14 aprile 2012

GENITORI NON SPOSATI IN CHIESA? NIENTE BATTESIMO AL BIMBO

Posted in bambini, famiglia, figli, Friuli Venzia-Giulia, religione tagged , , , , , , at 7:27 pm di Marisa Moles


La Chiesa discrimina? No, il sacerdote obbedisce al vescovo: niente battesimo al neonato se i genitori non sono sposati in chiesa. Pare, comunque, che il rifiuto sia limitato alla richiesta, fatta dal padre, che il bambino fosse battezzato durante la messa domenicale. In questo caso, come fa a dire il sacerdote, don Andrea Della Bianca, 38 anni, parroco di Morsano (in provincia di Pordenone), che non si tratta di discriminazione? Ma procediamo con ordine.

Dunque, pare che una coppia non sposata abbia chiesto il battesimo del figlio neonato nella chiesa di Bando, una località vicina a Morsano, e che il giovane parroco si sia rifiutato poiché il vescovo, monsignor Giuseppe Pellegrini, ha disposto che ai genitori sposati civilmente o conviventi non sia offerta questa possibilità in quanto la domenica, durante la messa, si battezzano i bambini delle coppie unite in matrimonio. È attraverso quest’indicazione che si cerca di valorizzare la coppia sposata, che ha già ricevuto il sacramento del vincolo in matrimonio, come spiega don Della Bianca che aggiunge: piuttosto che discriminare la coppia non sposata. La Chiesa non discrimina nessuno.

Poi, però, gira la frittata e dichiara: La coppia in questione voleva battezzare il piccolo a Bando durante la messa della domenica. Ma a Bando la domenica non si celebra la messa. Si celebra ogni martedì mattina alle 8. Se la coppia vuole, a quell’ora, in quel giorno nella chiesa di Bando possiamo celebrare il battesimo.

Insomma, le coppie sposate possono battezzare il figlio alla messa domenicale dove vogliono, per quelle non sposate c’è sempre il martedì.

Ma a voi non sembra un modo per arrampicarsi sugli specchi? A Bando non si può battezzare il piccolo celebrando una messa ad hoc la domenica?

Come spiega il giornalista del Messaggero Veneto, il curioso caso sarebbe emerso da un’indagine proposta da TelePordenone in seguito alla vicenda del bambino disabile a cui sarebbe stata rifiutata la Prima Comunione nella provincia di Ferrara. Anche questa volta sembra che la Chiesa non discrimini ma che certe situazioni debbano essere spiegate (con versioni discordanti) prima di essere giudicate.

Io, comunque, non giudico, informo. E se la notizia fosse per caso una bufala, mi scuso fin d’ora.

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11 commenti »

  1. lilipi said,

    Penso che qui ci sia in equivoco, perché conosco tanti figli di genitori sposati civilmente o anche non sposati che sono stati battezzati durante la messa domenicale(una addirittura durante la messa di Pasqua). O si tratta di iniziative individuali di vescovi o parroci,o il problema è che non si possono più celebrare battesimi fuori della Messa ordinaria(come una volta) e qui la Messa ordinaria si celebrava di martedì

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  2. marisamoles said,

    @ lilipi

    Può darsi che tu abbia ragione, anzi spero proprio che sia come dici tu.

    Questa notizia mi ha colpita perché, ventinove anni fa, a mia nipote era stato, in un primo momento, negato il battesimo perché mio fratello ha sposato una divorziata con rito civile. Ne ho parlato in questo post.

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  3. Diemme said,

    Cara Marisa, non vorrei trovarmi a difendere la Chiesa (giuro che non è mia intenzione ;) ) ma, al di là della storia del martedì e la domenica e l’arrampicamento sugli specchi, se una coppia ha deciso di vivere il proprio rapporto in maniera non cristiana, perché dovrebbe voler battezzare il figlio? Diverso è se i due genitori non possono sposarsi in Chiesa, magari perché divorziati, e allora ammetto che in questo caso non ci sarebbe incoerenza, ma nel primo, mi dici che senso avrebbe quel battesimo?

