12 marzo 2010

DOCENTE NAPOLETANO LICENZIATO IN FRIULI

Posted in Friuli Venzia-Giulia, scuola tagged , , at 7:00 pm di Marisa Moles

Ha quarant’anni ed è originario di Napoli. Aveva ottenuto un incarico come insegnante di sostegno in una scuola di Pordenone, ma è stato licenziato. Perché? Perché parlava in napoletano, il suo idioma materno. Ma in Friuli, lo stesso Friuli che da sempre difende il proprio dialetto e pretende che venga elevato a dignità di lingua, non tollera che altri italiani, provenienti dal sud con enorme sacrificio, usino il proprio dialetto.

Il maestro in questione aveva tutte le carte in regola: abilitato con specializzazione all’handicap e inserito negli elenchi del sostegno agli alunni disabili nelle graduatorie permanenti provinciali a esaurimento, in coda.
Forse è stata proprio quella “coda” ad avere disturbato qualcuno. Sul Messaggero Veneto si legge: Il fatto di essere una “coda”, come dicono in gergo gli stagionali, non è un dettaglio. Nel 2009 l’inserimento in coda di supplenti in arrivo da altre regioni ha fatto tremare i precari nordestini sui sorpassi e ribaltoni in graduatoria.
Ufficialmente è stato allontanato, dopo un’indagine ispettiva partita dal MIUR, perché invece di dire siediti, piccolo, usava la più colorita e simpatica espressione settati piccirì. Eppure questa ventata solare di allegria tutta napoletana non è piaciuta ai genitori del freddo nordest. O almeno questo è ciò che si dice. E l’allontanamento del docente non è cosa di poco conto: non potrà più essere assunto da nessuna graduatoria in cui è iscritto, nel pordenonese.

Ora, sono la prima a ritenere che agli allievi ci si debba rivolgere in italiano poiché proprio il patrio idioma permette di comunicare con tutti in ogni angolo d’Italia. D’altra parte, credo che anche il maestro in questione sia in grado di esprimersi in italiano, visto le abilitazioni e tutto il resto. Poi si parla di “altre mancanze” e sarei più disposta a valutare legittimo il licenziamento proprio sulla base di una palese incompatibilità ed incompetenza.
In un’Italia in cui tutti conoscono e cantano almeno una strofa di O’ sole mio, mi pare proprio impossibile licenziare un maestro solo perché parla in napoletano.

AGGIORNAMENTO DEL POST, 13 MARZO 2010

C’è un seguito alla vicenda del maestro napoletano licenziato in Friuli, apparentemente perché si esprimeva con l’idioma campano rivolto ai bambini che seguiva nella veste di insegnante di sostegno.
Oggi sul Messaggero Veneto. it si legge:

«Gli abbiamo consigliato di fare punteggio fino a gennaio per avere un risultato professionale in graduatoria – hanno detto dalla cattedra del secondo circolo con la promessa dell’anonimato – e di andarsene da questa scuola. Niente da fare: dispiace perché è una brava persona. Non parla sempre l’italiano corrente. Buon rapporto con i bambini, ma se il maestro non ha un idioma corretto che docente è?».

Avesse parlato friulano? «La “marilenghe” è un’altra cosa - dicono le esperte di lingua -. Questo non appartiene alla nostra tradizione».

Il caso ha creato qualche imbarazzo. «Il sindacato deve fare qualcosa – hanno suggerito alcuni colleghi -. Lo hanno silurato con pregiudizio. Non hanno usato lo stesso metodo in Provincia, per scegliere l’insegnante nella trasmissione “Parlare italiano si può” dedicata agli stranieri immigrati e da alfabetizzare, su TelePordenone? Il primo candidato di grande professionalità aveva una inflessione sicula: è stato silurato».

Non voglio aggiungere altro, ma ai commentatori intervenuti finora su questo blog vorrei dire: e poi sono io ad avere i pregiudizi?!?

