che egli ama, ma è ancora dubbioso riguardo a questo sentimento. Penso che i due siano distanti tra loro e la lontananza rende più forti come può, al contrario, rendere deboli e fragili.

In questa lettera il ragazzo M. si sente pervaso da un sentimento nuovo, l’amore, che lo travolge totalmente per la prima volta. Il ragazzo sente dentro di sé tante sensazioni contrapposte, il forte amore per la ragazza e la paura di affrontare questa nuova situazione.

MA DELL’AMORE, COME VIENE DESCRITTO IN QUESTA LETTERA, CHE COSA PENSANO?

Secondo me, come lo pensano anche altri, l’amore non sempre ha le caratteristiche positive, infatti si può anche stare male a causa dell’amore: quando finisce, quando non si trovano accordi o quando non è ricambiato. All’inizio tutto sembra bello, sei davvero felice ma non sempre è destinato a continuare.

L’amore non può essere banale, non può essere sbagliato e credo che questa lettera sia così facilmente condivisibile da ogni adolescente da poter essere apprezzata da chiunque.

Chiunque avesse letto questa lettera sarebbe capace di far traboccare dal proprio cuore giovane e palpitante di vita immagini di una schiettezza e sincera profondità, eppure, per poterne essere in grado, è necessario aver provato almeno una volta nella vita quell’oblio di sensi e bisogni un tempo primari che è l’amore.

Mente contro cuore. La storia più antica del mondo. Nella lettera si nota con chiarezza il contrasto tra un sentimento incomprensibile e la fredda ragione che non capisce cosa voglia dire provare sentimenti così forti.

Questa lettera è molto triste ma anche molto bella, secondo me, struggente, potrei dire, ti fa capire come sia facile innamorarsi ma anche quanto è facile cadere nel dolore e non riuscire a pensare ad altro che all’amato/a.

Cos’è l’amore? Io proprio non lo so. È davvero così facile inciampare oppure no? Sono questi sentimenti e sensazioni che mettono in allarme una persona? In questa lettera evidentemente sì. M. sembra davvero innamorato. Mi domando come sia la persona che ha suscitato in lui/lei questi sentimenti: sicuramente è fantastica. Oppure è la persona più semplice del mondo? Come bisogna essere davvero per una persona? Troppi interrogativi. Ma di una cosa cono certa: sembra un sentimento bellissimo e allo stesso tempo doloroso.

Non so quanto l’Amore sia positivo però … l’Amore può essere anche una tortura, una continua ricerca nel desiderio di possedere la persona amata, che alla fine fallisce. L’Amore ha distrutto persone, famiglie, amicizie, stati e nazioni. Eppure viene sempre paragonato a qualcosa di bello.

INSOMMA, SEMBRA CHE QUESTA LETTERA LI ABBIA CONQUISTATI! QUALCUNO, PERÒ, L’HA LETTA CON OCCHI DECISAMENTE DISINCANTATI (e non sono tutti maschi!).

Penso che in questa lettera siano stati espressi dei sentimenti bellissimi e davvero molto intensi, anche se questo genere di cose non fa per me. Credo che per scrivere questa lettera il mittente abbia avuto molto coraggio; io sicuramente non farei nulla di simile in quanto sono timida.

Non è che abbia molto senso. Sono le solite frasi da film in cui c’è il solito povero ragazzo a cui piace una ragazza ma non glielo dice e soffre bla bla bla, lei nella prima parte del film non vuole andare con lui e alla fine come al solito c’è la mega scena romantica e il film finisce lì, anche se magari dopo dieci giorni la ragazza molla il povero ragazzo-poeta per andare con un altro di 20 anni più grande tutto muscoloso con la moto. Ecco la fine di tutto il romanticismo della lettera.

L’amore è una sfida a carte con il nostro cuore: in tutti i casi il nostro avversario ne esce vincitore: se perdiamo, infatti, ci disperiamo cercando di dimenticare; se dovessimo vincere è il cuore stesso che si complimenta con noi, anche se alla fine è lui che riceverà la medaglia.

Quello che descrive il ragazzo è tutto un gonfiare di parole per rendere quel suo sentimento agli occhi della destinataria pietoso in tutti i sensi: “Non dormo più, non mangio più”.

Chiunque provi questo tipo di sentimento farà la fine del filosofo Talete: isolato dalla realtà materiale, diverrà oggetto di derisione da parte delle altre persone (nonostante si renda conto dello sbaglio che commette amando una certa persona).