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  4. marisamoles said,

    @ Diemme

    Non è dato sapere perché i due convivano, potrebbe anche darsi che uno dei due sia divorziato. In ogni caso, potrebbe sembrare un controsenso voler battezzare il figlio ma la Chiesa, invece di allontanare i fedeli, più o meno convinti e praticanti, dovrebbe fare in modo di attirare la gente dimostrando un’apertura.
    Ricordo che quando informai il mio parroco di voler battezzare il primogenito nella chiesa in cui mi sono sposata, a Trieste (un po’ per motivi sentimentali e un po’ per non costringere tutti a spostarsi a Udine), mi disse: ma così allontana un fedele dalla sua parrocchia. 8O

    Credo che il battesimo non debba essere negato comunque. Anche se la nostra società è sempre più multietnica e multireligiosa e anche se ormai l’ora di religione a scuola è facoltativa, la maggior parte dei bambini che frequentano le elementari è battezzata e, di conseguenza, fa la Prima Comunione in quarta (almeno qui, altrove non so). Succede che si sentano diversi quei bambini che non possono fare la Comunione, soprattutto quando sentono parlare di feste o regali. :)

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  5. Cara Marisa, sinceramente non ci capisco più nulla…
    La chiesa, i sacramenti, la religione, la fede e… io direi :basta
    Lasciamo al cuore di ognuno “operare “per il bene dell’anima.
    Ci sono troppe “regole” nella chiesa che portano solo a confondere
    chi veramente ha solo voglia di credere.
    Un caro abbraccio
    Mistral

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  6. marisamoles said,

    Cara Mistral,

    l’abbiamo già detto: è la chiesa che rovina la fede. Tanti paletti scoraggiano e poi dicono che la chiesa è vicina a chi soffre o comunque a chi ha bisogno di un sostegno. Mi chiedo: se bussa qualcuno alla porta della parrocchia, il prete chiede se è battezzato o sposato in chiesa, se non ha mai abortito o bestemmiato?

    Ricordo che la catechista di mio figlio mi aveva ripreso perché non accompagnavo il bambino alla messa delle 10, quella dei bambini. Io le ho risposto che mi era più comodo l’orario della messa successiva ma che comunque mio figlio ci andava tutte le domeniche. Lei prima mi ha fatto capire che non ci credeva e poi mi ha detto che quella dei bambini era più adatta. Le ho risposto: io vado a pregare Dio dove voglio, anche in una moschea o in una sinagoga se mi va. Lui sicuramente l’apprezzerebbe.

    Buona giornata.

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  7. Diemme said,

    Marisa, non tutte le persone hanno la tua cultura e la tua grinta per rispondere a tono. A me pare che la gente si faccia concorrenza pure dentro la chiesa, chi è il prete più figo che porta più gente a Messa, chi ne battezza di più… non ho parole.

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  8. marisamoles said,

    @ Diemme

    Mi offri l’occasione per parlare di una mia esperienza che sarebbe calzata a pennello nell’altro post (quello della comunione negata – bufala o meno, non so- al bimbo disabile).
    Mi sono fatta nemica più di una catechista. La prima per il fatto che ho raccontato, ma c’è di più. Una volta osservai che dei testi da imparare a memoria da parte dei bambini di seconda elementare mi sembravano difficili sia per il linguaggio sia per il messaggio di difficile comprensione. La simpatica catechista, mia omonima tra l’altro, rispose: “Lei è un’insegnante, glielo spieghi lei a suo figlio se non capisce”. Inutile dire che dopo l’ennesima “incomprensione”, mio figlio cambiò chiesa e fece felicemente la comunione, seguito da una catechista davvero in gamba. Costei, però, ebbe a che dire con il mio secondo bimbo, più discolo del primo ma molto intuitivo e intelligente (non che il primo non lo fosse o lo sia tuttora, sono semplicemente diversi e poi, non si parla di intelligenze multiple? :) ).