About these ads

10 commenti »

  1. mario dimemari said,

    Rifletti su quanto tu stessa hai scritto!

    “Alle nuove generazioni di docenti raccomando di non dar nulla per scontato e di non avere la presunzione di “sapere” perché non si finisce mai di imparare.”

    Tu di dove sei? Ho capito che abiti a Udine, ma dove sei nata e hai studiato?
    Cara maria, questo tuo articolo e l’apoteosi dell’ignoranza politicizzata e disinformata, non hai capito un c….o del Friuli e della sua gente.
    Ci siamo rotti le palle di farci rapinare i posti di lavoro meno impegnativi dalla gente del sud, adesso anche noi vogliamo accedere a mansioni scolastiche meno gravose.
    Non tutti si abilitano al sostegno x non fare un c….o (nord e sud), in Friuli c’e’ gente che crede ancora di poter donare amore a chi ne ha bisogno e mi chiedo se tu sei in grado di fare altrettanto.
    Siamo pieni di extracomunitari e italiani che parlano con inflessione impropria, pur tuttavia non li abbiamo mai cacciati, forse presi in giro bonariamente qualche volta, ma cchiu’ spesso assaje condividiamo con loro gioie e sofferenze.
    Comunque si scrive “assiettate picciri’ ” e non “settati piccirì” e no sta plui a rompi i coins par nuje. Informiti ben prime di fevelâ!

    Mi piace

  2. marco said,

    Lei scrive:Ma in Friuli, lo stesso Friuli che da sempre difende il proprio dialetto e pretende che venga elevato a dignità di lingua, non tollera che altri italiani, provenienti dal sud con enorme sacrificio, usino il proprio dialetto.

    Lei ha capito ben poco della terra che la sta gentilmente e pazientemente ospitando, appare chiaramente dalle sue affermazioni anche una forte lacunosità etnica geografica.
    Vista la sua predisposizione alla critica nei confronti di coloro che la ospitano, probabilmente, qualcuno, spinto da patria premura (dopo quanto da lei scritto), farà dignitosamente conoscere il proprio pensiero nei confronti del “FRIULI”.
    Ancora una domanda, come pensa di giustificarsi con tutti coloro che la consideravano un’educatrice super partes e le avevano riservato la loro amicizia?

    Colgo l’occasione per ringraziarla di avermi dato l’opportunità di esprimere il mio pensiero in questo blog.
    Marco

    Mi piace

  3. marisamoles said,

    @ Mario Dimemari

    Di solito non pubblico i commenti offensivi e contenenti espressioni scurrili. In questo caso faccio un’eccezione per dire che un commento del genere può essere definito con un solo aggettivo: razzista.
    Solo per chiarire il presunto errore nell’espressione napoletana: ho citato la fonte dell’articolo, il Messaggero Veneto, e lì stava scritto così. Tu stesso, nonostante il friulano sia la tua marilenghe, hai commesso degli errori nella frase, oltraggiosa, che conclude il tuo intervento.