Scommetto che questa è la tipica situazione in cui si trovano i giovani d’oggi, incapaci di trovare ciò che è positivo in un rapporto, ritenendo la relazione come qualcosa “usa e getta”, incapaci di ascoltare veramente il proprio cuore.

Dallo stile della lettera la ragazza che l’ha scritta deve avere sui 18 anni e oltre e se fosse così, trovo tutte le sue parole inutili e senza senso perché l’amore umano è più dolore che piacere.

L’AMORE DI MONTONE È TORMENTATO: I RAGAZZI D’OGGI HANNO PAURA DI SOFFRIRE?

Come ci si innamora? Bella domanda … Quando tutto passa in secondo piano, quando ci si dimentica di mangiare, quando si rimane svegli la notte a pensare a lui, quando ogni singola cosa è ricollegabile a quella persona … sì, quella persona in cui nessuno crede, forse così sbagliata da non rendersi nemmeno conto che sono più le notti in cui ci si addormenta piangendo che quelle in cui si chiude gli occhi con un sorriso stampato nel cuore …
Poi alla fine si comprende che quel benessere era solo apparente, che si diventa nemici di sé stessi … che si sta morendo dentro cercando di accontentarsi dei piccoli gesti, così piccoli che a volte solo tu vedi … Non credo ci sia una persona giusta o sbagliata, credo piuttosto che ci sia una persona più adulta delle altre, che prima o poi si incontrerà

Si soffre, si fanno paranoie, ma alla fine si tralasciano pure queste sciocchezze. Innamorarsi è bello … vero.

BE’, FORSE UN PO’ SÌ, MA NON TANTO DA RINUNCIARE A SCOPRIRE QUESTO SENTIMENTO COSÌ ALTALENANTE:

Che sia l’amore di un ragazzo frequentante le scuole superiori, di una scrittrice affermata o di un poeta duecentesco, ogni sensazione ha un suo riscontro e ad un certo punto si afferma la certezza che questo sentimento, intriso di gioia e dolore, sia comprensibile allo stesso modo da chiunque abbia avuto la fortuna e la sfortuna di conoscerlo, e nel medesimo tempo sembri incomprensibile a tutti coloro che invece non hanno ancora amato.

L’amore è altalenante, non è mai “rose e fiori” e lo stesso sentimento comporta felicità e dolore allo stesso tempo. Soprattutto quando sai che la persona di cui ti stai innamorando non è giusta per te o sai che non ricambierà, da una parte non puoi frenare i tuoi sentimenti che ti avvolgono e si abbattono su di te, dall’altra la consapevolezza di non poterla avere per motivi svariati provoca ancora più sofferenza.

Cos’è l’amore? Me lo sono sempre chiesta. Questa lettera in qualche modo sembra dare una risposta. Rappresenta un sentimento bellissimo e allo stesso tempo doloroso. Questi pensieri, sensazioni, contrasti descritti mi rievocano le immagini di amiche e amici che vivono la medesima situazione. Ho sempre visto l’amore attraverso le loro parole, i loro sguardi o semplicemente attraverso i loro gesti. Ebbene è questo l’amore? Me lo chiedo spesso.

C’È PURE CHI SENTE UNA GRANDE PARTECIPAZIONE ALL’ESPERIENZA DESCRITTA, ANCHE SE NON SEMPRE GIÀ SPERIMENTATA:

La mia mente si perde nella lettura di questa lettera, questo frammento di anima dispersa nei propri sentimenti, naufraga del proprio pensiero a volte contraddittorio, a volte coerente nella pazzia davanti all’amore. Le immagini descritte sono talmente reali e immediate da confondere la mia ragione di lettrice, non perché vadano al di là della mia comprensione, tutt’altro, ma piuttosto per la mia capacità di relazionarle a qualcosa di metaforico o melodrammatico. Queste parole sono vere, talmente reali che sembrano appartenermi, come se io stessa fossi l’artefice del loro dolce, tormentoso, passionale, nervoso, ammaliante suono. […] Chiunque abbia scritto, ideato, creato, forgiato, plasmato una simile esperienza merita e meriterà sempre il rispetto dovuto a chi nel mistero del proprio cuore ama, sogna, spera e vive di solo amore, anche se solo per un momento.