    L’episodio è questo. A poche settimane dalla Prima Comunione la catechista – buona donna, madre di famiglia anche se divorziata … sì, hai capito bene) mi convocò per manifestare le sue perplessità riguardo la scarsa consapevolezza che mio figlio, secondo lei, aveva del sacramento cui si stava accostando. In altre parole voleva il mio consenso per rimandare l’evento all’anno successivo. Il motivo? Ora, mio figlio, proprio perché aveva – ed ha – un’intelligenza fuori dal comune, necessitava di stimoli particolari per interessarsi alle attività. Detto in soldoni, si annoiava a morte e faceva casino. La catechista, quindi, aveva supposto che non fosse pronto per la Comunione e mi aveva fatto notare che la sua responsabilità di fronte a nostro Signore era enorme e che non se la sentiva di assumersela per mio figlio. Io, tranquilla, le feci notare che anch’io, come madre, avevo delle responsabilità in tal senso ma quantomeno ero sposata e non divorziata e, nonostante ciò, non facevo la catechista ma svolgevo un laicissimo ruolo di professoressa di lettere al liceo. Il gelo calò tra noi.

    Non seppi mai se la gentile signora fosse andata a lamentarsi dal parroco; io lo feci nell’arco di due ore. Il risultato fu che mio figlio, di botto, fu nominato – presumibilmente dal parroco – assistente della catechista, compito che svolse con grande zelo e, nell’arco di poche settimane, lo portò entusiasta sull’altare per ricevere la sua prima ostia consacrata.

    Insomma, tutto è bene quel che finisce bene … ma che fatica!

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  9. Ingiustizia said,

    Dicono sempre che è un controsenso battezzare i figli dei genitori non sposati in Chiesa perché questi non hanno voluto avvicinarsi al modo di vita cristiano. Io non sono sposata in Chiesa per questi motivi: mio marito lavora molto e spesso va in trasferta, per cui non riesce a partecipare al corso prematrimoniale; alcuni parroci chiedono cifre astronomiche per realizzare in matrimonio (in alcune chiese vengono imposti anche i loro fotografi!); infine gli invitati, che abitano lontano da dove abitiamo noi (i miei poi sono oltreoceano).
    Controsenso per me sono quelle coppie che si sposano in Chiesa solo per una questione di apparenza. Ho tante amiche che durante la preparazione del loro matrimonio religioso davano più peso al vestito, alla location, alla decorazione della chiesa e al viaggio di luna di miele. Dopo il matrimonio tornano in chiesa al matrimonio delle amiche o al battesimo del figli…

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  10. marisamoles said,

    @ ingiustizia

    Condivido pienamente la tua riflessione. Io sono sposata in chiesa e ho battezzato i bambini. Li ho seguiti durante tutto il periodo della preparazione alla Comunione, andando a messa con loro, mentre la maggior parte dei genitori li parcheggiava e tornava a prenderli alla fine della funzione. Questo è un controsenso.
    Non ho imposto loro la Cresima perché siano liberi di scegliere la loro strada in futuro. Per ora in Chiesa non ci mettono piede … vedi che poi tanti sforzi servono a poco. :(

    Credo che sia necessario superare tutte le convenzioni: se uno si vuole sposare in chiesa (sempre che abbia il tempo di fare il corso pre-matrimoniale … io sono stata fortunata: un incontro con il prete al bar, quattro chiacchiere davanti al caffè e fine della trasmissione, idem per il corso di preparazione al Battesimo), dovrebbe poterlo fare senza tanti sfarzi e cento invitati, senza pranzi di nozze e bomboniere … magari il viaggio sì, con i soldi risparmiati. :)

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  11. […] sono sposati solo civilmente (ne ho parlato QUI). Ma le cronache sono piene di casi di questo tipo. Uno dei post che scrissi sull’argomento, meno di un anno fa, in queste ore è il più letto del […]

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