    @ Marco

    Quando ho pubblicato il post, mi aspettavo delle risposte alla mia provocazione. Perché di questo si tratta, in fondo. Le mie parole, come sempre, sono male interpretate soprattutto da chi attribuisce ad esse un intento fazioso. Ma non è così: vivo in Friuli da quasi venticinque anni, amo questa terra, in cui mi trovo benissimo, e ho molte amicizie che in tutti questi anni mi hanno fatto mancare un po’ meno la mia città. Di certo non perderò le amicizie per questo articolo né per lo stesso motivo verrà sminuito il mio ruolo di educatrice, soprattutto perché non ho scritto nulla di male. Anzi, ho lanciato un messaggio di tolleranza, visto che ho chiaramente fatto capire che mi sembra inconcepibile che un docente napoletano sia licenziato solo per colpa del dialetto, o lingua, in cui si esprime. Ho anche espresso la mia perplessità sul fatto che questa sia l’unica causa del licenziamento. Probabilmente non lo è, ma si sa che la stampa pubblica ciò che fa più notizia, pur non alterando la verità dei fatti, ma comunque mettendo in risalto ciò che più interessa il lettore e che fa “scandalo”.
    Detto questo, quando scrivo che quello stesso Friuli che da sempre difende il proprio dialetto e pretende che venga elevato a dignità di lingua, lo faccio con cognizione di causa. I miei studi di linguistica (sotto la guida e l’esperienza del professor Giuseppe Francescato, non uno qualunque) mi hanno portato, molti anni fa, a capire che tutti quegli idiomi che definiamo con il termine improprio dialetti, altro non sono che “lingue regionali” e come tali hanno pari dignità le une rispetto alle altre. Una “lingua”, infatti, per essere tale, deve avere una storia e delle testimonianze scritte. Non mi risulta, quindi, che il Friulano abbia delle prerogative che altre lingue regionali non hanno. Compreso il Napoletano che, se proprio vogliamo dirla tutta, è una lingua conosciuta in tutto il mondo (anche se non compresa da tutti, ovviamente), attraverso le canzoni. Non mi pare che il Friulano, seppur diffuso in tutto il mondo grazie all’emigrazione, sia conosciuto al di fuori della terra d’origine e del Fogolar Furlan. Non parlo, quindi, di uso della lingua, quanto di “fama”.

    Spero di aver chiarito la mia posizione e La ringrazio per il tono civile del suo commento.
    Saluti.

    Mi piace

  4. Ernesto said,

    Non ho commenti da fare. Solo solidarietà da esprimerti, cara Marisa

    Mi piace

  5. Andrea said,

    TUTTO IL MIO SOSTEGNO ALLA COLLEGA MARISA.

    ANDREA

    Mi piace

  6. marisamoles said,

    @ Andrea ed Ernesto

    GRAZIE!!!!!!!!!!!!!!! :)

    Mi piace

  7. [...] fa aveva fatto notizia il licenziamento di un docente napoletano nel pordenonese. Ne avevo scritto questo post e i commenti che avevo ricevuto da due friulani doc avevano un tono molto diverso da quella [...]

    Mi piace

  8. Fernando said,

    Per caso leggo il tuo sito. Brava. Tanto per dare una testimonianza da musicista, ti informo che oramai in Friuli o canti e suoni musica friulana o fai la fame. In pratica, e io ne sono testimone, decine di musicisti spesso scadenti con repertorio friulano riescono a lavorare, ci sono anche quelli bravi, che vorrebbero proporre altro, ma anche loro, per la pagnotta, sono costretti a dedicarsi alla musica in marilenghe. Non esiste alcun valore di merito. Mi pare una situazione allucinante… e intato non lavoro. Non che io sia meglio di altri, ma la mia principale colpa è di amare Frank Zappa piuttosto che Dario Zampa. Scusa lo sfogo. Ciao.

    Mi piace

  9. marisamoles said,

    @ Fernando

    Mi spiace per la tua situazione. Accolgo volentieri, si fa per dire, il tuo sfogo. Il mio blog accoglie spesso gli sfoghi da parte di disoccupati, spesso docenti, purché con toni civili.

    Se ti può consolare, io preferisco di gran lunga Frank Zappa a Dario Zampa (con tutto il rispetto per Zampa, s’intende). :)