Non riesco a capire perché dei sentimenti così, che dovrebbero essere belli, vengono così spesso paragonati al dolore, in questo caso ad una caduta. Provo un po’ d’invidia per i sentimenti che questa persona è riuscita a provare e ad esprimere, forse perché non ne ho mai provati, soprattutto così forti. Provo anche un po’ di compassione nei confronti del mittente perché non sempre un amore così forte, che addirittura gli fa perdere la razionalità, è corrisposto alla stessa maniera.

Così come le parole di Catullo o di Petrarca, questa lettera mi sorprende, mi attira, mi tortura … e tutte le parole, dalla prima all’ultima, che compongono la lettera, le sento mie, le comprendo, come un idioma che ho appreso improvvisamente nel momento in cui anche il mio cuore ha cominciato a bruciare

Questa lettera descrive i sentimenti di una persona. Leggendola mi sembra di provare le stesse cose che prova il mittente. Descrive il lato positivo e quello negativo dell’amore e come questo sentimento prevenga su tutto il resto.

NON SEMPRE, PERÒ, SCRIVERE DI GETTO, ANCHE SE LE PAROLE SONO DETTATE DAL CUORE, È LA SCELTA GIUSTA:

quando ci innamoriamo e quell’amore viene corrisposto, iniziamo a contare i giorni, i mesi finché scopriamo che tutto quello che abbiamo provato è stato solo un sogno e credo che se il ragazzo o la ragazza rileggesse quello che ha scritto riderebbe di se stesso.

ABBANDONARSI AI SENTIMENTI TRAVOLGENTI, POI, È ANCHE MOLTO RISCHIOSO … PER LA SALUTE MENTALE:

L’Amore porta alla pazzia e la pazzia … beh, quella ci porta ovunque ed Ovunque guarda caso non è mai bene … Quindi prima di innamorarti pensaci bene. Personalmente credo che ci si innamori sempre della persona sbagliata.

NON È DETTO, INOLTRE, CHE A SOFFRIRE DI PIÙ PER AMORE SIANO LE DONNE:

Di solito si considera la donna quella che più soffre per amore, che è più sensibile; in realtà, come in questo caso, molto spesso è l’uomo che soffre per quello che gli accade perché non sa cosa fare.

… PERCHÉ ORMAI ANCHE IN AMORE È STATA CONQUISTATA LA PARITÀ DEI SESSI:

Fino alla fine avrei detto che a scrivere fosse una donna, impressione confutata da quel “Cara” all’inizio della lettera, tuttavia c’è da capire quanto, nonostante tutto, questo sentimento, se puro, sia allo stesso modo per i maschi e le femmine.

FORSE SI SOFFRE ANCHE PER UN’INSOSPETTABILE “COLPA SOCIALE”:

Il sentimento espresso dallo scrittore/scrittrice è senza dubbio forte e trova poche manifestazioni nella realtà odierna dove una dimensione troppo materialistica dei sentimenti sta permeando l’anima della gente, rendendo l’amore slegato dall’amore stesso.

… O MAGARI L’AMORE È IN AGGUATO E CI SORPRENDE QUANDO MENO CE L’ASPETTIAMO:

Secondo me M. e C. sono due amici e un giorno M. si è accorto di essere innamorato di C., non riesce neanche a capire come ma ne è sicuro, il volto di lei è infatti l’unica cosa che vede.

MA UNA LETTERA COME QUESTA, LA VORREBBERO RICEVERE?

Una lettera del genere, ammetto non sarei mai in grado di scriverla, ma riceverla mi farebbe davvero contenta (ovvio se è il ragazzo che mi piace).

Non riuscirei a provare un amore così, però mi farebbe piacere ricevere una lettera del genere.

Mi avrebbe fatto piacere ricevere una lettera del genere anche se sarei rimasta un po’ spiazzata e avrei avuto difficoltà a rispondere.

Mi farebbe piacere ricevere una lettera del genere perché mi rispecchio molto nelle parole di questo ragazzo.

Se la lettera fosse arrivata a me, credo che mi sarebbe “sgorgato” dall’anima un urlo e di seguito un pianto lamentoso … e penso che ciò farebbe male al mio cuore, sarebbe senz’altro quel senso di tira-molla, quell’attimo di decisione che un secondo dopo lascia spazio al dubbio, all’incertezza. E poi, le espressioni utilizzate, credo che sarei ancora più sconcertata.

CONCLUDENDO, ALLA DOMANDA “COME CI SI INNAMORA?”, LA RISPOSTA C’È O NON C’È?

Come ci si innamora? Nessuno lo sa

P.S. Con i ragazzi abbiamo poi visto il film tratto dal romanzo di Cathleen Schine. La scoperta dei veri protagonisti di questa storia d’amore ha lasciato un po’ tutti spiazzati. Un po’ meno la relazione tra la libraia quarantenne e il ragazzo diciannovenne. Ma, come ha scritto qualcuno dei miei allievi, dopotutto l’importante è credere nell’amore, perché una vita senza amore non vale la pena di essere vissuta e allora via … con il cuore diviso in tanti pezzettini, ci si incammina verso un nuovo sentiero. Ma per quanto sia dura rialzarsi, è impossibile non farlo perché l’amore è una forza enorme, ottimista, innamorata della vita

LO SO, È UN POST LUNGHISSIMO E SPERO ABBIATE LA COSTANZA E LA FORZA DI LEGGERLO. NON SI PUÒ DIRE CHE NON SIA STATO SCRITTO CON IL … CUORE! :)

[fonti delle immagini: cuore glitter, lettera d’amore, coppia di innamorati, cuore Lolly flowers, cuore trafitto, lettera e cuori e Il Bacio di Hayez]

20 marzo 2010

È PRIMAVERA

Posted in affari miei, amore, dieta, poesia tagged , , , , , at 12:26 pm di marisamoles


Guardando fuori dalla finestra non sembrerebbe, ma la primavera ha inizio oggi (anche se tradizionalmente la data dovrebbe essere il 21 marzo). Il tempo è incerto, una lieve foschia mi impedisce di allungare, come sono solita fare, lo sguardo fino in fondo, attraversando la pianura, quasi a raggiungere il mare. Forse più tardi pioverà, ma si sa che il mese di marzo è un po’ pazzerello: ti illude che la nuova stagione sia alle porte, ma poi ti riserva delle sorprese poco gradevoli, a volte persino la neve, l’ultima della fredda stagione che ci lasciamo alle spalle.

La primavera non è la mia stagione preferita: io amo l’estate, non solo perché associo ad essa il periodo delle vacanze; amo il mare, i tuffi nell’acqua, la spiaggia con la sua sabbia dorata, il sole che brucia sulla pelle scaldando anche l’animo.
Ma la primavera da sempre è sinonimo di rinnovamento: la lunga stagione grigia, in cui la natura sembra addormentata, è terminata. A breve rivedremo gli alberi fiorire, l’erba verdeggiare sui cigli delle strade, i campi arati pronti ad accogliere i nuovi semi. Il seme della vita rinasce. I nostri pensieri si fanno meno tristi, dopo la forzata chiusura nella cupezza dell’inverno. Nuove speranze vengono accolte e cullate nei nostri cuori, e poco importa se poi irrimediabilmente l’attesa verrà delusa e la nostra vita scorrerà sempre uguale a se stessa, nel medesimo vortice frenetico di cui siamo prigionieri.

La primavera è anche la stagione dei buoni propositi, primo fra tutti quello di mettersi a dieta. Ci guardiamo allo specchio e ci chiediamo se mai troveremo il coraggio di infilare il bikini la prossima estate, a meno che non ci decidiamo a smaltire i chili di troppo, generoso e mai gradito regalo dell’inverno ormai passato. La primavera dura solo tre mesi, in fondo; i propositi non possono rimanere tali a lungo, quindi non conviene rimandare.
Quando, poi, pensiamo che con la bella stagione il movimento ci aiuterà a raggiungere con un certo successo e celerità il peso forma, ecco che l’effetto-primavera non si fa attendere. Quella incontenibile voglia di rimanere a letto più a lungo è esattamente il primo ostacolo ai buoni propositi. La sveglia suona sempre alla stessa ora ma mentre durante l’inverno eravamo pronti a scattare, ora vorremmo buttare quell’aggeggio insopportabilmente strillante fuori dalla finestra. D’altra parte, la maggior durata delle ore di luce ci consola: una passeggiata verso sera si potrà sempre fare.