    Mi piace

  10. Sandro said,

    Ho letto con molta apprensione la vicenda del maestro napoletano licenziato perché parlava in dialetto durante le lezioni.
    Premetto che, i siti internet da me visitati hanno riportato varie versioni dell’accaduto, in alcune si parlava di incompetenza, ho anche sentito che a quest’ultima grave mancanza si sommava la penosa dizione del docente. Un blog riportava voce circa la totale mancanza di capacità del maestro nella gestione degli alunni..
    Voglio subito chiarire che questo licenziamento è secondo il mio parere giustificato,sarebbe interessate capire se l’istituzione scolastica abbia più volte richiamato a voce e /o per iscritto l’incauto docente, spiegandogli i suoi errori, e soprattutto, le sanzioni a cui sarebbe andato in corso.
    Ho letto molti blog, ed ho prestato attenzione soprattutto ai post dei Friulani. Alcune affermazioni dei miei conterranei ( non tutti per fortuna) si sono trincerate dietro le solite frasi precotte sulla ricchezza del dialetto, sulla capacità del mio dialetto di dipingere situazioni altrimenti non rappresentabili.
    Il dialetto secondo il mio punto di vista è una ricchezza, mja la scuola è un’altra cosa, l’utenza è composta da soggetti che hanno il diritto di capire quanto imparano, di non dover chiedere sempre ai genitori una traduzione.
    Mi ha fatto molto riflettere il post di un signore che ha lavorato per anni in Campania e si è lamentato che i miei conterranei usano il dialetto anche in modo provocatorio ed arrogante. Anche in questo caso devo ammettere questo brutto difetto che (non tutti )hanno i Campani.
    Dopo essermi cosparso il capo di cenere, chiedo a lor signori di riflettere con me su un paio di sfumature del dialetto.
    La scuola spende cifre enormi in corsi di aggiornamento per gli insegnanti, pagando profumatamente gli esperti che presiedono agli insegnamenti :lavagne multimediali, intercultura, come gestire un bambino iperattivo, eccetera. Mi domando non sarebbe meglio puntare su un corso di dizione?costerebbe molto meno delle esperienze appena descritte ed avrebbe il merito di unificare la classe magistrale italiana. Eh si!Perché questo corso dovrebbero farlo tutti dal maestro Friuliano a quello che lavora nell’assolata Lampedusa. Perché esiste un italiano standard che non è quello con cadenza napoletana, ma nemmeno quello che sento pronunciare ai miei alunni lombardi, figuriamoci quello che si parla in Friuli.
    Quindi cari colleghi, facciamo un corso finalmente utile, ma facciamolo tutti!Puntiamo verso un obiettivo comune, e verso (perché no) un ‘ulteriore riqualificazione della nostra categoria.
    Concludo con una preghiera rivolta agli amici Friulani che leggono questa lettera. So benissimo che una buona percentuale dei vostri insegnanti è forestiera, come insegnante sono cosciente che questa vicenda vi abbia allarmati e reso diffidenti; vi chiedo solo di non cedere alla tentazione ( comprensibile) di generalizzare su questi insegnati che affrontano sacrifici morali e materiali per poter coprire i vuoti di organico che ( prima della riforma Gelmini) esistono nelle vostre Province. Intervenite quando ne avete ( come in questo caso) tutte le sacrosante ragioni .

    Mi piace


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Coppetta gusto Collins e Mazzantini

Perchè un buon libro è come un gelato: non puoi che divorarlo!

Il mestiere di scrivere

LA SCUOLA DI SCRITTURA CREATIVA ONLINE - LABORATORI DIDATTICI E SEMINARI IN TUTTA ITALIA

dodicirighe

...di più equivale a straparlare.

marialetiziablog

salviamolascuolaprimadisubito.com site

Chiara Patruno - Psicologa

Psicologa Dinamica e Clinica presso l’ Universita’ La Sapienza di Roma, Facolta’ Medicina e Psicologia

Le Parole Segrete dei Libri

Una stanza senza libri è come un corpo senz'anima.

onesiphoros

[...] ἀλλ᾽ ὥσπερ ἄνθρωπος, φαμέν, ἐλεύθερος ὁ αὑτοῦ ἕνεκα καὶ μὴ ἄλλου ὤν, οὕτω καὶ αὐτὴν ὡς μόνην οὖσαν ἐλευθέραν τῶν ἐπιστημῶν: μόνη γὰρ αὕτη αὑτῆς ἕνεκέν ἐστιν. Aristot. Met. 1.982b, 25

Insegnanti 2.0

Insegnare al tempo dei "Nativi Digitali"

L'isola delle colline.