La primavera è soprattutto il periodo degli amori, specie per i più giovani che confidano nella complicità del tempo favorevole allo sbocciare di sentimenti a volte ancora sconosciuti, quasi rispondendo ad un perpetuo desiderio di cambiamento. I vecchi amori rifioriscono, rallegrati da quella tavolozza multicolore che è la primavera e rinvigoriti dai raggi del sole che ritorna a splendere. Un nuovo slancio porterà i cuori sopiti a chiedere ed ottenere una nuova vita. Chi l’amore l’ha perduto può nutrire la speranza di un nuovo incontro: i battiti del cuore ritorneranno a correre veloci, dopo il lungo letargo invernale.

La primavera, insomma, è un inno alla vita. Per celebrare la nuova stagione ed il suo arrivo silenzioso, preannunciato da un venticello tiepido che ci accarezza dolcemente, mi piace ricordare i versi di un poeta lontano, Guglielmo d’Aquitania (esponente della poesia provenzale del XII secolo) che con la sua Come il ramo del biancospino celebra la dolcezza della primavera e in cuor suo si augura che l’amore ritorni a fiorire come il ramo del biancospino riprende vita allo sciogliersi del gelo, scaldato dai raggi del sole mattutino:

COME IL RAMO DEL BIANCOSPINO

Nella dolcezza della primavera
i boschi rinverdiscono, e gli uccelli
cantano, ciascheduno in sua favella,
giusta la melodia del nuovo canto.
E’ tempo, dunque, che ognuno si tragga
presso a quel che più brama.

Dall’essere che più mi giova e piace
messaggero non vedo, né sigillo:
perciò non ho riposo né allegrezza,
né ardisco farmi innanzi
finché non sappia di certo se l’esito
sarà quale domando.

Del nostro amore accade
come del ramo del biancospino,
che sta sulla pianta tremando
la notte alla pioggia e al gelo,
fino a domani, che il sole s’effonde
infra le foglie verdi sulle fronde.

Ancora mi rimembra d’un mattino
che facemmo la pace tra noi due ,
e che mi diede un dono così grande:
il suo amore e il suo anello.
Dio mi conceda ancor tanto di vita
che il suo mantello copra le mie mani
!

(traduzione di A. Roncaglia)

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C'è una misura in ogni cosa, tutto sta nel capirlo (Pindaro)

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Chiara Patruno - Psicologa

Psicologa Dinamica e Clinica presso l’ Universita’ La Sapienza di Roma, Facolta’ Medicina e Psicologia

Le Parole Segrete dei Libri

Una stanza senza libri è come un corpo senz'anima.

onesiphoros

[...] ἀλλ᾽ ὥσπερ ἄνθρωπος, φαμέν, ἐλεύθερος ὁ αὑτοῦ ἕνεκα καὶ μὴ ἄλλου ὤν, οὕτω καὶ αὐτὴν ὡς μόνην οὖσαν ἐλευθέραν τῶν ἐπιστημῶν: μόνη γὰρ αὕτη αὑτῆς ἕνεκέν ἐστιν. Aristot. Met. 1.982b, 25

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L'isola delle colline.

Nella mia vita ho speso più tempo a chiedere "Ci beviamo un caffè?" che a bere davvero caffè.

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LA MUTAZIONE CHE VEDO ATTORNO A ME. PROVE DI PENSIERO DI GIOVANNI BOCCIA ARTIERI

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Sono disoccupata, sto cercando di smettere. Ma non mi svendo

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letteratura, filosofia, arte e critica globale

Laurin42

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LE LUNE DI SIBILLA

"Due strade trovai nel bosco, io scelsi la meno battuta, per questo sono diverso"(R.Frost)

Il mondo di Ifigenia

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Il Blog di Raffaele Cozzolino

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L'innocenza non ha ombre

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Quarchedundepegi's Blog

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Ecce Clelia

Storie e pensieri di una mente non proprio sana, messi in una bottiglia e lasciati andare verso ignoti ed ignari lettori, naufragati su questo sito.

OHMYBLOG | PAOLOSTELLA

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Diemme

Amami quando meno lo merito, che è quando ne ho più bisogno (Catullo) - Non sprecate tempo a cercare gli ostacoli: potrebbero non essercene. Franz Kafka —- Non è ciò che tu sei che ti frena, ma ciò che tu pensi di non essere. Denis Waitley -- Non c'è schiaffo più violento di una carezza negata

espress451

"In ogni cosa c'è un'incrinatura. Lì entra la luce" - Leonard Cohen

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