Nella mia vita ho speso più tempo a chiedere "Ci beviamo un caffè?" che a bere davvero caffè.

cucinaincontroluce

il mio mondo in uno scatto

I media-mondo

LA MUTAZIONE CHE VEDO ATTORNO A ME. PROVE DI PENSIERO DI GIOVANNI BOCCIA ARTIERI

La disoccupazione ingegna

Sono disoccupata, sto cercando di smettere. Ma non mi svendo

Nephelai

......... phrontisterion sospeso di MARIA AMICI

Italia, io ci sono.

Diamo il giusto peso alla nostra Cultura!

lauracsbno

Blog di una bibliotecaria molto poco evoluta ...

Psicologia per Famiglia

Miglioriamo le relazioni in famiglia, nella coppia, con i figli.

Studia Humanitatis - παιδεία

«Oὕτως ἀταλαίπωρος τοῖς πολλοῖς ἡ ζήτησις τῆς ἀληθείας, καὶ ἐπὶ τὰ ἑτοῖμα μᾶλλον τρέπονται.» «Così poco faticosa è per i più la ricerca della verità, e a tal punto i più si volgono di preferenza verso ciò che è più a portata di mano». (Tucidide, Storie, I 20, 3)

viaggioperviandantipazienti

My life in books. The books of my life

unpodichimica

Non tutto ciò che luccica è oro, ma almeno contiene elettroni liberi G.D. Bernal

scuolafinita

Un insegnante decente (CON IL DOTTOR DI MATTEO)

occhioallapenna

Just another WordPress.com site

penna bianca

appunti di viaggio & scritti di fortuna

ARTisablast

Scambiatevi ogni giorno un po' di farfalle.

Pollicino Era un Grande

Psicologia e dintorni a cura della Dott.ssa psicologa, psicoterapeuta Marzia Cikada (Torino, Pinerolo, Torre Pellice)

la fine soltanto

un blog e un libro di emiliano dominici (per ingrandire la pagina premi ctrl +)

ACCENDI LA VITA

Pensieri, parole and every day life

♥ melodiestonate ♥

Un blog da leggere... .Per chi ha tempo da perdere...♥

Critica Impura

letteratura, filosofia, arte e critica globale

Laurin42

puoi tutto quello che vuoi ( whatever you want you can)

LE LUNE DI SIBILLA

"Due strade trovai nel bosco, io scelsi la meno battuta, per questo sono diverso"(R.Frost)

Il mondo di Ifigenia

Svegliati ogni mattina con un sogno da realizzare!

Il Blog di Raffaele Cozzolino

Pensieri, riflessioni, tecnologia, informatica

Ombreflessuose

L'innocenza non ha ombre

Into The Wild

Happiness is real only when shared

minnelisapolis

faccio buchi nel ghiaccio

Alius et Idem

No sabía qué ponerme y me puse feliz.

A dieta...

...ma con una forte passione per il cibo e le rotondità!

Quarchedundepegi's Blog

Just another WordPress.com weblog

Ecce Clelia

Storie e pensieri di una mente non proprio sana, messi in una bottiglia e lasciati andare verso ignoti ed ignari lettori, naufragati su questo sito.

OHMYBLOG | PAOLOSTELLA

just an other actor's blog

Diemme

Amami quando meno lo merito, che è quando ne ho più bisogno (Catullo) - Non sprecate tempo a cercare gli ostacoli: potrebbero non essercene. Franz Kafka —- Non è ciò che tu sei che ti frena, ma ciò che tu pensi di non essere. Denis Waitley -- Non c'è schiaffo più violento di una carezza negata

espress451

"In ogni cosa c'è un'incrinatura. Lì entra la luce" - Leonard Cohen

Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.

Unisciti agli altri 264 follower

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: